Un giorno ne rideremo… o piangeremo sangue


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A quanto pare Renzi ha ben imparato dal suo mentore Berlusconi come fare le norme “ad personam”

 

Piccolo riassunto degli ultimi giorni:

18 Giugno 2014

Riforma della Pubblica Amministrazione

Perfino Napolitano (e sottolineo il “perfino”) è saltato sulla sedia quando gli è stato presentato in “pre-visione” il Decreto di riforma della Pubblica Amministrazione (la “Riforma Madia”, il ministro in quota “Peppa Pig”.  Solo a scrivere “Riforma Madia” mi si accappona la pelle). Il Decreto, infatti, pare contenesse delle “piccole agevolazioni” per Farinetti, il patron di Eataly. Amico e finanziatore di Renzi. Napolitano prende la matita rossa/blu e il Decreto passa da 123 a 39 articoli. Da 98 a 35 pagine. (fonte: http://www.liberoquotidiano.it/news/11639427/Quirinale–Napolitano-non-firma-il.html )Nello stesso Decreto c’è un piccolo vantaggio anche per Renzi. In attesa dell’udienza di appello avverso la sentenza della Corte dei Conti che lo ha già condannato in primo grado, il buon premier (nella migliore tradizione berlusconiana) tenta il colpaccio: il taglio delle unghie alla stessa Corte dei Conti. Una norma breve breve che rende legittima l’illegittimità commessa dal Matteo nazionale. Sgamato anche su questo, Palazzo Chigi annuncia: La norma verrà eliminata.
Bene, bravi. La domanda è perché era stata inserita!
Nel suo complesso, il Decreto pare essere il frutto di una notte di incubi (Furio Colombo lo definisce questa Riforma della Pubblica Amministrazione come prodotta dal “Governo dei numeri a caso”: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/15/riforma-p-a-il-giovane-governo-dei-numeri-a-caso/1028067/ )
Ovviamente, in questo baialamme, del testo ufficiale del Decreto neppure l’ombra.

Legge Elettorale e incontro con i 5 Stelle

Di qualche giorno fa la richiesta del Movimento 5 Stelle di incontro col Presidente del Consiglio (Matteo Renzi, per chi lo confondesse col Segretario PD Matteo Renzi) per la presentazione della Legge elettorale votata in rete dagli iscritti al Movimento.
Matteo Renzi (non so se nella veste di Presidente del Consiglio o di Segretario del PD) fa subito sapere che “stavolta lo streaming lo chiederemo noi” (dal dubbio precedente, discende che non ho capito se “noi” si riferisce a un “pluralis maiestatis” in quanto Presidente del Consiglio, plurale in quanto nome collettivo “Governo” o entrambi).Renzi si degna di spiegare il perché dello streaming: “E’ bene che non ci siano né patti segreti né giochini strani
Ovviamente, la cosidetta “informazione” non si attarda a porsi una semplice domanda: se in assenza dello streaming ci possono essere patti segreti o giochini strani, come mai quando incontra Berlusconi avviene tutto al chiuso delle stanze?Ah già. La cosiddetta informazione.
Diventa giornalismo solo quando si tratta di spaccare il pelo in quattro per i 5 Stelle. Negli altri casi si riduce a megafono delle veline fasciste.Poi … come si fa a non dar ragione a Travaglio? Se l’informazione avesse messo in questi anni 1/20 dell’impegno che mette per affossare i 5 Stelle non saremmo a questo punto di corruzione.

Nel frattempo Renzi scala velocemente il Colle per chiedere il parere di Sua Maestà e giro di telefonate veloce con Berlusconi (probabilmente).Dopo questo “tourbillon” si apprende che forse all’incontro Renzi non ci sarà.
Nel frangente la cosidetta “informazione” ci rende edotti sul fatto che Renzi ha da incontrare Berlusconi (resto sempre nel dubbio sulla veste. Presidente del Consiglio, Segretario del PD o … già, nel caso degli incontri con Berlusconi può esserci pure la veste di emissario di Verdini. O forse l’emissario di Verdini è Berlusconi? Boh. Certo è che il punto di snodo è Verdini).A questo punto tutti dicono tutto.
Mentre gli altri esponenti PD si sperticano per trovare motivazioni plausibili (Berlusconi è arrivato prima; L’oroscopo dice che Grillo vuole tendere una trappola etc etc), Orfini (il neo presidente del PD. Per votare il quale sono arrivati gli SMS nella notte ai componenti l’Assemblea PD: http://video.repubblica.it/politica/pd-civati-ci-e-arrivato-sms-nella-notte-per-votare-orfini-presidente/169292/167771 ) dal suo pulpito nuovo di zecca rende noto che l’Italicum non si tocca.
Pur di sostenere che la richiesta di incontro del Movimento 5 Stelle arriva tardi, l’Italicum, dopo mesi di congelatore, subisce una accelerazione da “acquascivolo kamikaze”: La Boschi incontra Romani, Renzi incontra Berlusconi (da interdetto ai Pubblici Uffici tiene una conferenza stampa, con tanto di scorta, dalla Sala Aldo Moro della Camera di Deputati) Il succo è “L’Italicum non si tocca” (e quell’altra porcheria della riforma del Senato neppure, n.d.r.)
E li capisco pure. Dove la trovano un’altra legge illiberale e antidemocratica come l’Italicum? Non per niente è stata prevista nel “Piano di Rinascita Democratica” della P2. Coniugata con la “riforma” del Senato, poi, è assolutamente la quadratura del cerchio.
NOTA: Non mi riferisco alla P2 in quanto tale. Può essere P3, P4, … P56 o … Bilderberg cambia poco. Il Piano di Rinascita Democratica costituisce il “codice” per impossessarsi delle Istituzioni Democratiche
Ora, Roberto Calderoli della Lega Nord non è affatto il mio idolo. Non posso, però, non riconoscergli acume e intelligenza (se finalizzata al bene o al male lo stabilisca ciascuno a seconda delle sue simpatie. Non è questo il punto, qui).
Calderoli sa come si scrive una Legge (al contrario di questo “Governo dei numeri caso” di cui ho accennato prima. Che non sappiano neppure scrivere in corretta lingua italiana è opinione anche di Stefano Rodotà: http://video.repubblica.it/dossier/governo-renzi/rodota-contro-la-riforma-del-senato-mai-letto-un-testo-piu-sgrammaticato/161485/159977 ).
Calderoli riesce a inserire gli emendamenti più strani e finalizzati, quando occorre: http://www.iltempo.it/politica/2014/03/17/calderoli-salva-la-lega-dalle-verifiche-del-fisco-1.1230324
Calderoli aveva definito la sua stessa legge elettorale “una porcata”:
La “Legge Calderoli” era stata approvata a Dicembre 2005. Avremmo poi votato per la prima volta con quella Legge in Aprile 2006, ma già in Marzo, Calderoli definiva la sua stessa Legge “Una Porcata” e ne spiegava il perché.Da quel momento, la Legge Calderoli venne universalmente conosciuta come “Porcellum” (abbattuto dalla Corte Costituzionale in Gennaio 2014 con sentenza n° 1/2014)
Calderoli, proprio questa mattina, intervistato per “L’aria che tira” di La7, ha definito l’Italicum “Una schifezza”  (http://www.la7.it/laria-che-tira/video/riforma-elettorale-prove-di-dialogo-tra-m5s-e-pd-18-06-2014-133502 al 2° minuto)Vogliamo dare lo stesso credito a Roberto Calderoli e chiamare, da oggi in poi, questa Legge “Schifezzum”?

Il succo è “Lo Schifezzum non si tocca”, la “riforma” del Senato neppure e, già che ci siamo, cominciamo pure a parlare di Presidenzialismo e archiviamo definitivamente la democrazia in Italia

Beh, ma allora …

Twitter @steal61

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