Gli impresentabili di Nello Musumeci e il suo senso del ridicolo


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Nello Musumeci l’onesto invoca le liste pulite, ma il concentrato di sporcizia è nelle sue liste.

Gli impresentabili di Nello MusumeciNello Musumeci ha invocato “liste pulite”. Poi ha perso il senso del ridicolo e le sue liste sono un concentrato di impresentabili. Anche quella sua personale, perché «Il pane si fa con la farina che si ha in casa».

Occorre ricordare che la questione è stata sollevata proprio da Nello Musumeci. Era l’8 settembre 2017 quando proclamò con solennità: «Liste pulite per dignità».

D’altro canto, cosa aspettarsi dal Presidente della Commissione Antimafia siciliana?

L’8 ottobre, Cancelleri in un video elenca gli “impresentabili”. La maggior parte è proprio nelle liste di Musumeci.

impresentabili nelle liste regionaliLa storia va avanti. Nello Musumeci invoca la primogenitura: «sono stato il primo a dire liste pulite». Beh, lo avrai pure detto ma o nessuno ti ascolta o sei un ipocrita.

E se nessuno ti ascolta nella formazione delle liste, in cui almeno hai il potere contrattuale di poter dire «o loro o io», che credibilità vuoi avere da Presidente della Regione?

Forza Italia gli candida Riccardo Pellegrino. Era stata la Commissione Antimafia regionale presieduta da Musumeci a segnalarlo: Contiguo al clan Mazzei.

Da una intercettazione ambientale disposta dalla magistratura emergerebbe che si lamenta perché adesso c’è solo la piccola criminalità mentre se in campo ci fossero state persone di spessore, mafiosi, tutto questo manicomio non c’era.

Nello Musumeci inghiotte e digerisce, ma cominciando a perdere il senso del ridicolo dice «non votateli, anche se sostengono me».

Stupidaggine astronomica. Come ricorda Mario Giarrusso del Movimento 5 Stelle, i voti degli impresentabili non sono voti di opinione. Sono voti di scambio, sono voti in qualche modo “estorti”. Dire «non votateli», quando sei certo che i voti li avrai comunque, significa che sei un ipocrita!

Per limitarmi ad alcuni casi eclatanti:

L’arrestato

Un candidato nelle liste di Forza Italia che aveva collezionato capi di imputazione come fossero figurine Panini viene arrestato: il sindaco di Priolo Antonello Rizza.

Ventidue (dicasi 22) capi di imputazione in quattro processi: tentata concussione e concussione consumata, corruzione elettorale continuata, tentata violenza privata, associazione a delinquere, falso in atto pubblico, truffa, intralcio alla giustizia, tentata estorsione, turbata libertà di scelta del contraente.

Rizza, arrestato, resta candidato. E proprio di ieri la notizia che è stato respinto il suo ricorso ma resta candidato. Permane il divieto di dimora, ma resta candidato!

Rizza sta comunque svolgendo la sua campagna elettorale, pur con la limitazione di non poter essere presente nel suo paese. “Su questo abbiamo già ottenuto un grande risultato – prosegue l’avvocato Mignosa – ottenendo la sostituzione della degli arresti domiciliari, misura che impediva del tutto di svolgere la campagna elettorale, con il solo divieto di dimora a Priolo. Per il resto della provincia si è riusciti a salvare il diritto di Rizza di fare la sua campagna elettorale”. Qualche giorno fa il gip del tribunale di Siracusa Giuseppe Tripi aveva negato a Rizza l’autorizzazione a svolgere almeno i comizi a Priolo, nemmeno in videoconferenza, con l’utilizzo di maxischermo e sistemi di comunicazione istantanea..

Il Notaio

Giambattista Coltraro, candidato UDC nella circoscrizione di Siracusa sotto processo. Sospeso dall’attività professionale per 10 mesi per falso in atto pubblico nella sua veste di Notaio.

All’epoca dei fatti era Deputato regionale. È il Notaio assurto agli onori della cronaca con un servizio delle Iene (qui la puntata):

Era Deputato regionale nella stessa legislatura in cui lo era Musumeci. E Nello Musumeci non ne sa niente?

Ipocrita bugiardo!

Mi fermo qui sulla lunga lista di impresentabili nelle “altre liste” perché Musumeci dice che siccome essendo liste non sue, non poteva imporre …

Ma se non sei in grado di imporre le candidature che ti sostengono, come pensi di essere credibile dicendo che non potranno importi nulla nel tuo ruolo di Presidente della Regione?

E comunque, anche Diventerà Bellissima è ad alto tasso di criminalità. Non avevi neppure il controllo della tua “lista personale”, Diventerà Bellissima?

Vogliamo parlarne della tua lista personale Diventerà Bellissima?

Parliamone

Gli impresentabili di #DiventeràBellissima.

Il 16 ottobre facevo una domanda:

La risposta alla domanda è SI!

Ernesto Calogero, candidato nella “lista personale” di Nello Musumeci è stato condannato in secondo grado dalla Corte dei Conti (sentenza definitiva) per il caso di rimborsopoli alla Provincia di Catania.

Condannato pure a 4 anni di reclusione in primo grado (con appello presentato solo in settembre 2017, in prossimità della candidatura) per un caso di diplomi falsi.

Da ultimo, Giuseppe Zitelli. Anche lui in lista Diventerà Bellissima, la “lista personale” di Nello Musumeci. Anche lui condannato in via definitiva dalla Corte dei Conti per il caso rimborsopoli alla Provincia di Catania.

Ma Nello Musumeci ha proprio perso il senso del ridicolo?

A quanto pare si.

L’ho saputo dai giornali

Questo ha avuto il coraggio di dire Nello Musumeci: «L’ho saputo dai giornali come qualunque cittadino».

Quindi tu, candidato alla Presidenza di una regione come la Sicilia vorresti essere credibile dicendo che non ne sapevi nulla?

Le liste potevano presentarsi dalle ore 9 del 5 ottobre alle ore 16 del 6 ottobre. 2017. L’8 ottobre (solo due giorni dopo la presentazione delle liste) Giancarlo Cancelleri già era a conoscenza che le tue liste sono infarcite di impresentabili, ne fa un video e tu, candidato Presidente di quelle liste, non lo sai? Ma allora sei pure inadeguato!

Cuffaro: i miei amici e quelli di Lombardo stanno con te

«Non ho mai fatto alleanze con Cuffaro e Lombardo, sono un uomo assolutamente libero», dice Musumeci.

Risponde Cuffaro: «Non capisco come possa, Musumeci, dichiarare le cose che ha detto senza rendersi conto che nelle sue liste e intorno a lui ci sono tutti quelli che stavano con me e con Lombardo».

Cuffaro dice che anche nel PD ha amici di vecchia data:

Li ho tirati su io, come la mia amica Valeria Sudano”, aveva detto alla vigilia del voto per il referendum costituzionale l’ex governatore Totò Cuffaro, fresco di scarcerazione dopo 5 anni trascorsi a Rebibbia. Il riferimento alla deputata di Catania non era casuale, dato che Valeria Sudano è nipote di Mimmo, potentissimo ex senatore della Dc di stretta osservanza cuffariana: ora è uno dei nomi di punta di Micari. (fonte: Antimafiaduemila)

Ma lo ha detto in occasione del referendum dell’ottobre 2016. Tante cose cambiano in un anno.

Per le regionali siciliane 2017 è ancora una volta Musumeci che pare tenere il banco.

Valeria Sudano e Luca Sammartino (PD) votano Nello Musumeci?

Voci sempre più insistenti sostengono che la Sudano e il suo compagno di vita e partito Luca Sammartino nell’ultima settimana stiano cambiando bandiera.

Ex Articolo 4 passati al PD di renziana osservanza (con molti mugugni degli ortodossi) si starebbero preparando all’ennesimo “salto della quaglia”.

Sanno come stare in sella e piuttosto che sostenere la presidenza del perdente Micari, pare stiano convoglianodo voti su Nello Musumeci per scongiurare la “iattura” del Movimento 5 Stelle e di Giancarlo Cancelleri.

Per inciso, parlando di Luca Sammartino occorre ricordare il caso dell’assessore di un comune della provincia catanese, Mascalucia che procaccia voti in modo non ortodosso.

Sicuramente all’insaputa di Sammartino, l’Assessore di Mascalucia ha ricattato un dipendente della partecipata comunale per i rifiuti. Qui l’audio.

Il Presidente della partecipata, Fabio Sciuto, ha escluso che ci sia la possibilità di segnalazioni per i posti di lavoro.

Certo il suo intervento non si può proprio definire “terzo”, visto che il suo lungo curriculum sembra proprio dovuto all’accoppiata Sammartino-Sudano.

Sempre all’insaputa dell’accoppiata Sammartino-Sudano, parrebbe che la Regione Siciliana abbia finanziato un progetto di circonvallazione per altro comune della provincia (7 milioni di euro), senza che il progetto ci sia mai stato.

Si parla di Tremestieri Etneo.

Il Movimento 5 Stelle (a firma del Senatore Mario Giarrusso, di Angela Foti – Deputata all’Assemblea Regionale Siciliana – e della consigliera comunale Simona Pulvirenti) ha depositato denuncia alla Procura della Repubblica.

Forse, a parte l’ipocrisia dei proclami «Liste pulite» o «non votateli», in realtà per Nello Musumeci rimane valida la massima del 2012.

All’epoca era candidato alla Presidenza della Regione Siciliana e a chi gli chiedeva di impresentabili nelle sue liste (è un vizio cui non rinuncia) rispondeva: «Il pane si fa con la farina che si ha in casa».

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