Inciucio Renzi-Berlusconi: Esempio di funzionamento del Rosatellum


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Un voto in più a Lega e Fratelli d’Italia, ma l’inciucio Renzi-Berlusconi è servito. L’esempio concreto del collegio uninominale Sicilia 2-06.

inciucio renzi-berlusconi

Lega e Fratelli d’Italia chiedono un voto in più, ma serve solo all’inciucio Renzi-Berlusconi. Un esempio concreto del funzionamento del Rosatellum per spiegare il perché.

Nel post “Rosatellum bis: come funziona. Scheda, voto, coalizioni e sbarramenti” ho tentato di spiegarne il funzionamento e vorrei adesso fare un esempio concreto del rosatellum.

A meno di un mese dalle elezioni, seguendo gli ultimi sondaggi (EMG-Acqua del 5 febbraio), provo a spiegare cosa accadrebbe se fossero i risultati definitivi.

Il dato elettorale del centro sinistra

Nel centro sinistra, il PD si posiziona al 23%; “+Europa-CD con Bonino” al 1,9%; “Insieme” al 1,6% e “Civica Popolare con Lorenzin” al 1,0%, con un totale di coalizione del 27,5 (sto escludendo SVP perché il discorso si complicherebbe per via della garanzia Costituzionale per le minoranze linguistiche)

Tutte le liste raggiungono l’1%. Quindi superando il primo sbarramento, i voti di tutte le liste concorrono all’attribuzione di seggi alla coalizione.

Ma solo il PD supera la soglia del 3%. Il PD, pertanto, è l’unico partito della coalizione a conquistare tutti i seggi assegnati alla coalizione stessa.

È come se il PD avesse ottenuto il 27,5% dei voti

Se “Civica Popolare con Lorenzin” dovesse scendere sotto la soglia dell’1% i suoi voti andrebbero dispersi e il PD dovrebbe “accontentarsi” del 26,5%.

Risulta assolutamente evidente che votare la lista della Bonino o della Lorenzin o “Insieme” significa votare direttamente il PD.

Il dato elettorale del centro destra

Forza Italia si attesta al 15,8%; Lega al 14,3%; Fratelli d’Italia al 4,6% e Noi con l’Italia – UDC al 2,8%, per un totale di coalizione pari al 37,5.

Anche in questo caso Noi con l’Italia – UDC supera il primo sbarramento dell’1% e i voti vengono conteggiati in capo alla coalizione, ma non raggiungendo la quota del 3% non partecipa all’attribuzione di seggi.

I voti di Noi con l’Italia – UDC vengono ripartiti fra le altre liste della coalizione in modo proporzionale ai voti acquisiti dalle liste stesse.

Dopo la redistribuzione è come se le percentuali fossero state: Forza Italia 17,08%; Lega 15,45%; Fratelli d’Italia 4,97%. Il totale della coalizione resta, ovviamente, il 37,5%.

È già evidente che una alleanza PD-Forza Italia è estremamente probabile. Il PD, infatti, può sostituire entrambi gli alleati di Berlusconi con ampio margine di guadagno. La somma di Lega e Fratelli d’Italia si ferma al 20,42%, mentre il PD, da solo, garantisce già il 27,5%.

La variabile “uninominale”

La situazione del centro destra è, in realtà, ancora più favorevole a Berlusconi di quanto possa apparire.

E infatti sia nelle liste di Fratelli d’Italia sia in quelle della Lega sono candidati “amici” di Berlusconi. Il caso emblematico è dato da Umberto Bossi.

Ricordiamo che, addirittura, Berlusconi si era già offerto di “ospitarlo” nelle liste di Forza Italia se Salvini non lo avesse candidato.

E poi ci sono i candidati nei collegi uninominali.

Oltre alla “quota” che è spettata a Forza Italia ci sono i candidati “sicuri” di appartenenza Noi con l’Italia – UDC.

Infatti occorre ricordare che Noi con l’Italia – UDC (detta pure “quarta gamba”) è stata definita la “bad company” di Berlusconi. È composta dai fuoriusciti di Forza Italia che sono stati alleati con il PD per tutta la legislatura.

Finita la legislatura sono tornati da Berlusconi. Per evitare di intasare le liste di Forza Italia è stata creata Noi con l’Italia – UDC, ma si tratta, in realtà, di una seconda lista di stretta osservanza berlusconiana.

Il caso concreto

Come caso concreto prendo ad esempio il collegio uninominale in cui voto io: Sicilia 2-06, Misterbianco.

Il centro destra schiera Giovanni Pistorio che nel proporzionale è pure capo lista di Noi con l’Italia – UDC.

Abbiamo visto che Noi con l’Italia – UDC non acquisirebbe alcun seggio proporzionale e la probabilità di essere eletto proviene solo dalla candidatura uninominale.

Quindi alla elezione di un altro berlusconiano “DOC” concorreranno Fratelli d’Italia e Lega perché ad ogni segno sulle liste di Fratelli d’Italia o della Lega corrisponderà un voto per il candidato uninominale Giovanni Pistorio.

Un voto in più e …

Da questo discende in modo evidente quanto sia sciocca e priva di fondamento la tesi di Fratelli d’Italia e della Lega secondo cui “un voto in più a me e la coalizione fa come dico io”.

Riassumiamo le posizioni più eclatanti
  • Legge Fornero
    • Per Salvini e per la Meloni va abolita
    • Per Berlusconi va mantenuta con qualche piccolo aggiustamento
  • Rapporti con l’Europa
    • Salvini vuole uscire dall’Euro e ridiscutere tutti i trattati
    • Berlusconi non ha alcuna intenzione di uscire dall’Euro e vuole rispettare tutte le regole presenti nei trattati
    • Meloni non è ben chiaro cosa voglia
  • Vaccini
    • Salvini vuole abolire l’obbligo vaccinale
    • Berlusconi vuole mantenerlo
    • Meloni non è ben chiaro cosa voglia
  • Dazi
    • Salvini vuole introdurre i dazi come ha fatto Trump
    • Berlusconi «condivide la posizione della “signora Merkel”: il protezionismo di Trump non è una cosa positiva»
    • Meloni non è ben chiaro cosa voglia
  • Inciucio con il PD
    • Meloni organizza le manifestazioni anti inciucio
    • Salvini giura che mai si alleerà con il PD
    • Berlusconi non esclude nulla (anzi) e mentre Renzi si dichiara d’accordo con Berlusconi, Bonino e Padoan non sanno.

Potremmo andare avanti all’infinito, ma possiamo sintetizzare che non esiste un solo argomento che sia uno su cui concordano.

Ovviamente il punto fondamentale è l’ultimo: l’inciucio Renzi-Berlusconi emerge sempre più chiaramente.

Se prendo un voto in più

L’inciucio Renzi-Berlusconi è più o meno consapevolmente agevolato proprio da Fratelli d’Italia e dalla Lega.

Con il suo 15,8% Berlusconi non avrebbe potuto far eleggere alcun candidato dei suoi listini plurinominali. Men che meno candidati ai collegi uninominali.

Quando Salvini (come pure Giorgia Meloni) si affanna a far credere che basterà che la Lega prenda un voto in più rispetto a Forza Italia perché la coalizione assuma la linea della Lega dice una enorme menzogna.

Prima di tutto perché ogni voto per la Lega e ogni voto per Fratelli d’Italia costituiscono due voti per i candidati uninominali di Berlusconi (vedi Pistorio nel collegio uninominale Sicilia 2-06).

In secondo luogo (e ben più importante), perché comunque l’inciucio Renzi-Berlusconi esiste già. Lo vuole l’Europa!

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