Matteo Renzi regala la cravatta a Tsipras e lo incravatta


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Matteo Renzi regala la cravatta ad Alexis Tsipras

Matteo Renzi regala la cravatta ad Alexis Tsipras. In Sicilia (ma anche altrove, a quanto leggo su Internet) regalare una cravatta è un rischio che nessuno corre. Il significato di quel pezzo di stoffa che stringe il collo è chiaro, ma Renzi lo ha reso lampante. Ha consegnato Alexis Tsipras ai cravattari europei.

E la “cravatta” è pronta pure per Pablo Iglesias di Podemos

Brevissima cronostoria:

Fra i paesi che avevano chiesto l’adesione alla moneta unica sin dal suo esordio, la Grecia era l’unica che non rispettava nessuno dei criteri stabiliti; fu comunque ammessa due anni dopo, il 1º gennaio 2001, e l’introduzione fisica della nuova valuta nel paese avvenne contemporaneamente rispetto agli altri undici paesi, il 1º gennaio 2002. (Wikipedia)

Strana questa cosa. La Grecia non rispettava alcuno dei parametri richiesti, eppure adotta l’Euro contemporaneamente agli altri. Come mai?

Si legge, ancora, che fino al 2008 il rapporto di crescita della Grecia è sempre stato tale da guadagnarsi il rating A:

Nel 2008, poi, la crisi finanziaria che ha investito il globo intero ha travolto l’economia greca basata, sopratutto, su turismo e distribuzione.

Ciò che venne alla luce successivamente è che la Grecia aveva falsificato i conti. Non da sola, ovviamente. Ha pagato milioni di dollari alla Goldman Sachs

All’inizio del 2010, poi, è venuto fuori che dal 2001 la Grecia avrebbe pagato milioni di dollari a Goldman Sachs e ad altre banche di investimento perché queste mascherassero la quantità di denaro che richiedeva in prestito dai mercati1.

Il contratto consentiva di sottrarre 2,8 miliardi al debito pubblico, assorbiti dall’opaco mondo della finanza ombra: Goldman prestava segretamente quei soldi alla Grecia. Sardelis ammette oggi che altri Paesi europei, come l’Italia2, hanno impiegato metodi simili3.

Dopo aver truccato i conti greci, Goldman Sachs è fra gli attori principali di quella crisi finanziaria (quella che travolse Leman Brothers, per intenderci) che mise in ginocchio la Grecia.

I vertici della banca d’affari Goldman Sachs hanno ingannato la clientela e mentito al Congresso, dunque meritano l’incriminazione: è duro l’atto d’accusa contenuto nelle 639 pagine del rapporto redatto dal Senato di Washington al termine dell’inchiesta condotta sulle cause della crisi finanziaria del 20084.

Delle due, una

  • I tecnici europei sono talmente incompetenti da non essersi accorti del trucco (nel qual caso non capisco come possano arrogarsi la competenza per risanare i conti di uno Stato)
  • Una rete di complicità e connivenze ha consentito che ciò avvenisse in quanto utile. La macelleria sociale messa in atto in Grecia può costituire l’utilità.

Cosa ne è disceso da tutto ciò?

Ne è disceso che la “bontà d’animo” del Fondo  Monetario Internazionale ha concesso dei prestiti miliardari per il “salvataggio” della Grecia.

Ne è disceso che, di contro, la Grecia ha dovuto sottomettersi ai “tecnici” della Banca Centrale Europea, del Fondo Monetario Internazionale e della Commissione Europea che costituiscono la cosiddetta “troika” (nessuno di questi soggetti ha mai avuto una legittimazione popolare, figurarsi i tecnici da essi prescelti per gestire la contingenza finanziaria della Grecia) si sono sovrapposti al legittimo Governo di un Paese sovrano e ne hanno sostituito TUTTI gli organi istituzionali e costituzionali.

Quanto è contigua questa situazione al concetto di Golpe? Ma siccome è operato dalla grande finanza, nessuno si scandalizza?

Figurarsi, non ci siamo scandalizzati quando Jp Morgan, senza giri di parole, ha ordinato di disfarci delle Costituzioni antifasciste e sinistroidi e “austerità a lunga scadenza”

Ma, mi chiedo, che genere di “salvataggio” è un piano che mette in ginocchio una intera popolazione? Quanti di questi miliardi sono stati utilizzati per risanare le casse greche e consentire la politica sociale?

Nulla. Neppure un nichelino. Anzi, il “piano di salvataggio” ha implicato licenziamenti di massa, dissoluzione dello Stato sociale con abbattimenti sulle pensioni, sulla sanità, sui servizi minimi. Portando una intera popolazione al di sotto della soglia di povertà. Svendendo assets, porti, aeroporti, spiagge e isole.

Ma allora, a chi è servito il mega-prestito di salvataggio? Ma alle banche, ovviamente. Tedesche e francesi sopratutto (come mostra il grafico di “Il Post”)

Il tragico è che la pseudo-sinistra italiana ha assunto i dictat dell’alta finanza quale segno di modernità, Matteo Renzi ne è il vate e il resto della pseudo-sinistra e gli pseudo-dissidenti le voluttuose ancelle.

Ma ci fu il fatto nuovo. Alle elezioni europee si presenta una vera sinistra: Syriza, capeggiata da Alexis Tsipras.

Le italiche ancelle di pseudo-sinistra (Franco Battiato – a piena ragione – le definisce troie, ma preferisco mantenermi sul sobrio) si schierano subito a sostegno. In Italia si costituisce persino la “Lista Tsipras”. Tutti pronti a cavalcare l’onda. Anche la “dissidenza interna” del PD mostra simpatia per Alexis Tsipras che incarna quel che la sinistra italiana non sa più cosa sia: la sinistra.

Tutta una ignobile farsa. Su questo stesso blog ho dato atto del come il conteggio dei voti e delle presenze nelle Camere abbia consentito a Matteo Renzi di portare a casa il Jobs Act e tutte le altre porcherie che – a parole – la “dissidenza PD” sostiene di avversare.

E che di farsa si tratti è ancor più evidente adesso.

Alexis Tsipras ha vinto le elezioni in Grecia. Per soli due seggi non ha ottenuto la maggioranza assoluta, ma una alleanza con la destra nazionalista gli ha consentito di costituire un governo solido.

Ha licenziato la troika, ha rifiutato ulteriori prestiti, bloccato le privatizzazioni e vuole rinegoziare il debito.

Ovviamente dall’Europa ha ricevuto dei “nein” (per sottolineare la sudditanza alla Germania di Angela Merkel, i “leader” europei dovrebbero esprimersi, ormai, in tedesco). E figurarsi se l’Unione Europea (la sovrastruttura più antidemocratica che mente umana abbia mai concepito) può accettare l’autodeterminazione di un popolo.

E la sinistra italiana?

Matteo Renzi regala la cravatta ad Alexis Tsipras:

A Tsipras Renzi ha suggerito di stabilire un rapporto stretto con la commissione europea, con le istituzioni europee, con gli altri leader. Con la Merkel, in primis

E come non bastasse:

Lascia stare la battaglia ideologica contro la Troika, può essere controproducente.

Il 28 Gennaio la pseudo-sinistra italiana (da SEL ai “dissidenti” PD) erano alla presentazione del libro di Alexis Tsipras: “La mia sinistra”.

Il 3 Febbraio Tsipras incontra Renzi per chiedergli il sostegno.

Per chiederlo a uno che ha sempre sostenuto di essere contro le politiche di austerità di questa Europa sempre più distante dai popoli.

Per chiederlo a uno che ha sempre sostenuto di voler contrastare la dominazione tedesca nei confronti dell’Europa intera.

Cosa ottiene? Che Matteo Renzi gli regala la cravatta con cui impiccarsi. Angela Merkel non ha neppure voluto incontrare Tsipras. Ha sentito al telefono (e li ha richiamati all’ordine) Hollande (l’altro leader europeo “di sinistra” da cui Tsipras si aspettava sostegno) e Matteo Renzi.

Mercoledì la BCE taglia la liquidità alla Grecia.

Matteo Renzi batte in volata tutti per schierarsi con la Troika e dichiara “Decisione della Bce legittima e opportuna”.

A Tsipras, Matteo Renzi regala la cravatta con la quale lo impiccherà, ma dov’è la sinistra italiana che aveva inneggiato a Tsipras? Dove sono SEL e la “sinistra dissidente” del PD? Silenzio assoluto!

Talmente tanto stuoini di Renzi? Quel Matteo Renzi che ricorda che chi non voterà le sue “riforme” istituzionali non verrà candidato?

Matteo Renzi regala la cravatta e pseudo-sinistra e pseudo-dissidenti PD si mettono a cuccia o finiscono incravattati.

Rimarranno in silenzio anche rispetto al tentativo PPE – PSOE di impiccare Pablo Iglesias di Podemos in Spagna?

Il Partito Popolare e il Partito Socialista hanno firmato insieme il documento “Accordo per rafforzare l’unità in difesa della libertà e della lotta contro il terrorismo”. Un’intesa, secondo molti commentatori, stretta per isolare e battere alle urne il movimento di Pablo Iglesias: “Ce lo venderanno come una questione di Stato per salvare il Paese dagli anti-sistema che fanno paura al potere”. Una sorta di patto del Nazareno in salsa iberica

Ecco una recente intervista a Pablo Iglesias, il leader di Podemos. Intervista interessante tutta, ma prestate attenzione (dal minuto 2:20) a cosa pensa del vostro amato Matteo Renzi

Matteo Renzi regala la cravatta!


1 Fonte .
2 Come stupirsi se Goldman Sachs sostiene il PD? E il PD ne va talmente fiero da pubblicarlo sul suo sito!
3 Fonte .
4 Fonte 

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Un commento su “Matteo Renzi regala la cravatta a Tsipras e lo incravatta

  • Pietro

    Praticamente , siamo in mano a degli usurai fuori di testa , basta guardare quello che sta accadendo con la russia. Sia chiaro a me putin non fa nessuna simpatia , ma non vedo per quale motivo dobbiamo darci martellate sui coglioni ( economicamente ) con delle sanzioni che colpiscono solo le nostre imprese e rischiare una guerra con la russia , per gli ucraini , di cui con tutto il rispetto non me ne importa una cippa.

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