Mentre va in onda Sanremo, la Costituzione non c’è più.


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Laura Boldrini, la vestale della distruzione della Costituzione mentre va in onda Sanremo

Mentre va in onda Sanremo su RAI1, che costituisce – insieme ai mondiali di calcio – l’italico strumento di distrazione di massa per eccellenza, alla Camera dei Deputati è in atto la distruzione della Costituzione italiana ad opera del neo dittatore “de noantri”: Matteo Renzi. Con l’attiva complicità della Presidenza della Camera (Laura Boldrini e i suoi vice Roberto Giachetti e Marina Sereni).

Al grido “ce lo chiede il Paese” viene smantellata la Costituzione democratica. Io personalmente non ricordo di aver firmato petizioni in tal senso. Se qualcuno lo avesse fatto, lo prego di segnalarmelo, giusto per fare una proiezione statistica.

Non mi soffermerò sulla deprecabile scelta di imporre la seduta fiume su una riforma costituzionale. Di quella ne hanno parlato i giornali (più o meno), anche se non so in quanti hanno riportato che la “seduta fiume” non era mai stata imposta sulle riforme costituzionali, che, al contrario, necessitano di riflessione, ponderazione e riverenziale attenzione. Si parla della Costituzione! Della base della nostra democrazia.

Non mi soffermerò su “ghigliottine”, “tagliole” e “canguri”. Pure di questo hanno parlato i giornali (più o meno), anche se non so in quanti hanno riportato l’illegittimità di tali strumenti. La Costituzione (ormai inapplicata da questo Governo antidemocratico con a capo un pazzo scriteriato ormai in preda al delirio di onnipotenza e dai suoi lustrascarpe) dice:

Articolo 72

– Ogni disegno di legge, presentato ad una Camera è, secondo le norme del suo regolamento, esaminato da una Commissione e poi dalla Camera stessa, che l’approva articolo per articolo e con votazione finale.

– Il regolamento stabilisce procedimenti abbreviati per i disegni di legge dei quali è dichiarata l’urgenza.

– Può altresì stabilire in quali casi e forme l’esame e l’approvazione dei disegni di legge sono deferiti a Commissioni, anche permanenti, composte in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari. Anche in tali casi, fino al momento della sua approvazione definitiva, il disegno di legge è rimesso alla Camera, se il Governo o un decimo dei componenti della Camera o un quinto della Commissione richiedono che sia discusso e votato dalla Camera stessa oppure che sia sottoposto alla sua approvazione finale con sole dichiarazioni di voto. Il regolamento determina le forme di pubblicità dei lavori delle Commissioni.

– La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale e per quelli di delegazione legislativa, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi.

No. Non mi soffermerò su questo. Mi soffermo su ciò che sta accadendo mentre va in onda Sanremo e piuttosto che raccontarlo, preferisco mettere in sequenza una serie di documenti video.

Chissà che con le figurine e gli schemini, gli italiani capiscano che mentre va in onda Sanremo su RAI1, l’Italia ha finito di essere un Paese democratico!

Cominciamo da qui:

Riccardo Fraccaro chiede alla Presidente Boldrini (la terza carica dello Stato, non dimentichiamolo) se non sia il caso di far uscire il Presidente del Consiglio dall’emiciclo.

Ovviamente la Boldrini da buon stuoino per le scarpe di Matteo Renzi risponde che il Presidente del Consiglio “ha il diritto” di stare dove è:

E no, carissima Presidente. La sua risposta denota che la sua unica aspirazione è far da zerbino per il nuovo dittatore. Perfino Walter Tocci – prima che anche lui si stendesse ai piedi di Matteo Renzi, ovviamente – in assemblea PD del 14 Giugno 2014 ebbe a dire:

Nell’Assemblea costituente quando si passò agli articoli il grande Piero Calamandrei chiese ai ministri di uscire dall’aula. E le tensioni della guerra fredda appena iniziate non impedirono il confronto tra i padri costituenti. Noi non siamo Calamandrei e tu non sei ancora De Gasperi, anche se ti auguro di diventarlo. Siamo tutti nani in confronto di quei giganti che portarono a compimento la più grande opera dello spirito italiano nel Novecento, con lo stesso splendore della Cappella Sistina nel Rinascimento e della Divina Commedia nella civiltà medioevale.

Il riferimento è alla celebre affermazione con cui Piero Calamandrei fece uscire dall’Aula l’intero Governo, quando si iniziò a parlare di Costituzione1

Ma nella preparazione della Costituzione il governo non ha alcuna ingerenza: il governo può esercitare per delega il potere legislativo ordinario, ma, nel campo del potere costituente, non può avere alcuna iniziativa neanche preparatoria. Quando l’assemblea discuterà pubblicamente la nuova Costituzione, i banchi del governo dovranno essere vuoti; estraneo del pari deve rimanere il governo alla formulazione del progetto, se si vuole che questo scaturisca interamente dalla libera determinazione dell’assemblea sovrana.

Quindi NO!, carissima Presidente. Il Presidente del Consiglio (specie in quanto non deputato) può, semmai, stare in piccionaia tale e quale qualsiasi altro semplice cittadino che assiste alla seduta pubblica.

Cosa ha implicato, infatti, la presenza di Matteo Renzi al centro dell’emiciclo?

Dice la Castiello:

Sembrava un bullo. Ci ha detto “Continuate così e pure Berlusconi finisce nel burrone”. Ribatte Picchi: “sembra un messaggio mafioso”. E quando la Castiello gli ricorda che si voterebbe col “Consultellum”, Renzi avrebbe risposto: “Bene, faccio pulizia nel mio partito e vinco. Ho con me le TV e gli elettori”. Dopo pochi attimi Cosimo Latronico gli dice di sedersi e Renzi lo ha fissato con aria di scherno aggiungendo “Latronico stai attento”.

Qui di seguito, il video della “Sfida all’Ok Corral” con Latronico. Si prega di notare la postura di Renzi. In piedi, con atteggiamento di sfida. E il modo di incedere. Chiunque abbia visto video dell’incedere di dittatori non potrà non vedere la similitudine.

Tutto questo, per la Presidenza della Camera non è fascismo.

Fascismo, per la presidenza prona ai voleri di Matteo Renzi è urlare “onestà”, non aggredire fisicamente colleghi parlamentari, come ha fatto il PD:

 

Infatti di chi poteva essere la colpa di quella lite con cazzotti e pugni fra PD e SEL? Ma dei 5 Stelle, ovviamente:

“Il caos è dovuto all’ostruzionismo dei 5Stelle” ha attaccato all’indomani del caos Fiano, che ha sottolineato come la contestata seduta fiume sia “una necessità”, perché “nessuna maggioranza al mondo può accettare l’imposizione di una minoranza che gli impedisca di procedere”.

Ha replicato Di Battista sulla sua pagina Facebook:

Prima si sono picchiati Lega e Ncd. Poi rissa Sel e Pd. Ma domani gli squadristi saranno un centinaio di deputati incensurati che difendono la Costituzione e i cittadini più in difficoltà e che, soprattutto, hanno osato gridare ‘onestà, onestà’ in un palazzo infestato da condannati, inquisiti, amici dei mafiosi, autisti dei camorristi e ladri, di denari e di democrazia.

Una maggioranza, eh? Le votazioni si sono svolte fra pochi intimi:

293pigiabottoniSolo 293 presenti!!

Qualcuno potrebbe chiedersi “E il numero legale? Se la Camera è composta da 630 deputati, non dovrebbero essere presenti almeno in 316?

Certo che si, il trucco c’è e si vede. La “maggioranza” ha messo in missione molti deputati. Per il regolamento della Camera, il deputato in missione abbassa il quorum in quanto computato come presente ai fini del numero legale.

Ci si chiederà, beh, ma allora il PD ha perso tutti questi voti dei suoi parlamentari?

No, perché da un canto in missione per abbassare il quorum, dall’altro in aula a votare. Eclatante il caso del sottosegretario Scalfarotto:

La deputata M5S Maria Edera Spadoni spiega su Facebook: “Dall’aula vi informo che il collega Scalfarotto, sottosegretario di Stato, risulta in missione, quindi non presente in aula. Nel contempo sta dando, in aula, i pareri del governo sulle riforme costituzionali. Potere dell’ubiquità. Devo chiedere delucidazioni in merito.

Poi infatti, sono numerosi i deputati 5 stelle – ai quali si sono aggiunti anche quelli del Carroccio – che chiedono spiegazioni e la convocazione di una giunta per il regolamento per discutere della questione. Ma la presidente di turno, Marina Sereni, non ha accolto la richiesta.

In buona sostanza, se ci sono – poniamo – 100 deputati in missione, è come se la Camera fosse costituita da 530 deputati anziché 630. Sicché il numero legale scende a 216. Se poi quegli stessi deputati sono anche in aula a votare, è sufficiente la presenza di altri 116 parlamentari per sventrare la Costituzione.

Tra l’altro, è lecito immaginare una massiccia presenza di “pianisti” in quanto la telecamera non inquadra mai l’Aula.

Né gli zerbini che siedono al tavolo della Presidenza, ma neppure gli stessi “dissidenti” PD hanno fatto un plissé davanti a questa azione criminale.

Ma che aspettarsi dai “dissidenti”? Questa la “dura presa di posizione” di Bersani. E dopo che il misfatto si è concluso!

Bersani, a votazioni concluse, invita a ricucire

Una votazione per pochi intimi. Veloce e goliardica:

La votazione è così andata avanti finalmente in modo spedito. Altro che spedito. Come se si stesse stabilendo il menu del cenone di capodanno, piuttosto che la riforma della Costituzione.

Ma tanto la Costituzione non c’è più!

Ecco un estratto video (che non si riferisce al momento indicato da Giulia Di Vita):

P.S.: Mi accorgo solo adesso che questo post potrebbe offendere la sensibilità della Presidente Boldrini. Ovunque ricorrano, quindi, si intendono sostituiti “zerbino” con “zerbina”, “stuoino” con “stuoina”. Lustrascarpe spero possa permanere in quanto di genere neutro.


1 Prima che si costituisse la “Commissione dei 75, la discussione era iniziata in assemblea plenaria dei 600.

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2 commenti su “Mentre va in onda Sanremo, la Costituzione non c’è più.

  • Stefano Alì L'autore dell'articolo

    A proposito dell’abbassamento del quorum sul numero legale, su un documento pubblicato sul sito della Camera dei deputati (http://documenti.camera.it/bpr/3853_testo.pdf In testa alla seconda pagina, numerata 194) si legge:

    Il problema per il partito nazionalsocialista era come ottenere la necessaria maggioranza dei due terzi per l’approvazione di una legge sui pieni poteri con cui consolidare il governo di Hitler. Per assicurarsi in Parlamento tale maggioranza, fu modificato il regolamento del Reichstag secondo il suggerimento di Frick: sostituire al concetto di presenza fissato dalla Costituzione una finzione, quella della presenza degli assenti ingiustificati, lasciando al Presidente (nazionalsocialista) dell’assemblea il giudizio se l’assenza fosse giustificata o no. Così in pratica i deputati non presenti tout court erano considerati presenti. In questo modo fu « risolto » il problema che l’assenza dei parlamentari dell’opposizione facesse mancare il numero legale, impedendo così la deliberazione della progettata Ermàchtigungsgesetz

    Ecco chi sta emulando Renzi

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