Referendum 17 Aprile: Quesiti e risposte


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Incessante e battente la campagna per l’astensione al Referendum 17 Aprile. Chi ci guadagnerebbe da un fallimento del referendum o dalla vittoria del “NO”? Domande e risposte.

referendum 17 aprile

Il referendum 17 Aprile è politico e ideologico o sono in gioco gli interessi economici delle lobby petrolifere? E com’è che Dot Media del giglio magico renziano patrocina “Ottimisti Razionali”?

  1. Quesito: Il Referendum 17 Aprile riguarda solo le concessioni in mare già esistenti entro le 12 miglia. Nel resto del mare e sulla terraferma si potrà continuare a perforare.
    Risposta: Vero. Il complesso dei sei quesiti era di più ampio respiro. Il Governo, introducendo modifiche minime allo Sblocca Italia in Legge di Stabilità ha sterilizzato 5 quesiti referendari (vedi anche in questo stesso blog)
  2. Quesito: Il Referendum 17 Aprile è talmente residuale che costituisce un inutile spreco economico e non vale la pena di perder tempo per andare a votare
    Risposta: Falso.

    1. Con apposita Legge si sarebbe potuto abbinare il referendum alle amministrative di Giugno a costo zero;
    2. Non andando a votare e dimostrando disinteresse per l’argomento anche le norme modificate dal Governo potranno essere reintrodotte, mentre una norma abrogata con referendum non può essere reintrodotta
    3. Prolungando le concessioni a tempo indeterminato si possono trivellare nuovi pozzi entro le 12 miglia nell’ambito della stessa concessione. Esempio? Vega A – Pozzallo (RG). Installata nel 1986, estrae petrolio da ben 21 pozzi e scade il 28/12/2022. Guarda caso, la stessa concessione addirittura prevede già anche la realizzazione della piattaforma Vega B. Prolungando la scadenza fino all’esaurimento del giacimento è possibile trivellare all’infinito altri pozzi nell’ambito della stessa concessione per moltiplicare l’estrazione dallo stesso giacimento (esaurendolo in tempi più rapidi, ovviamente).
  3. Quesito: Ma Renzi in USA ha appena detto che lui tiene alle rinnovabili
    Risposta: Vero. Ha anche detto che un mondo 100% rinnovabili è solo un sogno (si estinguerà l’umanità quando finiscono i fossili?). Sempre in USA, aveva detto la stessa cosa nel settembre 2014, quando aveva appena assassinato le rinnovabili con lo “Spalma incentivi” e varava lo “Sblocca Italia” (vedi Greenpeace)
  4. Quesito: In ogni caso non si potrà raggiungere l’autonomia energetica da fonti rinnovabili in tempi brevi
    Risposta: Vero. Poi se si continua a puntare sui fossili non la si raggiungerà neppure nelle prossime ere geologiche. L’Olanda prevede entro il 2018 di alimentare l’intera rete ferroviaria con il vento (vedi M.R. Dorsogna) e la Scozia, spenta l’ultima centrale a carbone, punta al 100% da rinnovabili entro il 2020 (vedi rinnovabili.it)
  5. Quesito: Votando si al Referendum 17 Aprile si perdono migliaia di posti di lavoro
    Risposta: Falso (vedi anche in questo stesso blog) .

    1. Leonardo Maugeri (definito dalla stessa ENI fra i massimi esperti mondiali di energia) smentisce categoricamente.
    2. La Basilicata (il Texas d’Italia) è la regione al terz’ultimo posto per occupazione;
    3. Si tratta di soli 7 pozzi, di cui 3 già inattivi. Finita la fase della perforazione, i pozzi sono controllati da remoto e nessuna maestranza è impiegata
    4. Nella immagine che segue, i posti di lavoro creati con un investimento di 1 miliardo

      Fonte: http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/2016/03/posti-di-lavoro-con-le-trivelle-poco-e-niente-dati-alla-mano.html – Dati Commissione Parlamentare Green Power

  6. Quesito: Votando si al Referendum 17 Aprile si perdono le ricche royalties
    Risposta:Falso. Le royalties sono delle percentuali sulle estrazioni di idrocarburi che le società petrolifere versano allo Stato in cui estraggono. In Italia sono le più basse del mondo e soggette pure a franchigia entro certi limiti di estrazioni. Si valuta, al netto delle franchigie, circa il 7% per il petrolio e circa il 4% per il gas. Nel resto del mondo si va dal 25% della Guinea all’80% di Russia e Norvegia. In Italia estrarre sotto la soglia della franchigia è gratis.
  7. Quesito: Votando si al Referendum 17 Aprile lasceremmo inutilizzata una grande quantità di idrocarburi e sarebbe uno spreco.
    Risposta: (vedi risposta a Quesito 8)
  8. Quesito: Votando si al Referendum 17 Aprile  rinunceremmo a prodotto nazionale e saremmo costretti a incrementare le importazioni
    Risposta: Falso.

    1. Le piattaforme entro le 12 miglia in scadenza producono meno dell’1% del fabbisogno energetico primario nazionale;
    2. In ogni caso gli idrocarburi estratti in Italia sono comunque di importazione. Le Compagnie sono proprietarie degli idrocarburi estratti e le Compagnie sono tutte straniere. Anche ENI. L’Italia, infatti, direttamente o indirettamente è proprietaria del solo 30% del capitale azionario di ENI.
  9. Quesito: Le estrazioni non hanno fin’ora provocato incidenti. È dal petrolchimico che di sono verificati incidenti nel senso propriamente detto e disastri come le morti per cancro, i bambini malformati. Non dalle estrazioni.
    Risposta: Falso. I giacimenti italiani sono scarsi e di scarsissima qualità. A causa della enorme quantità di zolfo che gli idrocarburi di provenienza italiana contengono, non possono essere trasportati perché altamente infiammabili e necessitano di impianti di raffinazione vicini. In Italia estrazioni e petrolchimico sono strettamente interconnessi
  10. Quesito: Ma allora perché le Compagnie ci tengono tanto a trivellare in Italia e a mantenere in vita concessioni anche se dai pozzi non viene estratto quasi più nulla?
    Risposta:

    1. Vedi risposta al Quesito 6.
    2. Per il motivo a) mantenere in essere una concessione “per il tempo di vita utile” torna a vantaggio delle sole compagnie petrolifere cui conviene economicamente piuttosto che rispettare l’obbligo di smantellare e bonificare le aree come prescritto a fine concessione
  11. Quesito: Non è vero che le trivelle danneggiano il turismo. La riviera romagnola ne è un esempio.
    Risposta: Falso.

    1. La riviera romagnola è nota per club, discoteche, vita notturna eccetera, non certo per le chiare, fresche e dolci acque del mar Adriatico
    2. Empiricamente, qualcuno ha mai visto depliant turistici “tour delle trivelle” oppure orde di turisti a farsi selfie con le trivelle sullo sfondo?
  12. Quesito: Non è vero che le attività estrattive provochino terremoti.
    Risposta: Falso. Sulla questione ci sono eminenti studi italiani e stranieri. Fra quelli italiani, il rapporto ICHESE “non ammette e non esclude” la correlazione fra l’innesco dei terremoti e le attività estrattive. Ammette, però, che mancano i dati. O meglio, ci sarebbero, ma sono tenuti secretati dalle Compagnie petrolifere. Che in un territorio altamente instabile come quello italiano non ci siano reti di monitoraggio e dati pubblicamente consultabili è già un fatto gravissimo di per se. In Olanda – che è un Paese notoriamente stabile e non sismico – la correlazione è stata talmente evidente che le Compagnie petrolifere hanno dovuto rifondere i danni agli abitanti (vedi Il Fatto Quotidiano)
  13. Quesito: Ma se non estraiamo dal territorio italiano estrarrà ad esempio la Croazia, magari con trivellazioni sotto l’Adriatico fatte in modo da pescare nel nostro territorio
    Risposta: Falso. La Croazia ha già fatto marcia indietro. Il neo premier Tihomir Orešković ha annunciato che presenterà al Parlamento una proposta di moratoria contro il piano di Zagabria per lo sfruttamento di gas e petrolio in Adriatico (vedi ANSA).
  14. Quesito: Gli incentivi per le rinnovabili li paghiamo noi in bolletta elettrica, per le fonti fossili non paghiamo nulla.
    Risposta: Vero e Falso

    1. Vero: È su questo ritornello che il Governo Renzi nel 2014 ha assassinato le energie rinnovabili emanando lo “Spalma incentivi” per ottenere un risparmio in bolletta per tutti gli italiani. Il risparmio non si è visto affatto
    2. Falso: Solo nel 2015 l’Italia ha erogato – direttamente o indirettamente – 14,5 miliardi di Euro alle fonti fossili. Più di 4 volte gli investimenti per le fonti rinnovabili (vedi La Stampa). Oltre all’omaggio personale a Carlo De Benedetti e famiglia (via Sorgenia) di oltre 150 milioni di Euro l’anno (Decreto Salva De Benedetti vedi “Libero Quotidiano“). Il tutto a carico della fiscalità generale (nostro).
  15. Quesito: Ma allora perché dovremmo astenerci o votare “NO” al Referendum 17 Aprile?

Risposta: Chiedetelo a Renzi e ai suoi noti amici che finanziano la campagna per l’astensione (Vedi Claudio Velardi).

Al Referendum 17 Aprile
io voto SI

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2 commenti su “Referendum 17 Aprile: Quesiti e risposte

  • Stefano

    Mi sono fermato al secondo punto..non sapete quello che scrivete dato che non é vero che con il no sarà possibile trivellare ancora entro le 12 miglia. Internet sta diventando la rovina dell’informazione, scrivono tutti, anche chi dovrebbe tacere

    • Stefano Alì L'autore dell'articolo

      Egregio signore, quando commentando si scriverebbero sciocchezze (come nel suo caso) sarebbe meglio tacere o informarsi per bene.

      Se vuole fare confusione fra “stop alla proroga delle concessioni” e “stop alle trivelle” faccia pure.

      Le concessioni (oggetto del referendum) possono prevedere (e prevedono) diverse fasi di perforazione. Come nel caso VEGA.

      La concessione VEGA (Edison) è stata già rinnovata una volta con la sola piattaforma VEGA A già realizzata sulla quale convergono non uno o due ma 21 (ventuno) pozzi (21 trivellazioni già realizzate).

      Il sesto pozzo di quella piattaforma è ormai sterile e viene utilizzato come “spazzatura”. Vengono iniettati in quel pozzo i reflui inquinanti degli altri pozzi, con aggiunta di acido cloridrico per rendere le rocce permeabili.

      Il che significa che quell’area non potrà mai più essere bonificata. Il processo andrà in prescrizione

      Non ho citato a caso l’esempio della concessione VEGA. Mentre vanno in fumo ben 70 milioni di danni, viene autorizzata l’installazione della piattaforma VEGA B.
      È nella stessa concessione e quindi, prorogando la concessione, VEGA B ha tutto il diritto di essere installata a nord-ovest di VEGA A (quindi ancora più vicina alla costa di quanto fosse VEGA A).

      VEGA B prevede 12 pozzi. Significa che nell’ambito della stessa concessione, saranno effettuate altre 12 trivellazioni.

      Il tutto, in concessione a una società condannata al risarcimento di 70 milioni di Euro per danni. Danni che non verranno mai pagati a causa della prescrizione.

      Chi dovrebbe tacere, è lei

I commenti sono chiusi.