Prelievo forzoso dalle pensioni: lo slittamento di 10 giorni


image_pdfimage_print

pensioni pagamento 10 giorni dopo: il prelievo forzoso

Lo slittamento di 10 giorni nel pagamento delle pensioni è un vero e proprio prelievo forzoso. Vi spiego perché.

Sta facendo discutere la norma, inserita nella Legge finanziaria (che nessuno ha ancora letto per intero), che fa slittare dal giorno 1 al giorno 10 del mese il pagamento delle pensioni.

Si argomenta che tale norma mette in difficoltà i pensionati in quanto, ad esempio, gli affitti scadono nei primi 5 giorni del mese, periodo, quindi, in cui il pensionato non avrebbe ancora percepito la pensione. Giustissimo

Si argomenta che il Governo, così, guadagna in valuta e commissioni a scapito dei pensionati. Verissimo (anche se guadagnano di più le banche).

Una cosa che sta sfuggendo, però, è che la misura si configura come vero e proprio prelievo forzoso. Vediamo perché.

In modo strutturale, viene alterata la periodicità senza la relativa compensazione di conguaglio (o, almeno, nella norma non pare essere prevista).

Partiamo da un esempio concreto:

Un dipendente con periodicità stipendiale al 27 del mese si colloca in quiescenza il 16, rimanendo in servizio fino al 15. Per allineare la periodicità stipendiale (27 del mese) a quella pensionistica (1 del mese), il dipendente riceverà un ultimo stipendio il 27 rapportato a 15 giorni (dall’1 al 15, periodo di servizio) e una prima pensione, il 1 del mese successivo, pari a 15 giorni (dal 16 al 30, giacché contabilmente tutti i mesi si considerano di 30 giorni).

Per allineare le periodicità, infatti, è necessario corrispondere il “rateo” rapportato al numero di giorni di differenza fra le due periodicità.

Ora, con la norma in finanziaria, se con la prima pensione “differita” non verrà corrisposto anche il rateo corrispondente ai dieci giorni di differimento, quei dieci giorni non saranno stati pagati e non verranno mai recuperati, concretizzando, di fatto, un prelievo forzoso. Da qui il “risparmio” di 6 milioni di €. Più che “risparmio” lo chiamerei furto.

Ah questa sinistra. Ma il PD, nel suo programma elettorale, ha mai scritto che avrebbe aggredito le pensioni? E Renzi, nel suo programma per le primarie, ha rappresentato questa sua intenzione?

Capisco che la Costituzione prevede il non vincolo di mandato, ma, a parte che a tutto c’è un limite, questo riguarda solo i parlamentari eletti.

Renzi, che non è parlamentare ha, per caso, rinvenuto qualche disposizione nello statuto del PD che gli consente di impiparsene dei suoi elettori? Non è che comincia a pesare la manina di Yoram Gutgeld?

EDIT: Nelle ultime ore pare ci sia stato un chiarimento INPS secondo cui lo slittamento interesserebbe solo coloro i quali percepiscono un doppio assegno. Uno erogato dall’INPS (quindi il giorno 1 di ogni mese) e l’altro ex INPDAP (quindi il giorno 16 del mese.

In me questo chiarimento desta più interrogativi di quanti ne risolva:

  1. Come fa l’INPS a “chiarire” un testo che ancora Legge non è? E perché chiarisce l’INPS piuttosto che un membro del Governo?
  2. Il virgolettato riportato da “Lettera43” – che, in quanto virgolettato, dovrebbe costituire il testo della norma e sul quale mi sono basato per questo post – non vedo come possa essere interpretato nel senso “chiarito” dall’INPS

Potrebbero interessare:



9 commenti su “Prelievo forzoso dalle pensioni: lo slittamento di 10 giorni

  • Dell'Utri Maria Rosa

    Ma, io che sono una pensionata ex INPDAP, cosa dovrei commentare se sono stanca e arcistufa di tutte le storture di questa nostra povera Italia, povera riferita alla gente comune. Sempre più mi convinco di non votare fino a quando i ladri e gli sfruttatori che ci governano e ancor peggio che legiferano, non scompaiono una volta per tutte dalla politica.

    • Stefano Alì L'autore dell'articolo

      Alle europee la percentuale dei votanti è stata del 58,68%.
      Il che significa che abnorme percentuale del 41,32 ha fatto la tua scelta.
      Renzi ha ottenuto il 40,8% e non il 23,9.
      Purtroppo, chi non vota semplicemente non esiste. Anzi delega quei pochi che da un sistema (qualunque esso sia) ne trae vantaggio. Chi non vota per protestare o perché stanco come te fa solo peggio a se stesso

    • Morato Renzo

      personalmente d’accordo con Maria Rosa, a parte che ho 58 anni e disoccupato da due, ho chiuso attività in perdita, è da quando inserito in ben 4 referendum 25 anni fa circa di togliere finanziamento pubblico ai partiti che non vado a votare, finanziamento che lor signori per incassarlo hanno semplicemente cambiato nome, pensate un po che se con tutti quei soldi in cassa allo stato invece che in tasca ai partiti saremo in questa condizione, senza parlare di tutto il resto

      • Stefano Alì L'autore dell'articolo

        Non posso richiamare la risposta che ho dato a Maria Rosa.
        Dal tuo non andare a votare, cosa ne hai avuto? Certo, è evidente che lo sfascio non è colpa né tua né (singolarmente) di quanti altri, sempre più in massa disertano le urne, però collettivamente si.
        Alla fine, a disertare le urne sono stati solo coloro i quali si rendevano conto ed esercitavano così la protesta.
        Non realizzando che è proprio il tipo di protesta che facilita le cose a chi non vuole che cose cambino.
        Ti faccio un esempio concreto:
        Nicosia, in provincia di Enna. Si sono organizzati per disertare le urne per protestare contro tutta una serie di “dimenticanze” della politica
        L’affluenza alle urne è stata del 26,7%
        Evidentemente la protesta è riuscita.
        Ma nessuno se ne è accorto. Hai sentito una qualche notizia in tal senso? Hai sentito un qualche esponente politico che vi abbia fatto il benché minimo riferimento? Eppure parliamo di una astensione di massa!
        Sono dimenticati esattamente come prima.
        Di quel 26,7% che è andato a votare il PD ha ottenuto il 40% dei voti tondo tondo e addirittura NCD il 15,1
        Ecco a cosa mi riferisco quando dico che non votare significa affidare il proprio destino a chi, magari, ha un interesse contrario al tuo.

    • Stefano Alì L'autore dell'articolo


      Proviamo così
      Le righe nere sono i mesi, partendo dal mese di dicembre.
      I rettangoli azzurri sono gli emolumenti.
      L’emolumento di dicembre copre dicembre da giorno 1 a giorno 31. A partire da gennaio, la copertura dell’emolumento va dal 10 gennaio al 10 febbraio. Poi al 10 marzo e così via. I primi 10 giorni di gennaio, quindi, rimangono non pagati.
      Quando, si cambia la periodicità di un emolumento, infatti, deve essere effettuato un conguaglio. Il primo cambio di periodicità deve essere incrementato (o diminuito, nel caso si trattasse si anticipo delle date, anziché posticipo) di un importo pari al rateo dei giorni di differenza.
      Spero di essere riuscito a spiegarmi

      • Andrea Bianchi

        Grazie per la lucidità di calcolo non c’ero arrivato … è chiaro che dietro a questa mossa ci doveva essere un significato … e sarà proprio un prelievo forzoso… (come al solito hanno usato la tecnica del gioco delle tre carte dove il banco vince) penso che non sarà il primo che succederà…. Mi sembra chiaro che questo sia un messaggio subliminale di default avvenuto…. o appena cominciato.

      • Piero

        Non diciamo cazzate. Un conto è il riferimento temporale che rimane il mese e un conto è la data di pagamento

I commenti sono chiusi.