Un nuovo fascismo, a patto di chiamarlo antifascismo – Pasolini, 1975


image_pdfimage_print

Un nuovo fascismo tecnico chiamato antifascismo. Irrigidimento di rapporti sociali resi immodificabili «da un contesto di falsa tolleranza e di falso laicismo: di falsa realizzazione, cioè, dei diritti civili». Il discorso di Piero Paolo Pasolini al Congresso Radicale del novembre 1975. Un Pasolini più “profetico” che mai.

un nuovo fascismo tecnico- Pasolini nel discorso al congresso radicale-1975

Un nuovo fascismo. «[…] creando […] al posto del vecchio clericofascismo un tecnofascismo (che potrebbe realizzarsi solo a patto di chiamarlo antifascismo)». Pier Paolo Pasolini.

4 Novembre 1975. Pier Paolo Pasolini avrebbe dovuto partecipare al Congresso del Partito Radicale a Firenze. Aveva preparato un discorso che non pronunciò. Per lui lo lesse Marco Pannella, perché Pier Paolo Pasolini era stato ucciso due giorni prima, il 2 novembre.

Un discorso duro. Durissimo e profetico, come uso di Pasolini.

Pasolini lo intitolò «Lo scandalo radicale» (in download). Occorrerebbe impararlo a memoria. Occorre farlo perché è necessario comprendere che questa dei falsi diritti civili non è sinistra. È un nuovo fascismo tecnico che, dice Pier Paolo Pasolini, si sarebbe potuto realizzare solo a patto di chiamarlo antifascismo.

Ecco, quindi, che trascrivo qui alcuni passaggi che non commento, se non con il titolo dei paragrafi e le formattazioni. L’intero discorso va letto a piccoli sorsi, perché fa male. Molto male.

Anche se a volte si dovesse perdere il senso del tempo, tanto pare attuale, ricordiamo che i discorso è del 1975. Questo discorso ha quarantatre anni ed è una profezia pienamente compiuta!

È solo una lotta borghese in cui il Popolo è la carne da macello

Attraverso il marxismo, l’apostolato dei giovani estremisti di estrazione borghese – l’apostolato in favore della coscienza dei diritti e della volontà di realizzarli – altro non è che la rabbia inconscia del borghese povero contro il borghese ricco, del borghese giovane contro il borghese vecchio, del borghese impotente contro il borghese potente, del borghese piccolo contro il borghese grande. E’ un’inconscia guerra civile – mascherata da lotta di classe – dentro l’inferno della coscienza borghese. (Si ricordi bene: sto parlando di estremisti, non di comunisti).

Le persone adorabili che non sanno di avere diritti, oppure le persone adorabili che lo sanno ma ci rinunciano – in questa guerra civile mascherata – rivestono una ben nota e antica funzione: quella di essere carne da macello.

Il classismo dei diritti civili

Perché è ora di dirlo: i diritti di cui qui sto parlando sono i “diritti civili” che, fuori da un contesto strettamente democratico, come poteva essere un’ideale democrazia puritana in Inghilterra o negli Stati Uniti – oppure laica in Francia – hanno assunto una colorazione classista. L’italianizzazione socialista dei “diritti civili” non poteva fatalmente (storicamente) che volgarizzarsi.

Infatti: l’estremista che insegna agli altri ad avere dei diritti, che cosa insegna? Insegna che chi serve ha gli identici diritti di chi comanda. L’estremista che insegna agli altri a lottare per ottenere i propri diritti, che cosa insegna? Insegna che bisogna usufruire degli identici diritti dei padroni.

L’estremista che insegna agli altri che coloro che sono sfruttati dagli sfruttatori sono infelici, che cosa insegna? Insegna che bisogna pretendere l’identica felicità degli sfruttatori.

La tragedia degli estremisti consiste così nell’aver fatto regredire una lotta che essi verbalmente definiscono rivoluzionaria marxista-leninista, in una lotta civile vecchia come la borghesia: essenziale alla stessa esistenza della borghesia. La realizzazione dei propri diritti altro non fa che promuovere chi li ottiene al grado di borghese.

Un nuovo fascismo e rapporti sociali immodificabili

In fondo il “rapporto sociale” che si incarnava nel rapporto tra servo della gleba e feudatario, non era poi molto diverso da quello che si incarnava nel rapporto tra operaio e padrone dell’industria: e comunque si tratta di “rapporti sociali” che si sono dimostrati ugualmente modificabili.

Ma se la seconda rivoluzione industriale – attraverso le nuove immense possibilità che si è data – producesse da ora in poi dei “rapporti sociali” immodificabili? Questa è la grande e forse tragica domanda che oggi va posta. E questo è in definitiva il senso della borghesizzazione totale che si sta verificando in tutti i paesi: definitivamente nei grandi paesi capitalistici, drammaticamente in Italia.

Da questo punto di vista le prospettive del capitale appaiono rosee.

I bisogni indotti dal vecchio capitalismo erano in fondo molto simili ai bisogni primari. I bisogni invece che il nuovo capitalismo può indurre sono totalmente e perfettamente inutili e artificiali.

Ecco perché, attraverso essi, il nuovo capitalismo non si limiterebbe a cambiare storicamente un tipo d’uomo: ma l’umanità stessa. Va aggiunto che il consumismo può creare dei “rapporti sociali” immodificabili, sia creando, nel caso peggiore, al posto del vecchio clericofascismo un nuovo tecnofascismo (che potrebbe comunque realizzarsi solo a patto di chiamarsi antifascismo), sia, com’è ormai più probabile, creando come contesto alla propria ideologia edonistica un contesto di falsa tolleranza e di falso laicismo: di falsa realizzazione, cioè, dei diritti civili.

I diritti civili strumento del potere

Ora, la massa degli intellettuali che ha mutuato da voi, attraverso una marxizzazione pragmatica di estremisti, la lotta per i diritti civili rendendola così nel proprio codice progressista, o conformismo di sinistra, altro non fa che il gioco del potere: tanto più un intellettuale progressista è fanaticamente convinto delle bontà del proprio contributo alla realizzazione dei diritti civili, tanto più, in sostanza, egli accetta la funzione socialdemocratica che il potere gli impone abrogando, attraverso la realizzazione falsificata e totalizzante dei diritti civili, ogni reale alterità. Dunque tale potere si accinge di fatto ad assumere gli intellettuali progressisti come propri chierici. Ed essi hanno già dato a tale invisibile potere una invisibile adesione intascando una invisibile tessera.

Fin qui gli estratti che ho scelto.

Ancora una volta Pasolini aveva previsto tutto. Aveva previsto l’avvento di un nuovo fascismo chiamato antifascismo e aveva previsto l’utilizzo fuorviante della realizzazione di falsi diritti civili per realizzarlo.

Scarica il discorso

EDIT 10/07/2018

Qualcuno continua a sostenere che questo discorso sia un falso. Che Pasolini non lo abbia mai scritto.

Comprendo che, per chi si auto-definisce “antifascista”, il fatto che stia in effetti agevolando un nuovo fascismo sia una ipotesi che manda in “dissonanza cognitiva”.

Il discorso, in effetti, è pure sparito dal sito radicali.it, rimanendone solo qualche estratto. Privo, fra l’altro, degli stralci “imbarazzanti”.

Purtroppo (per i sostenitori della falsità del discorso) ho scaricato tempestivamente la “copia cache” della pagina sparita dal sito dei radicali.

Perciò non etichettate con “BUFALA”, rispondendo con l’articolo di Wu-Ming Foundation.

Ci ha già provato la stessa WU Ming Foundation e si è ritirata in buon ordine.

Dolente, quindi, ma dovete confrontarvi con la realtà di ciò che è diventata la “intellighènzia” antifascista al servizio del potere per l’attuazione di un nuovo fascismo tecnico. Eccola, la pagina.

Potrebbero interessare: