Nuovi Referendum nella riforma costituzionale: Una truffa!


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Se la storiella dei 500 milioni di risparmio è pubblicità ingannevole, il mantra dei nuovi referendum nella riforma costituzionale costituisce una vera e propria truffa.

Le bugie della Boschi: i referendum in costituzione

Nella “riforma” costituzionale targata Napolitano-Renzi-Boschi-Verdini non sono previsti nuovi referendum. Il “mantra” della «maggiore partecipazione» è una truffa.

Nel post Risparmi in riforma per 500 MLN? È pubblicità ingannevole ho già accennato a quanto ingannevole sia la propaganda della riforma costituzionale targata Napolitano-Renzi-Boschi-Verdini (su modello P2 e con sponsorizzazione di JP Morgan, Goldman Sachs, Banca UBS, Fitch).

Ma la propaganda «BastaunSì» supera spesso ogni limite di decenza, rientrando a pieno titolo nella frode e nella truffa.

È il caso delle “nuove forme di partecipazione”: i referendum.

Vi chiedo 14 secondi per visionare lo spezzone video che segue:

Quindi:

Più partecipazione? #BastaunSì!
I referendum abrogativi avranno un quorum più basso.
Le leggi di iniziativa popolare dovranno essere discusse dal Parlamento in tempi certi.
I Cittadini potranno fare proposte attraverso il referendum

Uh che bello! Andiamo a leggere questo mirabile esempio di partecipazione diretta.

Le disposizioni sono contenute in ciò che sarebbero i nuovi articolo 71 commi 3 e 4 e articolo 75 comma 4.

Articolo 71

3. Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno centocinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli. La discussione e la deliberazione conclusiva sulle proposte di legge d’iniziativa popolare sono garantite nei tempi, nelle forme e nei limiti stabiliti dai regolamenti parlamentari.

4. Al fine di favorire la partecipazione dei cittadini alla determinazione delle politiche pubbliche, la legge costituzionale stabilisce condizioni ed effetti di referendum popolari propositivi e di indirizzo, nonché di altre forme di consultazione, anche delle formazioni sociali. Con legge approvata da entrambe le Camere sono disposte le modalità di attuazione.

Articolo 75

4. La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto o, se avanzata da ottocentomila elettori, la maggioranza dei votanti alle ultime elezioni della Camera dei deputati, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.

La propaganda fraudolenta

Comparando con la propaganda si ha:

  1. «I referendum abrogativi avranno un quorum più basso». FALSO! Il quorum si abbassa solo se si raggiungono 800.000 sottoscrizioni anziché 500.000 (art. 75 comma 4). Il che è una contraddizione in termini. Si ravvede la necessità di abbassare il quorum a causa della disaffezione alla politica, ma quasi si raddoppia il numero di firme necessarie;
  2. «Le leggi di iniziativa popolare dovranno essere discusse dal Parlamento in tempi certi». FALSO! Saranno apposite norme da inserire nei regolamenti parlamentari a stabilire tempi, forme e limiti (art. 71 comma 3). Ma è già così! Chi lo ha impedito fin’ora se non proprio quella maggioranza che oggi dice “faremo”?
  3. «I Cittadini potranno fare proposte attraverso il referendum». FALSO! Occorrerà una apposita legge costituzionale e una legge ordinaria per le modalità di attuazione (art. 71 comma 4). Anche in questo caso è già così. Per inserire in Costituzione forme di referendum non previste occorre una legge costituzionale. Ma… la proposta di riforma costituzionale non è già una legge costituzionale? Perché rinviare ad altra?

Lo spot, quindi, più che ingannevole è proprio fraudolento.

La proposta di riforma non aggiunge assolutamente nulla alle forme di partecipazione diretta già previsti in Costituzione.

Non aggiunge, però toglie.

L’unica vera modifica che ha immediata entrata in vigore è l’incremento del numero di firme necessarie per presentare leggi di iniziativa popolare.

Mentre con la Costituzione in vigore bastano 50.000 sottoscrizioni, adesso diventano 150.000.

Sostengono di ampliare la partecipazione popolare aggiungendo assolutamente nulla a quanto esista già, ma riducono la possibilità di avanzare proposte di legge. Fermo restando che continua a non esserci alcuna certezza sui tempi di discussione.

Sempre SE verranno mai poste in discussione

P.S.: I post sull’argomento sono raccolti nel tag riforma costituzionale Il post di sintesi è Finalità della riforma: modifica della forma di Stato e di Governo

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5 commenti su “Nuovi Referendum nella riforma costituzionale: Una truffa!

  • Michele Patruno

    Grazie del pensiero per il cittadino ignaro, e di aver messo in guardia su come si comportano i politici Italiani, quanto siano mascalzoni, e dediti alla truffa continua a danno del popolo Italiano e dell’Italia intera.
    Grazie ancora

  • Stefano Alì L'autore dell'articolo

    Siccome da alcuni messaggi twitter e mail pare che non sia abbastanza chiaro (sicuramente per mia carenza), chiarisco:
    Le 500.000 firme per i referendum abrogativi sono tali e tali restano. Il primo comma dell’art. 75, infatti, non viene modificato:

    È indetto referendum popolare per deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.

    Quindi l’aggiunta al 4° comma

    […]o, se avanzata da ottocentomila elettori, la maggioranza dei votanti alle ultime elezioni della Camera dei deputati,[…]

    abbassa il quorum SOLO SE la proposta è sottoscritta da 800.000 elettori, altrimenti rimane valido il comma 1.
    Da qui la “contraddizione in termini” cui faccio cenno nel testo.

    • Frank

      Non so dove Lei vede la “contraddizione in termini”.

      La ratio della norma é chiarissima: garantire un quorum molto minore solo nel caso in cui l’abrogazione della norma sia stata chiesta da una frazione maggiore dell’elettorato (800.000 firme).

      Allo stesso punto non capisco la polemica per l’innalzamento del numero di firme per le leggi di iniziativa popolare. Attualmente non vengono nemmero prese in considerazione mentre, con la previsione in Costituzione dell’obbligatoria discussione, ne usciranno indubbiamente rinforzate.

      150.000 firme infine non sono certo un’enormitá e sono perfettamente raggiungibili se il progetto di legge é serio

      Cordialmente,

      Frank

      • Stefano Alì L'autore dell'articolo

        La ratio della norma è chiarissima. Le firme permangono 500.000 per i referendum abrogativi. SOLO nel caso in cui si raggiunge la cifra di 800.000 si ha un abbassamento del quorum.
        Lei ha sentito che viene presentata in questo modo? Si riveda il video!
        Per quanto riguarda le leggi propositive, forse non ha letto bene. Non viene imposto alcun obbligo. Saranno i regolamenti parlamentari a dover disciplinare i tempi e le modalità.
        Chi ha fin’ora impedito che i regolamenti parlamentari disciplinassero questo aspetto?
        Perché, badi, già oggi è sufficiente che i regolamenti parlamentari regolino l’argomento.
        Essendo così già oggi, la “riforma” non toglie e non mette nulla. Solo aumenta il numero di firme necessarie
        Lei ha sentito che viene presentata in questo modo? Si riveda il video!
        Per quanto riguarda, poi, le nuove forme referendarie è ancora più comico. In una revisione costituzionale come quella presentata, viene scritto che le nuove forme referendarie verranno introdotte con Legge Costituzionale + Legge ordinaria.
        Beh, mi pare ovvio che se alcune forme referendarie non sono previste in Costituzione occorre una Legge Costituzionale per prevederle, non crede?
        Quindi cosa si aggiunge e cosa si toglie rispetto alla situazione attuale? Nulla!
        Lei ha sentito che viene presentata in questo modo? Si riveda il video!

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