TAV. Ovvero “Ragionando della politica del consenso”


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Con il post voto e le dichiarazioni di Salvini sono scoppiate le polemiche sul TAV. Ma la politica è consenso.

tav M5S e il voto delle comunità locali

Io non so cosa farà il Movimento 5 Stelle a proposito del TAV. Però un fatto è certo: la posizione NOTAV non porta consenso neppure fra le comunità di Val di Susa. E la politica si basa sul consenso.

Ovviamente nel post voto scoppia la polemica sul TAV.

Infatti Salvini si è premurato a dire che

Tav, Salvini: “Esito del voto è chiaro, il Sì ha preso più dell’80%. Opera può essere rivista in nome di risparmio e ambiente”

E ancora da La Presse

Tav, Salvini: “Voto Piemonte? Se non è un referendum poco ci manca”

Il valore del voto

Nella nostra Democrazia decide il Popolo quando esercita il suo diritto di voto.

È con il suo voto che il Popolo premia chi ritiene abbia agito bene e punisce chi non lo ha fatto.

Diversamente ragionando ci troveremmo di fronte a una Sovranità popolare a convenienza.

Se il Popolo sceglie ciò che io ritengo corretto il Popolo ha ragione, altrimenti è il Popolo a sbagliare?

Facciamo un esempio:

La narrazione ha diffuso l’immagine di Lampedusa e Riace come fossero le isole felici dell’accoglienza dell’immigrato.

Le comunità locali, secondo la narrazione, sarebbero state l’emblema delle comunità accoglienti. Orgogliose del loro essere il porto privilegiato d’arrivo (la prima) e il laboratorio della piena integrazione (la seconda).

All’impatto con la realtà c’è l’amaro risveglio.

Votano per la Lega il 45,85 degli elettori di Lampedusa e il 30,75 a Lampedusa. Il “Simbolo” della città accogliente di Riace, Mimmo Lucano, non viene eletto neppure consigliere comunale.

Ha un significato? O vogliamo liquidare questo risultato con una scrollatina di spalle?

TAV e il voto in Val di Susa

Premetto di essere un accanito sostenitore NOTAV, ma occorre prima di tutto chiarire chi decide se una cosa è giusta o sbagliata.

La politica si basa sul consenso. Ovviamente non mi riferisco al becero consenso del voto di scambio, ma certamente al consenso sulle scelte politiche di alto respiro.

Ora, è noto che l’unica forza politica che fin’ora ha detto un NO secco al TAV è il Movimento 5 Stelle.

Però, non solo l’intero Piemonte, ma addirittura i comuni interessati al TAV hanno punito il M5S.

Se le comunità locali di Val di Susa non premiano elettoralmente il Movimento 5 Stelle, avrà pure un suo significato?

Questi i risultati elettorali alle europee dei Comuni che facevano parte della Comunità Montana Val di Susa. Ovviamente nella tabella mi sono limitato a Lega, M5S e PD. Anche estendendo a Forza Italia e Fratelli d’Italia la situazione peggiorerebbe (click per ingrandire)

Voti nei Comuni del TAV di Val di Susa

E a nulla vale quanto sostenuto dal Movimento NoTav secondo cui

Il voto alle Europee è in linea con il voto nazionale, né più né meno, dove Salvini acquisisce consensi sulla praticità delle sue dichiarazioni, sulla pancia di chi vede nell’Europa un problema e non un’opportunità.

Come per Lampedusa e Riace, in quell’area c’è un fatto contingente. Lampedusa e Riace non sono in linea con il voto delle comunità limitrofe perché soffrono di un problema specifico che è solo loro.

Analogamente, la Val di Susa ha un problema, eppure a questo problema risponde in modo inequivoco come hanno fatto Lampedusa e Riace.

La Politica, quella Alta, deve interpretare la volontà del Popolo e il Popolo si esprime nel momento in cui vota. Il Popolo piemontese e specificatamente quello della Val di Susa si è espresso.

E non ha premiato la posizione nettamente contraria fin’ora assunta solo dal M5S.

Che farà il Movimento 5 Stelle?

Sinceramente non lo so.

So che se fossi al posto di chi decide, pur essendo convintamente No-Tav, non mi impiccherei per contrastarlo.

Sapendo, poi, che in Parlameno sarei l’unica forza politica a essere contraria e mi verrebbe opposto che perfino le Comunità locali mi hanno bocciato.

Cercherei di andare avanti e di realizzare tutte le altre cose buone che sono nel contratto.

Ecco cosa farei.

Di certo non farei cadere il Governo.

Perderei voti? Di certo non ne ho guadagnati con la mia intransigenza.

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3 commenti su “TAV. Ovvero “Ragionando della politica del consenso”

  • Pippo

    Il mio movimento non deve seguire i sondaggi o il consenso ma fare solo le cose giuste.
    Se la tav è considerata sbagliata, nan la si fa. Punto.
    Poi queste sono elezioni europee, magari hanno votato per mandare in europa chi meglio farebbe i nostri interessi, non per decidere sulla tav.
    Ora si può sempre fare il famoso referendum, quello si vincolante.

    • Stefano Alì L'autore dell'articolo

      Il “tuo Movimento” esiste perché e finché ha consenso sulle politiche che mette in atto.
      Non si basa sulle fritture di pesce e se una cosa è giusta o sbagliata lo decide il Popolo quando vota
      O la Sovranità Popolare funziona a singhiozzo?
      Se il Popolo vota tutti i partiti che sostengono una posizione politica opposta a quella che (da solo) il “tuo” (che è anche il mio) Movimento sostiene, vuol dire che quella politica è considerata sbagliata dalle Comunità.
      Occorre prenderne atto senza immaginare di sapere a priori cosa sia giusto o sbagliato.
      La Comunità locale ha fatto una scelta: punire l’unica forza politica che sosteneva una posizione.
      Occorre, quindi, solo prendere atto che quella posizione è ritenuta sbagliata dalla Comunità che si riteneva di rappresentare.
      Il Movimento non rappresenta quella Comunità perché quella Comunità lo ha evidentemente punito per le sue posizioni
      Prenderne atto e cercare di portare avanti tutte le altre cose che si suppongono buone del Contratto.

  • luigi crocco

    SALVINI HA RAGIONE DEVE ESSERE IL POPOLO A DECIDERE SE FARE O NO ANCHE UN OPERA PUBBLICA COME IL CASO SULLA TAV

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