Larghe intese assicurate da Salvini e Meloni. Prova sul campo in Sicilia


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Larghe intese già pronte. Berlusconi e Renzi appassionatamente insieme. Salvini e Meloni o stupidi o complici.

Larghe intese agevolate da Salvini e MeloniLe larghe intese, il “Governo del Presidente”, l’inciucio. Chiamatelo come volete, ma è tutto pronto. “Prova su strada” che Salvini e Meloni lo agevolano.

Per dimostrare la tesi utilizzo l’ultimo sondaggio pubblicato da “La Sicilia.it” il 16 febbraio (click sull’immagine per ingrandire).

Questo sondaggio è utile perché offre il dato nazionale e il dato regionale siciliano.

Il dato nazionale ci serve per verificare il superamento degli sbarramenti, mentre il dato regionale dimostra che le “larghe intese” sono già pronte. Vediamo il perché.

Situazione nel centro sinistra

Della situazione nel Centro sinistra ne ho già parlato  nel post «Inciucio Renzi-Berlusconi: Esempio di funzionamento del Rosatellum»

 

E chi vota Bonino per fare uno sgarbo a Renzi?

Prima di tutto mi si dovrebbe spiegare come fa una persona di sinistra a votare la Bonino.

Senza andare a scomodare Soros e il Bilderberg, la Bonino sostiene che per ridurre il debito occorre bloccare la spesa pubblica per l’intera legislatura.

Bloccare la spesa pubblica significa dare il colpo di grazia alle già disastrate sanità, istruzione, pensioni e welfare nel suo complesso.

È compatibile con il pensiero di sinistra?

E comunque, chi vota la Bonino per fare uno sgarbo a Renzi sappia che, per il perverso meccanismo di questa ignobile Legge elettorale, è esattamente come se votasse il PD di Renzi.

Votare Bonino per fare dispetto a Renzi è come evirarsi per fare dispetto alla moglie.

C’è poi un forte dubbio sulla fonte di finanziamento per una propaganda così pervasiva. Ne ho scritto nel post «Emma Bonino fu cacciata dal Partito Radicale. Chi la sta finanziando?»

Situazione nel centro destra

Nel centro destra risulta evidente che Salvini e Meloni sono stupidi o complici.

Forza Italia da sola non avrebbe avuto possibilità con il dato nazionale del 16,4%. Salvini e la Meloni, anzi, hanno perso probabile elettorato già per l’alleanza con Berlusconi.

In effetti fanno molto di più per agevolare le larghe intese. Vediamo il perché

La “quarta gamba” in Sicilia

Dal grafico in testa il primo dato che salta all’occhio è la forte differenza fra il dato nazionale e il dato regionale di UDC-NCI.

Nessuno stupore. La “quarta gamba” in Sicilia è appannaggio di Lombardo e Cuffaro. Fra i cuffariani spicca Saverio Romano il “responsabile” e fra i lombardiani il nipote di Raffaele Lombardo. Ma andiamo con ordine.

La “quarta gamba” al proporzionale

Al livello nazionale UDC-NCI arriva stentatamente all’1,8% e non concorre alla distribuzione dei seggi, ma in Sicilia raggiunge il 6,1%.

Siccome al livello nazionale supera l’1%, ma non raggiunge il 3%, i suoi voti vengono distribuiti proporzionalmente alle altre liste della stessa coalizione (Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia) in ciascun collegio.

Per intenderci e facendo riferimento al dato siciliano, se Forza Italia acquisisce il 23,4%, Fratelli d’Italia il 7,1% e la Lega il 2,2%, dopo la redistribuzione dei voti della “quarta gamba” in Sicilia è come se Forza Italia avesse conquistato il 27.8%, Fratelli d’Italia l’8,4% e la Lega il 2,6%.

I voti della “quarta gamba” – con cui, per inciso, Salvini aveva giurato che non avrebbe mai e poi mai fatto accordi – andranno ad avvantaggiare Forza Italia di Berlusconi.

Ma le liste sono piccole (4 candidati) e la Lega non ha possibilità di piazzare alcun parlamentare nella parte proporzionale. Le speranze di Fratelli d’Italia sono al lumicino. Al proporzionale gli unici candidati certi sono quelli di Forza Italia.

La “quarta gamba” all’uninominale

Esaminando le candidature uninominali l’inciucio appare ancora più evidente.

Ho scritto che al proporzionale l’UDC-NCI non ha alcuna possibilità di acquisire seggi.

Ecco quindi la “carica” di candidati uninominali. Verranno eletti con i voti di Fratelli d’Italia e della Lega per agevolare le “larghe intese”.

Saverio Romano

Cuffariano di ferro, fra i 21 “responsabili” che salvarono il IV governo Berlusconi nel 2010. Da sempre in politica.

Giuseppe Lombardo

Nipote di Raffaele Lombardo

Giovanni Pistorio

La perla delle perle è Giovanni Pistorio.

Gianpiero D’alia (perfino), nel riferirsi a lui ha detto

sto lavorando alacremente alla stesura dell’edizione contemporanea de “I miserabili” di Victor Hugo

L’apprezzamento nacque durante la campagna elettorale regionale (novembre 2017). Giovanni Pistorio, nel giro di poche ore passò dalle segreterie del centro sinistra, al seguito di Casini, a quelle del centro destra con l’UDC a sostegno di Musumeci.

Perfino quell’asso di coerenza che è Casini si stupì:

Ma come? Pietiva incarichi fino qualche ora fa…

Il suo amico, Alessandro Porto, diventò un caso nazionale. Alle elezioni regionali cambiò casacca dopo aver affisso i manifesti 6 per 3 e ristampò i manifesti. I primi a sostegno di Micari, i secondi a sostegno di Musumeci.

Porto, nel seguire le giravolte del suo amico, in breve tempo ha cambiato tre casacche.

Secondo alcune notizie di cronaca, anche l’assunzione di Pistorio alla USL di Paternò (poi richiesto e ottenuto il trasferimento a Catania), sarebbe nato da artifizi non proprio limpidi di Raffaele Lombardo Non risultano rettifiche o smentite all’articolo, quindi deve supporsi il silenzio (conferma?) di Pistorio.

Assessore alla Sanità nel Governo regionale di Cuffaro e ai trasporti e alle infrastrutture nel Governo regionale di Crocetta ebbe la ventura di nominare un capo di segreteria che venne arrestato poco dopo.

Incarico attribuito

intuitu personae in virtù del rapporto fiduciario

Anche Giovanni Pistorio non avrebbe alcuna possibilità di essere eletto nel proporzionale, dove è pure candidato.

Diverso è il discorso all’uninominale, dove i voti di Lega e Fratelli d’Italia contribuiranno al suo posizionamento.

Non è necessario possedere doti divinatorie per immaginare cosa farà Giovanni Pistorio nel caso in cui Berlusconi optasse per le larghe intese con Renzi.

Queste persone, notoriamente refrattarie alla poltrona, opporranno un secco e fiero “NO” alle larghe intese, giusto?

I candidati della Lega

A meno di voler considerare che candidati come Carmelo Lo Monte siano diventati convinti leghisti, all’uninominale la Lega non ha candidati suoi.

Faccio l’esempio di Carmelo Lo Monte perché da decenni è imbullonato alle poltrone

La carriera di Carmelo Lo Monte: un uomo senza pace
  • Durante la sua attività politica ha militato in molti partiti: Democrazia Cristiana, PPI, Democrazia Europea, Unione di Centro, Movimento per le Autonomie, Italia dei Valori, Centro Democratico e, da dicembre 2015, Partito Socialista Italiano.
  • Dal 1978 al 1981 Componente del Consiglio di Facoltà dell’Università degli studi di Messina.
  • Dal 1985 al 1990 Assessore ai Lavori Pubblici al Comune di Graniti e Dal 1990 al 1994 Sindaco dello stesso Comune.
  • Nel 1996 viene eletto deputato all’Assemblea Regionale Siciliana nel Collegio di Messina con il Partito Popolare Italiano.
  • 1998-2001 Assessore della Regione Siciliana nelle due Giunte Capodicasa di centrosinistra.
  • Nel giugno 2001 viene rieletto Deputato all’Assemblea Regionale Siciliana Democrazia Europea
  • Settembre 2004 al giugno 2006: Assessore Regionale alla Cooperazione, Commercio, Artigianato e Pesca della Regione Siciliana nella I Giunta Cuffaro.
  • Nel 2006 è stato eletto alla Camera dei Deputati “Lega Nord-Movimento per le Autonomie” (in quota MPA di Lombardo),
  • Alla camera aderisce alla componente MpA del gruppo misto ed è membro della Commissione Affari Sociali.
  • Nel 2008 viene eletto per la seconda volta alla Camera dei deputati, nella circoscrizione Sicilia 2, nelle liste del Movimento per le Autonomie di Raffaele Lombardo.
  • Nel giugno 2012 lascia l’MpA e annuncia di volere aderire Italia dei Valori. Tale scelta non ha però avuto seguito e va nel gruppo Misto.
  • Nel 2013 approda tra le fila di Centro Democratico.
  • Candidato alle elezioni politiche del 2013 alla Camera dei Deputati e rieletto deputato con il centrosinistra.
  • Dicembre 2015 abbandona Centro Democratico ed aderisce al Partito Socialista Italiano di Riccardo Nencini.
  • Il 25 ottobre 2017 abbandona il PSI e aderisce a Noi con Salvini. (fonte: Wikipedia)

Chi mai avrà imposto la candidatura di Lo Monte alla Lega? Che farà quando Berlusconi gli proporrà di lasciare la Lega per sostenere le larghe intese?

Riassumendo

Riassumendo, nei collegi “sicuri” del nord, dove la Lega è forte vengono candidati all’uninominale maroniani e bossiani (oltre allo stesso Bossi) che hanno già scelto Berlusconi. Non solo Maroni non va in piazza e prende le distanze dalla Lega di Salvini, ma ha già garantito il suo appoggio al candidato premier di Berlusconi, Tajani.

Nei collegi in cui Forza Italia o la “quarta gamba” sono più forti vengono candidate persone che sono già vicine a Berlusconi.

Salvini strepita “mai con il PD”. Ma aveva già detto “mai con Berlusconi“, mai con Fitto, Tosi e Quagliariello. Eppure è in coalizione con Berlusconi, Fitto, Quagliariello e, sopratutto, Tosi.

Che credibilità ha quando dice “mai con il PD” dopo aver agevolato Berlusconi e le sue larghe intese?

O è stupido o è complice. Tertium non datur.

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