Europee: Alberto Bagnai e il PD oltre il 30%


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Tutte le contraddizioni dei no€

Quante cose da dire a riguardo di questo lunghissimo ed accorato post comparso il 25 Aprile sul famoso blog dell’altrettanto famoso Alberto Bagnai.
Così tante che un commento su goofynomics sicuramente non sarebbe bastato, e come i frequentatori del noto blog sanno, chi ha commenti troppo lunghi è meglio che si faccia un suo blog e scriva le cose che pensa da altre parti. Non avendo un mio blog, ma avendo la fortuna di conoscere Stefano, posso scrivere qui ciò che penso a riguardo delle molte cose dette sul voto del 25 Maggio.
 – Ogni capitolo ha la sua schermate di riferimento con la parte d’interesse evidenziata –

CAPITOLO  I

Per comprendere tutto il post è necessario aver ben chiaro il concetto di doppiopesismo.

Vediamone subito un rapido esempio: se si tratta di tattica e strategia della Lega è cosa buona e giusta, mentre se la tattica e la strategia la fa il M5S è PUDE e si parla del pensiero di Prodi e dei democristiani.
CAPITOLO II
Votare alle europee significa mandare un gruppo di persone che sono state messe in una lista di partito.
Da un partito.
Dire che si tratta di mandare una persona in un gruppo parlamentare è la giustificazione di chi si trova a votare un partito che non vorrebbe mai dover votare. Il concetto di appartenere ad un partito ed essere indipendenti dal partito da cui dipendi, è una cosa surreale. Se qualcuno appartiene ad un partito è perché condivide quel che vuole fare quel partito.
#indipendenzaveneta 
CAPITOLO III

Perché non vengono fatti i nomi di questi occhi e queste orecchie? Chi dice cosa? Ognuno si deve assumere la responsabilità di ciò che dice. Troppo facile sostenere tesi e ragionamenti che per ipotesi partono da cose tipo: “c’è un tizio che mi ha detto una cosa, ora vi prego di credere”. Punto.

Peccato che non tutti sono boccaloni.
Qui viene richiesto un atto di fede, proprio come nelle religioni, quando ci si trova davanti all’inspiegabile e si sistema tutto con dicendo che è mistero, che viene appunto detto mistero della fede.  In questo passaggio si raggiungono livelli che nemmeno lo Spirito Santo.
#HiFi

  

CAPITOLO IV

Quindi il progetto non è quello di andare in Europa a “battere i pugni sul tavolo”, ma quello di andare a sfiduciare la Commissione Europea.

Fantastico!
Bellissimo!
Facciamolo!
Ma come?
La Commissione Europea viene nominata dai capi di Stato e dai primi ministri di ogni paese d’Europa, ad esempio di recente abbiamo capito che Renzi probabilmente nominerà D’Alema come Commissario Europeo per l’Italia.
Per sfiduciare la CE, il cui unico modo è di sfiduciarla tutta in blocco, si deve avere la maggioranza nel parlamento europeo, il ché significa che si ci auguriamo di avere ad esempio un PD oltre il 30% (#sticazzi) il PD dovrebbe sfiduciare la CE nella quale ha appena nominato D’Alema!
Qualcuno mi può spiegare il senso politico di questa cosa? Va bene che quelli “de sinistra” sono masochisti, ma questo sarebbe un qualcosa che va ben oltre il sadomasochismo, o forse è solo fantapolitica.
Per tornare a cose concrete:
Esiste un programma scritto e ufficiale su cosa e come vogliono operare questi #noeuro?
Solo chiacchiere, solo #ariafritta.
C’è chi dice di avviare delle trattative “joinlty agreed”  tra i paesi di tutta europa ma poi non è nemmeno così d’accordo con le modalità, mentre poi abbiamo anche chi dice di mettersi a stampare soldi in segreto.
Insomma, tutto e il contrario di tutto, e a capirli uno diventa pazzo!

Ecco perché su twitter si parla di #neuroexit.

CAPITOLO V

Proviamo comunque ad immaginare di “usare” il nostro voto per mandare una sola persona in un partito, con il compito di sfiduciare la Commissione Europea tutta.

Il piano è dunque quello di votarla per mandarla in un partito che farà parte di un gruppo di minoranza del parlamento (che in realtà potrebbe non essere nemmeno unito nel voler sfiduciare la Commissione).
E quale sarebbe poi questo gruppo? Forse forse l’EFD?
Questo è il massimo della concretezza che il progetto di voto #noeuro per le Europee sembra voler esporre e sul quale ci si dovrebbe basare per il voto.

#tuttiacasa

CAPITOLO VI
Lasciando stare la fantapolitica e tornando al dibattito sull’Euro, cerchiamo di capire quali siano i meriti e i demeriti di chi conduce questa battaglia.
Sicuramente un merito da riconoscere al professor Bagnai è quello di aver acceso, attraverso il suo blog, il dibattito sull’euro e di averlo portato dal web ai media nazionali, che a loro volta l’hanno portato all’attenzione dell’opinione pubblica. Di sicuro quest’operazione è riuscita egregiamente. E’ anche certo che il modo in cui questo tema viene proposto nel blog e nei social networks è quantomeno discutibile. Se è vero che una persona la si può valutare anche dai suoi modi di fare cosa dovremmo dire di chi risponde parlando di nazisti, di campi concentramento, lavaggi del cervello e amenità del genere a chi avanza dubbi e domande, o in alternativa invita con pacatezza la gente che spera in una svolta politica a darsi fuoco perché crede nella bontà delle idee che vengono proposte?
Se gli standard di discussione che si vogliono determinare sono questi, non vedo come vi possa essere una discussione, ma d’altra parte dalla grande colonna del blog è anche stato insegnato che i deficit di autorevolezza si possono compensare con l’affermazione di una ferrea autorità.
#cavajerenero

 CAPITOLO VII

Viene poi detto che comprendendo la natura dell’euro si a arriva a comprendere anche la vera antropologia della sinistra. Meglio tardi che mai…

Peccato non essersene accorti prima, e non è che non ci sono state occasioni per capirlo.
Nel 2009 ad esempio il sedicente Partito Democratico di sinistra negò l’iscrizione a Beppe Grillo, impedendogli la candidatura a segretario del PD, ( ebbene sì, è successo anche questo e al tempo il movimento 5 stelle non esisteva ) e se un episodio del genere non è bastato a capire “l’antropologia della sinistra”, apriti cielo!
A Grillo rispose Piero Fassino in quelle poche parole che ormai sono già passate alla Storia: “Se Grillo vuol far politica, fondi un partito, metta in piedi un’organizzazione, si presenti alle elezioni, vediamo quanti voti prende, e perché non lo fa? “
L’anno scorso, ad appena 4 anni da queste parole, abbiamo visto com’è andata a finire.
Forse nel 2009, siccome non era ancora scoppiata la crisi Greca, chi si occupava di economia, era troppo distratto dai libri senza figure per accorgersi di questa sinistra antropologia? Mah, chissà! Ad ogni modo parrebbe che certe cose non sia stata ancora del tutto ben compresa dal Nostro.
#failacosagiusta

  CAPITOLO VIII

La verità è importante e quando si fa politica si è molto più esposti al rischio di mentire, ed oggi per dimostrare la veridicità di questa affermazione basta un attimo.

Prendete un candidato a caso tra i noeuro e domandategli se nel 2014, così come nel 2010, l’uscita dall’euro e il ritorno alla Dracma per la Grecia potrebbe non essere la migliore delle soluzioni. Ascoltate attentamente la risposta del politico di turno, e mettetela a confronto con queste righe qui sopra scritte da un professore di economia nel 2010.
Sono certo che qualsiasi sia la risposta, scoprirete dei risultati sorprendenti.
Come sono certo che i politici siano le persone più brave a darsela a gambe quando gli vengono fatte delle domande, perché ormai la professione della politica è diventato quella di evitare il cittadino e di scappare ancor prima che vengano poste domande.
Una differenza abissale dall’antropologia del professore che, se non in tutti i casi, sembra ancora essere quella di una persona sempre pronta a ricevere domande, e a dare risposte, avendo anche l’umiltà e la capacità di mettersi in dubbio nonostante il proprio sapere.

#verità

CAPITOLO IX

Sappiamo bene che i politici con cui siamo abituati a parlare scappano davanti alle domande, ma vogliamo veramente trovarci ancora una classe politica che non è in grado di dare risposte?

Ricordiamoci che il 25 maggio, uno vale uno!
Il mio voto varrà 1 come il voto di un politico varrà 1, e varrà 1 anche il voto di un professore, che varrà 1 come il voto di un analfabeta. Varrà 1 il voto di Casaleggio, come varrà 1 il voto di Salvini.
Non importa di chi sia il voto perchè 1 vale 1
È facile da capire, ci possono arrivare tutti! Coraggio!

#vinciamonoi


CAPITOLO X

Se a questo punto non si è ancora convinti di dover mandare una persona candidata nelle liste della Lega al parlamento europeo, cercate di guardarla dall’altro lato: siccome la comunicazione del blog di Beppe Grillo viene fatta per attirare l’attenzione di milioni di italiani imbottiti di propaganda PUDE dalla mattina alla mattina seguente, votate comunque a destra, o anche il PD per lanciarlo oltre il 30%, ma questo solo perché così Grillo e Casaleggio riceveranno il chiarissimo e lampante segnale politico che se le persone non hanno votato il movimento 5 stelle sarà colpa del responsabile politico e del suo consigliere perché non hanno preso una posizione netta sull’euro…

Per recapitare questo chiaro messaggio ai non eleggibili Grillo e Casaleggio, è fondamentale che i cittadini che andranno a rappresentare nelle istituzioni il M5S vadano sotto il 20% alle Europee. Chiaro no? Avete capito?
Se questa serie di collegamenti vi sembrano assurdi, vi sbagliate.
È proprio così, poi pensatela come vi pare.
Astenersi contraddittorio.

#sololacrema
 

CAPITOLO XI

Ora visto che abbiamo capito l’importanza di mandare questo chiaro messaggio a Casaleggio e Grillo cerchiamo di capire la fondamentale importanza di mandare il PD oltre il 30%.
Partendo dal fatto che le europee non sono le politiche è essenziale che il PD faccia un buon risultato alle Europee e quindi vada oltre il 30% perché così quando la nave affonderà i nostri bravi capitani saranno tutti inchiodati in plancia.

Ma perché allora fermarsi al 30% perché non augurarsi pure che arrivi che ne so, al 40% così da inchiodarli proprio bene bene e per sempre!?
Forse perché le europee non sono le politiche e non si inchioda proprio nessuno facendogli vincere le Europee???
Ma no! Cosa avete capito!? Come vi potrebbe mai venire in mente che le europee non sono le politiche!…
Mandiamo in Europa il partito italiano PUDE per eccellenza, che ce frega, tanto abbiamo capito che le Europee non sono le politiche!
Ma no aspetta, visto che ci siamo e che le europee non sono le politiche auguriamoci anche che stravinca la destra noeuro a questo punto, e perché no? Pure l’estrema destra della Le Pen.
Bene, adesso il quadro è completo!
Tutto e il contrario di tutto
Spero abbiate capito il piano!
Va tutto bene, basta che non vinca il M5S! Poi per il resto comunque vada sarà un successo!
#controsenso


CAPITOLO XII

Ma prendiamo atto che la Lega non è il partito di Alberto Bagnai, ora qualcuno mi piò spiegare come si fa a votare una persona che è candidata in un partito senza votare il partito?
Proviamo a fare un esempio ipotetico: se nella prossima legge elettorale fossero reintrodotte le preferenze e una persona che per tutta la vita ha votato a sinistra venisse da voi e vi dicesse: a me Forza Italia mi fa schifo, ma Berlusconi mi piace molto, e siccome questa volta ci sono le preferenze, voto Berlusconi!
E se poi vi dicesse che lo vuole votare perché Berlusconi non voleva che lo votasse, come lui stesso non lo vuole, e lo vota perché sa che Berlusconi ha preso la sua decisione di ricandidarsi al termine di un percorso molto sofferto, nel quale per l’ennesima volta ha deciso di mettere in gioco la propria tranquillità personale in nome dell’interesse collettivo; e se aggiungesse ancora, che vota Berlusconi perché sa che lui, non è entrato in questo gioco per acquistare una piccola fetta di potere, ecco, se voi sentiste una persona che viene a farvi un discorso del genere, cosa pensereste?

#appunto

CAPITOLO XIII

E se la persona che facesse questo discorso fosse uno tipo alla Civati che ha dimostrato di aver saggiamente capito l’antropologia della sinistra? Uno di quelli che sognano di cambiare il PD da dentro, uno di quelli che la sinistra dovrebbe essergli riconoscente per lo sforzo che sta facendo nel sostenere posizioni e politiche di sinistra? Se prima avesse provato con il bastone e niente, e poi con la carota, e niente, e se alla fine questa persona volesse tentare il tutto per tutto magari cercando una candidatura nel grande partito di sinistra? 

Tutti i Civati desiderano far parte di un partito come il PD, perché è chiaro che la carriera di un Civati ha bisogno del PD, com’è chiaro che l’esistenza del PD stesso dipende da gente come Civati.
Del resto a noi cittadini è del tutto chiaro che per ridare un senso alla politica dobbiamo disfarci di gente in stile Civati e dei suoi amici PUDE del PD.
Se poi il fallimento dell’altro è stato quello di non riuscire ad entrare in un grande partito di destra, pazienza, c’è sempre il ripiego un ripiego e chissà, magari in futuro.
Alla fine tutta questa fatica ha dato comunque qualche frutto per qualcuno, mentre cosa sta dando al paese se non togliendo posizioni di terzietà?

#tanko

 CAPITOLO XIV

Ma tutto può ancora succedere, d’altra parte se l’auspicio iniziale è di poter tornare ad essere il rivale di chi oggi sta nella Lega…

E se chi sta nella Lega ti dà il consiglio di candidarti in un partito per praticare l’usanza dei navigati politici voltagabbana, che sono soliti accomodarsi su poltrone che diventano trampolini di lancio per la loro carriera personale, è chiaro che per uno che magari ha un briciolo d’amor di patria,  questo consiglio è difficile da seguire e qualche qualche dubbio sulla bontà della strategia comunque sorge.
Poi alla fine c’è così bisogno di terzietà…Meglio restare terzi.
Meglio restare indipendenti, e quand’è possibile meglio dissociarsi anche da sé stessi e da ciò che si firma!
C’è bisogno di più terzietà e questo per fortuna si è capito: infatti l’essere terzi è proprio il motivo per cui alla fine è meglio candidarsi!
Chiaro anche questo no?
#terzoincomodo




CAPITOLO XV
Per fortuna abbiamo capito che il Nostro non è un leghista!
Pericolo scampato!
Molta fatica è stata fatta per portare il dibattito sull’euro nel PD e si sono visti i risultati!
Ora non ci resta che fare il tifo e auguriamoci che il nostro bel partito PUDE vada oltre il 30%!
Ma adesso basta parlare di politica, c’è solo un mese di campagna elettorale da fare!
L’unica cosa che mi interessa, è che si dicano le cose come stanno, e che i fatti vengano dimostrati e non proposti come atti di fede. Nel frattempo continuo a rispondere quando mi pare e come mi piace. Buon 25 Maggio a tutti.

twitter @morris_vincent

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4 commenti su “Europee: Alberto Bagnai e il PD oltre il 30%

  • Anonymous

    Quindi anche qui Grillo voleva che fosse il PD a governare l’Italia perché sperava che, in un ipotetico schianto economico, Il PD c’avrebbe lasciato le penne in termini di voti???
    http://m.huffpost.com/it/entry/5074917/

    Ciao Morris, facce Tarza ora…

    Buzzerio Domenico

    • Morris Vincent

      Questo articolo (nonostante i tagli al video), infatti, è la prova da manuale di estrapolando spezzoni di frasi e commentandoli ad arte, si possa manipolare e trasformare in toto il significato dei fatti con l’intento di far passare un messaggio falso.
      Per tua informazione, comunque, anche in quel caso Grillo aveva ragione. Napolitano non avrebbe mai dato l’incarico al Movimento 5 Stelle.
      L’obiettivo infatti prima delle elzioni era quello di fare un governo PD con il sostegno di Scelta Civica di Monti, ma il deludente risultato di Scelta Civica, assieme al deludente risultato del PD in relazione alle vittorie di M5S e Berlusconi entrambi sottovalutati, hanno fatto cambiare i progetti dell’eurocrazia. Il PD non ha mai chiesto al M5S di partecipare al governo, gli ha solo chiesto i voti per far partire un governo che avrebbe fatto tutto quello che sta facendo oggi con Berlusconi.
      Rilassati e vedrai che il M5S farà la quello che deve fare, come ha sempre fatto: la cosa giusta.

  • Stefano Alì

    Eccellente lavoro 🙂
    Sono certo che anche su questo Bagnai avrà una qualche spiegazione e sicuramente gli abbacinati dalla sua luce abboccheranno.

    Ogni elemento viene separato dall’altro e giustificato a se.

    Il manifesto di solidarietà europea, la difesa d’ufficio di Soros, adesso l’auspicio di un PD forte.

    Ma dico io, se Berlinguer, pur spiegando il perché e il percome, avesse auspicato un PSI debole e un MSI forte, che avreste detto?

I commenti sono chiusi.