Lega Nord-Diplomazia USA. I cablo WikiLeaks parte II


image_pdfimage_print

Lega Nord-Diplomazia USA. I rapporti svelati da wikileaks

Sui rapporti Lega Nord-diplomazia USA altri due cablo WikiLeaks. Agosto 2009. Si parla ancora di strategie per le elezioni regionali del 2010, dell’importanza strategica del Veneto per gli USA a causa della base Dal Molin di Vicenza e della successione di Bossi.

⇐ Parte Prima (A tavola con il Console)

Per la diplomazia USA le elezioni regionali del 2010 sono importantissime. Ci sono in ballo tre importanti regioni contese fra PDL e Lega Nord. La Lombardia e il Piemonte in quanto centro degli interessi economici e il Veneto perché ospita la base militare di Vicenza.

Primo cablo1

Right now there are two likely LN candidates, and thus successors to Galan. The first is Luca Zaia the popular Minister of Agriculture (though contacts say he currently has no interest in running), and the other Flavio Tosi (the current mayor of Verona). Though Tosi (whose conviction for inciting racial hatred was upheld on appeal in July) is more divisive and a tougher sell for PdL and moderate members of LN, he has proven to be an efficient administrator. He is clearly intent to be governor and is trying to burnish his image by fostering relations with the United States (making himself regularly available to meet with U.S. diplomats and publicizing our trips to the Verona area in the local media) and by bolstering his credentials as a moderate, respected, and influential local figure. Though outwardly and verbally tough on immigration, he also has stated publicly that immigrants who work are a necessary part of the economy. The outcome of the governor’s race in Veneto is particularly important to U.S. interests as the region hosts the Vicenza army base.

Al momento ci sono due possibili candidati della Lega alla successione di Galan (Presidenza della Regione Veneto, n.d.r.). Il primo è Luca Zaia il popolare Ministro dell’Agricoltura (anche se qualcuno ci dice che non è interessato) e l’altro è Flavio Tosi (l’attuale Sindaco di Verona). Anche se Tosi (la cui condanna per aver incitato all’odio razziale è stata confermata in appello a Luglio) crea divisioni ed è difficile da far digerire al PDL e ai membri moderati della Lega, ha provato di essere un amministratore efficiente. È chiaramente intenzionato a diventare governatore e sta provando a tirarsi a lucido favorendo relazioni con gli Stati Uniti (rendendosi egli stesso disponibile a incontrare diplomatici USA e pubblicizzando il nostro viaggio a Verona sui media locali) e rafforzando la sua immagine di figura locale moderata, rispettata e influente. Nonostante sia verbalmente duro sull’immigrazione, ha anche dichiarato pubblicamente che gli immigrati che lavorano sono una parte necessaria dell’economia. L’esito della competizione in Veneto è particolarmente importante per gli interessi USA in quanto la regione ospita la base militare di Vicenza.

Vorrei far notare che come già visto per il MUOS la base è importante per gli interessi USA, non NATO.

Il cablo prosegue valutando gli altri possibili obiettivi della Lega: Piemonte e Lombardia. Dopo aver escluso la Lombardia, il Console propende per una candidatura della Lega in Piemonte.

Lombardy is a sentimental target for LN but a strategic center for PdL. It is the nation’s economic hub and the political and business base of PM Berlusconi. The incumbent regional governor, Roberto Formigoni, is PdL and has an approval rating of over 60%. However, an opening for a LN candidate is possible as Formigoni has aspirations to ascend to national political prominence and contacts tell us that his connections to “Communion and Liberation” (a celibate lay catholic organization) make the PdL brass nervous. There are strong LN candidates in Lombardy, but none as entrenched in local politics as Formigoni. Thus, absent an offer of a better job it is likely he will run again and win.

La Lombardia è un obiettivo sentimentale per la Lega Nord, ma anche un centro strategico per il PDL. È lo snodo economico nazionale e la base politica e affaristica di Berlusconi. L’attuale governatore regionale, Roberto Formigoni, è del PDL e gode di un sostegno stimato oltre il 60%. Tuttavia, una apertura per un candidato della Lega è possibile in quanto Formigoni aspira di scalare la ribalta nazionale e alcuni contatti ci dicono che le sue connessioni con “Comunione e Liberazione” fanno innervosire il PDL. Ci sono candidati della Lega forti, in Lombardia, ma nessuno così radicato nella politica locale come Formigoni. Quindi, in assenza di offerte per un incarico migliore è probabile che correrà di nuovo vincendo.

Altra grande incognita per la diplomazia USA è la successione di Umberto Bossi:

As his health deteriorates, Bossi has been focusing on the short and sentimental game which, for him, means securing a regional presidency in Lombardy. But with the charismatic leader and old war horse failing, the question of who will replace Bossi is a major dilemma facing the party. We will look at some of the likely heirs septel.

Con il deterioramento della sua salute, Bossi si è concentrato sul gioco a breve e sentimentale che, per lui, significa assicurarsi la presidenza regionale della Lombardia. Ma con la caduta del leader carismatico e vecchio cavallo di battaglia la questione di chi rimpiazzerà Bossi è un problema che il partito deve affrontare. Vedremo alcuni dei probabili eredi in un separato cablo.

Ed ecco il separato cablo2:

Though Bossi continues an active and provocative political life, constantly in the media and public eye, judging by appearances and our personal interactions with him he seems decidedly unwell.

Sebbene Bossi conduca una vita politica attiva e provocatoria, costantemente sui media, a giudicare dall’apparenza e da nostre interazioni personali con lui sembra decisamente non star bene

There is a clear first rank of “colonels” in their 50s, including current Ministers Roberto Maroni and Roberto Calderoli and former Minister Roberto Castelli, who will probably stake claims to the party leadership when Bossi goes. However, the longer term picture will depend also on those young LN leaders who are being primed for influential seats at the table. The following cable looks at six of the next generation that we think it wise to keep an eye on.

Chiaramente c’è una prima linea di colonnelli sulla cinquantina, inclusi Maroni. Calderoli e Castelli, che rivendicheranno la leadership quando Bossi andrà via. Tuttavia, il disegno a lungo termine dipenderà anche da quei giovani leader che sono stati idonei per i posti influenti. Questo cablo esamina sei della prossima generazione che pensiamo sia saggio osservare.

E quindi segue una lista di sei “candidati” e relativi profili. Al primo posto Giancarlo Giorgetti che abbiamo già visto seduto a tavola con il Console di Milano insieme a Calderoli. Seguono Flavio Tosi e Luca Zaia, anche se i due vengono esclusi perché in corsa per le amministrative:

Tosi is a front-runner (along with Luca Zaia, see below) to become regional governor of Veneto in elections next March. This is important for the United States since Veneto is one of Italy’s economic powerhouses and hosts Vicenza army base (the headquarters of Africom’s army component and soon to be the home of the re-consolidated 173rd airborne brigade).

Tosi è in prima linea (insieme a Luca Zaia […]) per le elezioni regionali in Veneto nel marzo prossimo. Questo è importante per gli Stati Uniti in quanto il Veneto è uno dei centri economici italiani e ospita la base militare di Vicenza (il quartier generale della componente militare del comando africano degli Stati Uniti e presto sede della ri-consolidata 173^ brigata aerotrasportata)

Ancora una volta: importante per gli Stati Uniti. La NATO non è neppure menzionata.

E poi c’è Matteo Salvini:

Because Salvini’s role to date has largely been mouthpiece and “provocateur,” it is difficult to know for sure his personal positions. Publicly he is always on the radical end of the spectrum, but he has never had to put his policies in action because he has never held local administrative office above city councilmember. Nonetheless, Salvini is a leading light in the core Lombard League and was present at the creation of the Northern League. With some national political experience under his belt, now, Salvini is likely to play a more important policy role within the party.

Siccome il ruolo attribuito a Salvini è stato in massima parte di portavoce e provocatore, è difficile conoscere per certo le sue posizioni personali. Pubblicamente è sempre sulle posizioni più radicali, ma non ha mai messo in pratica le sue politiche perché non ha mai ricoperto ruoli amministrativi oltre che consigliere comunale. Tuttavia è la musa ispiratrice del nucleo della Lega Lombarda ed era presente alla fondazione della Lega Nord. Con un po’ di esperienza politica, ora, è probabile che Salvini possa giocare un ruolo più importante all’interno del partito.

Quindi non pare che Salvini desti particolari preoccupazioni alla diplomazia USA, nonostante la certezza di un prossimo ruolo preminente.

Ora tiriamo le somme.

Come previsto Luca Zaia è presidente della Regione Veneto. Fiero della base Del Molin e dei suoi rapporti con l’Ambasciatore, continua l’abbraccio Lega Nord-diplomazia USA in Veneto.

Nel solco delle relazioni Lega Nord-diplomazia USA anche le attuali posizioni di Matteo Salvini.

Dice all’Huffington Post a proposito del suo “tour” autunnale:

Vedrà anche il premier Netanyahu?

Non ambisco a tanto. Mi interessa portare in questi Paesi le nostre proposte di governo, spiegarle di persona, perché penso che nel 2016 la Lega possa andare al governo in Italia”.

Per sbarcare in Israele c’è però il problema del suo rapporto con Casa Pound, su posizioni molto anti-israeliane…

“I problemi di Israele sono ben altri, dall’Iran alla Turchia che fa poco contro l’Isis. Casa Pound è l’ultimo dei problemi. Io vado come segretario della Lega. Punto. E non incontrerò certo i filopalestinesi…”.

Il suo viaggio americano che obiettivi ha?

“Per noi la reaganomics resta un riferimento fondamentale sui temi delle tasse, della concorrenza. Il nostro riferimento è chi pensa a una economia di questo tipo. I miei incontri saranno con esponenti del partito repubblicano”.

Nella migliore tradizione berlusconiana quindi, si fanno affari con la Russia, ma si governa con USA (con la reaganomics e i neocon repubblicani come riferimento) e Israele.

E poi c’è di nuovo Giorgetti che abbiamo visto a pranzo con il Console:

Come sono i suoi rapporti con i colonnelli, a partire da Giancarlo Giorgetti?

“Quando torneremo al governo lui sarà una delle colonne portanti”.

Eppure Giorgetti è noto per il suo filo atlantismo. Mentre lei insegue Putin..

“Meglio così, ci sono sensibilità diverse. Io sono l’amico dello zar, se c’è qualcuno amico degli altri tanto di guadagnato…”

Sull’ultima affermazione … daje a ride, ma chi è la “colonna portante” Giorgetti? Da Wikipedia:

Cugino del banchiere Massimo Ponzellini e laureato in economia all’Università Bocconi di Milano, commercialista professionista e revisore contabile, è parlamentare alla Camera dei deputati fin dal 1996, sempre con la Lega Nord Padania. Consigliere di Credieuronord..

“Cugino del banchiere Massimo Ponzellini. Per metterlo nella sua biografia deve essere una persona importante per lui.

Ponzellini nel 1981 diventa Direttore Generale della società di studi Nomisma per passare poi nel 1983 all’IRI, dove rimane fino al 1990 occupandosi soprattutto dello sviluppo economico dell’Italia meridionale.
A metà del 1990 partecipa alla costituzione della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, presso cui ha ricoperto l’incarico di Direttore.
Nel 1994 entra alla Banca Europea degli Investimenti come Vicepresidente e Amministratore Delegato e dove rimane fino al 2003.
Dal 2002 al 2007 guida alcune società dello Stato italiano diventando Vicepresidente e Amministratore Delegato della Patrimonio dello Stato S.p.A. e Amministratore Delegato dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.
Nel maggio 2007 assume la presidenza della società di costruzioni Impregilo a cui ha affiancato nel 2009 la presidenza della Banca Popolare di Milano, risultando eletto dall’assemblea dei soci che si è tenuta alla Fieramilanocity il 25 aprile 2009, con 5.294 voti su un totale di 10.024 soci partecipanti (di cui 6.232 in proprio e 3.792 per delega).
Ricopre inoltre le cariche di consigliere e membro del comitato esecutivo dell’Istituto Europeo di Oncologia, vicepresidente di INA Assitalia e consigliere e membro del comitato di gestione del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.

Nomisma e IRI. Non torna anche a voi l’incubo Romano Prodi? E tutte quelle “banche europee”… Toh, anche Impregilo. E la Banca Popolare di Milano (ex Rasini) attraverso cui transitavano tutte le transazioni non proprio limpide di Berlusconi.

Quello che

Secondo le intercettazioni telefoniche Massimo Ponzellini minacciava sfracelli con i suoi se non sistemavano la roba della Brambilla

Ma poi, avete sentito Matteo Salvini o qualche esponente della Lega esprimersi sul MUOS o sugli F-35? Sugli F-35 hanno addirittura sottoscritto il documento Zanda.

E su TISA, TTIP, TTP? No, eh? E quel poco che dicono è fuorviante:

salvini ttip

Forse perché gli interessi USA non si toccano? Non è che si può mettere a repentaglio la relazione Lega Nord-diplomazia USA, d’altro canto.

⇐ Parte Prima (A tavola con il Console)


1 Cablo del 13 Agosto 2009. Dal Consolato Generale USA di Milano. Classificazione: Confidenziale.
2 Cablo del 19 Agosto 2009. Dal Consolato Generale USA di Milano. Classificazione: Confidenziale

Potrebbero interessare:



9 commenti su “Lega Nord-Diplomazia USA. I cablo WikiLeaks parte II

  • zio

    Trovo corretto gratificare anche solo con un grazie chi si sbatte per renderci partecipi di accadimenti che sui media tradizionali mai troverai.
    Ci tengo a sottoscrivere il commento di NICK però credo di poter aggiungere che certe reticenze riguardo l’M5S siano dovute principalmente ad una certa “immaturità” per quel che concerne la politica internazionale,una linea più chiara e decisionista sarebbe importante.
    Opinione personale naturalmente.

    • Nick

      Caro zio,
      in parte sono d’accordo però qui si sta davvero esagerando.
      Anche quando si parla di problemi solo italiani e “di base” per questi bloggers sembra che il M5S non esista.
      E soprattutto quelli di area “sinistra” ci hanno raccontato per mesi l’epica battaglia di Tsipras contro la Troika (finita come sappiamo nell’ignominia) e ora del grande partito rivoluzionario spagnolo Podemos,incubo dei poteri forti mondiali.
      Però in casa loro non succede nulla,sul M5S manco una parola.
      E giù con le cazzate su “dobbiamo costruire il Podemos italiano” (come se Podemos non avesse copiato al 90 % il M5S che esiste da prima),”c’è bisogno di un movimento anti-Sistema anche in Italia” (ahahah) e amenità del genere.
      Mi sono davvero scocciato di leggere stupidaggini del genere.
      Il problema purtroppo è ideologico.
      Chi ha una visione di sinistra o di destra non riesce ad accettare il rifiuto del posizionamento ideologico da parte del M5S.
      E’ più forte di loro,non riescono proprio ad accettarlo per quanto siano anti-Sistema.
      Inoltre si sentono defraudati del loro ruolo di “oppositori” e questo li fa andare in bestia che c’è qualcuno che non solo scrive sui blog ma che si sporca le mani col mondo reale.
      Non voglio fare nomi ma questi blog li conosciamo tutti.
      A ognuno le sue conclusioni.

      • PINO (ex zio)

        Scusa Nick se cambio nome ma quando ho letto “caro zio” mi son sentito male 😉

        La tua risposta mi permette di chiarire meglio il concetto,giustamente ti rifai alla politica nostrana e porti ad esempio siti di “sinistra” che non fanno il loro dovere per settarismi ideologici ed è vero ma non per i motivi che tu hai elencato,visto che i suddetti, di sinistra hanno solo la maschera, non occultano l’M5S perchè toglie loro il ruolo di oppositori ma solo perchè FA ,unico in Italia,opposizione,praticamente svolgono lo stesso ruolo di Salvini al cubo.Venendo al dunque pure Grillo si è speso per Tsipras ed è a questo quando mi riferisco all’accusa di immaturita politica,il non aver capito in anticipo ciò che in molti già sapevano e cioè che fosse un Renzi greco,un cavallo di troia della troika.Questa difficolta di lettura , spero tu sia daccordo, è un grosso limite perchè il rischio “Tsipras” è sempre dietro l’angolo.

        ciao

        • Stefano Alì L'autore dell'articolo

          Uhm … ricordo le dichiarazioni di Grillo alla “maratona” di Mentana. Disse con chiarezza che lui tifava per il referendum in se. A prescindere dal risultato del referendum e anche a prescindere da quello che avrebbe poi fatto il Governo greco. Se riascoltate quella dichiarazione, ha il sapore di una presa di distanze da ciò che sarebbe accaduto dopo. Il punto era il referendum in se come vittoria della democrazia. Anche dagli altri esponenti pentastellati non ho sentito veri e propri “endorsement” a Tsipras

          • PINO

            è vero ed in effetti è una conferma di ciò che sostengo io essendo Grillo caduto a piedi pari nel trappolone perchè così facendo si è bruciato un eventuale referendum in italia. Chi mai ,dopo la Grecia è disposto a sottoscrivere un referendum antieuro senza sentire puzza di bruciato? Cazzo ma bastava chiedersi come mai a Tsipras è stato concesso ciò che a Papandreou è stato negato tanto da estrometterlo.Mi spiace ammetterlo ma è stato un pirla.
            Con tutto questo mi auguro che tutto il movimento cresca sia numericamente che strategicamente

  • Nick

    Dimenticavo.
    Ma non sono disponibili i cablo dal 2013 in poi?
    Sarebbe interessante leggere le opinioni sugli ultimi avvenimenti.
    Avevo letto di un cablo riguardante il M5S definito “Dangerous” per la loro politica.
    Ne sai qualcosa?
    Grazie.

    • Stefano Alì L'autore dell'articolo

      No. Dopo il 2013 di cablo propriamente detti non ne sono stati più pubblicati. Dopo la pubblicazione, evidentemente hanno “rinforzato le difese”.
      Ho anche io sentito parlare di una frase simile, ma non avendo la possibilità di recuperare il documento (e direttamente alla fonte) faccio come non esistesse

  • Nick

    Complimenti per il blog.
    Tra l’altro uno dei pochi che sia obiettivo sul M5S.
    Caro Stefano,ma è possibile che in giro per la rete i vari bloggers “alternativi” non parlino mai del M5S e se lo fanno è solo per ripetere i soliti luoghi comuni (magari in maniera più sofisticata) dei media mainstream?
    Ti consiglio di scrivere un articolo sui tuoi “colleghi bloggers anti-Sistema” perché ormai si sta rasentando il ridicolo.
    Perfino quando si parla di corruzione di base della politica (quindi niente argomenti “elevati”) fanno finta che il M5S non esista pur di non dire che c’è qualcosa di diverso e rivoluzionario nella società italiana attuale.
    Tra l’altro qualcosa che è perfino un unicum (per vari motivi che non sto qui a ripetere) in tutto il mondo occidentale.
    Eppure fanno finta di niente.
    Tacciono.
    C’è bisogno di qualcuno che li svegli dal loro torpore.
    Se vogliono essere svegliati..
    Per quanto riguarda l’articolo in questione c’è poco da aggiungere.
    Il successo mediatico di Salvini (non della Lega perché senza Salvini la Lega oggi non esiste) pompato ogni giorno dai media è solo un modo per evitare che gli insoddisfatti di destra votino in massa il M5S.
    Senza Salvini oggi il M5S nei sondaggi sarebbe oltre il 30 %.
    E questo il Pd lo sa benissimo,ecco perché anche i suoi media spingono Salvini come finto oppositore a tutto spiano.
    Saluti.

    • Stefano Alì L'autore dell'articolo

      Ti rispondo con una citazione di Mark Twain:
      “Così divenni un giornalista. Ho odiato farlo ma non ero riuscito a trovare un lavoro onesto.”

      Ecco, io il lavoro onesto lo trovai tanti anni addietro, quando ancora c’era 🙂

I commenti sono chiusi.