Migranti e manipolazione mediatica. Le colpe dei “buoni”

«C’è qualcosa di nuovo, anzi d’antico». Una situazione in cui due questioni si legano indissolubilmente: migranti e manipolazione mediatica.

Migranti e manipolazione mediatica

I media, a reti unificate, “svegliano le coscienze dei buoni”. Ma chi paga la commistione fra migranti e manipolazione mediatica? E come si laveranno la coscienza “i buoni” quando scopriranno di essere stati manipolati?

Salvo rarissimi casi, assistiamo a notizie a reti ed edicole unificate sulla questione dei migranti.

Stranamente, si stanno intensificando i “naufragi”. TG e giornali non mancano di diffondere le notizie (giustamente). La mistificazione sta nell’attribuire una qualche colpa al Governo italiano, in modo da manipolare le menti.

Vediamo perché.

I “naufragi” in acque territoriali libiche

Stabiliamo un paio di concetti basilari: la differenza fra acque territoriali e aree internazionali di Ricerca e Soccorso (SAR).

Col termine acque territoriali o mare territoriale si considera in diritto internazionale quella porzione di mare adiacente alla costa degli Stati. Docidi miglia, salvo diversa esplicita definizione. Su questa parte di mare lo Stato esercita la propria sovranità territoriale in modo del tutto analogo al territorio corrispondente alla terraferma.

Le “Aree SAR“: Stabilito che entro le 12 miglia dalla costa è come se ci si trovasse sulla terraferma di una Nazione, oltre le 12 miglia, in acque internazionali, si estendono le Aree SAR. Ciascun Paese costiero dichiara una sua Area SAR entro la quale si assume la responsabilità di prestare soccorso in mare a chi ne bisognasse.

Dalle notizie, si apprende che i “naufragi” degli ultimi giorni si sarebbero verificati fra le 6 e le 8 miglia dalle coste libiche.

In nessun caso, quindi, le ONG potrebbero prelevare i gommoni carichi di migranti in acque territoriali libiche.

Il ciclone Sagar

Nel maggio di quest’anno su Etiopia, Gibuti, Eritrea e Yemen si è abbattuto il ciclone Sagar.

Diversi morti, feriti e dispersi, ma non mi pare di aver visto neppure un sopracciglio alzato.

Forse, neppure una notizia su giornali e TG. Di certo nessun post FaceBook.

Nessuno che abbia detto che i morti, i feriti e i dispersi dovevano intendersi sulla coscienza del Governo italiano.

Nessuno di quelli che seguono TG e giornaloni si è indignato e pure Saviano è rimasto tranquillo nel suo attico di Manhattan.

Eppure, la situazione è identica. Il ciclone si è abbattuto sulla terraferma, ma i naufragi stanno avvenendo in acque territoriali libiche. Quindi è come fossero avvenuti nella terraferma libica.

Da dove nasce questa profonda indignazione?

Migranti e manipolazione mediatica

Proprio su “La Verità” di oggi 03/07/2018 è apparso un articolo

“La Verità” – 03/07/2018

È in corso una costruzione mediatica. È necessario riprogammare. È indispensabile creare mediaticamente una realtà virtuale. La realtà su “migranti e manipolazione mediatica deve essere riscritta.

Già questo dovrebbe indurre a porsi qualche domanda, tipo “ma perché?”,  “Forse la questione non è così lineare come viene proposta?” e  “Perché è necessario riprogrammare pure i giornalisti?” e infine: “Ma chi sta pagando tutto questo e perché?

Niente. L’orda cieca e sorda segue la mandria.

Naufragi a 6 miglia dalla costa? Come è possibile?

Nessuno si chiede neppure come sia possibile naufragare a soli sei miglia (SEI MIGLIA!) dalla costa.

Beh, se i migranti vengono stipati su un gommone mezzo sgonfio, senza remi né motore è ovvio che si può annegare pure sul bagnasciuga.

Ecco un gommone ripreso dalla guardia costiera libica

Non ha remi, non ha motore ed è stipato fino al collasso.

“Quelli di buon cuore” se la pongano qualche domanda? Forse che gente senza scrupoli manda a morire appositamente i migranti per suscitare l’indignazione di “quelli di buon cuore”?

Tenendo sempre presente che in acque territoriali non potrebbeso comunque operare le ONG, qualcuno provi ad azionare la memoria.

Prima che le ONG agissero come “pull factor” a ridosso delle acque territoriali libiche (e anche dentro), quanto meno i trafficanti investivano in barconi e in motori per far arrivare i migranti a Lampedusa. Sempre e comunque in Italia e ho spiegato il perché.

Quando le ONG hanno cominciato ad operare a ridosso delle acque territoriali libiche (e anche dentro), i gommoni arrivavano esattamente nel punto in cui le ONG potevano “salvare” i migranti.

Adesso, pur sapendo che non ci sono le ONG i trafficanti organizzano gommoni che non arrivano neppure a superare le acque territoriali.

Perché? Fatevela qualche domanda!

Perché quella gente deve morire per suscitare la vostra indignazione! Quella gente deve morire perché sia ripristinato il traffico.

Siete voi che state armando gli assassini!

Fra migranti e manipolazione mediatica qualcuno si sta giocando tutto. E “i buoni” sono l’ignaro strumento.

Un tutt’uno: Falchi guerrafondai e sostenitori del “Diritto di proteggere”. L’intreccio migranti e manipolazione mediatica è la chiave

Il “diritto di proteggere”

Mi sono già occupato dell’argomento nel lontano agosto 2014.

Quando i falchi guerrafondai USA necessitano di destabilizzare e sovvertire gli Stati, usano l’inconsapevole supporto degli attivisti dei diritti umani che sostengono il “Diritto di proteggere” (R2P).

Se si manipola l’opinione pubblica e si crea una realtà (reale o virtuale che sia) secondo cui in un Paese vengono violati i diritti umani, saranno le organizzazioni umanitarie a invocare l’intervento militare che i falchi guerrafondai avevano già organizzato.

Con la copertura della salvaguardia dei diritti umani, ovviamente.

La tecnica è stata poi esportata e non è pià “copyright” dei guerrafondai USA appartenenti al Center for Strategic and International Studies di Georgetown.

L’elemento nodale perché il gioco funzioni, quindi, è la manipolazione delle coscienze.

Di questo si è sempre interessato George Soros.

Qualcuno dirà: “ma sei fissato con George Soros. Lo vedi che sei un complottista?

George Soros, migranti e manipolazione mediatica

Non è colpa mia se Soros infesta come la gramigna inestirpabile ovunque ci sia da destabilizzare.

Nell’articolo de “La Verità” che ho inserito sopra, avete letto che i corsi di riprogrammazione sono gestiti da “Carta di Roma“?

Ebbene, è finanziata da Soros. Cercare in rete non è complicato. L’ho fatto io per voi.

A.S.G.I., l’associazione degli avvocati che offrono il patrocinio a migranti e ONG? Finanziata da George Soros. Ne ho scritto in “I migranti vogliono approdare in Italia perché abbiamo la normativa più permissiva“.

Le stesse ONG che pretendono di stabilire esse stesse la politica di immigrazione delle Nazioni? Finanziate da Soros (cercare in rete non è complicato l’ho fatto io per voi).

La posta in gioco

La posta in gioco è alta.

Dal lato interno un giro di affari luridi che coinvolge politici, cooperative. mafia e istituzioni.

Dall’altro lato uno scacchiere geopolitico che vedrà l’Italia distrutta o al centro della scena mondiale.

Il business interno dei migranti

Devo ricordare le parole di Buzzi? Eccole

Traffico di esseri umani e riciclaggio di diamanti? Eccolo.

“I profughi sono oro”? Eccolo.

Frodi e truffe nei centri di accoglienza con 17 arresti? Eccoli.

Al CARA di Mineo il Prefetto di Catania proroga ancora una volta l’appalto degli scandali nonostante il parere contrario dell’ANAC? Eccolo.

L’attivista Sacko Soumayla ammazzato perché rivendica i suoi diritti? Eccovelo.

I migranti schiavi nei campi? Eccoveli.

E poi la prostituzione. Maschile e femminile. E minorile ambosessi. E questi poveracci che finiscono in mano alle mafie, a spacciare, a fare il lavoro sporco e di manovalanza e tanto altro ancora. Usatela la memoria!

Di cosa state parlando, di “accoglierli” tutti all’inferno?

Ma voi “dal cuore buono”, non vi vergognate neppure un poco?

Vengono sventolate le parole di Roberto Fico quale drappo rosso per i “duri e puri” del Movimento 5 Stelle.

Ricordo che il “contratto di Governo” votato da ben oltre il 90% degli iscritti prevede che i business sui migranti vengano spezzati!

Quindi delle due una: o Roberto Fico è stato equivocato o è Roberto Fico ad essere fuori dal Movimento 5 Stelle!

Dolente per cooperative e avvocati ASGI, anche pseudo attivisti, che ritenevano di usare il Movimento 5 Stelle per raggiungere i propri obiettivi.

Migranti e manipolazione mediatica in Italia: lo scacchiere geopolitico

Gli sviluppi dei giorni successivi al vertice di Bruxelles dovrebbero aver seppellito la narrazione secondo cui il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte sarebbe stato turlupinato e non avrebbe ottenuto nulla.

Il punto di partenza l’ho già scritto nell’articolo ripreso dal “blogdellestelle.it” (di cui sono onorato): Conte al Consiglio Europeo. Davvero è stato un flop? Per la stampa estera no.

Macron finge di tentare la riconciliazione fra le parti, ma in realtà sostiene il Generale Khalifa Haftar rispetto al Presidente del Consiglio presidenziale Libico Fāyez Muṣṭafā al-Sarrāj, riconosciuto a livello internazionale..

Haftar controlla alcuni pozzi petroliferi (illegittimamente) al sud della Libia.

Macron sostiene Haftar perché è ENI (italiana) a gestire, con finale a Mellitah, l’unico oleodotto che consente l’esportazione del petrolio.

Senza l’oleodotto di ENI, quindi, Haftar (e Macron che lo sostiene) ha come unica possibilità quella di esportare illegalmente il petrolio.

Ma se l’Europa pone punti di controllo migranti al sud della Libia (dove sono i pozzi di petrolio controllati da Haftar) diventa un problema.

Non solo. Altro problema è dato dalle motovedette italiane donate alla Guardia Costiera libica e alla titolarità del giacimento di gas egiziano “Noor” (anche di questo ne ho scritto in Conte al Consiglio Europeo. Davvero è stato un flop? Per la stampa estera no).

Haftar, quindi, non ha come esportare illegalmente il petrolio libico. Bloccata l’esportazione illegale dalla Guardia Costiera libica e bloccato pure il “corridoio egiziano”, il petrolio può tenerselo sulla pancia.

Da qui le “esternazioni” sulle contromosse alla “ingerenza italiana in Libia“.

Libia che per Haftar è sua. Consegnatagli da Macron.

Macron avrebbe voluto:

  • Porsi come interlocutore unico per la Libia (complice l’azzerbinamento dei Governi italiani)
  • Insediare Haftar
  • Cacciare ENI
  • Appropriarsi del petrolio libico e dell’unico gasdotto (attualmente ENI) che ne consente l’esportazione dal porto di Mellitah.

La situazione europea a seguito del “flop” di Conte

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte: «Macron? Era stanco»

Il documento finale smentisce le parole di Macron. La stessa Angela Merkel in conferenza stampa smentisce Macron e conferma Conte.

Fino all’altro ieri le sue parole erano “legge”, ma adesso la nostra stampa (ribadisco: la nostra e solo la nostra, come ho ben spiegato in Conte al Consiglio Europeo. Davvero è stato un flop? Per la stampa estera no) si limita a porre in contrasto le parole di Conte con quelle di Macron, implicitamente accreditando Macron.

Cosa è accaduto?

Teniamo presente che l’asse Franco-Tedesco è tenuto in piedi da deliberazioni dei rispettivi parlamenti. La Merkel, quindi, non può esplicitamente andare contro Macron.

Le proposte di Macron (primo fra tutti lo “stralcio” della questione dei migranti dalla discussione di Bruxelles) avrebbero portato la Germania, alla luce dei fatti, a nuove elezioni e alla caduta definitiva della Merkel.

Merkel

Se la Merkel “galleggia” è solo grazie a Giuseppe Conte che ha insistito perché si discutesse dell’argomento e ha inserito nel documento finale l’ipotesi di blocco degli spostamenti secondari. Pur senza assumere alcun impegno circa la riammissione dei migranti fuggiti dall’Italia (che nessuno vuole per via della normativa voluta da Prodi. Vedi I migranti vogliono approdare in Italia perché abbiamo la normativa più permissiva).

Fosse stato per Macron e dei suoi interessi in Libia, in Germania sarebbero già stati convocati i comizi elettorali.

Angela Merkel non lo dimenticherà.

Macron

Emmanuel Macron ha perso su tutta la linea e,purtroppo, neanche lui dimentica.

Vista la guerra dichiarata da Macron, l’Italia per la prima volta ha risposto a muso duro. E, a dispetto dei giornaloni nazionali al servizio dei poteri esteri, a vinto. Per adesso.

Nella proposta in dieci punti aveva inserito i controlli europei in Libia e Niger.

Il Niger è completamente militarizzato dalla Francia per proteggere le sue miniere di uranio (vedi Militari italiani in Niger. Per i migranti o per l’uranio francese?). Eppure è attraverso Niger la rotta principale dei migranti

Le rotte dei migranti

e, ma guarda tu la casuale coincidenza, accedono alla Libia da sud. Esattamente l’area che il Generale Haftar (amico di Macron) controlla.

Il “flop” di Giuseppe Conte

Riporto esclusivamente dichiarazioni ufficiali, affinché si comprenda quale sia la posta in gioco e perché sia in piena azione la disinformazione “Migranti e manipolazione mediatica”.

Oettingen

Ricordate quello che “I mercati insegneranno agli italiani come votare“?

Bene, pare che l’Italia non abbia più nulla da imparare

Il commissario per il Bilancio Ue Guenther Oettinger, intervistato dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung ha dichiarato che l’Unione Europea avviera’ negoziati con i Paesi africani per stabilire se sono disposti ad installare sul loro territorio le cosiddette ‘piattaforme di sbarco regionali’ vale a dire i centri per migranti previsti dall’accordo raggiunto dai leader della Ue. L’accordo richiede accordi di partnership con i Paesi del Nord Africa sia che si affaccino sul Mediterraneo, sia che si trovino nella regione del Sahel, ha aggiunto il commissario tedesco

Non solo la Libia, non solo in Niger, ma tutto il Sahel. Area in cui Macron esercita ancora il colonialismo francese1.

E Tajani? Tajani è costretto ad andare in Libia e proprio in Niger.

Perché l’Europa si assicuri su

  • sicurezza
  • stabilità
  • migrazione
  • investimenti necessari

Ma come? Proprio in Niger? Dove la Francia di Macron ha militarizzato l’intero Paese e dovrebbe già garantire tutto questo?

Strano. Verificare, poi, che i punti di accesso in Libia sarebbero controllati dall’altro amico di Macron (Haftar) e tutto torna.

Che succede adesso?

Emmanuel Macron ha solo tre alternative:

  • Tentare una replica dell’intervento francese su Gheddafi
  • Invogliare e sostenere Khalifa Belqasim Haftar in una guerra civile contro Al Sarraj (e quindi contro l’Italia, ma per procura)
  • Soccombere
Le alternative

La prima opzione è impossibile. La Merkel è debolissima e, probabilmente, già incavolata con Macron per i problemi interni con Horst Seehofer che Macron ha rischiato di rendere irrimediabili. Inoltre Trump non pare affatto innamorato di Macron.

La seconda opzione è improbabile per alcune controindicazioni. Il Governo di Al Sarraj è il governo riconosciuto internazionalmente. Una eventuale guerra civile contro di lui gli consentirebbe di invocare l’aiuto internazionale. Macron si troverebbe costretto ad astenersi (dichiarando la sua implicazione nella faccenda) o a bombardare il suo amico Khalifa Belqasim Haftar.

La terza opzione è una “ipotetica di terzo grado”.

Se la diagnosi dello psichiatra-psicoterapeuta forense Segatori ha una qualche validità (vedi Macron: psicopatico in crisi di nervi. Il piano coloniale gli scoppia in mano) Macron non si arrenderà.

Anche perché se crolla l’impero conloniale francese in Africa, crolla l’intero sistema economico francese.

Che succede adesso?

Non lo so.

Non posso prevedere le mosse di uno psicopatico costretto all’angolo. Quasi tutto è in mano ai “buoni di cuore” nei cui confronti si sta scatenando l’assioma “migranti e manipolazione mediatica”.

E i “buoni di cuore”?

Un giorno alcuni si pentiranno di non aver visto quanto siano stati strumentalizzati dalla propaganda o del rendersi conto che altri sono rimasti immuni.

Altri insisteranno nelle loro posizioni perché la dissonanza cognitiva impedisce di accettare di essere stati manipolati.

Di vedere che tecnica dei neocon USA è stata esportata e non è più quella di Trump.

La manipolazione “migranti e manipolazione mediatica” è in atto.

Migranti e manipolazione mediatica. Pensateci, voi “buoni di cuore”. Potreste trovarvi a pentivi o a ignorare gli effetti della vostra ostinazione a non vedere. Verificate come l’unisono dei media stia costruendo la vostra coscienza, mettendo insieme due concetti: «Migranti e manipolazione mediatica». Sempre che non abbiate un interesse!


 

1 La Francia mantiene il colonialismo di fatto su 14 Paesi africani ex colonie di diritto. Ne ho già scritto, probabilmente ne scriverò ancora, ma il libro di Ilaria Bifarini “I Coloni dell’Austerity” dovrebbe costituire lettura obbligatoria..