Pizzarotti nasconde un avviso di garanzia. Che ce ne siano altri?


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Pizzarotti nasconde un avviso di garanzia e diventa distrazione di massa perfino rispetto al referendum costituzionale, ma a causa di IREN è l’ANAC di Cantone ad aver trasmesso atti alla Procura e alla Corte dei Conti

Vignetta di MARIONE https://www.facebook.com/Marione-1191999244146033/

Se Federico Pizzarotti nasconde un avviso di garanzia, chi assicura che non ce ne siano altri (e magari più gravi)? Una cosa è certa: Pizzarotti è sempre stato il miglior strumento di distrazione di massa.

Federico Pizzarotti è il Renzi del Movimento 5 Stelle. Prima ce ne facciamo una ragione e meglio è.

Se lasciato fare rottamerà il Movimento come Renzi ha fatto con il PD, su questo sono in pieno accordo con Marco Venturini che lo scriveva già a dicembre 2014.

Proprio nel 2014, subito dopo la batosta elettorale subita dai 5 Stelle per le elezioni europee, sono sorti “movimenti spontanei” di protesta sulla linea di Grillo e Casaleggio.

Siamo ai tempi di “Occupy palco” e delle varie “dissidenze” che portarono all’ondata di espulsioni in tutta Italia.

A scriverne per l’Espresso era Ilaria Giupponi, addetto stampa di Defranceschi

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Screenshot 18/12/2014 della pagina http://www.assemblea.emr.it/attivita-costi-organi-assemblea/gruppi-assembleari oggi non più esistente

e responsabile della comunicazione del gruppo assembleare Movimento 5 Stelle dell’Emilia Romagna

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Screenshot 18/12/2014 della pagina http://trasparenza.emiliaromagna5stelle.it/component/content/article?id=6 oggi non più esistente

Movimenti di protesta alimentati da Pizzarotti e che avevano in lui il riferimento. L’obiettivo era già “rottamare Beppe Grillo” e visto lo scarso risultato alle europee e poi alle regionali1 avevano ritenuto che fosse un momento propizio data la momentanea debolezza di Grillo.

Da ogni parte d’Italia partirono gli scontenti che trovarono voce alla corte del rottamatore.

Sempre a dicembre 2014 Federico Pizzarotti veniva eletto vice presidente dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni d’Italia).

Non certo con i voti degli amministratori comunali a 5 Stelle all’epoca diffusi tanto quanto gli unicorni bianchi.

In ANCI c’era infatti Piero Fassino presidente, Veronica Nicotra (altra renziana) Segretario Generale, Enzo Bianco (renziano, manco a dirlo) presidente del Consiglio Nazionale.

Se l’ANCI è un presidio renziano, l’elezione di Pizzarotti a vice presidente è una “gentile concessione” o la remunerazione per l’ottimo lavoro fatto con i dissidenti del Movimento 5 Stelle?

Come Renzi nasconde gli scontrini, Pizzarotti nasconde un avviso di garanzia, ma non è l’unico elemento che lo accomuna all’altro rottamatore.

Come Renzi è stato invitato a partecipare all’International Visitor Leadership Program.

Un programma di scambi culturali e politici organizzato dal Dipartimento di Stato USA.

Si legge sulla versione inglese di Wikipedia:

The mission of IVLP is to offer current and emerging international leaders the opportunity to experience the richness and diversity of American political, economic, social and cultural life through carefully designed exchanges that reflect participants’ professional interests and the public diplomacy objectives of the United States government

La missione dell’IVLP è quella di offrire a leader internazionali attuali ed emergenti l’opportunità di sperimentare la ricchezza e la diversità della vita politica, economica, sociale e culturale americana attraverso scambi accuratamente progettati che riflettono gli interessi professionali dei partecipanti e gli obiettivi di diplomazia pubblica del governo degli Stati Uniti.

Insomma una “full immersion” di 21 giorni per spiegare quali siano gli obiettivi americani e cosa occorre che i leader internazionali facciano per attuarli.

Nel tempo sono stati invitati a partecipare Spadolini, Prodi, Cossiga, Monti.

In tempi recenti Matteo Renzi, Alessandra Moretti, Dario Nardella.

E Federico Pizzarotti.

Giusto come corollario, prima di iniziare la 21 giorni in USA Federico Pizzarotti era appena tornato da un altro viaggio istituzionale. In Giappone.

Giappone, USA, Bielorussia… come Renzi, il suo modello di rottamatore, Federico Pizzarotti si prepara già al grande salto.

Pizzarotti apre alla possibilità di una sua futura candidatura a Palazzo Chigi

Della questione in corso (l’avviso di garanzia nascosto) ne ho già scritto, ma vorrei sottolineare il rumore mediatico che la faccenda assume. Un rumore assordante. Tutte le trasmissioni e tutti i giornali non parlano d’altro, come non ci fossero altri argomenti di reale importanza per l’Italia. Eppure ce ne sono eccome. Perfino il referendum costituzionale sta passando in secondo piano rispetto al martire Pizzarotti.

O forse la vicenda Pizzarotti è scoppiata proprio per questo. D’altro canto, non è bizzarro? L’avviso è arrivato in febbraio. Quando viene fuori? Esattamente 15 giorni prima delle elezioni amministrative. Giusto il tempo per tenerlo “caldo” senza che l’argomento scada di interesse.

Ma c’è un’altra questione che i media sembrano sottovalutare.

Pizzarotti nasconde un avviso di garanzia. C’è qualcuno che può assicurare che non ne nasconda altri?

È stata l’ANAC a trasmettere atti alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti nei confronti di Pizzarotti. È verosimile immaginare che siano già state avviate indagini?

La vicenda riguarda IREN, la multiutility che gestisce l’inceneritore di Parma (e non solo l’inceneritore). Come ricorderemo è stato il primo terreno di scontro con il Movimento.

Il caso specifico: la rete del teleriscaldamento del Comune di Parma è del Comune o di IREN che l’ha realizzata? Se fosse di IREN nessun altro mai più potrebbe fornire il servizio e quindi IREN agirebbe in regime di monopolio perenne.

Con un esposto gli avvocati Arrigo Allegri e Pietro De Angelis hanno interessato l’ANAC che ha riconosciuto (delibera del 4 febbraio 2015):

  • Distorsione della concorrenza e posizione di vantaggio di IREN nell’iter di realizzazione e gestione del Polo ambientale integrato di Ugozzolo;
  • IREN deve pagare gli oneri di urbanizzazione (che il Comune non ha riscosso);
  • la rete del teleriscaldamento è di proprietà comunale.

Una bella vittoria per il Comune. Dovrebbe essere contento Pizzarotti, no?

No. Nell’aprile 2016 ha trasmesso all’ANAC un parere del Segretario comunale sostenendo che:

Nonostante il profondo rispetto che il Comune di Parma nutre per questa spettabile Autorità, non è posto dar seguito a quanto indicato nel parere n. 14 del 04.02.2015 – la citata delibera che considera l’inceneritore opera privata d’interesse pubblico, con l’obbligo per Iren di versare gli oneri di urbanizzazione – dovendo concludere che le reti di teleriscaldamento nel territorio comunale, non possono essere considerate opere pubbliche […] e, conseguentemente, vengono disciplinate come opere private (seppur di interesse pubblico)

Quindi Federico Pizzarotti contesta la delibera ANAC che assegna la proprietà della rete al Comune, sostenendo che deve intendersi proprietà IREN e, così, sancendo l’imperituro monopolio IREN.

Allegri e De Angelis non si arrendono e il 2 maggio ottengono ulteriore risposta da ANAC a conferma della precedente delibera del febbraio.

La delibera ANAC n° 14 del 04 febbraio 2015 si conclude così:

Dispone altresì l’invio alla competente Procura della Repubblica ed alla Procura regionale della Corte dei Conti per le proprie eventuali valutazioni.

Federico Pizzarotti nasconde un avviso di garanzia, ma quante sono le probabilità che dalla Procura della Repubblica o dalla Corte dei Conti siano già arrivati altri avvisi che Pizzarotti nasconde?

E stavolta per roba ben più grave e già accertata dall’Anticorruzione.

Pizzarotti nasconde altro?

Dove sono Marco Travaglio, Andrea Scanzi, Antonio Padellaro etc etc che di tutto questo hanno scritto?

Ultima notazione per i sopraelencati giornalisti:

Pizzarotti parla di “mail anonima”. È la stessa che ha utilizzato per candidare il padre Claudio Pizzarotti per le amministrative di Castellarano (Reggio Emilia), per caso? E dovrebbe anche ricordare che gli iscritti al Movimento possono essere espulsi per il venir meno dei requisiti previsti dal “non statuto” e nel caso di carica elettiva per violazione degli obblighi assunti con l’accettazione della candidatura.

Il certificato dei carichi pendenti di Pizzarotti all’atto della candidatura era “nulla”, adesso? Pizzarotti nasconde pure il certificato?

Non è che Federico Pizzarotti nasconde troppe cose?


1 Elezioni che hanno visto il disimpegno di Pizzarotti per protesta contro l’esclusione dalla liste proprio di Defranceschi che era appena stato condannato in primo grado dalla Corte dei Conti

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