JobsAct: l’Opera dei Pupi


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sordi-pernacchia

Ieri al Senato il JobsAct: l’Opera dei Pupi continua. Trasformismo e prese in giro.

Ricapitoliamo: Il Senato ha una composizione variabile. I seggi “fissi” sono 315, ma computando i Senatori a vita (ex presidenti della Repubblica e nomine Presidenziali), in atto è composto da 320 Senatori.

Maggioranza, quindi, 161 Senatori. Il JobsAct è stato approvato con 166 voti favorevoli e il primo requisito per la stravittoria di Renzi è garantito: “soglia psicologica” ben superata.

Esaminiamo i voti favorevoli, anzi, i votanti1 e vedremo (se mai fosse ancora necessario) che non esiste alcuna “minoranza PD”. Non c’è alcuna “dissidenza PD”. In questa specifica votazione non si evince che la stragrande maggioranza delle “opposizioni” sono in realtà prone. Raccattando voti e raggiunta la soglia di 166 non era necessario ricorrere al “soccorso” della finta opposizione come lo è stato, invece, per la votazione alla Camera.

La “minoranza PD”, però, mostra ormai senza alcuna vergogna la propria faccia proprio nelle tre votazioni al JobsAct (di cui ho tenuto e dato conto).

In prima lettura al Senato2, fra finti distinguo, false prese di posizione e ridicole giustificazioni, il provvedimento era stato approvato con 165 voti favorevoli. Da tenere presente la “ferma presa di posizione” del senatore Tocci (PD) che praticamente schifato dal provvedimento, ha votato la fiducia, ma con lo sdegno che si deve a casi di questo genere, si è dimesso dal Senato.

È probabile che ci abbia fatto il callo, invece. Ieri era regolarmente in aula a votare la fiducia in seconda lettura sullo stesso provvedimento. E senza fare storie.

Tutto regolare. Tutto previsto. È il teatrino della finta “dissidenza” PD. Tanto è vero che ieri ha votato a favore pure l’altro “grande dissidente”: Vannino Chiti.

Il raggiungimento di “quota 166” mediante raccatto dei voti (lo vediamo fra brevissimo) ha consentito al senatore Corradino Mineo di inscenare la sceneggiata napoletana del voto contrario dopo veementi dichiarazioni.

Che di sceneggiata si tratti è fuori discussione. Se il suo voto fosse stato necessario, avrebbe cercato un alibi e avrebbe votato favorevolmente. Come, d’altro canto, già avvenuto in occasione della immane porcata pomposamente denominata “sblocca Italia”.

In quell’occasione, infatti, l’eroico senatore ha giustificato il suo voto favorevole come “reazione allo squadrismo dei senatori del Movimento 5 Stelle”.

Alibi clamorosamente smentito dalla sua compagna di partito Lucrezia Ricchiuti (anch’ella fittiziamente dissidente) con la quale non ha neppure avuto il buon senso di concordare l’alibi.

E infatti la senatrice Ricchiuti (che ieri si è data alla macchia) di quel voto ha dato una versione ben diversa

Mineo e ricchiuti

L’immagine non è mia. Circola così in rete e siccome ne condivido in pieno le scritte, la pubblico così come sta

I voti raccattati, dicevamo.

Hanno votato favorevolmente due EX 5 Stelle: il senatore Battista (ormai perfettamente integrato nel sistema renziano. Le fiducie le vota tutte) e la senatrice Fabiola Anitori (30,74% di presenze e un indice di produttività pari a 22,5 che la colloca al 277° posto su 320 senatori, ma quando serve … c’è)3.

Ha votato favorevolmente Mario Monti. Come è noto, nominato senatore a vita dal Presidente Napolitano per poi poterlo catapultare alla Presidenza del Consiglio nel 2011. Monti vanta presenze per 15,4% . Ovviamente il JobsAct non poteva mancarlo. È la riforma sua e di Pietro Ichino. 

Giusto per rinfrescare la memoria, ricordo quale è la filosofia che ha ispirato Pietro Ichino nel predisporre il JobsAct2.

Tweet di ichino sulla precarizzazione del lavoro a tempo indeterminato

Che gran vanto per la “sinistra”, eh?

A proposito di senatori a vita, è verosimile che il carissimo Presidente Napolitano abbia chiamato a raccolta i suoi. Chi sono? Ma i senatori a vita nominati per creare la maggioranza a Letta nel 20134.

Eccoli

Oltre a Mario Monti, erano infatti presenti per votare favorevolmente (i dati sulle presenze sono da Openpolis)

  • Elena Cattaneo (18.94% di presenze)
  • Carlo Rubbia (12.22% di presenze)

Claudio Abbado è deceduto, mentre Renzo Piano e Carlo Azeglio Ciampi non erano presenti.

Probabilmente, considerato che in Senato non sono praticamente mai entrati, la loro eventuale presenza per la votazione di ieri avrebbe costituito evento mediatico epocale.

Mettendo in fila le tre votazioni sul JobsAct (prima lettura al Senato, approvazione con modifiche alla Camera e approvazione definitiva al Senato) credo che non ci sia nulla da aggiungere. Questo Paese è destinato alla rovina.

Giusto l’ultima chicca: Renzi ha sfondato qualunque record in termini di fiducie, vantando già il valore più alto da sempre5.

Il dato importante emerge però nel confronto con i Governi che hanno preceduto quello dell’ex sindaco di Firenze. Dalla XIII Legislatura ad oggi nessuno ha avuto un tasso di voti di fiducia-leggi approvate così alto. Dal 22 febbraio ad oggi sono state approvate 55 leggi, che portano la percentuale al 52%. In poche parole, oltre la metà delle leggi approvate ha avuto bisogno di una mozione di fiducia.

Per rendere il tutto ancora più suggestivo, andiamo a sottrarre dal totale delle leggi approvate le ratifiche da parte del Parlamento di trattati internazionali, che hanno ben poco valore politico ed un esisto abbastanza scontato. Dal 22 febbraio ad oggi parliamo di 16 leggi, che sottratte al totale portano i provvedimenti approvati sotto con il Governo Renzi a 55, e il tasso di questioni di fiducia per legge al 74%.

La rilevazione era ferma al fine settimana, quindi, aggiungendo una fiducia e un provvedimento, abbiamo 30 fiducie su 56 provvedimenti, raggiungendo quota 53,57%

Questo, ovviamente, costituisce la prova che, nel silenzio assordante del “garante” della Costituzione, la nostra Repubblica Parlamentare è stata già traghettata verso la Repubblica Presidenziale

Come promesso, l’elenco dei voti favorevoli

AIELLO NCD LANGELLA GAL
ALBANO PD LANIECE AUT PSI MAIE
ALBERTINI NCD LANZILLOTTA SC
AMATI PD LATORRE PD
ANGIONI PD LEPRI PD
ANITORI MISTO LO GIUDICE PD
ASTORRE PD LO MORO PD
AUGELLO NCD LONGO F AUT PSI MAIE
AZZOLINI NCD LUCHERINI PD
BATTISTA AUT PSI MAIE LUMIA PD
BERGER AUT PSI MAIE MANCONI PD
BERTUZZI PD MANCUSO NCD
BIANCO PD MARAN SC
BIANCONI NCD MARCUCCI PD
BILARDI NCD MARGIOTTA PD
BONAIUTI NCD MARINELLO NCD
BORIOLI PD MARINO L PI
BROGLIA PD MARINO M PD
BUBBICO PD MARTINI PD
BUEMI AUT PSI MAIE MATTESINI PD
CALEO PD MATURANI PD
CANTINI PD MAURO M GAL
CAPACCHIONE PD MERLONI PI
CARDINALI PD MICHELONI PD
CARIDI NCD MIGLIAVACCA PD
CASINI PI MINNITI PD
CASSANO NCD MIRABELLI PD
CATTANEO AUT PSI MAIE MONASSERO PD
CHIAVAROLI NCD MONTI SC
CHITI PD MORGONI PD
CIRINNA PD MOSCARDELLI PD
COCIANCICH PD MUCCHETTI PD
COLLINA PD NACCARATO GAL
COLUCCI NCD NENCINI AUT PSI MAIE
COMPAGNA NCD OLIVERO PI
CONTE NCD ORRU PD
CORSINI PD PADUA PD
CUCCA PD PAGANO NCD
CUOMO PD PAGLIARI PD
D’ADDA PD PANIZZA AUT PSI MAIE
D’ASCOLA NCD PARENTE PD
D’ONGHIA GAL PEGORER PD
DALLA TOR NCD PEZZOPANE PD
DALLA ZUANNA PD PIGNEDOLI PD
DAVICO GAL PINOTTI PD
DE BIASI PD PIZZETTI PD
DE POLI PI PUGLISI PD
DEL BARBA PD PUPPATO PD
DELLA VEDOVA SC QUAGLIARIELLO NCD
DI BIAGIO PI RANUCCI PD
DI GIACOMO NCD ROMANO PI
DI GIORGI PD ROSSI G PD
DI MAGGIO GAL ROSSI MAURIZIO MISTO
DIRINDIN PD RUBBIA AUT PSI MAIE
ESPOSITO G NCD RUSSO PD
ESPOSITO S PD RUTA PD
FABBRI PD SAGGESE PD
FASIOLO PD SANTINI PD
FATTORINI PD SCALIA PD
FAVERO PD SCHIFANI NCD
FEDELI PD SILVESTRO PD
FERRARA E PD SOLLO PD
FILIPPI PD SONEGO PD
FILIPPIN PD SPILABOTTE PD
FINOCCHIARO PD SPOSETTI PD
FISSORE PD SUSTA SC
FORMIGONI NCD TOCCI PD
FORNARO PD TOMASELLI PD
FRAVEZZI AUT PSI MAIE TONINI PD
GATTI PD TORRISI NCD
GENTILE NCD TRONTI PD
GIACOBBE PD TURANO PD
GIANNINI SC VACCARI PD
GINETTI PD VALDINOSI PD
GIOVANARDI NCD VALENTINI PD
GOTOR PD VATTUONE PD
GRANAIOLA PD VERDUCCI PD
GUALDANI NCD VICARI NCD
GUERRA PD VICECONTE NCD
GUERRIERI PALEOTTI PD ZANDA PD
ICHINO SC ZANONI PD
IDEM PD ZAVOLI PD
LAI PD ZELLER AUT PSI MAIE

1 La fonte è lo stenografico d’aula e, siccome comprendo la difficoltà di individuazione delle appartenenze, in coda all’articolo inserirò una tabellina con le appartenenze partitiche.
2 Della prima lettura del JobsAct al Senato ne ho fatto resoconto qui. .
3 Fonte Openpolis
4 Giusto rammentare che, per rinforzare la maggioranza a Enrico Letta, il Presidente Napolitano, con una “leggerissima” flessione della Costituzione ha nominato altri cinque  Senatori a vita appena rieletto Presidente. I primi cinque li aveva nominati nella sua prima “sessione” presidenziale.
5 Fonte Openpolis .

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