No Euro ed economisti con la “B” di Berlusconi


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No Euro e gli economisti con la B

I no euro e gli economisti con la “B”1 hanno finalmente battuto un colpo. Dopo le elezioni europee tutto l’acceso “fronte NoEuro” (Lega ed economisti), sembrava avesse ammainato la bandiera, ma adesso s’è tutto rimesso in moto.

È bastato che Grillo, dal palco della “tre giorni” Italia5Stelle, lanciasse la proposta di referendum basato su Legge popolare a scatenare una reazione improvvisa degna di “Risvegli”, il mitico film con De Niro e Williams.

Dalla Lega è tutto un fiorire di repliche piccate e gli economisti con la “B” reindossano l’elmetto.

Il tutto mentre, in Parlamento Europeo, Schultz (garante della democrazia in Parlamento Europeo come Napolitano lo è di quello Italiano …) “convince” la deputata lituana Iveta Grigule a lasciare il gruppo EFDD in cambio della nomina a Presidente della delegazione UE-Kazakistan.

Un bel colpo, non c’è che dire. Berlusconi per lo stesso motivo è sotto processo, in Italia.

Ma vorrei tornare ad occuparmi dei no euro e gli economisti con la “B”.

Sin dal marzo di quest’anno2 avevo avanzato seri dubbi sulla buonafede degli attori (politici ed economisti).

La storia dei partiti alfieri della crociata no euro non mi convinceva affatto.

A quanto scritto nell’ormai lontano mese di marzo c’è solo da aggiungere che Salvini, nel frattempo, ha completamente rinnovato il suo assortimento in felpe

Come è noto, per ogni nuova “battaglia” Salvini ha una nuova t-shirt. Deposta la precedente, parte “lancia in resta” cavalcando un’altra onda. La precedente t-shirt finisce in pasto alle tarme. Ma, d’altro canto, è la politica della Lega: arginare il dissenso, raccoglierlo e riportarlo a casa, da Berlusconi. In questo post ne accenno più diffusamente.

Sugli economisti con la “B”… anche su di loro ho fatto qualche ricerca e sinceramente sono stupefatto. Ma come si fa a dare credito a un gruppo di persone che hanno sostenuto la bontà della scelta non solo europeista, ma eurista e che, improvvisamente, si convertono tutti insieme fra il 2011 e il 2012?

Della storia di Bagnai e di Borghi me ne occupai in questo post. Qui, invece, con l’aggiunta di Barra Caracciolo.

Che Borghi non avesse alcuna possibilità di essere eletto nelle liste della Lega era evidente a chiunque masticasse un minimo di politica. La base della Lega non ha mai sopportato gli indipendenti. Borghi, quindi, era semplicemente “prestato” da Berlusconi alla Lega affinché questa fosse minimamente credibile nello sbandierare “l’antieurismo”.

Bagnai, Borghi, Barra Caracciolo (non ho rinvenuto tracce di Rinaldi, per cui mi sono astenuto – e mi astengo tutt’ora – dal giudicare) sono ciò che Emiliano Brancaccio chiama “gattopardi”. Coloro, cioè, che sostengono un metodo di uscita dall’Euro che, in realtà, continua a consegnarci ai medesimi gruppi di potere, consentendo a questi ultimi la “spremitura finale”.

Sintomatica, in tal senso, l’intervista pre-elezioni fatta da Fazio a Napolitano. Napolitano (che di certo non può essere annoverato fra i sostenitori della sovranità nazionale) dichiarò (copio/incollo da un mio post del 20/04/2014)

“Io non credo ad un’Europa che torni indietro, anche con tutti coloro che arrivassero da euroscettici al Parlamento europeo; forse qualcuno sarebbe anche conquistato da una conoscenza diretta, da una partecipazione diretta

Traduciamo dal linguaggio di Napolitano?
Vogliamo un aiutino? Facciamocelo dare da Emiliano Brancaccio:

“Sta guadagnando consensi quella che ho definito una modalità gattopardesca di gestione della crisi, in base alla quale si sarebbe disposti a cambiare tutto, persino la moneta unica, pur di non mettere in discussione le politiche liberiste e di austerity degli ultimi anni, nonostante le sperequazioni e i tracolli occupazionali che hanno provocato.“
“Si tratta di un cortocircuito funesto, ed è difficile dire se ci sia ancora tempo e modo per cercare di spezzarlo.“
(da http://keynesblog.com/2014/03/05/brancaccio-loltranzismo-pro-euro-favorisce-i-gattopardi-anti-euro/)

Eppure, i “follower” degli economisti con la “B” paiono non solo non accorgersi di nulla, ma, riescono a darsi spiegazioni (illogiche) per le stridenti incoerenze dei loro beniamini.

Qualche esempio?

Bagnai e Borghi sono fra i firmatari di un manifesto, insieme ad altri economisti di fama mondiale. Il punto è che la loro fama è legata al liberismo estremo. Bagnai e Borghi, quindi, vennero (e vengono) contestati dagli economisti di scuola Kynesiana (nei post indicati prima ne parlo diffusamente). Bagnai pubblica il “Manifesto” (sottoscritto in gennaio 2013) sul suo “Goofynomics” il 25 maggio 2013 (dopo le pressioni fatte dal gruppo “Sollevazione”). Avverte immediatamente la necessità di aggiungere un commento che avrebbe fatto morire dal ridere chiunque. Chiunque, ma non i suoi seguaci:

Vorrei scrivere il primo commento. Siete tutti abbastanza intelligenti da capire cosa posso condividere o meno nella diagnosi che il manifesto esprime, e anche nella terapia. Non è il mio manifesto, come qualche relitto umano ieri latrava sul web: è il manifesto proposto da un gruppo di economisti col quale sono entrato in contatto a novembre, e con i quali ritengo valga la pena di confrontarsi e di mediare.

È mai ipotizzabile che NESSUNO si chieda come sia possibile sottoscrivere un “Manifesto” se non lo si sente proprio?

E aggiunge:

Chi ieri ha parlato di salire o scendere in politica è un povero imbecille, probabilmente atterrito dal proprio inevitabile fallimento.

Ovviamente, pochi mesi dopo, Borghi, il suo compagno di firma, lo smentì, ma i “followers” sono pronti a capire, comprendere. Sopratutto a non farsi domande, perché … “lui dice”:

luidice-manifesto

Poi c’è lo splendido post, sempre su Goofynomics, del 25 aprile 2014. Le sue “istruzioni per l’uso” delle elezioni europee.

Troneggia

europeenonpolitiche

Non sforzatevi la vista. C’è scritto a ripetizione: “Le europee non sono le politiche”. Chiude con la frase:

Siete sicuri di aver capito bene? Lo sapreste ripetere con parole vostre?

La domanda che a qualsiasi persona che abbia seguito – anche distrattamente – la campagna elettorale sarebbe dovuta sorgere immediata è: “C’è o ci fa? Era nota anche ai topi la valenza politica che si attribuiva alle elezioni europee”

Ma al nostro ineffabile economista con la “B” serviva introdurre l’argomento successivo: Chi votare? Borghi, ovviamente, ma Bagnai non si è limitato a questo. Ha fatto una previsione “a tutto tondo”

È fondamentale che gli ortotteri vadano sotto al 20% (anche se temo non succederà… but who knows? Intorno a me tutti hanno votato Grillo, e tutti voteranno Borghi…) perché servirebbe a dare un segnale chiaro e forte: chi strumentalizza il tema dell’Europa per acquisire un vantaggio tattico può farlo una volta, ma alla seconda perde. Alle amministrative gli ortotteri hanno perso terreno quasi ovunque. Se succedesse alle europee, avremmo una garanzia in più che i latecomers della rivolta all’eurismo si attengano in futuro a quanto hanno dichiarato.

Quindi, il buon Bagnai, costruendo per se stesso una improponibile verginità, definisce i grillini (gli ortotteri, come “simpaticamente” – ma quanto è simpatico lui – li chiama) “latecomers”. I grillini, incolpevoli in quanto arrivati in Parlamento a febbraio 2013, sono “latecomers” rispetto a lui, alla Lega, a Borghi, a Barra Caracciolo … a tutti quelli che, dopo aver celebrato l’Europa dell’Euro si svegliano tutti insieme dal lungo sonno (tutti insieme. Non è strano pure questo?) fra il 2011 e il 2012

E non ancora pago, che deve fare chi non può votare Borghi (o non vuol votare Lega), visto che non deve votare M5S? Semplice, signora mia:

E i piddini?

Ah, quelli, i piddini!, Mario, Chiara, la gente qualunquemente qualunque che vediamo campeggiare negli stendardi appesi in tutte le stazioni, per chiederci più banda e meno rigore, loro, li desidero sopra al 30% (dal che matematica vuole che desidero che il povero Berlu venga sbriciolato, così impara a fare il “re tentenna”). Belli, vento in poppa, o almeno al gran lasco, con un bel gennaker gonfio con su scritto “ce lo chiede Mario”, contro l’iceberg. È essenziale che il PD rimanga al potere, perché, come ci spiegano Panizza e Borensztein, l’unico costo effettivo e duraturo dei default (e così sarebbe vissuto da loro l’uscita dall’euro) è quello che sopportano i politici al potere: infallantemente vengono cancellati per sempre dalla scena politica.

Quindi: Il PD va votato affinché si autodistrugga. L’avevate mai sentita questa? Una teoria senz’altro innovativa. Per punire un partito occorre votarlo.

Come dire: Per punire un pedofilo occorre offrirgli un posto di bidello in una scuola elementare.

Torna la domanda: “C’è o ci fa?”. Non ritenendolo uno sciocco, sono propenso verso la seconda: Ci fa. Ad esserci sono quelli che “bevono” senza porsi domande.

Per esempio, adesso che gli “auspici” di Bagnai si sono realizzati e considerato che il PD non mi appare proprio “contrito” per la punizione, che fa Bagnai? Semplice, è tornato a pontificare dal suo blog, da twitter …. pronto a rimettere l’elmetto per garantire a tutti i costi lo status quo.

Ma “Lui dice”.

luidicevotapd

Aristotele è surclassato. “Ipse Dixit” appartiene adesso a Bagnai

luidice-soros2

Qui, addirittura, il “lui dice” si riferisce a un articolo scritto da Bagnai in difesa di George Soros. GEORGE SOROS, porca miseria! Eppure …. “si, ma lui dice…”.

Ma fatemi capire, allora non sa scrivere?

Sottoscrive un Manifesto, ma “lui dice” che non è il suo. Invita a votare il più eurista dei partiti, il PD, ma “lui dice” che è per punirlo. Difende la speculazione di Soros, ma “lui dice” che è una regola del mercato …

Non posso non pormi nuovamente la domanda. A elezioni europee concluse, che ne è stato di tutto il fronte “anti-euro”? Che ne è stato di Lega ed  economisti con la “B”?

Si rimprovera ai 5 Stelle che, avendo parlamentari in Parlamento, potrebbero presentare una proposta di Legge. Quindi devo presumere che la Lega lo abbia fatto? Epperò non mi risulta

Finito il “pericolo”, come previsto da Napolitano, gli economisti con la “B” sono tornati a “pontificare” a bassa voce, la Lega … beh, le magliette di Salvini parlano da sole.

Per esempio, qualcuno che sia così cortese da segnalarmi le prese di posizione di Salvini sul TTIP negli ultimi mesi?

Per chi ci ha creduto, valga il gesto di Borghezio nell’immagine di testa.


1 Li definisco economisti con la “B” in quanto due su tre sono molto legati a Berlusconi (Borghi e Barra Caracciolo). Il terzo, Bagnai, sostenitore del PD, che finge di contestare, ma per il quale invita a votare. Ne accenno qui e qui

2 Il blog era in “blogspot”. Ho poi importato qui i post

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18 commenti su “No Euro ed economisti con la “B” di Berlusconi

  • giugliani

    Qui si è tutti d’accordo che l’euro è stato quantomeno un errore, se non un progetto politico di certa parte. Bene, usciamocene, ammesso di riuscirci o che ciò avvenga per il precipitare degli eventi, dopodiché si capirà chi starà con chi e gli italiani saranno chiamati a schierarsi. Più semplice di così…

  • Saverio

    Ciao collega (camerale)!
    Per quanto Bagnai faccia di tutto per essere assai poco simpatico e svicoli spesso su questioni rilevanti, però non è assolutamente corretto assimilarlo ai “gattopardi” che, consci dell’inevitabile fine dell’euro, brigano perchè essa pesi ancora sulle spalle dei lavoratori.
    Chi ha letto “Il tramonto dell’euro” sa bene che le sue proposte sono assolutamente identiche a quelle di Brancaccio: indicizzazione dei salari, restrizioni alla libera circolazione dei capitali ecc. Anche sul fatto che il mercato unico possa essere essere messo in discussione si è espresso in più occasioni.
    Quel che contesta alla sinistra istituzionale è il fatto che essa difenda l’euro per chissà quali ragioni ideali (il famoso post sul samoiedo) che in realtà nascondono il fatto di voler far parte di quelle oligarchie che, a parole, contrastano.
    Ha sempre rifiutato di scendere in politica, ed ha sostenuto i pochi che lo hanno appoggiato in momenti in cui tutti lo sbeffeggiavano, per cui comprendo certi toni.
    Ribadisco: carattere di merda, ma ritenerlo un gattopardo liberista no, è solo la ripicca di chi è stato scaricato

    • Stefano Alì L'autore dell'articolo

      Ciao a te 🙂
      Vedi, io mi rifaccio a chi DA SEMPRE è conscio e denuncia che l’Euro sarebbe stato un disastro. Sono loro a definirlo tale.
      Poi vedo che NON ha una vera e propria proposta di uscita.
      Poi vedo che liquida chi dovrebbe essere considerato suo alleato con “è tardi”.
      Poi vedo alcune “esternazioni” su twitter (in altro articolo trovi, ad esempio, che sostiene la normalità della gestione Rotschild e Soros sostenendo che tanto una volta c’erano i borbonici)
      Se oltre a leggere il suo libro, leggessi anche il keynesblog, ad esempio. O Sollevazione, per dirne un’altra, ti accorgeresti che non è nei grandi concetti che si differenzia il liberismo sfrenato dal sistema keynesiano. Sono i dettagli. E in quei dettagli le divergenze sono incolmabili.
      Aggiungo che per capire una persona occorre vederla a tutto tondo. Il tentativo di focalizzare l’attenzione su “Il tramonto dell’Euro” è eccellente. Non c’è dubbio che sia un abilissimo comunicatore (come Renzi). Il punto è che tutta la sua produzione “a latere” è estremamente problematica.
      Sei in grado di spiegarmi perché firma un manifesto con i più grandi economisti liberisti del mondo e si affretta a scrivere il primo commento sostenendo che NON è il suo manifesto? Ma se lo ha firmato… E bada che quel manifesto, firmato nel gennaio, lo pubblicò solo a maggio e solo a seguito delle pressioni che Sollevazione fece. È per questo motivo che lo pubblicò ma aggiunse il commento con il quale diceva che però non era suo
      Da qualche parte qui nel blog c’è un video. A Napoli, alla presentazione del suo libro, ci fu uno “scontro” con Brancaccio.
      Brancaccio gli contestò inesattezze nei riferimenti e lui non poté non ammettere che di quel periodo non ne sapeva gran che.
      Altra cosa, sui social, chi lo hai visto attaccare se non “gli ortotteri”?
      Non Scelta Civica, non l’attuale PD (che pure dovrebbero essere i suoi mortali nemici), anzi, arrampicandosi su una impossibile motivazione, sostiene che bisogna votare il PD.
      Allora, sul libro può scrivere quel che vuole. Le sue azioni stridono fortemente. Anzi, non stridono affatto se il tutto si guarda da una ottica diversa

    • Stefano Alì L'autore dell'articolo

      Sarà pure comico, ma … questo è ciò che ha fatto. A meno di sostenere che “è chiaro. Leggi. Lui dice che…” E quindi tornare al “lui dice” a dispetto di ciò che fa, scrive e sottoscrive

  • Kitsh

    Aha.. tripudio di “argumentum ad hominem” che non sfiora neanche di striscio le argomentazioni sollevate dai suddetti,
    Vai forte Alì!

    • Stefano Alì L'autore dell'articolo

      Le argomentazioni mi paiono più che sfiorate da Brancaccio, Fraioli e altri ben titolati 🙂
      D’altro canto, troppo spesso il significato di ciò che si dice (ma anche di ciò che si omette) dipende da chi si è

      • Kitsh

        Ecco, appunto.

        Fraioli chi?

        Gino è un ladro e dice “2+2=4”; il significato dell affermazione di Gino (per come la vede il gentile Stefano) è:
        “Gino il ladro dice 2+2=4, d’altro canto evidentemente lo dice per poter rubarci qualcosa, d’altronde è soltanto un ladro, quindi 2+2 sicuramente non sarà 4 ma qualcosa di differente, probabilmente omette il 5 e il 3, oopure anche il 846. quindi, noi che abbiamo capito tutto e siamo più furbi, ora sappiamo con un buon grado di certezza che 2+2>4 e 2+2<4".

        • Stefano Alì L'autore dell'articolo

          Fraioli nessuno. Brancaccio nessuno. Chi vuoi che siano tutti al confronto?
          “Ipse dixit”
          Ora abbi pazienza, ma il trollaggio, se vuoi, me lo fai su twitter, non qui.
          Se ci sono errori nei dati, me li segnali e faccio immediata rettifica, altrimenti … con un buon pallottoliere, 2+2 sarà sempre uguale a 4

          • Kitsh

            Non uso twitter e in ogni caso con 140 caratteri al massimo posso commentare con acronimi.
            Questo blog ha una sezione di commenti: se non vuoi commenti o li togli oppure li censuri, mi sembra molto semplice il concetto.
            La storiella era una metafora ironica, invece di “2+2=4” potevo usare “quando piove ci si bagna” e la morale non cambiava: quando si abdica il pallottoliere e la razionalità, 2+2 non fà più sempre 4.
            absit iniuria verbis

        • antonio

          @Kitsh, quando mi facevo le pippe con Twitter, scrissi un bel post diretto a Borghi, il quale gentilmente mi rispose. Gli chiesi dove fosse stato lui e dove fossero stati i suoi amici economisti antieuro quando la moneta unica fu proposta e soprattutto quando fu approvata. Mi rispose che gli economisti non avevano idea della situazione che si sarebbe venuta a creare. E allora, cosa hanno studiato economia a fare? Perche’ pontificano, adesso che anche gli imbecilli si rendono conto che l’euro e’ una truffa? Dovrebbero essere a dare la benzina, e invece pontificano e fanno bei soldoni, grazie ai dementi digitali che ancora non riescono a capire come gira il mondo e continuano a idolatrare eroi su Twitter. Ho scritto anche a quel becero di Bagnai, il quale non ha potuto o non si e’ sentito mai di rispondermi. Poi ho scritto diverse volte a Chomsky, su diversi argomenti, e lui mi ha sempre risposto, e anche in maniera esaustiva. Qualche anno prima che la Grecia finisse nelle grinfie della Troika, mi disse che i loro beni e la loro terra sarebbero state saccheggiate dagli stranieri.

          • Kitsh

            (Stroriella)
            Un paziente va dal dottore accusando mal di testa, naso colante e spossatezza: il dottore, con gli elementi che il paziente gli fornisce, decide di mandarlo a casa diagnosticandogli un raffreddore, e come terapia, riposo e antidolorifici; per precauzione poi gli prescrive anche degli esami generici, così, per scrupolo.
            Dopo dieci giorni il paziente si ripresenta da dottore con i sintomi peggiorati, alchè il dottore, alla luce dei nuovi elementi e dei risultati degli esami, gli consiglia vivamente un ricovero d’urgenza per una sospetta febbre emorragica.
            (Fine della storiella)

            Domande: gli direste al dottore che è un incompetente perchè non si è accorto prima della grave malattia e che cosa ha studiato medicina a fare? Rifiutereste la cura da lui proposta? Dato che il dottore non ha diagnosticato la malattia correttamente la prima volta, andreste da un pizzaiolo a farvi visitare?

            Io quì ci vedo solo bias di restrospettiva: si vedeva che entrare nell’euro era un errore senza i necessari corollari (unione fiscale ecc. ecc.)… adesso!

            E ci vedo pure una certa dose di “commitment”: si è puntato così tanto, le aspettative furono così alte (vedi Prodi e la storiella del “Con l’euro lavoreremo un giorno di meno guadagnando come se lavorassimo un giorno di più” ) che oramai tornare alle valute nazionali diverrebbe un cataclisma politico per la “sinistra” e mediatico per i canali di informazione mainstream; peccato solamente che continuando nell’errore non si fa altro che.. continuare a sbagliare: molto banale.

            Ora, per quanto divergenti possano essere le vedute politiche dei singoli, il sistema nel suo insieme si sta sgretolando e perseverare a dargli dell’untore o profittatore a chi mette a disposizione gli strumenti concettuali per poter uscire da questo impasse, non aiuta certo i singoli a formarsi una opinione obiettiva e basata su fatti concreti e dimostrati: tutto quà.

          • Stefano Alì L'autore dell'articolo

            Il sistema si sta sgretolando (grazie a Dio).
            Purtroppo, data la nostra classe politica, noi continueremo a “tenere il palo” finché qualcuno non ci farà notare che il palo non c’è più.
            Ora, rispetto allo sgretolamento, ci sono diversi modi per “mettere le pezze” (non lo dico io, ma coloro i quali furono medici oculati fin dall’inizio. Segno che, in un modo o nell’altro, medici in grado di valutare correttamente i sintomi ce ne stavano).
            Tutto ciò premesso, sempre quei signori sostengono che c’è un modo per uscire che ci consente di riprenderci, mentre c’è un altro modo che ci condanna esattamente tanto quanto l’Euro.
            Brancaccio, Galloni e perfino un avvocato di nome Nando Ioppolo facevano le cassandre quando altri economisti tessevano le lodi del sistema economico che ci ha portato al disastro.
            Qualcuno che mi spieghi le ragioni per cui, se si sono dimostrati “medici disattenti” a suo tempo, dovrebbero adesso essere considerati oracolo.
            Fermo restando che sono talmente tanto d’accordo con te che continua ad essere estremamente sospetto l’atteggiamento di sdegnoso rifiuto.
            “Il tempo è scaduto” ma perché si sono risvegliati solo adesso e solo per sminuire qualcuno che potrebbe essere alleato (se loro fossero davvero sulle posizioni che sostengono di sostenere, ovviamente)? Che hanno fatto tutti gli alfieri dell’usciamo subito dall’euro in questi mesi (oltre che pontificare dai loro blog)?

            L’articolo cui fa riferimento è questo:
            http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/21/m5s-beppe-grillo-fuori-dalleuro-o-sara-default-il-tempo-e-scaduto/1163085/

          • antonioAntonio

            @Kitsh Direi che nel caso specifico, la storiella potrebbe essere così: uno va dal medico e dice di avere i sintomi del raffreddore e il medico prescrive delle sedute di chemioterapia. E tutti gli altri i medici stanno zitti. Poi il paziente muore e tutti iniziano a dire come i sintomi del raffreddore non si curino con la chemioterapia. E’ incredibile che un paese accetti un sistema dove i soldi non sono stampati e controllati dallo stato ma prestati da privati, ed è ancora più incredibile che nessuno abbia detto niente. Qualcuno ha detto, in realtà, ma non è stato alcun economista italiano, e nessuno ha ascoltato.

  • Franco

    Tutto giusto, anche Bagnai e Borghi rientrano nella definizione generale di “gattopardi” ideata da Emiliano Brancaccio. Però dimentichi che il prof. Brancaccio aggiunge anche una piccola postilla, e cioè che una sinistra degna di questo nome – ammesso e non concesso che possa ancora risorgere qualcosa “di sinistra” – dovrebbe prendere atto che l’euro è oggettivamente insostenibile. Se non lo fa, il futuro sarà delle destre xenofobe, anche senza il contributo marginale di confusionari dilettanti della politica come Bagnai.

  • antonio

    Il sistema e’ affinato e servito da numerosi paladini, che si fingono “anti-sistema”. Essi sono come i falsi profeti di cui parlava Cristo e, come Lui ha detto, si possono facilmente riconoscere dalle loro opere, come l’albero buono si distingue da quello cattivo per la qualita’ dei suoi frutti. Il problema e’ che la gente non pensa, non ne ha ne’ la voglia, ne’ la capacita’, ne’ la forza. Il referendum e’ un’arma che spesso, anzi sempre, il sistema utilizza per dare la sferzata decisiva quando essa si rende necessaria. Lo abbiamo visto col nucleare, in un momento in cui l’Italia doveva iniziare il suo cammino verso la de-industrializzazione forzata e l’indebolimento nei confronti dei paesi dominanti nell’Europa a venire, gia’ interamente pianificata. Lo abbiamo visto con l’Irlanda e con la Scozia, dove popoli notoriamente allergici alla sottomissione, sono stati messi a posto una volta per tutte, obliterati dal loro stesso eloquente e finalizzante voto. I referendum, come le elezioni, sono sempre pilotati, in quanto, nel nostro sistema, chi detiene il potere non puo’ permettersi che il popolo si ribelli ed esprima la sua volonta’; allora arriva la consultazione popolare a domare gli animi e rafforzare l’illusione della democrazia. Il potere deve evitare che la gente si renda conto della realta’ delle cose e decida, ad esempio, di smettere di pagare le tasse in massa e disconoscere quei governanti che curano gli interessi di terzi violando la Costituzione e, quindi, essendo passibili di incarcerazione per alto tradimento. Questa sarebbe l’unica strada percorribile, come insegnatoci dagli islandesi, non la consultazione popolare pilotata il cui esito e’ gia’ garantito ed implementato attraverso la propaganda preventiva. Giuseppe Dossetti insegna che, quando i governi superano i limiti sanciti dalla Costituzione e diventano tiranni, il Diritto di Resistenza diventa sacrosanto. Il Diritto di Resistenza, non il referendum.

    • Run

      Devo ringraziarti Stefano, perché tranne un breve interessamento, ho sempre provato rigetto per personaggi come Bagnai e company, confermati poi dalla loro associazione alla lega (ma anche per tanti altri motivi, anche teorici, infatti sono nient’altro che reazionari, nulla più e nulla meno), poi questi suoi articoli mi hanno per così dire aperto gli occhi su un aspetto un pò più inquietante, soprattutto l’articolo sui “gattopardi”, quindi complimenti, spero che qualcuno apra gli occhi e smetta di seguire questi reazionari.

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