La faglia sparita… col bianchetto: Un gioco da ragazzi


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La faglia sparita col bianchetto mette al sicuro dallo scivolamento dell'Etna nello Ionio?

La faglia sparita. Copia/incolla di un post del Movimento 5 Stelle di Tremestieri Etneo. Per quanto “questione locale” è più che mai attuale dopo il crollo del pilone sulla A19. I nostri nonni hanno sempre detto che l’Etna è una madre amorevole, ma severa. Non ci si scherza, visto che si scherza col fuoco!

 

Il “mistero della faglia sparita” consentì la trasformazione della destinazione di un’area da verde attrezzato a scuole. La faglia poi riapparve (forse), ma la scuola venne comunque costruita proprio li.

Forse in pochi sanno che l’Etna non è poi così stabile come appare.

Si pensi ad una torta composta da diversi strati di pandispagna sopra un precario strato-base di crema, divisa in porzioni, alcune delle quali leggermente inclinate, tenuta in mano da un bambino il quale per gioco si diverte a vederla sobbalzare e tremare. L’immagine giocosa diventa certamente meno divertente se si pensa che grossomodo il nostro vulcano può essere paragonato, per struttura e geodinamica, proprio a questa torta. Quello che agli occhi di catanesi e turisti può sembrare un solidissimo e monolitico cono di lava dura come l’acciaio, è in realtà un sistema di strati geologici sovrapposti e disomogenei, a loro volta attraversati in senso trasversale – dalle quote più alte fino alla costa – da faglie più grandi ed altre più piccole, le quali rendono ancora più instabile vaste zone del vulcano non solo in occasione della spinta del magma e dei gas in risalita, ma anche per il semplice peso delle rocce sovrastanti.

Questa è la situazione dei fianchi Est e Sud dell’Etna (tutte le immagini si ingrandiscono al click):

Le direzioni di scorrimento dei fianchi Sud-Est dell’Etna
(Flank instability at Mt. Etna – Journal of Volcanology and Geothermal Research)

Tremestieri Etneo è attraversato dalla “faglia di Nicolosi – Tremestieri” e si colloca all’incrocio con la “faglia di Trecastagni – San Giovanni la Punta” che converge sulla prima e, dopo una interruzione di poche centinaia di metri, prosegue nella “faglia di San Gregorio – Aci Trezza” (quella che percorre la famosa “collina di Vampolieri”). Poco più a Ovest corre la “faglia di Belpasso – Mascalucia”. Anche questa, dopo una interruzione di circa 150 metri, prosegue il suo cammino nella “faglia di Gravina – Ognina”, attraversando per intero Canalicchio. Questo genere di sistemi di faglie da origine alle cosidette “strutture a fiore” e tendono a ramificarsi

Le “strutture a fiore” delle faglie a movimento complesso

Quando si parla di “faglia”, quindi, ci si riferisce al percorso principale della struttura tettonica, senza tenere conto delle ramificazioni della “struttura a fiore”.

E questi, ovviamente, sono solo i più imponenti sistemi di faglie del sud dell’Etna. Quelli che formano il “ferro di cavallo” che scivola nello Ionio.

Tutto il territorio di Tremestieri Etneo e Canalicchio è una delle aree maggiormente interessate allo slittamento Est-Sud-Est del fianco orientale dell’Etna 1.

Il territorio di Tremestieri Etneo a cavallo dei cinque sistemi di faglia Sud 1

In questo quadro si inserisce la nota problematica della scuola “Madre Teresa di Calcutta” .

Già sul finire degli anni ’80, uno studio geologico aveva evidenziato la presenza della faglia in quella zona: Il sistema di faglia “Nicolosi-Tremestieri”

Studio geologico presentato nel 1990

Nel Novembre del 2000, ecco la “faglia sparita” con una colata di bianchetto:

Tavola del Novembre 2000. La faglia non c’è più. Previsione di due scuole

Si possono, quindi, costruire ben due scuole. Una elementare e una media.

Nel luglio 2005, l’allora Capo dell’Ufficio Tecnico, ing. Gianfranco Caudullo, invita i tecnici alla

acquisizione della esatta giacitura della faglia sismogenetica attiva individuata dagli studi e dalle indagini geologiche di dettaglio, acquisite da questa Amministrazione nelle procedure per la realizzazione dell’opera pubblica di una “scuola elementare di 15 aule in località Ravanusa”; occorre pertanto riconsiderare e giustificare opportunamente la destinazione del tipo di attrezzatura prevista originariamente

Con la dovuta calma (sicuramente dovuta all’attenzione posta nel tenere lontane gomme per cancellare e boccette di bianchetto), nell’ aprile 2006 i progettisti partoriscono la nuova tavola e l’area viene destinata a verde attrezzato.

Tavola Aprile 2006: Torna la faglia e si prevede verde attrezzato

Ancora con la calma dovuta all’attenzione posta, solo nel luglio del 2006 l’Ufficio del Genio Civile chiede l’allegazione di un rilievo geologico relativo a quell’area.
Nel frattempo, l’ing Caudullo veniva defenestrato (e ti pareva. Poteva andare diversamente?) e nel Gennaio 2013 la faglia si accorcia di nuovo, ma meno di quanto si fosse accorciata nel 2000.

Tavola del Gennaio 2013. Faglia più piccola. Una sola scuola.

Eppure i progettisti sono sempre gli stessi! Ma tarare gli strumenti, no? Oppure segnalate il nuovo tipo di faglia: la “faglia elastica” e diventerete famosi.
La faglia sparita a causa del bianchetto è stata sempre li e la scuola è stata costruita.

Ora, non possiamo e non vogliamo credere che la irresponsabilità di chi ci ha amministrato (che già raggiunge vette inesplorate dell’assurdo per aver scelto proprio quell’area, per la sua costruzione) non abbia previsto i necessari accorgimenti strutturali.

Considerato, però, che a volte hanno ritenuto che una semplice gomma per cancellare fosse sufficiente, riteniamo necessaria una verifica da parte di una commissione autorevole e terza, con componenti di indiscussa fama internazionale, che ci rassicuri sulla sicurezza dei nostri figli.

Riteniamo, inoltre, assolutamente indispensabile il costante monitoraggio delle faglie. E ciò anche per l’infido rischio RADON.

Vorremmo anche dire qualcosa ai “proprietari dei piccoli lotti di terreni”.

Infatti, visto che a Tremestieri Etneo le faglie, piuttosto che alla natura, soggiacciono alla gomma per cancellare di chi predispone le mappe, anziché continuare a costruire palazzine (nascondendo poi le fratture che si formano nei muri con mani di intonaco e mettendo a rischio la vita di chi – inconsapevolmente – acquisterà quelle abitazioni) non sarebbe il caso di fermarsi un momento e mappare SERIAMENTE il territorio?
Perché alla fine, questa è la situazione delle licenze nell’area della Scuola dove sta per sorgere pure il supermercato (in viola il VERO 1 percorso del sistema di faglie Nicolosi-Tremestieri”)

Percorso della faglia (in viola) 1

E Canalicchio non se la cava meglio. Questa la situazione delle licenze edilizie sul percorso principale del sistema “Gravina-Ognina” (in viola)

Percorso della faglia a Canalicchio (in viola) 1

Se consideriamo, poi, che la “fascia di rispetto” è – per i nostri tecnici – di soli 50 metri, mentre per gli studiosi sale a 250 metri, non è stato già fatto abbastanza, senza una seria esplorazione del territorio?


1Dati e immagini relativi alle faglie sono ottenuti dalla sovrapposizione di database dell’Istituto di Geofisica e Vulcanologia sovrapposti a Google Earth.  (Giovanni Barreca, Alessandro Bonforte e Marco Neri).

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