Le trivelle inquinano. Il dossier ISPRA pubblicato da “S”


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Le trivelle inquinano, anzi creano danni irreversibili. L’ISPRA accusa EDISON: Danno ambientale irreparabile.

Le trivelle inquinano. Il dossier ISPRA che accusa EDISON di danno ambientale irreversibile

Chi si chiede se le trivelle inquinano dovrebbe leggere il dossier pubblicato dal mensile “S”1. Il danno è irreversibile, ma nessuno pagherà.

Secondo il dossier ISPRA pubblicato dal mensile “S”1 da almeno 19 anni i rifiuti di lavorazione del campo VEGA (acque di strato, acque di lavaggio e acque di sentina) piuttosto che essere smaltiti a norma di Legge sono stati reimmessi in un pozzo sterile del campo VEGA, il “Pozzo 6”.

Scrive ISPRA che i rifiuti venivano sistematicamente miscelati a sostanze chimiche quali biocidi, inibitori di corrosione, de-ossigenanti.

Il pozzo 6 è sempre stato sterile ed è quindi meno “confinato”, meno sigillato, offrendo una permeabilità molto elevata e, quindi, una maggiore capacità di disperdere le sostanze nell’ambiente circostante.

Come non bastasse, i rifiuti sono stati miscelati ad acido cloridrico per aumentare la capacità di assorbimento del pozzo.

Così preparati, i rifiuti sono stati iniettati per 19 anni a 2.800 metri di profondità.

Secondo gli esperti ISPRA si sarebbe verificata una contaminazione chimica e alterazione morfologica dell’area, l’inquinamento delle acque e dei sedimenti marini per risalita dei contaminanti e perdita di riserve di acqua dolce di origine fossile.

Per ISPRA, inoltre

ragionevolmente la contaminazione ha interessato un’area di maggiore estensione comprensiva sia della formazione in oggetto sia di altre formazioni geologiche con essa confinanti e in comunicazione. Questo fenomeno è stato senza dubbio favorito dai trattamenti con acido cloridrico che, come detto, hanno ampliato la fratturazione della matrice aprendo in essa nuove vie per lo scorrimento dei fluidi.

Nel dossier si legge anche che per la natura delle matrici danneggiate si ritiene che un ripristino non sia realizzabile.

l’elevata profondità alla quale la contaminazione si è verificata e il trasferimento degli inquinanti su vasta area sono elementi che impediscono di effettuare degli interventi che possano riportare le risorse lese alle loro condizioni originarie. L’eliminazione della contaminazione in tale contesto non è dunque una strada percorribile.

In buona sostanza si tratta di un disastro ambientale irreparabile!

Il procedimento penale contro EDISON ha avuto inizio nel 2007 e si trova ancora in alto mare, mentre la prescrizione si avvicina a grandi passi.

Ci si aspetterebbe che quanto meno sia stata revocata la concessione e invece … è stata raddoppiata.

Già, se il referendum non bloccherà le concessioni alla loro scadenza, il campo VEGA raddoppierà con l’installazione della piattaforma VEGA B e la trivellazione di altri 11 pozzi in quanto

La società ha ottemperato ai termini di buona gestione del giacimento… (così dice il MISE in una nota del 12 dicembre 2014)

Qui la schizofrenia di Stato raggiunge il paradosso. ISPRA valuta il danno in € 69.470.380 (precisando che si tratta di sotto-stima), nessuno pagherà ma per il Ministero della Guidi “La società ha ottemperato ai termini di buona gestione del giacimento

E c’è ancora chi si chiede se le trivelle inquinano?

Altro “record” tutto siciliano è la testimonianza del fatto che trivellare in Italia è gratis: la piattaforma “GELA 1”. Una concessione del 1970 per estrarre sia petrolio sia gas. Già rinnovata diverse volte. Da 13 anni estrae gas e petrolio sotto la soglia delle franchigie, non versando, così un solo euro in royalties.

 

Ecco quindi un altro effetto positivo del referendum meglio spiegato da “Il Sole24Ore”

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Per chi avesse la curiosità di leggere il dossier ISPRA

o la perizia dei periti nominati dal Tribunale di Modica


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