Costituzione e diritti negati: salute, lavoro, istruzione, pensione e risparmio


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Costituzione e diritti negati. Chi viola costantemente la Costituzione chiede di cambiarla.

costituzione e diritti negati-scuola,lavoro, pensione, risparmioCostituzione e diritti negati: salute, istruzione, pensione, risparmio, lavoro. Diritti Costituzionali stuprati da chi chiede di cambiare la Costituzione.

Costituzione e diritti negati: La pensione

Di questi giorni la polemica scatenata da Alessia Morani, vicepresidente del gruppo PD alla Camera dei Deputati.

In una trasmissione televisiva, fornisce la soluzione a una donna di 88 anni che con la pensione da fame (€ 650,00) non riesce a campare: Il prestito vitalizio ipotecario.

Come correttamente rilevato dalla Senatrice Bottici al Senato, il prestito vitalizio ipotecario

è sintomatico della progressiva contrazione dell’area di intervento delle istituzioni pubbliche a fronte delle crescenti difficoltà economiche delle famiglie

Ma l’articolo 38 della Costituzione:

Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale.
I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.
Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale.
Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato.
L’assistenza privata è libera.

Eppure, in risposta si inventano l’«APE» per cui per andare in pensione devi chiedere un prestito in banca coperto da una assicurazione.

E se la pensione non ti permette di campare, puoi sempre ipotecare la casa e la banca benevola ti fa un prestito. Non è più lo Stato a garantire la sopravvivenza, ma banche e assicurazioni private dietro lauto compenso.

Costituzione e diritti negati: La salute.

Articolo 32 della Costituzione

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Tutto parte dal momento in cui è stato deciso di trasformare il Servizio Sanitario Nazionale in “aziende”.

Tagli alla sanità, chiusure degli ospedali, tagli ai posti letto, aumento dei ticket, prestazioni diagnostiche e cliniche fondamentali non sono più in assistenza gratuita.

Guardando meglio, però, si vede che si tratta quasi sempre di interventi per patologie tipiche di persone anziane. Dunque, più che al risparmio, si punta al rapido degrado delle condizioni di vita di questa fascia di età, favorendone la “riduzione delle aspettative di vita”. (contropiano.org)

Undici milioni di italiani non si curano più per ragioni economiche!

Ovviamente a tutto vantaggio delle strutture private. Oltre alle tasse specifiche con cui viene già pagato il servizio sanitario nazionale, infatti, i ticket eguagliano e talvolta superano il costo presso privati.

Costituzione e diritti negati: L’istruzione

Articolo 34 della Costituzione:

La scuola è aperta a tutti.
L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

Le scuole pubbliche cadono a pezzi e i nostri ragazzi non sono neppure al sicuro. Contributi “facoltativi” che in realtà sono obbligatori. Detersivi, carta igienica e cancelleria fornita dai genitori. Insegnanti esiliati da una parte all’altra dell’Italia, i ragazzi sbandati. In poche parole la scuola pubblica ridotta in macerie  mentre vengono elargiti “fiumi di soldi alle private“.

Con buona pace anche dell’articolo 33 della Costituzione

L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.
E’ prescritto un esame di Stato per la ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale.
Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.

Costituzione e diritti negati: La tutela del risparmio.

Articolo 47 della Costituzione

La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito.
Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese.

È sufficiente ricordare le decine di migliaia di famiglie espropriate dei risparmi di una vita per salvare alcune banche (tra cui quella del papà della Boschi)?

È sufficiente ricordare che mentre gente comune teme per suoi risparmi, il fondo Blackrock festeggia i profitti che derivano dalla crisi?

Costituzione e diritti negati: Il lavoro.

Al lavoro ho dedicato un intero post perché c’è la “pistola fumante”.

Ciò che hanno spacciato come “politiche per il lavoro” e “politiche contro il precariato” aveva, invece, il fine di agevolare i licenziamenti e far esplodere precariato e crollo dei salari. Lo ha messo nero su bianco il Ministero per lo Sviluppo Economico.

Lo ha scritto in una brochure destinata agli “investitori esteri”. Qui il post con la brochure in download: Il successo del Jobs Act.

E che dire dell’accordo tra Miur e McDonald’s in “alternanza scuola lavoro”? La scuola dovrebbe formare uomini e donne.

Costituzione e diritti negati per favorire mercati e investitori privati

Solo e soltanto interventi a favore degli investitori privati, sulla pelle dei diritti sanciti dalla Costituzione.

Articolo 41 commi 1 e 2

L’iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

E a stuprare la Costituzione sono proprio coloro che sostengono la necessità di modificarla. Per liberarsi ulteriormente le mani!

Altro che cambiamento. Il “SÌ” consolida lo stato di fatto. Il “SÌ” è il punto di non ritorno.

P.S.: I post sull’argomento sono raccolti nel tag riforma costituzionale Il post di sintesi è Finalità della riforma: modifica della forma di Stato e di Governo

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