Nicola Morra Presidente Commissione Antimafia? Meglio evitare


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Nicola Morra, il senatore 5 Stelle, è designato dal Movimento 5 Stelle alla presidenza della Commissione Parlamentare Antimafia. Ma è opportuno?

il figlio di nicola morra nel mirino della dda

Nicola Morra è designato Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia. Ma alcuni articoli giornalistici (mai smentiti) suggerirebbero prudenza

Il 4 Novembre 2018 un articolo su “La Verità” ha solleticato la mia curiosità.

articolo 4 novembre su Nicola Morra e il figlio Emilio - La Verità

L’articolo, di per se, stimola la fantasia.

Coinvolge Luca Lotti, coinvolto nella spinosa faccenda CONSIP “Consip, chiuse le indagini: Luca Lotti e generale Tullio Del Sette verso il processo. Chiesta archiviazione per Tiziano Renzi.

 La Calabria di Nicola Morra vicinissima alla Campania.

Ma è tutto li? Una correlazione mediata può bastare a gettare ombre su un altrimenti irreprensibile senatore radicalmente grillino quale è Nicola Morra?

Certamente no.

L’articolo de “La Verità”, a ben leggere, pare un filino forzato.

Il datore di lavoro (Mazzei) di colui il quale (Samuele) ha avuto in affitto il locale dei Morra è amico di Luca Lotti.

E allora? Se non c’è altro, l’Articolo de “La Verità” è ben poca cosa.

Purtroppo c’è altro.

Il socio

Secondo l’articolo su “La Verità”, il socio di moglie e figlio di Nicola Morra è tale Riccardo Panno di professione avvocato penalista.

Le quote sociali della “Sangi S.r.l.” sarebbero così distribuite:

50% Patrizia Cancarella

40% Riccardo Panno

10% Emilio Morra

Patrizia Cancarella ed Emilio Morra sono la moglie e il figlio del senatore Nicola Morra.

Ma chi è Riccardo Panno?

È vero che l’Avvocato Panno è un penalista e quindi il suo lavoro consiste proprio nel difendere chi è accusato di aver infranto il Codice Penale.

Ma qui si tratta di personaggi di vero rilievo.

Giusto per attenersi ad alcuni dei suoi processi di cui si trova traccia nelle cronache:

I processi dell’Avvocato Panno: Renato Mazzulla

Nel 2015 difendeva Renato Mazzulla. Imputato e condannato a 4 anni per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Per la Procura si tratta di un «estorsore abituale che raccoglie soldi per conto della cosca Lanzino».

Era già stato arrestato e condannato per favoreggiamento nei confronti dell’ex latitante Ettore Lanzino, ritenuto il boss dell’omonima cosca della ‘ndrangheta.

I Processi dell’Avvocato Panno: Clan Muto alla sbarra

Nel 2017, su nomina di Alessandro Di Pasquale, fa parte del collegio di difesa nel processo contro il clan Muto.

Di Pasquale verrà condannato a dodici anni di detenzione.

Scrivevo che è ovvio che un avvocato penalista difenda chi viola il codice, ma è anche ovvio che un avvocato “di fiducia” debba godere della piena fiducia del difeso.

Nel caso dell’avvocato Panno, interi clan hanno fiducia in lui.

Proprio nel processo contro il clan Muto, ad esempio, un altro avvocato, Michele Rizzo, si è trovato in condizione di incompatibilità perché risultava imputato per violazione del segreto istruttorio aggravata dal metodo mafioso e anche difensore di fiducia di alcuni imputati.

In ogni caso, per essere socio al 40% di una società costituita con i più stretti familiari del Senatore Morra, l’Avvocato Panno gode anche della fiducia della famiglia Morra.

Può la stessa persona godere della fiducia di persone accusate (e condannate) per mafia, addirittura di intere cosche e contemporaneamente della famiglia del Presidente della Commissione antimafia?

Il figlio di Nicola Morra nel mirino dalla DDA?

Assai pesanti le dichiarazioni del Sindaco di Cosenza Mario Occhiuto.

il paradosso è che, da quello che mi dicono (ma io non voglio crederci), un suo stretto congiunto (di Morra, ndr) esercita addirittura le sue attività imprenditoriali spesso in società con soggetti in odore di mafia

Secondo il giornale on line

esiste addirittura una inchiesta in corso, dove Emilio Morra sarebbe attenzionato, in merito alla gestione del lido “Ginger Beach”

Il “Ginger Beach” è di proprietà della Sangi S.r.l. in cui moglie e figlio di Nicola Morra sono in società con l’avvocato Riccardo Panno.

L’articolo è del 21 settembre 2018 e non risultano annotazioni o riferimenti che facciano supporre che i Morra abbiano reagito in alcun modo.

Pochi giorni prima, anzi, era stato proprio Mario Occhiuto a querelare Nicola Morra.

Altre ombre: Emilio Morra non paga dipendenti e fornitori?

Il 23 settembre 2018 Iacchite’ pubblica nuovamente una lettera giunta in redazione in Aprile.

Le attività imprenditoriali del proprio figlio si rivelano, da anni, fallimentari, lasciando dietro una scia di debiti, fornitori non pagati, e COSA GRAVISSIMA, dipendenti che hanno prestato il loro lavoro e non sono stati pagati.

Sembrerebbe che, tra tutte le attività imprenditoriali ossia il Cantiere31, il Retrò ed il Ginger Beach sulla costa di Bonifati, abbia collezionato denunce per schiamazzi e disturbo della quiete pubblica, pignoramenti di arredi e cucine per decreti ingiuntivi promossi da fornitori “bruciati” e persino, con il Ginger Beach, denunce dalla Guardia Costiera perché privo della concessione della spiaggia e anche qui dipendenti che aspettano da 3 anni di essere pagati (e questa secondo me è la cosa più grave, perché un imprenditore prima di tutto dovrebbe onorare il lavoro dei propri dipendenti e poi tutto il resto).

E ancora:

un padre che ricopre il ruolo di senatore della Repubblica dovrebbe tirare le orecchie (o meglio calci nel sedere) ad un figlio che apre una attività sulla spiaggia senza chiedere prima i dovuti permessi, anziché accompagnarlo in giro DOPO spendendo il proprio nome di senatore, con l’arroganza tipica del miglior vecchio politico da prima Repubblica, ma davvero di delusione dal M5S calabrese ne ho già avuto tanta

La lettera era stata pubblicata il 22 Aprile 2018 ed è stata pubblicata nuovamente il 23 settembre 2018.

È evidente che il Senatore Nicola Morra e la sua famiglia non hanno avanzato alcuna contestazione alla lettera.

Fino a quando queste faccende non verranno chiarite, non sarebbe il caso che il Senatore Morra rinunciasse alla carica di Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia?

Anzi, forse sarebbe il caso che si dimettesse da componente della Commissione stessa.

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