Emmanuel e Italia razzista: ANCHE BASTA!


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Mettono insieme morte di Emmanuel e Italia razzista, sono gli stessi che lucrano sull’immigrazione?

alfano a fermo-morte di emmanuel e italia razzista

Morte di Emmanuel e Italia razzista. Perché generalizzare? A chi serve questo racconto?

Tralascio perché ne ho già accennato le questioni incognite (ma ormai neppure troppo) relative alla dinamica della vicenda.

Tralascio il dettaglio dei quattro testimoni e dei rilievi autoptici e medico-legali sull’omicida. Si dovrebbe concludere che la signora Chinyeny abbia detto delle bugie, ma non voglio passare per razzista e quindi ritiro la considerazione.

Voglio soffermarmi, invece, su altri aspetti di questa narrazione che costringe insieme morte di Emmanuel e Italia razzista.

Amedeo Mancini è noto per essere un violento, uno con il quale è meglio evitare di incrociare lo sguardo. Conosciuto dalle forze dell’ordine per risse e tafferugli tanto da avergli guadagnato pure il DASPO.

Un attaccabrighe che andava tenuto sotto stretto controllo.

Ora, quanti italiani possono vantare un simile curriculum? È giusto generalizzare? È giusto ricondurre la morte di Emmanuel e Italia razzista allo stesso concetto?

C’è una Italia intera che sta affrontando da sola il problema dell’immigrazione incontrollata.

Nonostante le difficoltà e il disagio sociale cui l’Italia stessa è piombata, rimane accogliente, inclusiva!

Perché generalizzare? A chi o cosa sta servendo tutto questo?

Pare (utilizzo sempre il condizionale fino a che le indagini non saranno concluse e verrà definita una verità oggettiva) che emerga sempre con maggiore evidenza che la signora Chinyeny abbia mentito.

Eppure, è sulla base delle sue dichiarazioni che il mainstream (e pure il senatore Verducci, come ho già scritto) hanno costruito tutto il resto.

Il prete, don Vinicio Albanesi (presidente della Comunità di Capodarco e direttore della Fondazione “Caritas in veritate”), non solo era certo (e pare lo sia ancora) che Emmanuel fosse stato ammazzato di botte, ma addirittura che il giro di Mancini sia il responsabile delle recenti intimidazioni.

Eppure non pare che sia l’unica “pista” da seguire. Scrive di lui Il Giornale

Nel mezzo, o meglio su tutte, c’è l’aprioristica condanna del prete, non un semplice sacerdote ma un «potente» don che di profughi e immigrazione ne ha fatto un «affare» cristiano capace di renderlo inviso non solo a mezza città. Don Vinicio Albanesi, lui è l’uomo che da subito ha sostenuto incondizionatamente una tesi, ovvero quella della moglie del defunto, la donna apostrofata «scimmia nera» dal contadino e dunque causa scatenante del litigio mortale. Una versione, che Istituzioni e pubblica opinione, hanno immediatamente accettato e dunque protocollato come «vera».

Lui stesso ammette che a Fermo c’è “disagio”

ora la gente vede i ragazzi di razze diverse che chiedono l’elemosina, commerciano sulle spiagge, girano per la città.

Forse “disagio” è un eufemismo, visto che Stefano Cesetti (giornalista fermano) da Il Resto del Carlino invita i colleghi

a farsi un giro, prima di ripartire, a Porto Sant’Elpidio, per rendersi conto di quante prostitute straniere si possono incontrare ogni notte, a Lido Tre Archi o nella riviera fermana, per vedere come gli spacciatori extracomunitari vendano ai ragazzi locali droga di ogni tipo. Se avessero qualche giorno in più di tempo potrebbero anche informarsi su una crescente criminalità di un certo stampo che si è oramai infiltrata da queste parti.

Il primo a volare a Fermo e a condannare aprioristicamente è stato il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano.

Scrive, ancora, Cesetti:

I fermani hanno apprezzato che sia arrivato il ministro dell’Interno, ma avrebbero gradito che, oltre a presentarsi giustamente per condannare l’omicidio, avesse portato con sé il provvedimento di istituzione della questura o che, per scusarsi di aver lasciato il territorio quattro mesi senza prefetto, mostrasse la circolare con la quale assegnava una ventina di poliziotti e carabinieri in più sul territorio o disponeva che la notte in servizio non rimanesse più una pattuglia unica per due province.

Proprio il giorno prima era venuta fuori la storia della “famigghia allargata” di Alfano, questione che è stata silenziata o quasi a seguito della morte di Emmanuel.

Renzi, dopo giorni di silenzio per i vari problemi di Governo e di maggioranza riprende a lanciare tweet

emmanuel e italia razzista tweet renzi

Idem Maria Elena Boschi

emmanuel e italia razzista tweet meb

E l’Italia dimentica Mafia Capitale e Buzzi (“gli immigrati rendono più della droga”).

E l’Italia dimentica le indagini sul CARA di Mineo.

E l’Italia dimentica il coinvolgimento, in questo lucroso affare, del PD, di NCD, di CL e della Caritas.

E l’Italia dimentica che nessuna carica dello Stato è andata ai funerali dei morti per l’attentato di Dacca.

E l’Italia dimentica che nessuna carica dello Stato è andata ai funerali dei morti suicidi economici causati da questo governo criminale.

E l’Italia dimentica che Maria Elena Boschi non ha lanciato alcun tweet per commemorare i suicidi e solidarizzare con le decine di migliaia di persone truffate per salvare “il su’ babbo e la su’ banca”.

Improvvisamente l’Italia dimentica tutto e si autoflagella schiacciata dall’assioma “morte di Emmanuel e Italia razzista”.

Ma il mio curriculum vitae non è uguale a quello di Amedeo Mancini e rifiuto l’assioma “è morto Emmanuel e Italia razzista”.

Io non dimentico!

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