Astenersi dal votare è da idioti


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astenersi dal votare è da idioti

Vignetta da: http://www.shockdom.com/webcomics/esse/2009/06/08/astensione-la-migliore-amica-della-dittatura/

Copritemi di tutti gli improperi che conoscete, ma la mia idea è questa: astenersi dal votare è da idioti. Proporrei una tassa sull’astensione. Ma per Renzi è una manna dal cielo. Non la imporrà mai.

C’è una astensione fisiologica. Dovuta al temporaneo essere fuori sede, a motivi di salute o di famiglia. Ovviamente non mi riferisco a questo tipo di astensione.

Mi riferisco all’astensione di coloro che non votano “perché io protesto così” o perché “sono tutti uguali” oppure perché “tanto non cambia nulla“.

Se quanto accaduto alle elezioni europee non è stato sufficiente a far comprendere il danno irreparabile che tali persone arrecano alla democrazia, perché dovrei esimermi (rectius: astenermi) dal confessare che per me astenersi dal votare è da idioti?

Questa genialata del “non voto perché protesto” è stata già sperimentata lo scorso maggio.

Una astensione nell’astensione generale. Nicosia, in provincia di Enna, è sorto il “movimento del non voto perché per loro non esisto“.

Qualcuno al di fuori del vicinato immediato ne ha sentito parlare? No. Non esistevano prima ed esistono ancor meno da dopo1.

“Protesta” (del piffero) di Nicosia o meno, alle europee il PD è stato il primo partito con il 40,8% e quel dato Renzi ha fatto pesare con gli alleati, ma anche all’interno del suo partito. 40,8%  è ciò che ha continuato a contare fino a oggi. Fino a ieri, dovrei dire. Infatti, a causa di un’altra manciata di idioti, adesso il PD conta ancora di più.

Non c’è dubbio che quelli che “non voto perché tanto non cambia nulla” abbiano ragione.

Infatti il non voto è come se andasse tutto ad appannaggio del primo partito. Il non voto serve proprio a far si che nulla cambi.

Il non voto è tutt’altro che un non voto. Renzi, che sul non voto ci spera, con franchezza dice2 che “l’astensione è un problema secondario”.

Di contro, giustamente, si lancia in esultanza da stadio:

Astenersi dal votare è da idioti. E Renzi giustamente esulta

E non solo. Astenersi dal votare induce un vero e proprio sconforto in chi, invece, la speranza che qualcosa cambi la ha. Vanifica sforzi e speranze di cambiamento!

L’elevata astensione, infatti, incrementa il peso specifico del voto dell’apparato di partito. Aumenta il peso specifico del voto controllato. Del voto obbligato.

Nella “Rossa Emilia Romagna” la Lega fa un balzo avanti, nonostante i voti assoluti sono comparabili, probabilmente, a quelli che ha sempre ottenuto il MSI, prima e AN, poi. Ma brutti pazzi, rendetevi conto che sono andati a votare solo i motivati! Queste sono le distorsioni prodotte dall’astensione

Inutile arzigogolare sulle cifre, sulle differenze in valori assoluti, in termini di differenze rispetto alle precedenti. Ciò che conta sono le percentuali, i seggi e i presidenti conquistati.

Coloro che si sentono appagati dalle dichiarazioni del tipo “il dato dell’astensione ci deve far riflettere”, tornino fra una settimana e dovranno ammettere che non sono mai esistiti. Vedranno (ma in fondo lo hanno sempre saputo. È per questo che li definisco idioti) che queste “riflessioni” dureranno lo spazio di un lampo.

I media, ovviamente incoraggiano l’astensione. Piuttosto che ricordare che gli astenuti non se li fila nessuno, a sentire loro tutta la classe politica sta li a fustigarsi e recitare atti di dolore. Sicché chi si è astenuto gonfia il petto tronfio di soddisfazione e l’idiozia diventa virale.

Astenersi dal votare è da idioti! Lamentarsi, poi, che non cambia nulla quando con la propria ignavia si è per larghissima parte responsabili del mantenimento dello status quo è da … (ometto perché non mi vengono in mente termini meno offensivi di “idioti”)

Ah no. Scusate. Che non cambi nulla non è vero. Renzi (che con questa vittoria si è ulteriormente gasato) ribadisce che “cambieranno l’Italia”. Questa “promessa” mi fa tremare.

noi cambiamo l'Italia

Si potrebbe proporre una tassa sull’idiozia o sull’astensione (fondamentalmente gran parte degli areali di distribuzione coincidono). Ma questa Renzi non la imporrà mai. Per lui è come la manna dal cielo. In meno si vota e più bulgara è la sua vittoria.


1 Per la cronaca, alle ultime europee a Nicosia ha votato solo il 26,7% degli elettori
2 Per la legge dei grandi numeri, capita anche a lui di dire quel che pensa

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32 commenti su “Astenersi dal votare è da idioti

  • Luigi Crocco

    …..è estramente necessario ricordare il diritto al astensione 1% sui 99% difettosi se non l’hanno complicato o cambiato a loro favore di imporre ad ogni Presidente di ogni sezione dei seggi d’Italia : IO tal dei tali non voto !….. poichè nessuno rappresenta i miei interessi al Governo da quando ho avuto l’ autorizzazione di votarli sulla mia Patria

    • Stefano Alì L'autore dell'articolo

      Non è cambiato. Nessuno ne parla perché è più comodo che la gente stia a casa. Così il peso relativo del voto di scambio diventa sempre più determinante

      • Luigi Crocco

        Ringrazio moltissimo della risposta quindi se l’articolo non è cambiato sul diritto all’astensione del voto facendolo annotare dal Presidente sul verbale del seggio credo si possa pubblicizzare la notizia anche per un nuovo movimento popolare con o senza l’obbligo della registrazione notarile sulla sola dizione “Noi , non votiamo perchè…..”

          • Luigi Crocco

            e solo una mia idea sui tanti partiti e movimenti su tutto il territorio nazionale contati n. 105 per cui se ne nascesse uno in più ” Lastensionista del urna” non so se occorra la registrazione notarile dello statuto

          • Stefano Alì L'autore dell'articolo

            Sinceramente non ne ho idea. Studiala bene prima. Fai attenzione a non ottenere il risultato inverso rispetto a quanto sperato

  • Edinz

    In sé, prendermi dell’idiota non mi disturba più di tanto. Diserto le urne da almeno 15 anni e nonostante mi senta continuamente criticare nella mia scelta… scelta, appunto, scelta politica che piaccia o meno e dovrebbe essere rispettata. Le motivazioni sono diverse ma, una su tutte: votando, legittimerei un sistema politico e di potere che non condivido alla base, a prescindere dagli attiri. Forse, come dice qualcuno, non frega nulla al Renzi o al Napolitano di turno e nemmeno m’importa che s’accorgano dell’astensione del sottoscritto; e ritengo sia d’obbligo la coerenza, qualche volta, nonostante una cara amica ebbe modo di dirmi, molto tempo fa, che la coerenza non è di questo mondo. Dunque, non voto anche perché, coerentemente con la mia posizione politica, non voglio legittimare lo status quo, con buona pace di chi pensa che esprimere una preferenza null’urna sia doveroso per mero calcolo politico, magari votando col naso turato.

    • Stefano Alì L'autore dell'articolo

      Ma se è una scelta politica, tanto di rispetto.
      Se è una scelta politica tendente a non legittimare lo status quo … beh, “nuntio vobis” che prove sperimentali hanno incontrovertibilmente dimostrato che lo status quo lo consolidate

      • luigi crocco

        Riprendo sul mio android il sistema elettorale che abbiamo anche solo rispetto alla Swizzera difetttoso al 99% addirittura rispetto alla polisdiAtene antica dove nessuno era eletto a rappresentare il popolo ma tutti potevano votare con una pallina bianca e nera se piaceva o no , applicare una legge un progetto ecc cosi come oggi s in Swizzera sui referendum : Volete il salario minimo a 4000 euro? No. Volete limitare ad un numero x , l ingresso al lavoro agli stranieri !! No
        Ma noi in italia che votiamo : eleggete i nostri che rappresentano un goiverno che giusto corrotto e sbagliao un programma sul idea sbagliata del governo precedete lo imponiamo a voi idioti che votate
        Unica speranza presentarsi unitiballa fila delle prossime elezioni su ogni seggo d italia poi chiamare i presidenti di sezione a scrivere nel verbale : mi astengo dal voto ; nessuno rappresenta i miei intressi

    • Luigi Crocco

      gentile Stefano,
      non me ne intendo di politica nè di partiti, comunque una volta al seggio mi sono divertito di far scrivere sul verbale che non votavo poichè nessuno rispondeva sul mio quesito del euro d’oro in eurobbligazioni a favore del occupazione . E nessuna risposta ho avuto se non succesivamente con la mia petizione/denuncia in Europa, che il 6 luglio 2011 il parlamento europeo sulla Risoluzione o Strategia Europa 2020 1off12 N.1-72 invita la commissione di trovare, dopo il 2013 fino al 2018, un metodo in eurobbligazioni al 60% PIL/Debito Pubblico N.13-14 su 23 milioni di persone economicamente attive a rischio disoccupazione e indigenza che valga anche in America sulla concorrenza dei Bond Usa, per l’euro forte a moneta rifugio. Dove subito ho inviato il mio progetto globale perfezionato 1+5 finanziario e fiscale al presidente della Repubblica alla Presidentessa delle Petizioni Erminia Mazzoni al Presidente Letta, ovviamente senza risposta ma ho proseguito con Renzi e Grillo su tutti i Facebook e gli indirizzi poi sul Blog del Papa al Ministro Berlusconi alla Presidente Laura Boldrini a Bark Obama ecc … tutt’oggi senza alcuna risposta ne’ pubblica nè privata. Ringraziandolla della lettura Luigi c.,
      dal mio dossier 2005 n. 500 pagine a rischiesta

  • camosciobianco

    … Costituzione – Titolo IV – Rapporti politici. Art. 48 – comma 2: “Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico”.

    La tanto vituperata e dileggiata Costituzione (soprattutto dai politici di professione) prevede che il voto sia un DOVERE CIVICO. Ergo, non votare significa non rispettare un articolo della Carta fondamentale.

    Prestare al non voto questa o quella intenzione (nel caso di specie, ad una protesta) risulta esercizio sterile giacché chi non vota semplicemente non manifesta nei modi stabiliti dalla legge il suo pensiero … o protesta. Non esiste. Vale zero.

    I politici sono tutti uguali (in negativo)??? Li vogliamo cacciare e\o dar loro una bella lezione? Allora votiamo! Ad esempio, in Emilia Romagna si sarebbe potuto votare, in segno di protesta, per SEL o per altre 2 liste civiche. Quello che i politici di professione (io li chiamo i tronisti della politica) temono più di ogni altra cosa è il non essere rieletti. Questo sì che fa paura. Altro che l’astensionismo. Non per niente il pataccaro di Firenze lo ha catalogato come aspetto secondario.

    Ogni singolo elettore detiene nelle sue mani un potere di vita o di morte (politica) per il tronista della politica. Non esercitare tale potere significare, di fatto, lasciare via libera a chi si vuole contestare.

  • Fabrizio

    Proporre questo articolo per convincere i non votanti a votare E’ DA IDIOTI!
    Mai pensato che sono sbagliate le regole? Che magari anche il non voto andrebbe conteggiato? Magari non facendo eleggere deputati e senatori in proporzione al non voto?
    Cioè te mi dici che se in una ipotetica elezione in cui c’è da scegliere se votare il partito di HITLER o il partito di STALIN io sarei un idiota se non votassi e se dicessi che i 2 partiti non mi rappresentano? Dici “Ciò che conta sono le percentuali, i seggi e i presidenti conquistati.”, certo, ma con queste regole. Ed è per questo motivo che queste regole andrebbero cambiate!! Io non voglio votare questi partiti che l’un per l’altro giocano a fare i propri interessi a discapito di tutti noi e ho tutto il diritto e le ragioni per affermare con un non voto la mia avversione a questi partiti. Dici anche “Astenersi dal votare induce un vero e proprio sconforto in chi, invece, la speranza che qualcosa cambi la ha. Vanifica sforzi e speranze di cambiamento!” Gli sforzi e le speranze di cambiamento andrebbero rivolti in altra direzione e non nell’offendere, deridere e isolare quelli che con una scelta diversa, il non voto (perchè di una scelta si tratta), hanno espresso una valutazione politica. Non potete e non dovete addossare le colpe di mancati cambiamenti a chi questi cambiamenti vuole che avvengano ma con regole diverse da quelle che oggi continuano a mantenerci nella palude.

    • Stefano Alì L'autore dell'articolo

      Certo che l’ho pensato.
      Tu, hai mai riflettuto sul perché l’astensionismo semplicemente non conta?
      Hai mai riflettuto sul perché ci sono queste regole?
      Mai ragionato sul fatto che il voto nullo, bianco o, peggio, l’astensione non inficia il resto delle schede?
      Fossero anche il 10% i votanti e il 90% gli astenuti, quel 10% viene riportato a 100- Sicché, quando si arriverà al punto che solo gli apparati di partito votano (e gli amici che ne hanno vantaggio, ovviamente), il partito più capillarizzato e con una ragnatela più estesa vincerà comunque.
      Gli esiti di queste ultime votazioni (intendo degli ultimi anni, non solo europee e regionali) dimostrano che all’aumentare dell’astensione si ottiene una stabilizzazione del sistema.
      Se gli astenuti vogliono questo, allora è tutto corretto.
      Anche perché, se io voglio fare campagna elettorale per un partito di sistema, è sufficiente che propugni l’astensione che dal punto di vista del metterci la faccia mi costa meno ed è più facile che convinca la gente.
      Vuoi protestare? Al seggio, senza toccare la scheda, mentre è a mezz’aria fra te e il presidente di seggio, dichiari di rifiutarla e pretendi che venga verbalizzato.
      È l’unico modo per non farla rientrare nel premio di maggioranza

      • Fabrizio

        Ma hai riletto quello che hai scritto? Hai detto che l’hai pensato e l’hai piantata li’ senza nessun’altra spiegazione se non una filippica della situazione attuale con l’unica prospettiva di un comportamento utile solo a boicottare il premio di maggioranza. Qui bisogna rivoltarli come un calzino e non accontentarsi delle briciole!! Bisogna lottare per cambiare le regole attuali, referendum propositivi anziché abrogativi, dare valore al non voto, divieto di cambiare casacca politica in parlamento e tante altre cose che non siano il falso cambiamento del rifiuto della scheda o alternare il voto all’interno di un parlamento che ormai non ha nulla di democratico e rappresentativo.

        • Fabrizio

          Concludo con un aforisma di Einstein: “Follia è fare la stessa cosa aspettandosi risultati diversi”

        • Stefano Alì L'autore dell'articolo

          Forse non riesco a essere chiaro. Sul fatto che per me questo sistema sia da rivoltare come un calzino credo che, leggendomi, non sussistano dubbi.
          Su un’altra cosa non esiste dubbio perchè sotto gli occhi di tutti: la crescente astensione sta consolidando questo sistema che di democratico non ha nulla.
          Ora, se vuoi cambiare le cose e provi un metodo, rilevando che con quel metodo stai ottenendo l’effetto opposto che fai? Perseveri?

          • Fabrizio

            Come si dice dalle mie parti O CI SEI O CI FAI. Avendo letto alcuni tuoi articoli e come confermi tu stesso, sei anche tu dell’opinione di rivoltare questo sistema come un calzino, allora penso che tu mi fraintenda:
            io non voglio insistere a non votare e mantenenere allo stesso tempo questo parlamentarismo corrotto e malato, io voglio che il non voto sia collegato ad una lotta extraparlamentare apportatrice di proposte radicalmente nuove che porti a scardinare l’attuale sistema a favore di un cambiamento che sia espressione di un popolo vivo e artefice del proprio destino. Non è l’astensione a consolidare il sistema, sono le sue regole imposteci che lo preservano da cambiamenti positivi per la collettività ma negativi per le caste.

          • Stefano Alì L'autore dell'articolo

            Non ci sono, né ci faccio. Continuo a ribadire che quello che desidereresti tu o io, per questo sistema corrotto e malato non conta una beneamata cippa.
            Il fatto che “tu voglia” che il non voto possa essere collegato a qualcosa rimane una pura aspirazione tua, mia e di chiunque altro la pensi come te e me.
            Qui ciascuno attribuisce al non voto il significato che ritiene. Renzi continua a dichiarare che l’astensione è assolutamente ininfluente e lui se ne sbatte bellamente.
            Bersani dice – addirittura – che il messaggio che lui ha percepito è “vota il Jobs Act”.
            Non è certo l’astensione a consolidare il sistema, ma le regole che il sistema ha dato per valutarla. E ovviamente sono regole che servono al sistema per perpetuarsi.
            Ora, posto che concordiamo anche su questo, non comprendo cosa non condividi del post. Che non suggerisco di scendere in piazza a rivoluzionare il sistema con metodi più convincenti? E credi che possa suggerire qualcosa del genere? Ammesso che intimamente concordassi con te anche sulla soluzione, non mi sognerei mai di scriverlo

          • Fabrizio

            Non condivido il fatto che tu chiami IDIOTA chi esprime una scelta politica con il non voto, perchè di questo si tratta, una scelta politica. Il resto è discussione politica, e non è mai stata mia intenzione coinvolgerti direttamente in una “rivoluzione di piazza”.

          • Stefano Alì L'autore dell'articolo

            Visto che erano identici, dei due commenti ne pubblico solo uno.
            Infatti è una scelta politica precisa. Ed è una scelta politica totalmente in contrasto con le motivazioni che vengono addotte a sostegno.
            Se si dicesse: io mi astengo per consolidare il sistema, sarebbe pienamente comprensibile.
            Continuare imperterriti e perseverare in un atteggiamento che vuole essere di protesta e ottiene l’effetto contrario, non è certo una cosa intelligente.
            Anche perché ne conosco tanti che propugnano e propagandano l’astensione solo perché non hanno la faccia di chiedere il voto per un partito di sistema.

          • Fabrizio

            Qui se c’è qualcuno che ha contribuito a preservare il sistema sono proprio quelli che hanno continuato a dare il voto a tutti questi partiti che hanno dimostrato di non fare alcun bene per il Paese. Oggi è ancora più chiaro di quanto non lo fosse in anni precedenti, dx sx centro, fanno parte delle stesso gioco a perdere per noialtri e se tu continui a saltellare dall’uno all’altro (anche nomi nuovi come M5Stelle) con quella scheda che ti danno per contentino, non fai altro che illuderti in un cambiamento che mai avverrà e darai un avallo morale e materiale aila loro distruzione della nostra societài. Il tuo discorso sarebbe giusto (votare) se al posto di questi partiti, che hanno dimostrato quanto di peggio si possa fare, ci fossero soggetti seri, preparati, solidali con l’interesse della collettività, ma così non è.

          • Stefano Alì L'autore dell'articolo

            Quindi torniamo al punto di partenza. Pur se inutile (anzi dannoso) a causa delle regole che hanno imposto, per te è necessario il mantenimento e l’incremento dell’astensione, incurante del fatto che consolidi sempre di più proprio ciò che dici di contestare.
            Logico

          • Fabrizio

            Tu non hai risposto alla mia precedente domanda: se ci sono 2 partiti uno di HITLER e l’altro di STALIN (tanto per estremizzare il concetto) tu voteresti? O ti riterresti un idiota non votando? O cosa faresti? Rispondi invece di eludere la domanda. Questi partiti odierni, non avranno la nera raffigurazione di questi storici e criminali personaggi, ma sono ben attrezzati a fare i loro porci comodi a tutto deperimento della collettività, ed è per questo che ritengo ci sia più onore
            il non votarli, in attesa di intraprendere azioni (pacifiche ma sostanziali) che li rivoltino come calzini. E se non capisci questo, me ne farò una ragione, ma non permetto a nessuno di chiamare IDIOTA chi fa una scelta politica diversa, nè tantomeno da chi vuole addirittura TASSARE gli astensionisti alla faccia della democrazia e libertà di pensiero.

          • Stefano Alì L'autore dell'articolo

            Ma non ci sono due partiti. Ce ne sono decine. Talmente tanti da poter pure disperdere il voto.

            Poi, mi rendo conto che te ne farai una ragione. Te la sei già fatta. In attesa di trovare il metodo per “rivoltarli come calzini” continuate a non votare, in tal modo la possibilità di rivoltare il sistema non ci sarà mai perché si consolida sempre più.

            È il principio di cui parlavo. Si propaganda l’astensione per protesta, o in attesa della befana come il tuo caso. Propagandare l’astensione è meno impopolare che chiedere il voto per il sistema. Ti consente di fingere di combatterlo.

            No. Ovvio che non sono tutti idioti. Gli idioti sono quelli che vi credono

          • Fabrizio

            Voglio sperare che tu creda di prendermi in giro, Ma ti sei scordato del bipolarismo? Centrodestra VS centrosinistra? Tanti partiti come dici tu ma che poi confluiscono nelle due coalizioni!! E si ritorma a quello che ti chiedevo all’inizio al quale tu non hai risposto e prosegui, insisti a eludere. Rispondi perbacco!! La befana l’aspetti tu dando il voto a chi ti prende in giro ormai da anni. Ultime TRE cose:
            – Primo non continuare a chiamare idiota chi non la pensa come te perchè dimostri di essere realmente un antidemocratico e antilibertario nonostante quello che scrivi;
            – Secondo, quando scrivi accertati di quello che realmente vuoi comunicare, perchè se parli di porre una TASSA sull’astensione, sbagli grossolanamente, in quanto la tassa è per definizione “un tributo che viene corrisposto allo Stato o ad altro ente pubblico per il godimento di certi servizi”, quindi avresti dovuto scrivere SANZIONE
            -Terzo, rispondi alle domande che ti vengono poste se vuoi essere credibile.
            E con questo finisco perchè mi accorgo che oltre a non essere obiettivo sei veramente IMPREPARATO.

          • Stefano Alì L'autore dell'articolo

            Vedi, il fatto che tu continui a battere sulla tassa, quando quella è evidente che è una provocazione, continua a convincermi che il tuo ragionamento, che parte dal concetto della voglia di spezzare la catena, porta a rinforzarla.
            Quale sia la soluzione? Non lo so
            Una cosa è certa. Sostenere che in presenza di un bipartitismo quale quello che abbiamo davanti, l’astensione è un mezzo, uno strumento “di attesa” è estremamente capzioso.
            È esattamente da campagna elettorale per il sistema.
            Ripeto, quale sia la soluzione non lo so. Non cercarla e “per adesso mi astengo” significa fare del sistema una dittatura totalitaria.

            No. Io non ricambio. Non ti do dell’impreparato. Mi sembri preparatissimo. E proprio questo tuo apparire preparatissimo, mentre propugni l’astensione “in attesa del domani migliore” mi convince sempre più che la tua è scelta assolutamente politica. Pro sistema

  • Stefano Alì L'autore dell'articolo

    Giusto per capirci, dall’astensione ciascuno trae i messaggi che gli convengono. Per Bersani, addirittura, è il messaggio che ha percepito dall’astensione che gli ha fatto votare il Jobs Act.
    Se il pover’uomo si è sentito costretto a votarlo, quindi, è colpa degli astenuti alle regionali
    http://giacomosalerno.com/…/bersani-ho-votato-si-al-jobs-a…/

    • luigi crocco

      Ma fatemi il piacere! ho provato l’esperienza sulla mia pelle avendo avuto l’idea di presentarmi al seggio e di far scrivere sul verbale che mi astenevo poichè nessuno dei maggiori e minori partiti e rappresentanti al governo rispondeva al mio quesito , di sostenere salari e pensioni con le risorse eurobbligazionarie in Europa
      E da quel giorno nessuna notizia è trapelata e nessuna risposta ho avuto così ho fatto denuncia in Europa inviadomi 12 fogli della Risoluzione 6 luglio 2011 sulla crisi e l’occupazione off12 N. 1 – 72 pag 3/12 N.13 -14 …al 60% del PIL/Debito pubblico dopo il 2013 fino al 2015, invita la commissione di trovare un metodo per un futuro in eurobbligazioni , 23 milioni di persone economicamente attive a rischio disoccupazione e indigenza che valga anche in America sulla concorrenza dei Bond Usa.

  • luigi crocco

    Si e’ vero se io e mio figlio non andiamo a votare ma ci va sua moglie 2/3 vincono tutti

  • Morris Vincent

    Splendido! Sono quasi del tutto d’accordo con te nel senso che astenersi è da idioti, quando c’è il m5s. Se non ci fosse, sarebbe comprensibile andare a votare scheda bianca magari firmando con una bella V grande. 🙂

    Poi sul fatto che Renzi sia super gasato per questa vittoria non lo so…Ormai la sua parabola del consenso è finita..Ha promesso molto ed ottenuto ancora poco…Vediamo se al senato sta schifezza gli passa… Comunque sa che non ha più il consenso di prima e ha veramente problemi su tutti i fronti: interno con i dissidenti del PD e poi la sua maggioranza per le riforme dipende da B. che ha un partito che quasi non controlla più, da Alfano… Se le cose si mettono di traverso in FI e parte di FI si stacca come parte del PD, Renzi è nella nutella! Non penso che possa governare ancora a lungo..Penso che dovrà eleggere il PdR e fare legge elettorale, non so in che ordine riuscirà a farlo, ma per fare queste due cose potrebbe fare molta, moltissima fatica, di conseguenza non gli converrà proseguire così…

  • Maria

    Del resto Renzi ha fatto chiaramente capire che dell’astensionismo non gliene frega una beneamata cippa.
    L’importante è avere vinto.
    Quindi chi si è astenuto ha contribuito alla sua vittoria e contribuirà al mantenimento di tutte le cose per le quali si lamenta.
    Se non è da idioti questo…

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