Scintille fra Di Maio e Salvini? Non può esserci duello sulle regole di buon senso


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Duelli e scintille fra Di Maio e Salvini. Questo scrive la stampa all’unisono. Ma dove starebbero?

scintille fra Di Maio e Salvini - ma quando mai

Stiano tranquilli i leghisti. La Lega non diventa comunista. Stiano tranquilli i pentastellati perché il M5S non diventa fascista. Solo regole di buonsenso per ricostruire il Paese. Non ci sono scintille fra Di Maio e Salvini. Tanto meno fra M5S e Lega.

È già accaduto.

All’indomani della devastante guerra mondiale monarchici, fascisti, comunisti, repubblicani, liberali e democristiani ragionarono insieme su come ricostruire il Paese sulle macerie.

Si misero insieme e produssero la “Costituzione più bella del mondo”.

Oggi siamo nelle stesse condizioni. L’Italia è ridotta in macerie. Sottomessa agli ordini di una Europa che non l’ha mai tenuta in conto, con l’acquiescenza – consapevole (e quindi traditrice) o meno – dei nostri Governi.

Solo una alleanza fra estremi poteva tentare di ricostruire sul disastro.

Questo hanno chiesto gli italiani il 4 marzo 2018, con buona pace di poteri e giornali.

Poteri e giornali che non si rassegnano. Poteri e giornali che mistificano per tentare di creare dissidi inesistenti per abbattere un Governo che rischia (per loro) di radere al suolo lo schema di sottomissione, di annullamento, di azzeramento di una intera Nazione sull’altare di interessi allocati altrove.

È riuscito con la Grecia e si dannano per il fatto che non stia riuscendo con l’Italia.

Creano i “si dice”. Inventano fratture inesistenti per tentare di ottenere fratture vere.

Scintille fra Di Maio e Salvini sul “Decreto Dignità”

Di Maio e Salvini starebbero praticamente sull’orlo della sfida all’arma bianca perché su fronti opposti.

Salvini vorrebbe modificare il Decreto Dignità in Parlamento, mentre Di Maio lo blinda. Salvini vorrebbe reintrodurre i voucher, mentre Di Maio li eslude. Di Maio difende Boeri, mentre Salvini lo attacca.

Siamo sicuri?

Vediamo alcune fonti giornalistiche.

AGI (Agenzia Giornalistica Italiana): Sul decreto Dignità e Boeri si aprono le prime, vere crepe tra M5s e Lega.

Risparmio le reti e le edicole unificate per riportare “Il Fatto Quotidiano“. Ritenuto non ostile da attivisti e simpatizzanti M5S.

Riporta in virgolettato solo una parte delle dichiarazioni di Salvini:

il gioco d’azzardo e la ludopatia e tentare di mettere mano alla precarietà con modalità su cui poi lavoreremo in Parlamento è un buon inizio.

ipotizzando, sin dal titolo, una vera e propria guerra

Solo guardando il video ci si rende conto che Salvini non ha detto solo la parte in virgolettato.

Salvini si dichiara soddisfatto per un provvedimento che “finalmente […]”.

Ma c’è una parte che non riesce ad entrare neppure nel video del “Fattoquotidiano.it”. Salvini ha anche detto “son contento del buon lavoro fatto dal collega Di Maio”:

 

Per non parlare di “La Repubblica“:

Decreto dignità, Salvini: “L’Aula lo renderà più efficiente”. Stop di Di Maio. Ed è scontro anche su Boeri

“Scontro”? Nientedimeno?

Salvini il comunista o Di Maio il fascista?

Salvini è diventato comunista? O conta, rimanendo fascista, di far saltare il Decreto “dignità” in Parlamento per reintrodurre i voucher (come sostiene la stampa a reti unificate)? No. Neanche per idea. Nè l’uno né l’altro.

In primo luogo perché è lo stesso Di Maio ad augurarsi miglioramenti in Parlamento, in secondo luogo perché è proprio Di Maio a sostenere che il Decreto Legge non poteva contenere norme sui voucher e sulla somministrazione e spera che il Parlamento le introduca.

Già. Un Decreto Legge deve avere alcune caratteristiche. Al contrario di quanto hanno fatto i Governi precedenti, non può contenere corme che non siano “contingibili e urgenti”. Lo prescrive la Costituzione.

Di Maio, Salvini e i voucher

Una dichiarazione in tal senso si rinviene su “Il Tempo“. A giudicare dal “sommario” sembrerebbe che Di Maio abbia escluso gli argomenti dal Decreto Legge

Il ministro del Lavoro: voucher e somministrazione non inseriti nel testo, presto norme contro sommerso e false cooperative

Occorre leggere integralmente l’articolo per trovare il “virgolettato”:

Il tema della somministrazione – dice il ministro grillino – in molti casi si presta a delle disfunzioni però dev’essere oggetto del dibattito parlamentare, non si può intervenire con un decreto. Nel decreto dignità oggi non c’è il tema della somministrazione per la stessa ragione per cui demandiamo al Parlamento tutta questa materia, come anche tante altre materie come quella dei voucher, ci sono tante questioni che secondo me si possono affrontare facendo prima di tutto un confronto con i diretti interessati e capendo dove ci sono gli abusi e dove invece sono utili

Allora è Di Maio che auspica che il Parlamento intervenga su voucher e lavoro in somministrazione?

Quindi niente scintille fra Di Maio e Salvini?

“Quelli di sinistra” – zitti rispetto alle politiche devastanti fatte dal PD – e i giornaloni “di sinistra” – tipo “La Repubblica” che hanno sostenuto la distruzione del Paese operata dalla sinistra – si sono accorti che il Decreto Legge non è proprio di sinistra.

Ovviamente, fingendo di non accorgersi che si tratta di un Decreto Legge.

Il PD, violatore seriale della Costituzione non è più al Governo

Ricordiamo la Costituzione che è stata difesa dalla macellazione il 4 ottobre 2017 a dispetto dei giornaloni di sinistra?

Art. 77:

Il Governo non può, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria.

Quando, in casi straordinari di necessità e di urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni.

I decreti perdono efficacia sin dall’inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione. Le Camere possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti.

Voucher e somministrazione del lavoro non potevano in alcun caso considerarsi “casi straordinari di necessità e di urgenza”. Se ne dovrà occupare il Parlamento, non il Governo.

E su questo Di Maio e Salvini sono d’accordo. Si mettano il cuore in pace i “giornaloni”. Non ci sono scintille fra Di Maio e Salvini.

Su Boeri Scintille fra Di Maio e Salvini. Salvini lo attacca e Di Maio lo difende

Salvini ha detto che Boeri vive su Marte, mentre Di Maio lo difende. Questo scrive la stampa a reti ed edicole unificate.

Qualcuno ha ascoltato le parole di Di Maio, in presenza dello stesso Boeri?

Lo ha umiliato. Con toni diversi da Salvini (non sono la stessa persona, si facciano capace gli pseudo-giornalisti) lo ha umiliato.

Sinteticamente, Boeri ha detto che l’Italia ha bisogno degli immigrati perché:

  • fanno i lavori che gli italiani non vogliono fare
  • pagano le pensioni
  • gli italiani non hanno capito che la dimensione dell’immigrazione è solo una percezione, perché non ci sono emergenze

Le risposte di Di Maio

Boeri poteva farlo?

Premesso che, anche a voler prescindere dal merito, non spetta all’INPS stabilire quali debbano essere le risposte del Parlamento e del Governo alla questione delle pensioni.

Men che meno spetta a Boeri intromettersi in questioni che riguardano le politiche governative per garantire le coperture previdenziali.

Lo scrive in modo esplicito “Italian Politics”

Di Maio a Boeri: Andremo d’accordo finchè l’INPS farà l’INPS

Nel suo discorso, proprio all’inizio, Di Maio dice:

Sono sicuro che finché il Legislatore farà il Legislatore, l’Esecutivo farà l’Esecutivo e l’INPS farà l’INPS andremo tutti d’accordo.

Quindi, caro Boeri, stattene al tuo posto.

Gli immigrati fanno il lavoro che gli italiani non vogliono più fare? Ovvio, ma non possiamo cadere nello schiavismo

È vero che in Italia c’è lavoro sottopagato che un padre di famiglia non può permettersi di fare. Ma penso che se un lavoro è sottopagato non è che dobbiamo farlo fare a chi sta peggio di noi. Dobbiamo farlo pagare di più. Il principio contrario è devastante. Sarebbe come dire che un lavoro posso sempre pagarlo meno perché c’è sempre qualcuno, magari non italiano, disposto a farlo al posto nostro.

E poi Di Maio concorda con il Presidente Boeri che dice che c’è un declino demografico. Ovviamente questo è un fatto tecnico ed è giusto che Boeri lo faccia rilevare.Alle soluzioni ci sta pensando la politica. Non è affare dell’INPS, tanto meno di Boeri

L’incidenza dell’immigrazione è solo una percezione della gente? Può pure essere, ma se c’è questa percezione è perché il fenomeno non è governato

Si faccia capace Boeri. L’INPS è solo uno degli interlocutori. Anzi, il terzo, dopo organizzazioni dei lavoratori e organizzazioni imprenditoriali

Che cosa avrebbe dovuto dire di più? Di Maio e Salvini hanno modi di esprimersi diversi, ma concordano sui temi.

Per essere più duro, Di Maio avrebbe solo potuto giustiziare Boeri in piena conferenza stampa!

Un discorso da manuale che i media hanno finto di non capire

Di Maio ha fatto un discorso da trascrivere negli annali. Dopo quanti decenni si parla di dignità dei lavoratori, di piccole e medie imprese e della necessità di supportarle con la “Banca degli investimenti”?

Salvini non può non essere d’accordo (e infatti è d’accordo) perché si tratta solo di norme buon senso.

Si tratta di condividere un concetto: il tessuto economico italiano non è basato su Google, su Amazon o sulle app che sfruttano i riders.

Non esiste alcuna intenzione di “vessare” le imprese del nord-est, anzi!

La Lega di Salvini non ha preso i suoi voti solo al nord e il Movimento 5 Stelle non ha preso i suoi voti solo al sud.

Nessuno dei due ha interesse a distruggere il vero e proprio tessuto produttivo italiano: micro, piccole e medie imprese.

Ma occorre invertire il paradigma.

Ci riflettano lavoratori e imprenditori.

Se i giornaloni che hanno sostenuto le politiche di Berlusconi, Monti, Letta, Renzi e Gentiloni che hanno ridotto al collasso il tessuto imprenditoriale italiano, forse qualcosa di buono c’è in questo Governo “Giallo-verde” (o “Giallo-Blu”, visto che la Lega ha cambiato colore).

Ascoltate l’intero discorso

Non ci sono scintille fra Di Maio e Salvini. C’è la condivisione della consapevolezza che occorre ricostruire l’Italia.

Ascoltate l’intero discorso di Luigi Di Maio (che, sono certo, è condiviso da Salvini).

Dopo averlo ascoltato, chiedetevi il perché.

Perché i giornali stiano tentando di ridurre tutto a un inesistente gossip “scintille fra Di Maio e Salvini”? Ci riflettano imprenditori e lavoratori.

Se Confindustria starnazza e i giornaloni gridano allo scandalo, allora questo Governo sta facendo qualcosa di buono.

Con il “contratto di Governo” Movimento 5 Stelle e Lega hanno solo concordato le regole minime di buon senso che consentano la ricostruzione di un Paese ridotto in macerie!

Si rassegnino giornali, giornaloni e giornalini. Non ci sono scintille fra Di Maio e Salvini. Movimento 5 Stelle e Lega concordano sul buon senso.

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