ISIS: Per l’occidente è finita la festa?


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“Contro l’ISIS è guerra senza quartiere” … “Sconfiggeremo l’ISIS” … Quante di queste dichiarazioni abbiamo sentito? Eppure l’ISIS è sempre li, sempre più forte, con risorse finanziarie e militari che sembrano inesauribili. Ma Russia e Cina non devono intervenire perché Bashar al-Assad deve cadere. Ma allora, quale è la priorità?

In questa guerra contro ISIS c’è qualcosa che non capisco.

Riassumiamo.

L’ISIS costituisce un serio e tremendo pericolo. Tutti in coro ci hanno spiegato questo. Ci hanno fatto vedere come ammazzano, come stuprano. Ci hanno spiegato che distruggono la storia distruggendo i siti archeologici patrimonio dell’umanità e trucidano chiunque la coltivi. Ci hanno spiegato che l’obiettivo dell’ISIS è la conquista di Roma.

Roba da brividi!!!

Ci hanno spiegato che a contrastare questo terribile virus c’è “mamma” America. Gli USA e la NATO di Obama sono seriamente impegnati in questa lotta senza quartiere contro l’ISIS.

Certo, potrebbe esserci qualche danno collaterale.

Non si può escludere che nel combattere l’ISIS possa andarci di mezzo il “regime” di Al Assad in Siria.

La Turchia di Erdogan, il grande alleato NATO, ogni tanto sbaglia mira e può accadere che arrivi una bomba vicino a insediamenti ISIS e due bombe direttamente sulle truppe Curde che combattono l’ISIS.

Cose che succedono. Non dobbiamo combattere l’ISIS con ogni mezzo?

Fatto è che l’ISIS pare essere il miglior alibi per gli USA (si tolgono di mezzo Bashar al-Assad il dittarore), per la Turchia (Erdogan regola i conti con i Curdi), per Francia e Inghilterra (che – come avvenne per la Libia di Gheddafi – non vogliono rimanere fuori dai giochi per il petrolio e il gas siriani).

Comunque, tutta l’allegra brigata a combattere l’ISIS.

Poi giunge qualche voce dissonante: Non è che tutto stia funzionando a dovere. Anzi parrebbe che nonostante la lotta all’ISIS stia andando proprio male, i servizi di intelligence americani siano costretti a taroccare i rapporti per far apparire che tutto va bene e che non è necessario intervenire in modo diverso o più massiccio.

E io mi sento confuso! Ma come? Non eravamo tutti d’accordo sul fatto che l’ISIS va combattuta per eliminare questa tremenda minaccia? E si taroccano i rapporti?

Certo, c’è quella voce che circola secondo cui l’ISIS sarebbe un “prodotto” USA come lo fu Bin Laden, ma di certo sono tutte cavolate. O no?

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Se Bashar al-Assad combatte l’ISIS, perché per gli USA è prioritario abbattere Assad?

Di certo c’è che l’attività USA contro l’ISIS non è che sia proprio il massimo, eh?

Visto poi che le truppe “superaddestrate” USA si “consegnano” all’ISIS (armi, mezzi e munizioni al seguito), qualcosa che non torna pare proprio esserci.

Per non parlare dell’arsenale di armi munizioni e mezzi blindati “acquisiti” dall’ISIS in quanto forniti da USA e Arabia Saudita alle forze “ribelli democratiche contro Assad il dittatore”.

Ora accade che Putin manda le sue migliori forze in Siria, ma deve fare i conti con gli spazi aerei vietati perché “il tiranno Assad deve cadere”.

Accade che Russia e Cina intervengono a sostegno dell’esercito di Assad contro l’ISIS, ma suscitano la reazione degli USA e di quel democraticissimo Paese chiamato Arabia Saudita vessillo dei diritti umani (che nei soli primi otto mesi del 2015 ci siano state 115 esecuzioni di pena capitale mediante lapidazione, impiccagione, decapitazione in pubblico e altre amenità simili è un dettaglio trascurabile):

Russia’s military intervention in support of President Bashar al-Assad has dismayed Gulf Arab enemies of the Syrian leader who say it will prolong the war and keep Syria firmly in the orbit of their arch regional rival Iran.

[…]

“We don’t have full details on the extent of the (Russian) involvement and role (in Syria). But such issues on the ground complicate the matter and make it more difficult to find a solution,” an official source in the United Arab Emirates (UAE) told Reuters, speaking on condition of anonymity. (fonte: Reuters)

L’intervento militare russo in supporto del Presidente Bashar al-Assad sgomenta i nemici del leader siriano del Golfo arabo che dicono che questo prolungherà la guerra e terrà la Siria nell’orbita dell’Iran loro arcinemico nella regione.

“Non abbiamo i dettagli del coinvolgimento e del ruolo della Russia in Siria, ma questa questione sul tappeto complica il problema e rende più difficile trovare una soluzione” dice una fonte ufficiale degli Emirati Arabi Uniti che vuol mantenere l’anonimato.

Ma come? Ma quindi se l’ISIS è funzionale ad abbattere il tiranno Assad la priorità è sostenere l’ISIS contro il tiranno? E pure contro i curdi del PKK?

Ancora più chiara è la “Saudi Gazette“:

Syria has become a devil’s brew of evil with warring parties tearing the country apart. And the responsibility for this rests firmly at the door of President Vladimir Putin. His refusal to counsel Assad to go quietly, when the Syrian dictator had the chance, has cost the lives of well over a quarter of a million people, turned millions into refugees and spawned the wicked and remorseless killers of Daesh.

La Siria è diventata il diabolico covo del male con le parti in guerra che lacerano il Paese. E la responsabilità di questo resta fermamente a carico del Presidente Vladimir Putin. Il suo rifiuto di consigliare ad Assad di andarsene in silenzio, quando il dittatore siriano ne aveva l’opportunità, è costata la vita di ben oltre 250.000 persone, ha creato milioni di rifugiati e dato origine ai malvagi e spietati assassini di Daesh.

Quindi

  • All’Arabia Saudita (come agli USA e alla Turchia) dell’ISIS non frega un bel che;
  • La Siria sarebbe lacerata dalle guerre interne e la soluzione sarebbe decapitare il “tirannico e crudele”  potere di Assad?

L’esperienza della Libia non è sufficiente?

Eppure il punto di vista di Putin è chiaro:

“We act based on the United Nations Charter, i.e. the fundamental principles of modern international law, according to which this or that type of aid, including military assistance, can and must be provided exclusively to the legitimate government of one country or another, upon its consent or request, or upon the decision of the United Nations Security Council” (fonte: Rt)

Agiamo sulla base della carta delle Nazioni Unite e quindi dei principi fondamentali del diritto internazionale moderno, secondo il quale questo o quel tipo di aiuto, inclusa l’assistenza militare, può e deve essere fornita esclusivamente al governo legittimo di un Paese o di un altro, su suo consenso o dietro sua richiesta o su decisione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite

Il che implica che tutta “l’allegra brigata” (USA, Turchia, Paesi Arabi e pezzi di Europa, Francia e Inghilterra inclusi) che vanno li a combattere l’ISIS fornendo supporto all’opposizione interna di Assad (che poi – come abbiamo visto – diventa supporto all’ISIS) è da considerarsi al di fuori del Diritto Internazionale. 

A proposito. Siamo certi che Al Assad sia “il male”?

Se il Bashar al-Assad raccontato da Sebastiano Caputo è un tiranno diventa evidente perché il governo Renzi si chiama “democratico”, visto che – al contrario del regime di Assad che provvede al welfare – taglia pensioni, precarizza il lavoro, imbavaglia il giornalismo, taglia sulla sanità rendendola inaccessibile perfino alla classe medio-borghese, ecc. ecc.

Poi ci sono altre stranezze come quelle riguardanti i primi scontri fra ISIS e i militari russi:

Durante la battaglia i soldati russi avrebbero ucciso parte dei militanti, e alcuni sono stati catturati. I militanti possedevano un piano dettagliato della base aerea e chiare immagini satellitari con le installazioni militari chiave. (fonte: Askanews)

Come avevano il “piano dettagliato della base aerea” e “chiare immagini satellitari con le installazioni militari chiave“?

Certo non li hanno comprati dall’antiquario, visto che le forze russe sono li da pochi mesi.

Non sono mai stato un accanito sostenitore di Vladimir Vladimirovič Putin, ma le porcate dell’occidente me lo stanno facendo diventare simpatico.

 

EDIT: Appare adesso in rete un video dove la Clinton avverte che “Russia e Cina pagheranno a caro prezzo” l’appoggio ad Assad perché “fermano il progresso”!!

Questi sono criminali psicopatici!

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Un commento su “ISIS: Per l’occidente è finita la festa?

  • Stefano Alì L'autore dell'articolo

    Appare adesso in rete un video dove la Clinton avverte che “Russia e Cina pagheranno a caro prezzo” l’appoggio ad Assad perché “fermano il progresso”!!

    Questi sono criminali psicopatici!

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