Camera di Commercio CT-RG-SR: Ci sarà mai un epilogo?


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Convocato il Consiglio della Camera di Commercio CT-RG-SR. Sarà la volta buona? Forse che si, forse che no!

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Con nota del 18 luglio l’Assessore regionale alle attività produttive ha convocato il Consiglio della nuova Camera di Commercio CT-RG-SR, ma “rumors” giurano che “non finisce qui”.

Premetto che sono sempre meno affascinato dall’idea dell’«accorpamento a tre». Se un miracolo consentisse alla Camera di Commercio di Siracusa di starsene per i fatti suoi saluterei con estremo entusiasmo la novità.

Tuttavia dal punto di vista dell’osservanza delle regole che stanno alla base di uno Stato di diritto sento di dover fare alcune considerazioni

Partiamo da una brevissima cronologia:
  • Con Decreto Ministeriale del 25/09/2015, previa INTESA della conferenza Stato-Regioni, viene istituita la Camera di Commercio CT-RG-SR. La nuova Camera di Commercio, quindi, è istituita ma non ancora insediata perché in attesa della costituzione del suo Consiglio;
  • Vengono avviate e concluse (aprile 2016) le procedure per la costituzione del Consiglio. Si “affrontano” due cordate (apparentamenti) che, per semplicità, definirò “apparentamento Confcommercio” e “apparentamento Confindustria” (in ordine alfabetico, per carità);
  • L’apparentamento “Confindustria” però risulta largamente minoritario e quindi lamenta presunte irregolarità. Presenta esposti in Procura (di cui non si ha notizia aggiornamento), ricorsi al TAR (per la discussione dei quali continua a chiedere rinvii), segnalazioni agli uffici ministeriali (respinti al mittente) e note alla “politica” segnatamente al Presidente della Regione Siciliana Crocetta e al Ministro Calenda (queste sì, hanno ottenuto il massimo ascolto);
  • Senza alcuna apparente ragione giuridica o amministrativa la convocazione del Consiglio viene rinviata più volte finché il Ministero pone all’ordine del giorno della Conferenza Stato Regioni l’INTESA per la revoca del Decreto di accorpamento;
  • Il 6 maggio 2017 l’argomento è all’ordine del giorno della Conferenza Stato Regioni, ma viene rinviato;
  • Il 25 maggio 2017 l’argomento è di nuovo all’ordine del giorno della Conferenza Stato Regioni. Dal verbale si legge che le Regioni avrebbero voluto rinviare l’argomento, ma il Ministero insiste e la Conferenza Stato Regioni «ESPRIME MANCATA INTESA»!
  • Il 18 luglio l’Assessore regionale alle Attività Produttive convoca il Consiglio per l’insediamento, ma trasmette stranamente la nota anche al Ministero. Nel caso in cui abbia qualcosa da dire, “parli adesso o mai più”.

Rumors sostengono, infatti, che “non finisce qui”.

Il filo del diritto

La Conferenza Stato Regioni

Il funzionamento della Conferenza Stato Regioni è regolato dal decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.

L’istituzione di una nuova Camera di Commercio avviene con un Decreto Ministeriale da assumersi “previa INTESA” della Conferenza Stato Regioni, pertanto il Decreto per la sua eventuale revoca deve essere anch’esso assunto previa INTESA della stessa Conferenza Stato Regioni.

Il Decreto legislativo 281/97 (art. 3 comma 2) recita: «Le intese si perfezionano con l’espressione dell’assenso del Governo e dei presidenti delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano».

Occorre, quindi, che ci sia l’unanimità.

Nel nostro caso abbiamo visto che non c’è l’INTESA, ma era ancora possibile superare la “MANCATA INTESA” perché lo stesso decreto legislativo 281/97, al comma successivo, spiega: «Quando un’intesa espressamente prevista dalla legge non è raggiunta entro trenta giorni dalla prima seduta della Conferenza Stato – regioni in cui l’oggetto è posto all’ordine del giorno, il Consiglio dei Ministri provvede con deliberazione motivata.»

Quindi pur volendo ipotizzare che “ESPRIME MANCATA INTESA” possa essere considerata quale “intesa non raggiunta” entro il 2 giugno 2017 (30 giorni dal 4 maggio, data in cui l’0ggetto venne posto all’ordine del giorno), il Consiglio dei Ministri avrebbe potuto provvedere con deliberazione motivata.

Questo non è accaduto e quindi, teoricamente, il Decreto di istituzione della nuova Camera di Commercio CT-RG-SR non dovrebbe più essere neppure revocabile.

I “rumors”

“Voci di corridoio ” sostengono che nella seduta di domani 27 luglio 2017 la Conferenza Stato Regioni riesaminerebbe la situazione.

Ciò nell’ambito del punto 14 «Parere ai sensi dell’art. 3, comma 4 del decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 219, sullo schema di Decreto del Ministro dello sviluppo economico concernente la rideterminazione delle circoscrizioni territoriali delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e l’approvazione dei piani di razionalizzazione».

In buona sostanza, parrebbe che le circoscrizioni territoriali del Decreto in esame domani non tengano conto della Camera di Commercio istituita e il cui Decreto di istituzione non è mai stato revocato.

E questo, con un Decreto ministeriale (e non con «deliberazione motivata del Consiglio dei Ministri») che richiede un “PARERE” della Conferenza Stato Regioni invece di “INTESA”.

La differenza fra INTESA e PARERE è sostanziale. Basti pensare che l’INTESA si raggiunge solo con l’unanimità, mentre il PARERE è assunto a maggioranza dei presenti.

Ora le nuove “circoscrizioni territoriali” modificherebbero la “circoscrizione Camera di Commercio CT-RG-SR”, istituita con Decreto previa “INTESA”.

Ma, occorrerebbe una nuova “INTESA” (che, pure, è già stata negata) e non un PARERE.

Come ho detto all’inizio, sono convinto che se la Camera di Commercio di Siracusa andasse per i fatti suoi sarebbe una liberazione per tutti, ma non posso non rimanere basito per l’allegro uso del diritto in quello che dovrebbe essere uno Stato di Diritto.

Può un solo uomo stravolgere o far stravolgere a suo piacimento l’ordinamento dello Stato?

Aggiornamento

La richiesta di archiviazione

Proprio oggi giunge notizia che la Procura di Catania ha chiesto l’archiviazione per Pagliaro, Brafa e Alì (io).

Le procedure sarebbero state seguite in modo corretto.

Se poi qualche associazione di categoria ha commesso reati (falso o altro) esula ed è fuori da qualsiasi controllo previsto dalle norme. Infatti (fonte: GDS)

Fermo restando il rilievo penale delle false attestazioni nelle autocertificazioni prodotte dalle organizzazioni imprenditoriali ai fini dell’assegnazione dei seggi consiliari – ha scritto tra l’altro il Gip – non si comprende come e perché il fatto così come descritto sarebbe imputabile al Pagliaro, non essendo stato offerto alcun elemento indiziario dal quale poter desumere che costui abbia concorso nella detta illecita condotta sub specie di contributo morale o materiale”. Secondo il Gip, inoltre, sarebbe emerso che “le false attestazioni non abbiano in concreto influito sulla regolarità degli esiti della procedura di assegnazione dei seggi, per l’intervenuta rinunzia delle organizzazioni responsabili delle stesse e per l’intervenuta estensione dei controlli a campione”.

Con buona pace delle “irregolarità commesse da Pagliaro e dal suo staff” che avrebbero influito sulla determinazione dei seggi.

Non solo le “irregolarità” non erano rilevabili secondo la procedura prescritta dalle norme, ma – venuto a conoscenza del fatto – Pagliaro ha posto in essere tutti gli strumenti a sua disposizione per sterilizzarne gli effetti.

Un secondo fascicolo sulla base delle memorie depositate da Pagliaro

Nell’articolo si legge: «è stata disposta l’iscrizione di un fascicolo separato per approfondimenti su “talune irregolarità evidenziate dall’indagato Alfio Pagliaro” in una sua memoria difensiva».

Il che significherebbe che è stato aperto un secondo fascicolo per fatti non indicati nell’esposto, ma denunciati da Pagliaro nelle note che – a mano a mano che la procedura andava avanti – trasmetteva in Procura.

Se le parole hanno un senso, quindi, secondo quanto riportato nell’articolo potrebbero esserci altri indagati.

Dello stesso apparentamento o di altro.

Per gli stessi reati o per altri.

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2 commenti su “Camera di Commercio CT-RG-SR: Ci sarà mai un epilogo?

  • luigi crocco

    a dir la verità sul NUOVO diritto tecnico burocratico no ho capito nulla sul distinguo INTESA e/o PARERE quindi mi appello al solo parere DEL VOTO se l’intesa non viene raggiunta , ma in tempi brevi altrimenti la nuova camera di commercio : non sa’ da fare

    • Stefano Alì L'autore dell'articolo

      Ogni volta che una norma richiede che per un atto si debba esprimere la Conferenza Stato Regioni, dice pure quale sia il tipo di atto.
      La Conferenza Stato Regioni, infatti, può esprimere:
      pareri;
      intese;
      deliberazioni;
      accordi;
      raccordo, informazione e collaborazione Stato-Regioni;
      interscambio di dati e informazioni;
      istituzione di comitati e gruppi di lavoro;
      designazioni di rappresentanti regionali.

      Ciascuno di questi atti ha una sua differenza rispetto agli altri.
      I vari tipi di atti sono specificati e descritti nel Decreto Legislativo 28/08/1997 n° 281.
      Una delle tante differenze fra “parere” e “intesa” è che il primo è espresso a maggioranza, per l’intesa occorre unanimità.
      È evidente, quindi, che se una norma richiede l’INTESA, questa non può essere superata con un “PARERE”.
      Spero di essere stato esauriente

I commenti sono chiusi.