Trazzera di Caltavuturo (o Trazzera dei grillini)


image_pdfimage_print
Trazzera di Caltavuturo: passa l'auto blu dell'ing. La Rocca

L’auto blu che attraversa la Trazzera di Caltavuturo è dell’ing. La Rocca. Assessorato Regionale alle infrastrutture. Ma l’assessore al ramo Pizzo, non l’aveva definita “una pista da sci”?

L’auto blu che attraversa la Trazzera di Caltavuturo è dell’ing. La Rocca

Sulla Trazzera di Caltavuturo tutti hanno scritto e detto di tutto. “Guidatori della domenica” e detrattori per professione si sono cimentati nell’arduo impegno del “non s’avia da fare”.

” Pericolosissima!” , “Una pista da sci”, “Limiti di velocità a 20 km/h, con inibizione per veicoli pesanti e per i veicoli a due ruote” … chi più ne ha più ne metta. Sulla Regia Trazzera di Caltavuturo ne sono state dette di tutti i colori, eppure è li. Vediamola. Percorriamola.

Appare subito evidente che non è per il tipico “guidatore della domenica”. Ma il guidatore della domenica va in gita fuori porta. Perché dovrebbe percorrerla e non godersi, piuttosto, il panorama di una strada di montagna?

Per evitare che gli si possa dare dell’imbranato, suggerirei, quindi a persone come Peter Ciaccio di evitarla. Di evitare persino di dire di esserci passato, per non esporsi a legittimi dubbi sulle sue capacità di guida.

Giusto per sua informazione, una pendenza del 27% in salita si affronta con marce basse e un filo di acceleratore, per evitare “bilancini” che bruciano la frizione. In discesa, sempre con marce basse, niente acceleratore e leggeri “tocchi di freno” quel tanto che basta e quando è necessario, per non vetrificare le pastiglie freno. Giusto quel tanto che evita che il motore vada fuori giri. Mai in curva! Semmai un filino di acceleratore. Lo insegnano nelle prime lezioni di scuola guida e papà se fai errori simili ti prende a scappellotti.

Se non sei capace, c’è sempre la litoranea. Palermo-Mazara del Vallo-Marinella-Sciacca-Eraclea Minoa-Siculiana… e da li tutta la costa sud, per andare a Pachino. Certo … sacco a pelo e pernottamenti, ma ti godi il panorama della litoranea. Lascia perdere la Trazzera che non è roba per te.

Si erge pure la voce roboante del blog di Gad Lerner: “Il populismo stradale del M5S è la via sbagliata per la Sicilia“.

Di grazia, “sua «sentenzialità» de sinistra” vorrebbe illuminare noi poveri siciliani su quale sarebbe il populismo giusto?

Lungi da me contestare Lerner. Un intoccabile, ci mancherebbe altro. Non vorrei essere tacciato di antisemitismo. Eh si. In risposta al post sul blog di Grillo vari commenti, ovviamente. Alcuni denotano una seria insofferenza verso chi spara sentenze stando comodamente seduto nel divano di casa sua a centinaia di chilometri di distanza.

Ora

  1. Non capisco perché se un ebreo spara cazzate, non viene contestato perché le ha sparate, ma perché ebreo e sei antisemita
  2. Se la condizione è quella dell’immagine sotto, quanti commenti vengono creati apposta per consentire a giornali seri e imparziali (Daje a Ride)  come “Giornalettismo” di scrivere articoli?

 screenshot-twitter.com 2015-08-05 13-00-28

La Trazzera di Caltavuturo (Trazzera dei grillini, mulattiera dei grillini, via dell’Onestà … chiamatela come volete) non è la soluzione. Nessuno lo ha mai sostenuto. La Trazzera di Caltavuturo è una “pezza” all’assenza delle istituzioni.

Vediamola da vicino. C’erano (e sono rimasti) dei tratti in sterrato. Abbastanza larghi e in assoluta pianura da non necessitare interventi. Tratti comunque carrozzabili (cercate sui dizionari on line, prima di sparare cavolate, ok?). È una scorciatoia, non lo dimentichino i “guidatori della domenica”. A Catania li chiameremmo «’mpranati». Deriva dall’antico contadino: lento e goffo come una femmina incinta (di mulo), ma non vorrei farmi tacciare di maschilismo (ah, questo “politically correct” che fa sparire le tradizioni contadine).

La trazzera di Caltavuturo aveva (ed ha) un tratto pericoloso di circa un chilometro. Ad alta pendenza (27%) e attraversa un ponte che non consente il doppio senso di circolazione. In questo tratto sono stati spesi soldi ed energie per agevolarne la circolazione. Questo è il tratto in cui la Trazzera di Caltavuturo assume il nome di “via dell’Onestà”.

È stata resa sicura? In Sicilia diciamo che di sicuro c’è solo la morte. È stata resa più agevole, ma il tracciato era quello e quello è rimasto. In quel tratto hanno fatto interventi sul fondo stradale (adesso in calcestruzzo), hanno ben segnalato i pericoli, i limiti e i divieti. Hanno realizzato dissuasori acustici e visivi di velocità, hanno installato guardrail a norma e semafori nei punti di senso unico alternato.

Ecco il tratto su cui è stato fatto l’intervento:

L’alternativa alla Trazzera di Caltavuturo (o trazzera dei grillini, se v’aggrada) c’è.

È una comoda e scorrevole Strada Statale che si inerpica su per le Madonie fino a Polizzi Generosa. Essendo una Strada Statale, il limite di velocità teorico è di 110 km/h (90 in caso di maltempo), non ci sono limiti in termini di tipologia di veicoli (mezzi pesanti e veicoli a due ruote sono accolti amorevolmente).

Meglio di così?

Beh, quasi. Da oltre quarant’anni le strade parallele e/o alternative alla A19 non vedono alcun tipo di manutenzione se non segnali provvisori di pericolo. Strade franate, smottate, con buche da annegarci dentro, se piove.

Eccola la strada “alternativa alla A19” proposta da ANAS:

Immagino sia evidente che il limite teorico di 110-90 km/h sia pura utopia.

Immagino sia evidente che è una strata ideale per i fanatici del rally.

Immagino sia evidente che se beccate un mezzo pesante davanti a voi potete accendere “Radio Maria” e provare la strada della santità.

Immagino sia evidente che se due mezzi pesanti si incrociano in una “strettoia da frana” potete spegnere il motore e uscire le carte da ramino.

Già che ci siete, tenete il palmare a piena carica di batteria e ben protetto con gommapiuma e contenitori salva-bottiglie. Se finite di sotto vi sarà utile per chiamare i soccorsi.

Per chi vuole ridere amaro sulle “strade alternative”, ecco un articolo di Pompeo Benincasa.

E allora, cari signori della detrazione a tutti i costi, venite a farvi un giro in Sicilia. Ma non nei panni di “Una romantica donna inglese”. Nei panni chi chi deve spostarsi per lavoro. Nei panni di chi “mezz’ora di strada risparmiata è una giornata di lavoro guadagnata”. Il sistema viario siciliano è rimasto quello attraversato da Wolfgang von Goethe, ma a quei tempi, era un sistema avanzatissimo. Percorretele, quelle strade. Potrete sentire certamente la penna dello scrittore grattare sulla carta. Sensazione fantastica, ma poco funzionale alla modernità.

La trazzera di Caltavuturo è una toppa all’assenza dello Stato in Sicilia. Assenza che si manifesta non solo nella gestione delle strade, ma nel lasciar solo Di Matteo e gli altri (pochi) uomini autenticamente antimafia (per distinguerli dalla mafia col costume dell’antimafia).

A tale proposito, voglio umilmente chiedere a Don Ciotti di monitorare “Libera” in Sicilia. Partendo da Catania e provincia. Qualcosa non torna se gli articoli di “Iene Sicule” hanno un loro fondamento. Vedi qui e qui)

Uno Stato che in realtà “tifa” perché la mafia vinca.

Uno Stato cui serve l’arretratezza della Sicilia perché funzionale ai sistemi mafiosi (a loro volta funzionali allo Stato) e non tollera che qualcuno tenti di cambiarne il destino.

Uno Stato, quindi, che deve scatenare l’inferno perché si dimostri che qualsiasi cosa venga fatta non s’avia da fare.

I cittadini di Caltavuturo, isolati da mesi, la pensano così

Ma in tanti preferiscono vederla così:

Prendo a prestito l’espressione di un caro amico: “Rendere percorribile la Trazzera di Caltavuturo è stato come aspergere acqua benedetta nel girone dei dannati. Si contorcono e mordono”

E io tremo.

Potrebbero interessare: