Padoan su Monte dei Paschi: risanata. Lo disse anche Renzi nel 2016


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Come Renzi nel 2016, l’ultima di Padoan su Monte dei Paschi. Non riescono a non dire menzogne. Specie se si tratta di salvare le banche a discapito della gente. 

Padoan su Monte dei Paschi

Candidato a Siena, alla prima uscita c’è la prima sparata di Padoan su Monte dei Paschi: “State sereni”. Ma Credit Swisse è di avviso diverso.

Non c’è niente da fare. La legislatura è nata per favorire le banche e le lobby finanziare atingendo senza vergogna ai risparmi dei privati cittadini.

La vicenda di Maria Elena Boschi e di Banca Etruria, del regalo alle banche con il famigerato decreto IMU-Bankitalia, e del Monte dei Paschi di Siena sono solo la punta dell’iceberg.

Il precedente: Renzi su Monte dei Paschi

Era il 21 gennaio 2016 quando Matteo Renzi ha dichiarato:

Oggi la banca è risanata, e investire è un affare. Su Mps si è abbattuta la speculazione ma è un bell’affare, ha attraversato vicissitudini pazzesche ma oggi è risanata, è un bel brand.

Si riferiva a Monte dei Paschi di Siena.

Ovviamente, preso come era dal referendum Costituzionale, la situazione di Monte dei Paschi venne lasciata a incancrenirsi.

Solo pochi mesi dopo, nel dicembre 2016, infatti si parlava gia di possibile fallimento di MPS.

Padoan su Monte dei Paschi

Come è noto, il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan è stato candidato (il termine corretto sarebbe “paracadutato”) nel collegio uninominale per il Senato a Siena.

Domenica 28 gennaio è stato presente al pranzo di sottoscrizione del Partito Democratico provinciale, organizzato a Rapolano Terme.

Ovviamente ha perso l’occasione per stare zitto e ha parlato delle problematiche della Banca senese.

Con sprezzo del ridicolo, Padoan su Monte dei Paschi:

Padoan difende ed elogia quanto fatto dal Governo per la banca senese, convinto che il rilancio è stato avviato. “Io sono fiducioso che molto presto non servirà l’aiuto statale”, ha spiegato. “Mps sta attuando un piano di ristrutturazione in accordo con le autorità europee. Questo fa parte dell’accordo della ricapitalizzazione precauzionale, dove lo Stato ha dato un contributo importante. L’obiettivo dello Stato è di mettere Mps in condizioni di andare avanti da sola e di uscire, cioè recuperare le risorse che lo Stato, ossia i cittadini italiani, hanno messo a disposizione della banca” (fonte).

Credit Swisse su Monte dei Paschi di Siena

Non abbiamo dovuto attendere neppure i pochi mesi che furono necessari per smentire Matteo Renzi.

Solo pochi giorni dopo, il 29 gennaio, Credit Swisse prevede che:

L’istituto pubblicherà i risultati del quarto trimestre il prossimo 9 febbraio a mercati chiusi. “A causa degli accantonamenti per le perdite su crediti, ci aspettiamo per la banca una perdita di 129 milioni di euro nel quarto trimestre contro l’utile di 242 milioni registrato nel terzo trimetsre 2017”, hanno affermato gli analisti che per l’intero 2017 vedono una perdita di 3,66 miliardi, in peggioramento rispetto ai -3,241 miliardi del 2016..

E ancora

Per questi motivi, Credit Suisse ha tagliato il prezzo obiettivo sul titolo Mps da 4,28 a 3,50 euro, confermando la raccomandazione underperform, e a Piazza Affari il titolo attualmente scambia in ribasso dell’1,32% a quota 3,88 euro. In generale, gli analisti hanno notato che l’azione, a gennaio, ha relativamente sottoperformato rispetto agli altri istituti di credito italiani a causa di un elevato livello di esposizioni non performanti (Npe), delle incertezze regolatorie e dei deboli ricavi del core business che potrebbero pesare sulla performance di tutto il 2018.

Niente non ce la fanno. Quelli del PD non riescono a fare gli interessi dei cittadini, dei risparmiatori. Neanche sotto tortura. La parola d’ordine è sempre “salvare le banche”.

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