JobsAct: Finta opposizione e finta dissidenza


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jobsact: finta opposizione e finta dissidenza

 

La votazione di ieri sul JobsAct: finta opposizione e finta dissidenza vengono allo scoperto. Imperativo: garantire i numeri a Renzi

La Camera è composta da 630 deputati. Dal che discende che il numero legale sia di 317 deputati (il 50%+1).

Non è così strettamente definito il numero che forma la maggioranza.

In caso di “plenum” coincide con il numero legale, ma il plenum è, di fatto, irraggiungibile. Ieri, ad esempio, erano in missione 42 deputati.

Il 50% dei deputati, quindi, costituisce una “soglia psicologica” della maggioranza. Seppure non costituiscono numero legale, 316 deputati sono sempre garanzia di maggioranza, . Al di sotto di tale soglia può essere messa in dubbio l’esistenza stessa della maggioranza. Ecco perché si parla di “soglia psicologica”.

Ovviamente parlo in linea teorica. Qualora, cioè, ci fosse davvero una linea di demarcazione fra la maggioranza e certa opposizione.

E infatti anche sul JobsAct: finta maggioranza e finta opposizione

Vediamo perché1 

Teniamo conto che, come ho già scritto più volte, occorre garantire:

  1. Che i “dissidenti” possano presentarsi come tali per arginare eventuali emorragie di voti PD da sinistra (funzione gatekeeping di sinistra);
  2. Che la finta opposizione possa continuare a dichiararsi tale nonostante sia la forte stampella delle nefandezze che vengono compiute (funzione “gatekeeping” di destra)

Come volevasi dimostrare:

finta opposizione e finta dissidenza: i voti per gruppo

Come si può notare, il requisito della “soglia psicologica” è rispettato: 316 favorevoli

Ed è rispettato grazie ai provvidenziali voti favorevoli di Massimo Enrico Corsaro (Fratelli d’Italia) e di Rudi Franco Marguerettaz (Lega Nord)

Eccoli:

Corsaro di Fratelli d'Italia vota a favore del JobsAct

Corsaro di Fratelli d’Italia vota a favore del JobsAct

Marguerettaz della Lega nord vota a favore del JobsAct

Marguerettaz della Lega nord vota a favore del JobsAct

Ottenuta già la “soglia psicologica”, l’unica possibilità che hanno le opposizioni per non far passare il JobsAct è far mancare il numero legale.

Le opposizioni quindi si sono raccordate per uscire dall’aula, ma …

Dalla finta dissidenza interna del PD rimangono in aula Paolo Gandolfi e Giuseppe Guerini (che rimangono, ma si astengono) e, udite udite: Luca Pastorino e Giuseppe Civati che, per affermare la posizione di gatekeeping votano contro il provvedimento (dopo aver contribuito, insieme agli altri due a garantire il numero legale)

Dal fronte della finta opposizione, poi, garantiscono il numero legale (e quindi l’approvazione del provvedimento) votando contro:

  • Saverio Romano2 (Forza Italia. Fedelissimo di Silvio Berlusconi)
  • Claudio Fava3 (ex SEL, adesso Misto-PSI – Liberali)
  • Mauro Pili4 (Ex Forza Italia, adesso Misto)

astenendosi (ma presenti a “stampellare”)

  • Alessio Tacconi (ex Movimento 5 Stelle)
  • Ivan Catalano (ex Movimento 5 stelle)
  • Vincenza Labriola (ex movimento 5 Stelle)5

Poi ci sono le sorpresone all’interno del PD. Ad esempio, Cesare Damiano ha votato a favore. Come Ettore Epifani (che pure partecipa alla manifestazione della CGIL contro il JobsAct. Logico o da dissociati?), il carissimo Pierluigi Bersani… Sbizzarritevi pure. Qui i voti per nominativo e quelli per gruppi

Resta comunque l’amara constatazione che con la votazione del JobsAct finta opposizione e finta dissidenza sono a braccetto con il governo.

E le ultime notizie provenienti da Berlusconi confermano i miei timori già espressi il 20 Novembre (quindi prima delle elezioni regionali in Emilia e in Calabria): Berlusconi e Renzi stanno costituendo un sistema fittiziamente bipolare, ma sopratutto bipartitico.

Un ampio centro sinistra (del quale vediamo ogni giorno che la componente “sinistra” è in realtà una destra) e una estrema destra.

Con a capo Renzi da un lato e Salvini dall’altro.

Ovviamente il tutto per convogliare quanti più voti è possibile sulla moderazione incarnata da Renzi.

I risultati delle regionali del 23 Novembre hanno dimostrato che la strada imboccata è perfetta. Anzi, la debacle registrata da Forza Italia (che rappresenta la vittoria della linea di Berlusconi) costringe lo stesso Berlusconi ad accelerare il processo. Ecco perché già indica in Salvini il prossimo leader della destra.

Ecco perché non intende cambiare di una virgola il patto del nazareno sottoscritto con il suo erede Matteo Renzi. Sta funzionando tutto alla perfezione.

EDIT: Mi hanno fatto rilevare un errore grossolano che ho commesso: 316 è maggioranza politica dato da 630/2+1

Il che rende ancora più colpevoli i “dissidenti” del PD. Epifani, Titti Di Salvo, Bersani, Damiano … che non solo hanno garantito il numero legale, ma CIASCUNO di essi ha garantito la maggioranza politica


1 dati ufficiali Camera dei Deputati
2 Saverio Romano, discepolo di Calogero Mannino e Salvatore Cuffaro. Da sempre fedelissimo di Silvio Berlusconi
3 Claudio Fava. Ha cambiato tante casacche da poter essere il maestro di Arturo Brachetti
4 Mauro Pili
5 Qualcuno lo dica ancora che le espulsioni non erano sacrosante

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10 commenti su “JobsAct: Finta opposizione e finta dissidenza

  • Mirko

    Ottima analisi. Concordo su tutto, sopratutto sull’ipocrisia di quella parte politica che, a parole, si mostra dissidente, ma nei fatti è sempre, in qualche modo, la stampella del governo.
    Solo un addendum. Al conteggio del numero legale, (come si evince dell’articolo 46, comma 2, del regolamento della camera), vanno considerati anche quelli “in missione”, che in questo caso sono 42, e che vanno aggiunti ai 327 presenti. Anche considerando i voti contrari o astenuti e i “voti da voltagabbana” (alla Epifani, per intenderci), come possibili “non presenze”, sarebbe stato difficile, credo, arrivare ad avere un numero legale inferiore a 316.
    Questo per dire in che mani siamo, e con questo regalo, chiudiamo un 2014 pieno di soddisfazioni. Per altri. Amen

  • Grim Reaper

    Marguerettaz non é della Lega Nord ma dell’Union Valdotain. Il Gruppo Lega Nord e Autonomie non é il Gruppo della Lega, che diversamente si chiamerebbe solo Lega Nord.
    E’ composto da 17 leghisti piú altri 3 (autonomie varie) per arrivare al numero minimo per comporre un gruppo.

    Marguerettaz é stato eletto alla camera in una lista che non é quella della Lega Nord.

    Qualità articolo coerente con il peana pro M5S sulla leicità delle 3 espulsioni.

    • Stefano Alì L'autore dell'articolo

      Ci sono le deroghe, sai? Fratelli d’Italia sono in 9 e Per l’Italia in 19. Guarda tu stesso: http://www.camera.it/leg17/46
      Pensi che Berlusconi non avrebbe concesso ai suoi amici la deroga? Maddai, prova di nuovo

  • Marco Dal Prà

    Dunque Stefano, cerchiamo di chiarire alcune cose :
    La Camera “sospende” i lavori se manca il Numero Legale, cioè se non sono presenti almeno 316 Deputati.
    Poi se sono presenti 316 Deputati, bastano anche solo 162 per approvare una legge (art. 48 del Regolamento)
    A questo punto se vuoi colpevolizzare qualcuno, o accusarli di “complicità” dovresti rivolgerti a coloro che SONO RIMASTI PRESENTI VOTANDO CONTRO, O ASTENENDOSI, e non a quelli che hanno votato a favore.
    Su oltre 600 deputati, ci sta ed è sempre capitato in qualunque paese democratico del mondo che qualcuno possa votare diversamente dal proprio partito.
    Ma è diverso il comportamento di quelli contrari o astenuti, che se uscivano, potevano invalidare totalmente la voltazione.

    • Stefano Alì L'autore dell'articolo

      Io punto il dito sulla ipocrisia di contrari e astenuti che hanno reso valida la seduta, potendo però issare la bandiera “ho votato contro”.

      Poi punto il dito sulla dissociazione di alcuni di coloro che hanno pure votato a favore. Ex sindacalisti (come Damiano, Di Salvo ed Epifani) che magari poi vanno alle manifestazioni sindacali e “persone serie” come Bersani che hanno sempre dichiarato che il jobs act era una porcata e che l’articolo 18 non andava ulteriormente indebolito.
      Con le dichiarazioni di Bersani a giustificazione del suo voto, però, ho capito la sua posizione. Sta male. Probabilmente non si è ripreso dalla operazione

  • Stefano Alì L'autore dell'articolo

    Giusto per appuntarmelo, trascrivo qui un mio post Facebook con relativo Link.
    C’è da chiedersi se ogni tanto Bersani non farebbe meglio se stesse zitto

    In buona sostanza, quindi, se ‪#‎Bersani‬ “si è sentito costretto” a votare il ‪#‎JobsAct‬ a ‪#‎Renzi‬ è per COLPA DEGLI ASTENSIONISTI ALLE REGIONALI il cui messaggio è chiaro (secondo lui):
    “Restate li li li li. Noi non vogliamo scissioni oni oni oni.”
    (l’eco ci vuole, visto che gli astensionisti l’appello lo lanciavano da casa)
    Quindi il pover’uomo, poteva sottrarsi a tale pressante invocazione chiarissimamente lanciata dagli astensionisti?
    (che abbia studiato “Antiche Rune” a Hogwarts?
    Una cosa è certa. Carissimi astensionisti, lo vedete quanto siete coglioni? Dal vostro “non voto” ciascuno trae le conclusioni che gli mettono in pace la coscienza.
    Bene, astensionisti. Sappiate che siete stati voi a volere il Jobs Act!
    ‪#‎NoNoMaAstenetevi‬
    http://giacomosalerno.com/…/bersani-ho-votato-si-al-jobs-a…/

    • Stefano Alì L'autore dell'articolo

      Dai documenti della Camera, come potrai rilevare, risulta LNA (lega nord)

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