Caso Helg: la guerra dei Gattopardi è in Sicilia


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Caso Helg

Lontano dai riflettori del “caso Helg”, in Sicilia, cosa si nasconde? Si sta, forse, giocando l’ultima vera guerra di potere? Quella finale?

C’è una storica frase del grande Wolfgang von Goethe che è la sintesi dei suoi “viaggi in Sicilia”:

L’Italia senza la Sicilia non suscita nello spirito immagine alcuna
In questa terra è la chiave di ogni cosa

A distanza di poco più di un secolo, la prima parte della frase non ha più alcun senso. Ci hanno pensato generazioni politiche affaristiche a svuotarla di ogni significato.

La seconda parte della frase (purtroppo, aggiungo) continua ad avere un suo significato, ma nel senso deteriore del termine. Si sta giocando in Sicilia la “madre di tutte le battaglie” fra poteri economici dei quali la politica (non solo siciliana) è l’utile serva.

È tutta li la guerra. Per chi la vuol vedere. Per chi nota che notizie di stampa apparentemente slegate hanno un unico comune denominatore. Partiamo dal punto illuminato, il “caso Helg”, e da li addentriamoci nell’ombra.

Sequenza dalle notizie di Stampa:

  • La Camera di Commercio di Palermo avvia la vendita del suo 20% di quote in GESAP (la società di gestione dell’Aeroporto punta Raisi);
  • Roberto Helg arrestato per mazzette nella qualità di Vice Presidente di GESAP;
  • La Regione Siciliana avvia ispezione presso la Camera di Commercio di Palermo (di cui Helg era Presidente);
  • Congelata la vendita delle quote GESAP in possesso della Camera di Commercio di Palermo;
  • Vito Riggio (Presidente di ENAC) tuona: “Nulla rallenti la vendita degli aeroporti da parte delle Camere di Commercio Siciliane”;
  • Cracolici (Capo gruppo PD all’Assemblea Regionale Siciliana): “La Regione proceda immediatamente al commissariamento della Camera di commercio di Palermo, se occorre anche manu militari…”;

Se abbassiamo le luci su Roberto Helg, ecco il doppio filo rosso intrecciato: Camere di Commercio-Aeroporti.

Aggiungiamo qualche tassello: I rapporti.

Roberto Helg è iscritto in Confcommercio, ma non è espressione di Confcommercio. Il rapporto con Confcommercio è conflittuale da anni.

In compenso, da lungo tempo c’è feeling fra Helg e il PD di Davide Faraone e Antonello Cracolici e fra Helg e la Confindustria di Ivan Lo Bello e Antonello Montante. Di circa un mese fa lo “sconcerto” di Roberto Helg a proposito del “fango” lanciato dai “pentiti manipolati” contro uno degli alfieri dell’antimafia di Confindustria, Antonello Montante, per l’appunto.

In Sicilia, le Camere di Commercio sono sotto la vigilanza dell’Assessorato alle Attività Produttive dove, da anni e resistendo al cambio dei Governi, siedono uomini e donne di Confindustria Sicilia. Da Marco Venturi (Governo Lombardo) a Linda Vancheri (Governo Crocetta). E Cuffaro “apprezzava” il metodo Confindustria.

Una domanda sorge spontanea: Se i Governi Cuffaro e Lombardo erano Governi della Mafia, che ci faceva Confindustria li dentro? E con ruoli determinanti e comunque fortemente condizionanti, tra l’altro.

Torniamo ad oggi e ricapitoliamo: Linda Vancheri. Funzionario di Confindustria Caltanissetta e molto vicina ad Antonello Montante.

Riggio (ne parleremo fra poco) vuole che la Camera di Commercio venda subito (e quindi svenda) le quote aeroportuali in GESAP. Quote cui è interessato il gruppo argentino di Ernesto Eurnekian (che già possiede il 49% di Trapani Birgi). Helg aveva avviato la procedura di vendita che ha subìto un “congelamento” con il suo arresto. Cracolici invoca il commissariamento anche contra legem sostenendo:

La Regione proceda immediatamente al commissariamento della Camera di commercio di Palermo, se occorre anche manu militari…

E a chi gli fa sommessamente notare che la Legge non lo consente e che, in fondo, Helg il reato non lo ha commesso in quanto Presidente della Camera di Commercio e che Helg non è la Governance della Camera di Commercio (che ha un Consiglio e una Giunta), lui risponde:

Su questo si può perdere anche davanti al Tar ma è meglio perdere davanti al Tar per avere rimosso un organo che non ha più l’autorità morale per potere governare

Che “l’organo che non ha più l’autorità morale” sia stato già rimosso in manette pare essere ininfluente.

In buona sostanza, non importa se si viola la legge. Il fine giustifica i mezzi. Resta da capire quale sia il vero fine.

Se il motivo del Commissariamento è che Helg il denaro se lo è fatto portare in CCIAA, nel caso in cui se lo fosse fatto dare in macchina, Cracolici avrebbe chiesto che si desse l’automobile alle fiamme?

L’importante è commissariare.

Ma … chi commissarierebbe? Ovviamente l’Assessore Linda Vancheri.

Si, lo so. La nomina è del Presidente della Regione con proprio Decreto, sentita la Giunta Regionale di Governo e blablabla.

Su proposta dell’Assessore al ramo.

Ma… Cracolici e il suo PD con la Vancheri e la sua Confindustria di Governo non hanno sostenuto Helg, fin’ora? Scoppiato il caso Helg si auto attribuiscono il ruolo di chi ha la ricetta per sistemare tutto?

No, perché altrimenti ci sarebbe un’altra domanda da porre: Se l’Assessorato dell’Assessore confindustriale Vancheri ha il compito di vigilare sull’operato della Camera di Commercio di Palermo e la Camera di Commercio di Palermo è un vaso di Pandora, che diamine ha vigilato il suo Assessorato fin’ora?

Altro ragionamento è da fare su GESAP, ovviamente. Li occorre intervenire con decisione e tempestività. Purché non si operi in modo da perpetuare il metodo Helg. Giacché le probabilità che Helg non rappresentasse un sistema sono davvero poche.

Spegniamo i riflettori su Palermo e il caso Helg e, seguendo l’intreccio rosso Camere di Commercio-Aeroporti, arriviamo a Catania.

Sostituiamo Antonello Cracolici con Enzo Bianco e inseriamo Ivan Lo Bello. Non c’è un omologo di Roberto Helg perché la Camera di Commercio di Catania è commissariata dal 2012 (illegittimamente, come ci spiega il TAR su identico caso di Messina. Ne ho scritto qui). Sostituiamo GESAP con la più appetibile SAC (aeroporto Fontanarossa di Catania). Non ci sono storie di mazzette (fin’ora, quanto meno).

Rimane lo stesso interesse degli argentini di Eurnekian. Rimane la voce di Vito Riggio “vendere subito, vendere prima di ieri”. Riggio, quando c’è di mezzo Eurnekian diventa compulsivo, in questo refrain1. In virtù dei suoi rapporti di amicizia con Ernesto Eurnekian, forse dovrebbe, invece, dimettersi da ENAC. Anche perché c’è quella storia strana secondo cui l’aeroporto di Catania per alcuni (come l’ex sottosegretario ai trasporti Reina) varrebbe 650-700 milioni, mentre per Vito Riggio non vale più di 350 milioni.

Eurnekian. Interessato all’intero sistema aeroportuale siciliano (e non solo)

Non a caso i rappresentanti di questa holding hanno fatto intendere di voler acquisire tutto il sistema aeroportuale siciliano compresi Fontanarossa, Punta Raisi e Trapani. Un’operazione molto complicata, perché bisognerebbe discutere con le società di gestione, con i Comuni, con le Camere di commercio e con l’Enac2.

Il problema della moltitudine di soggetti con cui discutere è ormai risolto. Basta discutere con Confindustria Sicilia che, direttamente o indirettamente (tramite commissari della Vancheri), di fatto ne dispone come proprietà privata.

Lo Bello, Presidente della Camera di Commercio di Siracusa, insieme a Enzo Bianco e a Vito Riggio discutono del futuro dell’aeroporto di Catania come fosse proprio.

In effetti è così. Lo Bello non rappresenta solo il 12,5% di Siracusa, ma anche il 37,5 di Catania. Se qualcuno contesta questo dato, ci pensa l’Assessore Linda Vancheri a nominare un “commissario ad acta” per la Camera di Commercio di Catania per chiarire come stanno le cose. È già accaduto. In Aprile 2014, con il Consiglio Camerale regolarmente insediato, Linda Vancheri ha nominato un Commissario ad acta per rappresentare la Camera di Commercio di Catania in seno all’Assemblea SAC (vedi altro articolo stesso blog). Cosa si sia deciso in quell’Assemblea non è dato sapere. Il Commissario non ha ritenuto di relazionare. Per quanto se ne sa, l’Assemblea potrebbe aver deliberato di dare i poteri di superman a Lo Bello. Probabilmente è così. Lui, comunque, si comporta come lo fosse.

Ora, vorrei rammentare che le Camere di Commercio sono gestite dalle organizzazioni imprenditoriali e sono, quindi, queste ultime a nominare i vertici in aeroporto.

Parrebbe che l’aeroporto di Catania chiuda da anni il bilancio consolidato in passivo3. O il gruppo Eurnekian è un ente di beneficenza oppure qualcosa non torna. Imprenditori che gestiscono capitale pubblico mandano l’aeroporto in perdita, ma se il capitale è privato diventa produttivo? Non dimentichiamo che la Sicilia è una isola. L’unico collegamento veloce con il resto del mondo è l’aereo. Come fa un aeroporto siciliano ad andare in perdita? Eppure gli aeroporti siciliani sono tutti in perdita. Eppure Eurnekian li vuole tutti. Non è strano?

Beh, certo, ci sono voci che sussurrano che anche la Camera di Commercio di Siracusa sarebbe prossima al default. E se così fosse, sarebbe anche chiara la fretta di accorparsi con le Camere di Catania e Ragusa (che economicamente stanno messe di gran lunga meglio). L’accorpamento costituirebbe la pietra tombale sulla gestione della Camera di Siracusa (se fosse vera la questione del default). E, comunque, l’Assessore confindustriale Vancheri non ha fatto mancare il suo appoggio (probabilmente illegittimo, anche in questo caso). Un bel commissario ad acta e Catania ha deliberato l’accorpamento (dei pasticci dell’Assessorato alle attività Produttive siciliano in materia di commissariamenti ne ho già parlato).

Ivan Lo Bello. L’uomo che sussurra a Renzi.

Firrarello lo apprezzerebbe come Presidente della Regione Sicilia4.

Direttamente coinvolto nella gestione governativa tramite l’assessore confindustriale messo li da Rosario Crocetta detto “Saro Confindustria”5.

Insomma, potrebbe apparire che chi sostiene che la Sicilia sia appaltata a Confindustria sin dal governo Lombardo e anche prima, possa avere ragione.

Ovviamente non può essere così. Se così fosse, infatti, una delle seguenti affermazioni sarebbe falsa:

  • In Sicilia governa la mafia
  • Lo Bello e Montante sono i paladini dell’antimafia

1 vedi, ad esempio qui o qui o qui .
2 fonte:
3 fonte .
4 fonte. Su Pino Firrarello (ex senatore PdL. Oggi NCD. Sindaco di Bronte) è il suocero del sottosegretario Giuseppe Castiglione (NCD), indagato per il CARA di Mineo nell’ambito di Mafia Capitale.
5 fonte . 

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