Corte Costituzionale e accorpamenti delle Camere di Commercio


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Come rimestare il torbido, ovvero la Sentenza della Corte Costituzionale e accorpamenti delle Camere di Commercio in Sicilia.Corte Costituzionale e accorpamenti delle Camere di Commercio in Sicilia

Torna alla ribalta il tema dello scorporo della Camera di Commercio appena accorpata (ex Catania, Ragusa e Siracusa). Una sentenza della Corte Costituzionale che non c’entra nulla e gli interventi di alcuni politici che dovrebbero tornare a scuola.

Premetto che questo balletto avanti e indré ha ormai raggiunto e superato ogni livello di farsa. Se si vuole scorporare si scorpori pure. Probabilmente la Camera di Commercio di Catania avrebbe molte più possibilità di sopravvivenza.

Ma i fatti sono crudi e le dichiarazioni di alcuni politici lasciano perplessi. Non è ben chiaro se sono dettate dall’ignoranza o dalla malafede. 

Un po’ di ripasso

La Legge 580/93 all’art. 5 comma 1 prevede che:

I consigli di due o più camere di commercio possono proporre, con delibera adottata a maggioranza dei due terzi dei componenti, l’accorpamento delle rispettive circoscrizioni territoriali o le modifiche delle circoscrizioni stesse. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, è istituita la camera di commercio derivante dall’accorpamento delle circoscrizioni territoriali. Con la medesima procedura sono approvate le eventuali modifiche delle circoscrizioni territoriali delle camere di commercio esistenti fermo restando il numero massimo di 60 e la necessità di mantenere l’equilibrio economico finanziario per ciascuna delle camere interessate.

Sulla base di questa norma la Camera di Commercio di Catania, quella di Ragusa e quella di Siracusa deliberarono di accorparsi.

La nuova Camera accorpata è stata istituita con Decreto del 25 settembre 2015 acquisita l’intesa della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano (seduta del 24 settembre 2015).

Il Decreto Madia

Il Decreto Legislativo 25 Novembre 2016, n° 219 è l’ennesima norma incostituzionale fatta, con l’autorevole consulenza di Unioncamere, dal Governo dei dilettanti allo sbaraglio.

Prevedeva che le nuove circoscrizioni delle Camere di Commercio venissero definite su proposta di Unioncamere con il semplice parere della Conferenza permanente, anziché “previa intesa”.

Il 27 luglio 2017 all’ordine del giorno della Conferenza (punto 14) venne posto il parere sul Decreto Legislativo che prevedeva la circoscrizione di Catania da una parte e Ragusa-Siracusa dall’altra.

In sintesi con un decreto generale di riordino si tentava di abrogare tacitamente il decreto di costituzione assunto previa INTESA con la Conferenza Stato-Regioni.

Con un articolo del 26 luglio, in questo blog spiegai che l’operazione era impossibile.

Casualmente il giorno dopo venne integrato l’ordine del giorno della Conferenza Stato Regioni. Al punto 13 venne inserita l’INTESA per revocare il Decreto di accorpamento del 25 settembre 2015, mentre al punto 15 rimase il parere sul decreto generale.

L’intesa del punto 13 non venne raggiunta, quindi l’accorpamento delle Camere di Commercio di Catania, Ragusa e Siracusa divenne definitivo.

Sentenza della Corte Costituzionale e accorpamenti

Lo scorso 13 dicembre 2017 è stata depositata la sentenza della Corte Costituzionale 261/2017 dell’8 novembre.

La sentenza riguarda il Decreto di riordino delle Camere di Commercio (219/2016) nella parte che le circoscrizioni territoriali possono essere determinate previo parere della Conferenza Stato Regioni e non previa intesa.

Mettere insieme sentenza della Corte Costituzionale e accorpamenti già effettuati seguendo le procedure della Legge 580/93 è quindi cialtronesco per diverse ragioni.

  • La dichiarazione di incostituzionalità riguarda il Decreto Madia e non la Legge 580/93;
  • Gli accorpamenti effettuati secondo la Legge 580/93 sono stati perfezionati previa intesa con la Conferenza Stato Regioni;
  • L’accorpamento di Catania, Ragusa e Siracusa in particolare è stato sottoposto due volte all’intesa. Una prima volta quando è stato adottato il Decreto di istituzione e una seconda volta mancando l’intesa per lo scorporo.

Sentenza della Corte Costituzionale e accorpamenti siciliani? Non c’entrano nulla!

Politici e mestatori di varia estrazione trovino altre motivazioni per lo scorporo.

È vero che la Camera di Commercio di Siracusa aveva già debiti verso i dipendenti? Se si, per Catania lo scorporo sarebbe come la manna dal cielo. Ragusa si caricherebbe un carico insopportabile da default immediato, mentre Siracusa guadagnerebbe tempo di respiro. Meno di quanto gli garantirebbe l’accorpamento a tre, ma più di quanto si è fin’ora garantita da sola.

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4 commenti su “Corte Costituzionale e accorpamenti delle Camere di Commercio

  • Pippo Gianninoto

    A forza di pensare questo cappello ormai strascrive oltre a straparlare scordando volutamente qualche passaggio su questo accorpamento:
    – La Corte Costituzionale nella sentenza 261/17 ha ribadito che le Camere di Commercio sono Enti ai quali competono compiti che debbono essere uguali in tutta italia. Perchè queste rappresentano “i terminali di un sistema unico di dimenzioni nazionali”. Non sono quindi “un arcipelago di entità separate” e quindi ” esigono una disciplina omogenea in ambito nazionale”;
    – Il Consiglio Camerale della CCIAA di Siracusa aderì si all’accorpamento volontario ma poi lò revocò dopo l’emanazione del decreto Madia;
    – La Regione Sicilia con il Presidente Crocetta ha scritto e sostenuto davanti alla Conferenza Stato Regioni la revoca dell’accorpamento di Siracusa e Ragusa con Catania. Ed anche Unioncamere e il Ministero ha condiviso questa posizione;
    – La mancata intesa in Conferenza Stato Regioni sulla revoca dell’accorpamento fu solo ed esclusivamente “STRUMENTALE” portata avanti da alcune Regioni al fine di avere riconosciuto loro delle Camere di Commercio sotto la soglia delle 75000 imprese e in deroga alla legge di riforma; tantè che poi il punto successivo sul parere complessivo sulla proposta generale di riforma non fu neanche trattato.
    – Anche il Presidente Musumeci ha scritto alla Conferenza Stato Regione ribadendo che le Camere di Commercio di Siracusa e Ragusa vanno scorporate da quella di Catania altrimenti la regione Sicilia non aderisce all ‘intesa richiesta dalla Corte costituzionale.
    Dunque Cappello Pensatore aggiuni queste considerazioni ai tuoi pensieri e sforzati di arrivare alle dovute conclusioni.
    E poi perchè costituire un SUPER Camera che non vuole nessuno, che non serve al territorio e soprattutto non utile alle imprese forzando la legge Madia e la sentenza della Corte Costituzionale?

    • Stefano Alì L'autore dell'articolo

      Per i primi due punti, i suoi rilievi confermano esattamente quanto ho scritto.
      Per il resto, facciamo un altro piccolo ripasso.
      Legge 114/2014, art. 28 comma 2:

      Le tariffe e i diritti di cui all’articolo 18, comma 1, lettere b), d) ed e), della legge 29 dicembre 1993, n. 580, e successive modificazioni, sono fissati sulla base di costi standard definiti dal Ministero dello sviluppo economico, sentite la Società per gli studi di settore (SOSE) Spa e l’Unioncamere, secondo criteri di efficienza da conseguire anche attraverso l’accorpamento degli enti e degli organismi del sistema camerale e lo svolgimento delle funzioni in forma associata.

      È la legge delega da cui nasce il D. Lgs. 219/2016 (che lei impropriamente chiama “Legge Madia”) e ovviamente fa riferimento alle modalità di accorpamento previste dall’art 1 comma 5 della Legge 580/93
      Il tutto, come correttamente evidenzia lei, in modo volontario. Con la deliberazione della maggioranza dei due terzi dei consigli.
      Il fatto che la Camera di Commercio di Siracusa abbia, poi e solo successivamente alla promulgazione del D. Lgs. 219/2016, revocato la deliberazione di accorpamento, con il filo del discorso sulla pertinenza della sentenza della Consulta … mi permetta ma non c’entra nulla. Potrà costituire disquisizione in altra sede.
      Tornando invece, alla sentenza della Consulta, è evidente che non può in alcun modo interferire con l’accorpamento effettuato. E ciò non solo perché le norme di riferimento sono totalmente diverse, ma perché le modalità previste dalla Legge 580/93 rispettano in pieno i rilievi che la Corte Costituzionale ha sollevato al D.Lgs. “Madia”.

      Delle motivazioni per cui non si raggiunse l’intesa sullo scorporo, mi creda … non me ne può fregar di meno. Il dato è che non si raggiunse.

      Ora, il Presidente Musumeci può pure dimostrare tutta l’ignoranza che crede di poter dimostrare, ma adesso un eventuale “scorporo” non può nascere “d’imperio” con una lettera del Presidente Musumeci alla Conferenza Stato-Regioni che peraltro, le do una notizia, esprime pareri o raggiunge/non raggiunge intese su precise disposizioni. Nei termini e nei limiti previsti dalla norma che la regola. Non è prevista “l’intesa sulla lettera di Musumeci”.

      Lo scorporo può essere determinato solo da un nuovo Decreto regolarmente adottato prevedendo l’intesa, ovvero con la deliberazione dei 2/3 del Consiglio della nuova Camera.

      Per quanto riguarda “chi non vuole la nuova Camera”, le assicuro che questa farsa mi vede ormai portabandiera dello scorporo

      • Pippo Gianninoto

        Andiamo allo scorporo quindi che questa riforma in Italia non la vuole proprio NESSUNO!!!! soprattutto le Regioni che come dice la CORTE sono fondamentali!!!
        Le Camere debbono essere riformate si, ma debbono rimanere sui territori perchè utili alle imprese specialmente quelle piccole che sono diffuse in tutte le comunità territoriali.

        • Stefano Alì L'autore dell'articolo

          Potevate pure pensarci quando avete adottato la delibera di accorpamento, però. Giusto?
          E sopratutto Unioncamere … mi pare sia stata la prima a fare la standing ovation a questa riforma

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