Il successo del Jobs Act: Costituzione e diritti negati


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Il successo del Jobs Act: gli obiettivi sono stati raggiunti. Lo chiarisce con orgoglio il Ministero dello Sviluppo Economico.

Il successo del jobs act. Licenziamenti e precariato erano gli obiettivi sin dall'inizioIl Jobs Act è stato un flop? Al contrario. I veri obiettivi sono stati raggiunti. Il successo del Jobs Act, dice il Ministero dello Sviluppo Economico.

Costituzione:

Articolo 4 comma 1

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Articolo 36 comma 1

Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.

Articolo 41 commi 1 e 2

L’iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

La risposta a questi principi costituzionali è stata data con il Jobs Act.

Ma all’incontro promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico con gli investitori esteri per incentivarli ad investire in Italia (Industria 4.0), si scopre una verità diversa. Spiegata con chiarezza nella brochure “Overview business Enviroment” (Panoramica dell’ambiente d’affari).

In inglese non tradotto, visto che non era destinata agli italiani.

D’altro canto è imbarazzante. Per il Governo.

In download nella forma integrale, della brochure traduco stralci per commentarli, anche se non avrebbero bisogno di alcun commento.

Le riforme del lavoro contro il lavoro

Nelle premesse, a firma del viceministro Ivan Scalfarotto, le “riforme” (anche costituzionali) sono date per fatte. Quindi non è necessario alcuno sforzo di fantasia per capire quali saranno gli effetti (pagg. 3 e 4).

È stata approvata una nuova legislazione per snellire il mercato del lavoro, per rendere il sistema giudiziario più efficiente e semplificare il sistema fiscale. Sono stati modificati perfino la nostra Costituzione e il nostro sistema elettorale

Si riformano “mercato” del lavoro, sistema giudiziario, sistema fiscale, Costituzione e sistema elettorale per metterli al servizio degli investitori esteri.

Come? Un esempio è fornito nella sezione “The right time” (Il momento propizio) capitolo “Le riforme per gli affari” (pag. 19):

Il fulcro: I punti chiave del Jobs act

Deregolamentazione del regime dei licenziamenti (ad esempio indennità per ingiusto licenziamento anziché riassunzione del lavoratore)

Deregolamentazione dei contratti a tempo determinato

Ohibò, ma a chi ha creduto a Matteo Renzi e alla sua corte di nani e ballerine, era stato detto il contrario. Non avrebbe dovuto incentivare le assunzioni ed eliminare la selva del precariato?

Allora l’obiettivo (quello vero) del Jobs Act è stato raggiunto? Ecco, quindi, il grande successo del Jobs Act?

Pare proprio di si. Dai dati INPS sui primi 8 mesi del 2016:

  • – 32,9 per cento nelle assunzioni con un contratto a tempo indeterminato
  • + 35,9 di voucher rispetto allo stesso periodo 2015; + 71,3 rispetto al 2014
  • + 31 circa di licenziamenti rispetto allo stesso periodo 2015

Un successone! E “ciaone” all’art. 41 della Costituzione!

Il successo del Jobs Act: I nostri giovani a basso costo

Un altro elemento di cui il VOSTRO governo va orgoglioso? I lavoratori italiani sono i meno pagati d’Europa (LE OPPORTUNITÀ – Capitale umano – pag 32):

L’Italia offre un livello salariale competitivo (che cresce meno rispetto al resto d’Europa) e manodopera altamente specializzata

Semmai non fosse chiaro, a pagina 33 mettono pure i grafici

grafici-costo-lavoro

Non solo il costo del lavoro è il più basso d’Europa, ma crescendo meno, il divario è destinato ad aumentare. In pratica, “venite a investire in Italia. La manodopera costa meno che altrove. A breve saremo l’India europea”. Successo del Jobs Act e “Ciaone” anche all’art. 36 della Costituzione

Ma possiamo sindacare? Lo vogliono le banche. Ricordate il documento dell’UBS (Unione Banche Svizzere)?

Sfortunatamente, l’Italia non è riuscita ad abbassare il costo unitario del lavoro, ancora troppo alto dato che i passati incrementi di salario non erano in linea con gli aumenti di produttività. Infatti, il Fondo Monetario Internazionale (IMF) stima che sia necessario un deprezzamento del costo del lavoro del 10% per incrementare la competitività. Malgrado le misure per risolvere ciò siano una priorità chiave per Renzi, molto probabilmente dovrà affrontare una battaglia in salita.

Ricordate JP Morgan?

I sistemi politici del sud Europa mostrano diversi problemi: governi deboli, stati centrali deboli rispetto alle regioni, tutele costituzionali dei diritti del lavoro, sistema di costruzione del consenso che nasconde clientelismo politico e il diritto di protestare se vengono attuate modifiche sgradite.

Perché gli interessi dell’Italia non sono fra le priorità di Renzi:

interessi-ue

Il simbolo azzurro vicino all’account indica che si tratta di account certificato. Non è una frase decontestualizzata, ma un concetto che lo stesso PD ha sintetizzato. In un Paese normale affermazioni simili dovrebbero portare dritti in galera. In Italia costoro propongono modifiche alla Costituzione per liberarsi definitivamente le mani.

E adesso mettono le mani sulla Costituzione?

Le riforme renziane hanno fatto a pezzi i diritti costituzionali e volete consentirgli di mettere le mani sulla Costituzione?

Con la riforma Costituzionale, Renzi confermerà su di se un potere che gli consentirà di continuare a legiferare calpestando i diritti costituzionali senza possibilità alcuna di opporvisi.

A “proseguire il percorso” delle sue riforme per distruggere i diritti costituzionali.

Credete davvero che chi fa stracci della Costituzione voglia migliorarla?

Il SÌ alla riforma costituzionale sarà il punto di non ritorno. Il punto che renderà inarrestabile il processo di devastazione di qualsiasi diritto costituzionale.

Il vero cambiamento è dire NO! Applichiamo la Costituzione, prima di cambiarla

Matteo Renzi e la sua “corte dei miracoli” vanno fermati. Devono andare via.

P.S.: I post sull’argomento sono raccolti nel tag riforma costituzionale Il post di sintesi è Finalità della riforma: modifica della forma di Stato e di Governo

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2 commenti su “Il successo del Jobs Act: Costituzione e diritti negati

  • maria dimarco

    Il Job’s Act è partito bene, ci saranno anche delle crescite, ma è da vedere se queste durano.
    Tante cose sono da migliorare, il tutto è da monitorare, è da vedere fra 2 anni cosa succederà a chi ha assunto, e a come ha dovuto assumere per far tornare le cose.
    I voucher non possono essere applicati ovunque, molti li rifiutano perché non sono ancora chiari, in determinati settori è “poco utilizzato”.
    Difficile da riscuotere.

I commenti sono chiusi.