PD un partito democratico? Solo perché si definisce tale?


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PD or not PD

Il PD sarebbe un “Partito Democratico” in quanto si chiama così. Strano. Della definizione propria dei partiti democratici non ha assolutamente nulla.

Se il PD, quindi, è un Partito Democratico in quanto si definisce tale, potremmo provare a ridefinire oggi Mussolini in “moderato”. Chissà, magari ci ritroviamo il contenuto dei libri di storia modificato per magia.

L’Enciclopedia Treccani ha la voce che ci viene in aiuto: “Democratici, partiti

Vi si legge (le sottolineature e le evidenziazioni non sono presenti nel testo originale):

democratici, partiti Qualifica assunta nell’Ottocento in varie nazioni dai partiti propugnanti la realizzazione degli ideali propri della democrazia di tipo rousseauiano e rifacentesi alla Rivoluzione francese. Loro programma erano: allargamento del sistema rappresentativo (suffragio universale), eguaglianza di fatto dei diritti politici, possibilità per tutti di accedere alla vita politica, senza distinzione di ceti, privilegi, cultura ecc. Il motivo egualitario e il culto del ‘popolo’ prevalevano sui principi liberali, specie attraverso l’elaborazione e la propagazione della dottrina della sovranità popolare. In Italia questi partiti formarono la Sinistra storica (dopo il 1876 i gruppi radicali e repubblicani). In alcuni paesi assunsero nomi doppi, come in Francia (partito radicale-democratico), in Russia prima della rivoluzione (partito costituzionale-democratico o dei cadetti), in Austria, Germania e altrove (partito democratico-sociale o social-democratico). In Gran Bretagna l’istanza democratica è stata portata innanzi con significato sociale soprattutto dai laburisti.

Segue poi la storia dei partiti democratici USA e italiano.

Risulta già evidente da una prima lettura che la definizione mal si attaglia all’attuale Partito Democratico italiano.

E infatti in Italia siamo dinanzi ad un partito che trae motivo di orgoglio dal fatto che Goldman Sachs lo voti

Con un Segretario (Matteo Renzi) che non solo sembra essere stato sostenuto dai maggiori gruppi bancari mondiali, ma addirittura da questi spinto verso la Presidenza del Consiglio (sono noti i casi della Banca Svizzera UBS, di Unicredit), il cui consigliere economico è un ex (fino al marzo 2013) socio anziano McKinsey (Yoram Gutgeld) e che si ritrova quali sostenitori i grandi gruppi industriali (fra tutti De Benedetti) e fondi di investimento (Davide Serra con il suo Algebris).

Probabilmente, già così la denominazione “Partito liberista” sarebbe andata meglio.

E fin qui la politica economica. Ma anche dal punto di vista delle alleanze. La Maggioranza con Nuovo Centro Destra e con Scelta Civica e la “profonda sintonia” con Forza Italia di Berlusconi costituiscono un eccellente passaporto per l’accesso di diritto alla famiglia dei partiti liberisti (non liberali. Nei paesi anglosassoni i due termini si traducono allo stesso modo, ma, come sappiamo, in Italia hanno significato ben diverso).

E non tralasciamo gli ispiratori d’oltreoceano. Fra gli “amici americani” di Matteo Renzi si annoverano figure di spicco quale Michael Ledeen, il teorico Neocon di estrema destra co-autore del PNAC

Non mi soffermo sui provvedimenti (sia quei pochi attuati, sia quei tanti annunciati).

La precarizzazione del lavoro, la strenua tensione alle rappresentanze politiche di secondo livello (Senato e provincie), le riforme centralistiche della Pubblica Amministrazione, la svendita di asset pubblici, le riforme della giustizia, il sempre più differente trattamento del ceto politico rispetto al popolo (immunità, privilegi, …), sono tutti elementi che costituiscono l’antitesi di ciò che dovrebbe essere il leit-motiv di un partito democratico.

Per quanto riguarda poi la “possibilità per tutti di accedere alla vita politica, senza distinzione di ceti, privilegi, cultura ecc.“, come si coniuga con la prassi dell’acquisto del posto in lista?

Già, nel PD il posto in lista si acquista

civati

e pure

BwbtaIkIcAEiJUz

In sintesi, se il PD è un partito democratico perché così si chiama, se chiamiamo la Luna “Sole”, splende di luce propria e sorge di giorno?

 

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