Brexit: finanzieri europei e loro servi allergici alla democrazia


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Brexit: nel concetto europeo di Democrazia non è previsto il rifiuto. Il rifiuto è antidemocratico e i referendum “abuso di democrazia”.

brexit, l'abuso di democrazia e la bufala della petizione con milioni di voti

23 giugno 2016: Referendum in Gran Bretagna per la permanenza nell’Unione Europea (BREXIT). “Abuso di democrazia” secondo una classe plutocratica e antidemocratica.

Monti a RadioRai: «Cameron ha compiuto un abuso di democrazia» […]  «Cameron ha fatto in massimo grado ciò che fanno altri capi di governo: stanno in Europa pensando ai sondaggi e alle questioni interne, ma così l’Europa si spacca».

Secondo Monti, quindi un uomo di governo non deve tenere conto delle necessità di chi lo ha eletto, ma del gradimento dei potentati finanziari.

Prodi: «Indire un referendum ha indebolito la posizione della Gran Bretagna a Bruxelles, ha confuso gli elettori, ha mostrato chiaramente come fosse soltanto una mossa strategica per restare al comando del governo britannico».

Parole diverse per lo stesso concetto.

Napolitano l’emerito democratico: «Io sono tra quelli che hanno sperato fino all’ultimo che prevalesse la volontà di rimanere» Il referendum «è un colpo molto duro, elemento di grande destabilizzazione economico, finanziario e politico. Bisogna chiedersi quanto sia stato incauto proporre questo referendum materie di enorme complessità».

Si commenta da solo, come al solito.

Devo ammettere che il livore di Monti in collegamento con la maratona di Mentana mi aveva fatto sperare che il brexit fosse in vantaggio.

A nulla è servito il martirio della parlamentare britannica Jo Cox.

Non dico che è stata ammazzata a bella posta, ma è certo che la sua morte è stata utilizzata e strumentalizzata. Se non è stato un omicidio politico ha comunque costituito una imprevista manna dal cielo che ha aiutato ad aumentare la percentuale dei votanti “remain”.

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Altri commenti democratici sul BREXIT

In primis Antonio Padellaro. Non contento di aver pontificato a 8 1/2 che Cameron non avrebbe dovuto indire il referendum, sul Fatto del 26 giugno riprende un fondo di Beppe Severgnini sul Corriere della Sera:

Tra gli inglesi con più di 65 anni, solo il 40% ha votato per restare nell’Unione europea. Tra i votanti fino a 34 anni, la percentuale sale al 62%. Tra i ragazzi tra i 18 e 24 anni, quelli favorevoli all’Europa sono il 73%. I nonni hanno deciso il futuro dei nipoti.

Spingendosi fino a:

Ma constatare che ancora una volta il destino dei giovani è stato ipotecato da una massa di vecchi, perlopiù rancorosi e piagnucolosi, mi riempie di tristezza.

E allora vediamoli i votanti per fascia di età:

voto brexit per fascia eta

Solo il 36% dei giovani 18-24 anni è andato a votare. I giovani se ne straimpipano dell’Europa!!! Se questo è il modo di vedere le cose di Padellaro, sono sinceramente preoccupato per gli “endorsement” verso alcuni esponenti M5S per la Presidenza del Consiglio. Molto preoccupato!

Il Fatto Quotidiano nel suo intero ha cercato di spingere il Movimento 5 Stelle a votare Prodi quale presidente della Repubblica. Non è che pensa che il “Presidente del Consiglio designato” possa somigliarli?

Anche fra i bocconiani di “Internazionale.it” si sprecano i commenti ultra-democratici (Monti docet, no?)

commenti su brexit dalla pagina FB di internazionale.it

Ad urne aperte, sin dal mattino sono stati diffusi sondaggi e proiezioni che davano il “leave” in nettissimo svantaggio, ma, ribadisco, il livore di Monti in prima serata mi ha convinto che la vittoria del brexit era certa.

Peste bubbonica, assalto delle locuste, invasione degli alieni … non c’era più che pronosticare per promuovere il “remain”.

Già qui una domanda: questa non è una posizione populista?

Democrazia un tanto al chilo

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Dopo il Brexit

Risultati di borsa del 24 giugno (ammesso e MAI concesso che debba essere la borsa a determinare le scelte di un popolo)

le borse dopo il brexit. GB la migliore

Inoltre

[…] svalutazione della sterlina nei confronti dell’euro è molto più blanda rispetto a quella vista sul dollaro, con il cambio euro/sterlina tornato difatti sui livelli di febbraio 2016 quando l’ex sindaco di Londra Boris Johnson si è pubblicamente schierato a favore del Brexit
[…]
L’altro dato che balza agli onori della cronaca finanziaria odierna è il nuovo minimo storico del rendimento del Gilt decennale. I titoli di Stato inglesi oggi hanno toccato un nuovo minimo all’1,1%. Il rendimento è crollato, ciò significa che i titoli inglesi vengono fortemente acquistati (dato che il prezzo è inversamente proporzionale al rendimento) 1

Il problema adesso è: … E se in Gran Bretagna adesso le cose andassero addirittura meglio che nel resto dell’Unione Europea? Se il Brexit dimostrasse che è proprio l’Unione Europea la gabbia antidemocratica e di depressione economica dei Paesi periferici? Se venisse dimostrato che l’austerità dei Paesi periferici serve solo a incrementare la ricchezza della Germania? Se risultasse dimostrato che l’attualità della “questione tedesca” non è solo una teoria complottista?

Se venisse evidenziato, insomma, che l’Euro è davvero il compimento del Piano Funk?

Sono già pronte le contromosse: La democrazia (minuscola d’obbligo) plutocratica e finanziaria europea accetta gli impedimenti come accetterebbe la gonorrea.

brexit: il no all'Europa non è consentito

Infatti è già pronta la petizione per la ripetizione del referendum. Piccolo dettaglio: è farlocca.

La petizione è rivolta al Parlamento inglese che (al contrario di quello italiano) ha una piattaforma trasparente gestita dal governo che consente una analisi dei dati della petizione (https://petition.parliament.uk/).

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Il file .json che viene offerto

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è convertibile in file excel per organizzarlo

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Inoltre, pare che la petizione fosse, originariamente, per promuovere il Brexit, il “leave”.

Qui il post Facebook dell’autore della petizione:

«La petizione è stata creata nel periodo in cui (oltre un mese fa) era estremamente improbabile che “leave” potesse vincere […] A causa del risultato, la petizione è stata hackerata dalla campagna del “remain”».

In effetti, la petizione era stata creata il 23 Maggio 2016 da Oliver Healey (sottolineature in blu) per favorire il brexit, il leave. Il 25 Giugno 2016 (sottolineatura in rosso) venne modificata in petizione per richiedere nuovo referendum, trascinandosi appresso le sottoscrizioni già ottenute.

brexit: la prova della petizione hackerata

L’autore della petizione prosegue dicendo che è e resta per il brexit e ai suoi amici:

Ai miei amici per il “leave” che adesso dubitano della loro decisione, per favore siate fiduciosi. Andrà tutto bene. Mantenetevi sul “leave”

EDIT: Mi era venuto il dubbio ma adesso è assolutamente accertato. Qualcuno, disperato, sta facendo di tutto. E non credo siano i giovani che, a giudicare dalla percentuale di votanti, se ne stanno fregando bellamente.
I voti della petizione sbandierata come grande esercizio di democrazia sono falsi. Generati con uno script
http://heatst.com/uk/exclusive-brexit-2nd-referendum-petition-a-4-chan-prank-bbc-report-it-as-real/


1 fonte IlSole24Ore

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3 commenti su “Brexit: finanzieri europei e loro servi allergici alla democrazia

  • pino

    complimenti, bel lavoro e analizzato correttamente compreso il giudizio sui giovani anche se non mi sento di far portare loro la croce purtroppo sono figli del loro tempo,così li vogliono e non meno colpevoli dei media o della classe dirigente sono proprio i genitori ,senza forse è la generazione di mezzo la piu nefasta

  • Agata Iacono

    Grazie, Stefano. Non ci aspettavamo di meno!
    Da parte di tutta la nostra redazione de Lantidiplomatico

I commenti sono chiusi.