Tsipras è un traditore? Che fine ha fatto il referendum?


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Alexis Tsipras è un traditore?

Se Alexis Tsipras è un traditore o meno, sinceramente non lo so ancora. Attendo che la polvere mediatica eurista (eurinomane, come giustamente la chiama qualcuno) si posi.

Prima di lasciarci andare al “tifo da stadio”, un breve riassunto:

Syriza di Tsipras vince le elezioni greche del 25 Gennai0 2015 con il 36,3% dei voti. Vero è che nel suo programma non è menzionato alcun €uroexit o greekexit che dir si voglia. Solo l’impegno (e non è poco) a rivedere i trattati e abbattere il debito greco.

In realtà, ciò che era un debito nei confronti di banche private (sopratutto francesi e poi tedesche), era stato trasformato in debito con gli Stati europei. L’Italia a far la parte del leone (come al solito) nell’accollarsi debiti altrui (tutte le immagini si ingrandiscono al click).

debito greco

Le banche private francesi avevano 78,82 miliardi di dollari di crediti, lo Stato Francia ne acquisisce 46,56 mld di Euro. Di contro, l’Italia (le cui banche private erano esposte per 1,06 miliardi di dollari) contribuisce con 40,87 miliardi di Euro.  Equo, no?

Torniamo a noi, Tsipras e Syriza, quindi, hanno un programma tutt’altro che “no Euro”. Nel programma c’era con chiarezza solo la revisione dei trattati e lo stop all’austerità che stava uccidendo la Grecia e il suo  popolo.

Sopravvengono le trattative e la troika (Fondo Monetario Internazionale, Banca Centrale Europea e Commissione Europea) si presentano con un “terzo memorandum”. Il terzo protocollo, la terza ricetta, per consentire alla Grecia di uscire dalla crisi.

Ora, se un paziente si rivolge al medico, ci si aspetta che questo prescriva e somministri terapie curative o, quanto meno, palliative. Se, invece, proprio a causa delle sue prescrizioni il paziente muore, si urla “MALASANITÀ”.

Se le prime due “terapie” della troika dovevano servire a far uscire la Grecia dalla crisi, perché non si urla “MALAECONOMIA” se i risultati sono questi?

greci

Ho, quindi, plaudito alla scelta di Tsipras di indire un referendum popolare. È stato il fatto in se, il referendum, l’ascolto del popolo (ormai assolutamente inascoltato da parte delle istituzioni tecnocratiche e plutocratiche europee) a farmi applaudire la scelta di Alexis Tsipras.

Il referendum era posto in modo sbagliato? Forse. Anzi, certamente si. A partire dal fatto che il “programma” posto alla base del quesito referendario era stato prontamente modificato dalle “istituzioni democratiche” proprio per renderlo invalido.

Fatto è che il referendum si è celebrato.

E il referendum si è celebrato prescindendo da un quesito superato dai fatti.

E il referendum si è celebrato a conclusione di una campagna mediatica in cui tutti i leader europei hanno precisato che il “NO” avrebbe irrigidito le posizioni di quelle democraticissime istituzioni europee allergiche alle consultazioni popolari (il TTIP, approvato in gran segreto, è l’apoteosi di questo principio).

E il referendum si è celebrato sopra le dichiarazioni di Tsipras che diceva “domani si ricomincia a trattare”, mentre le democraticissime istituzioni europee sostenevano il contrario, anzi, agitavano lo spettro dell’uscita dall’Euro.

E il referendum si è celebrato.

I “sondaggi” che davano il “testa a testa” fra i si e i no sono gli stessi che sostengono che la maggioranza dei greci non vuole uscire dall’Euro.

E il referendum si è celebrato.

E il popolo ha detto NO!

Non solo a un piano ormai superato, ma un “no” secco, forte e chiaro a tutto ciò che ha costituito la campagna mediatica del “si”.

“NO”

Il 61,31% dei greci ha detto “NO”.

Se adesso Tsipras verrà a dire che ha fatto tutto quel che poteva, ma non avendo l’uscita dall’€uro nel programma, alla fine ha dovuto capitolare, ebbene si: Tsipras è un traditore.

Il suo programma è stato votato dal 36,3 dei greci. Ma il 61.31 dei greci ha detto NO ai programmi criminali dell’europa neonazista.

Onori questo “NO!” (che è andato ben oltre i sostenitori del programma di Syriza). Questo era il mandato conferito a Tsipras.

Se Tsipras ha sottoscritto questo “memorandum” che – ben più dei precedenti – porta con se la vendetta nazista e la voglia criminale di sangue, allora Tsipras è un traditore.

I greci avevano detto NO

Avevano detto NO alla fame e alla disoccupazione dei loro figli;

Avevano detto NO al veder morire i loro nipoti di malattie che parevano eradicate già il secolo scorso;

Avevano detto NO all’essere considerati cavie da laboratorio da vivisezionare per la maggiore gloria dell’Euro

Avevano detto NO!

Se Alexis Tsipras dovesse aver sottoscritto e avvallato questo ulteriore massacro, allora si. Tsipras è un traditore. Con le conseguenze che questo implica.

Nessuno si stupisca per eventuali violenze. È questa Europa del Quarto Reich a gettarne i semi.

P.S.: A margine, perché “alcuni Parlamenti nazionali” devono approvare l’accordo? È un accordo “Europa/Tsipras” o “Alcuni Governi nazionali/Tsipras”?

AGGIORNAMENTO del 16/07/2015: Si Alexis Tsipras ha tradito. Ha tradito perfino le speranze, perfino i sogni di un popolo. L’unico risvolto positivo è che adesso anche gli osservatori internazionali stanno rilevando che la “Questione Tedesca” è di nuovo alla ribalta.1


1 Fin dalle sue origini la creazione della Germania costituì un grande problema europeo. Il Reich fondato nel 1871 era animato dalla convinzione che meritasse un ruolo di grande potenza europea e mondiale. Con “Questione Tedesca” i libri di storia indicano questo mai sopito sogno espansionistico.

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8 commenti su “Tsipras è un traditore? Che fine ha fatto il referendum?

  • Aliquis.

    Ci tengo pure a precisare che secondo me non è giusto che chi prende più voti governi, perchè sono contrario al maggioritario. In un Parlamento proporzioanle i governi nascerebbero dopo le elezioni e non prima.

  • Aliquis

    Alì, non è un principio che esprimo io ma lo hanno praticato loro, l’ Europa e Tsipras. La mia è soprattutto una provocazione.
    Vero è, secondo me, che il referendum non è uno strumento di democrazia; tanto è vero che lo hanno usato tutti i dittatori da Napoleone in poi. Non è uno strumento di espressione delle masse ma di manipolazione di quelle stesse masse; tanto è vero che quando il potere vince il referendum bene; quando lo perde ha vinto lo stesso.
    Partiti e Parlamento sono meglio del referendum. Per questo a mio avviso Tsipras non doveva fare il referendum. Doveva riformare la legge elettorale rendendola proporzionale e poi andare a nuove elezioni.

  • Aliquis

    Va bene, il 61,3% dei greci avevano detto di no (e io ero e sono per il no)
    Ma c’era anche un 38,7% di greci che aveva detto si. E si, nei referendum chi ha più voti vince, ma non è detto che la maggioranza numerica sia un criterio valido. E’ giusto che chi perde perda tutto? Le istituzioni europee e Tsipras hanno deciso di dare ragione a quel 38,7% che ha votato si. Chi ha votato no si è sentito tradito, ma in compenso chi ha voatato si si è sentito gratificato.
    Sono del parere che quando si ricorre ai referendum la causa è già perduta, perchè si mette nel conto che tali principi possano essere messi in discussione. Si doveva usciree dall’ euro senza referendum.

    • Stefano Alì L'autore dell'articolo

      Il principio che esprimi è un principio pericolosissimo. Può valere per il 61,3 vs 38,7, ma – perché no? – anche per il 99,9 vs 0,1. Ma a questo punto varrebbe pure per le elezioni. Perché chi prende più voti deve governare? Specie se, come vediamo in Italia, troppo spesso chi prende più voti è il peggio del peggio.
      Proprio per questo non credo che ricorrere al referendum sia la cartina di tornasole di una causa già perduta. Chiedere al popolo di esprimersi non è mai “perdere una causa” (opinione mia, ovviamente). Certo, chiedere al popolo e poi impiparsene …

  • Ponchia Massimo

    Io non credo che Tsipras sia un traditore: semplicemente NON E’ MAI STATO UN UOMO DEL POPOLO. TSIPRAS NON è ALTRO CHE UN GRILLO ALLA GRECA, E CIOE’ UN PERSONAGGIO MESSO AL POTERE DALL’ALTA FINANZA EUROPEA/AMERICANA PER CONTENERE IL MALCONTENTO POPOLARE E IMPEDIRE CHE ESPLODA IN QUALCOSA DI INCONTROLLABILE. Un teatrino organizzato dal potere per tenere sotto controllo un Popolo, quello Greco che ha detto NO alla troika con oltre il 60% degli aventi diritto al voto., teatrino che aveva come obiettivo quello di ingannare il Popolo: E CI E’ RIUSCITO. Tutti i commenti fatti dalle finte sinistre italiane che di fatto vogliono far passare questa sconfitta del Popolo come una “incapacità” o una superficialità o una impossibilità da parte di Tsipras di dire NO alla troika e uscire dal sistema schiavizzante europeo sono tutte PALLE GIGANTESCHE CHE HANNO COME SOLO SCOPO QUELLO DI SALVARE LA FACCIA RISPETTO A COMPLICITA’ PIU’ O MENO NETTE CHE LE STESSE HANNO CON L’ATTUALE SISTEMA DI POTERE DELLA TROIKA. Poi quando sento economisti che tentano di giustificare sul piano economico l’impossibilità di uscire dal sistema euro da parte della Grecia, (vedi Brancaccio) non riesco a capire come possano pensare che la soluzione o la mancanza di soluzione dei problemi della Grecia possa essere di tipo economico (fatto salva l’eventuale malafede) quando è strà evidente che il problema non è certamente economico, o lo è solo marginalmente, ma prettamente politico: BISOGNA MOSTRARE A TUTTI GLI STATI EUROPEI CHE DALLA GABBIA EURO E’ IMPOSSIBILE USCIRE ONDE EVITARE POSSIBIULE DEFEZIONI DA PARTE DI ALTRI POPOLI. PER QUESTO LA GRECIA VA CASTIGATA, ESSENDOSI PERMESSA DI FARE UN REFERERNDUM. COME OGNI DITTATURA LA MAGGIOR PAURA E’ SEMPRE QUELLA DEL CONTAGIO: QUESTO FATTO E’ UNA COSTANTE IN TUTTE LE EPOCHE STORICHE, COSTANTE FACILMENTE VERIFICABILE DA CHI HA UN MINIMO DI CONOSCENZA DELLA STORIA EUROPEA E NON SOLO.

    • Stefano Alì L'autore dell'articolo

      Lo sviluppo del commento, quando comincia ad affrontare gli argomenti sulla base di fatti è assolutamente condivisibile. Non lo è nella parte iniziale, quando, senza alcun dato, ma solo sulla base di convincimenti personali, Tsipras sarebbe assimilabile a Grillo, Sinceramente non vedo un solo punto, un solo atteggiamento che sostiene questo pensiero, ma a ciascuno il suo

  • Morris

    Tsipras di fatto ha tradito le aspettative del suo popolo. Ha chiesto il voto del popolo per essere più forte nelle trattative mentre in privato nella riunione di gabinetto con il suo partito ha lasciato perdere la linea Varoufakis e ha deciso di appiattirsi e di accettare qualsiasi qualsiasi proposta dei creditori. Secondo me è semplicemente un uomo che ha perso lucidità. È stato torturato, un water boarding mentale dicono. ( tortura dell’affogamento )
    Come ha detto Marco Zanni Portavoce M5S al Parlamento Europeo, soffriva di attacchi di panico negli ultimi mesi, ed era in cura. È stato messo in condizioni psicologiche proibitive, è stato lasciato solo. Può essere colpevolizzato per questo? Forse sì, ma a livello umano lo capisco, ma ha sbagliato nel cercare un accordo a tutti i costi. Penso che a questo punto si dovrebbe fare da parte, e se fossi in Syriza, metterei Varoufakis alla guida del governo con incarico anche alle finanze! Quello lì è un duro! Tsipras è più una fighetta.

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