Economia reale e consolidamento del debito


image_pdfimage_print

Il fallimento del quantitative easing e la possibilità di consolidamento del debito.

MonetaPositiva: Locandina evento a Bologna 15 settembre 2018

di Emanuele Oggioni – Analista finanziario – MonetaPositiva

(Parte Prima) – Parte Seconda – (Parte Terza)

Tre brevi annotazioni di Emanuele Oggioni su moneta a debito, economia reale e consolidamento del debito e le possibili soluzioni in condizioni di sovranità monetaria limitata: la moneta complementare.

Denaro all’Economia Reale

Visto che il Quantitative Easing ha funzionato solo parzialmente ed ha comunque allargato il divario di ineguaglianza economica in Italia, cosa bisogna fare quindi per migliorare la situazione?

Dal punto di vista monetario, bisogna immettere più denaro nell’Economia reale. Ci vogliono misure fiscali espansive ed una creazione di moneta da parte della banca centrale che davvero aumenti i consumi interni (quindi un’emissione priva di debito, che non va ad aumentare il debito, e che non crea inflazione, in quanto i fattori produttivi sono ampiamente sotto utilizzati).

Il problema quindi non è l’Euro in sé stesso, ma il ricatto sul debito da parte del sistema monetario esistente, che si basa su moneta a debito, ossia sulla emissione di credito, non sulla moneta sovrana, emessa senza debito, emessa dallo Stato o dalla propria Banca centrale.

Anche in Gran Bretagna, pure avendo la propria valuta e non l’euro, hanno capito l’esigenza di cambiare politica monetaria grazie alle pressioni di PositiveMoneyUK.

La base dell’attuale sistema monetario internazionale è fondata sul debito e sugli interessi che sia i privati sia lo Stato devono pagare.

Ed è matematicamente inestinguibile senza la creazione di nuovo denaro che a questo punto deve essere emesso direttamente dallo stato, senza aggiungere nuovo debito al sistema nel suo complesso.

Consolidamento del debito

La banca centrale che compra, direttamente come fa in Giappone, o indirettamente come si fa in Europa, il debito pubblico del proprio Stato, dove trova i soldi?

I soldi non si trovano, sono un mezzo di misurazione e scambio, sono una convenzione, ed infatti si creano con un click del computer, nel caso della moneta elettronica di emanazione bancaria, sia delle banche private sia della banca centrale.

Sia in Gran Bretagna sia in Giappone è stato dimostrato che il consolidamento del debito è possibile, e quindi far cadere questo ricatto verso gli Stati e i cittadini.

Il concetto è simile a quello espresso durante la formazione del nuovo Governo M5S-Lega, quando si è parlato di cancellare il debito. Ebbene, è stato già fatto dalla banca centrale inglese e giapponese.

Semplificando: il debito statale comprato dalle banche centrali non deve più essere ripagato, alleviando i conti pubblici.

Nei decenni di prosperità economica italiana del secolo scorso e fino al 1981 l’Italia è diventata una potenza industriale mondiale perché monetizzava parte del deficit pubblico, controllava il costo del debito, pagando meno interessi, grazie all’acquisto di titoli pubblici da parte della Banca d’Italia.

Il ricorso al mercato era limitato, grazie anche al sistema di banche pubbliche che compravano i titoli di stato, emettendo moneta elettronica come le banche private.

Se la banca centrale nazionale emette moneta direttamente (quindi senza aumentare il debito pubblico) si stimola l’economia oltre a ridurre il leverage di tutto il sistema come ha studiato il FMI nel 2012. Tale modello macro economico del FMI è uno dei più evoluti disponibili e molto più accurato della media.

In Italia ed in Europa questa politica monetaria appena descritta non è al momento possibile, avendo demandato ad una entità terza e indipendente la BCE, il potere di creare denaro insieme alle banche private. Senza uscire dall’Euro e violare i trattati, senza nazionalizzare la Banca d’Italia o pretendere che la politica abbia un maggiore controllo della BCE, cosa rimane da fare? Le risposte:

  1. introdurre una moneta fiscale, uno strumento parallelo di scambio e pagamento come proposto dal prof Cattaneo.

  2. creare una o più banche pubbliche per gli investimenti che rilancino il credito e quindi, immettendo nuova linfa nel sistema economico, sviluppo industriale e occupazione. Questo punto è già contemplato nel programma del M5S e nel successivo contratto di Governo con la Lega. Si ricorda che ad esempio in Germania oltre la metà del sistema bancario è rimasto pubblico… un grosso vantaggio competitivo per loro e viceversa una forte penalizzazione per noi.

  3. Introdurre le monete locali (complementari all’euro e alla moneta fiscale nazionale) emesse direttamente dagli enti pubblici locali (comuni, regioni) che già ora hanno per legge la facoltà di emettere moneta elettronica

I primi due punti sono già stati dibattuti, mentre poco o nulla si è studiato sul terzo punto, ossia la moneta locale emessa direttamente da un ente pubblico per rivitalizzazione dell’economia locale, un rafforzamento dell’identità e della coesione sociale locale e la conseguente riduzione del tasso di disoccupazione.

Potrebbero interessare: