Decreto sicurezza bis: Salvini depenalizza reati e blatera di arresti


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Il Decreto Sicurezza bis è scritto con i piedi e depenalizza reati. Se la “Capitana” Rackete non avesse fatto l’ultima follia se la sarebbe cavata con niente.

Decreto sicurezza bis - il bluff di Salvini

Si sarebbe potuto arrestare la Comandante Rackete quattro giorni fa, ma il Decreto Sicurezza bis ha depenalizzato il reato. Il bluff di Salvini e delle norme scritte con i piedi. Salvini le mandi un mazzo di fiori. Senza l’ultima pazzia, non sarebbe stata perseguibile.

Salvini ha fatto tutto da solo. Dov’era la Ministro Trenta?

Ho letto di gente che invocava le dimissioni della Ministro Trenta perché non avrebbe agito mentre si violavano i confini.

Cominciamo col chiarire una volta per tutte il ruolo del Ministero della Difesa di Elisabetta Trenta (e pure del Ministero delle Infrastrutture di Danilo Toninelli) così la smettiamo col mito del «se non ci fosse lui, signora mia!»

L’interdittiva è stata adottata dal Ministro dell’Interno con il concerto (le firme sul provvedimento) degli altri due.

Per questa ragione la Capitaneria di Porto ha negato l’accesso alle acque territoriali.

La Sea Watch 3 ha violato il diniego e sono arrivate le motovedette della Guardia di Finanza e della Guardia Costiera a intimare l’ALT e inversione, ma in veste di Difesa.

L’imbarcazione viola anche questo ordine, ma non si può sparare su una nave con civili a bordo.

La Rackete avrebbe così commesso il reato di “rifiuto di obbedienza a nave da guerra” (art. 1099 del Codice della Navigazione).

Non fosse stato per il Decreto Sicurezza bis, la Rackete sarebbe stata arrestata all’intante e fra poco vedremo il perché.

Almeno, però, il Ministro degli Esteri può così fare (e ha fatto) formale protesta all’Olanda per “atto ostile” da parte di nave che batte bandiera di quel Paese.

La natura del Decreto Sicurezza bis

Per definizione, la norma è “generale e astratta”.

Questo significa che, in genere, una norma non si riferisce a casi o circostanze specifiche.

Può accadere che una norma vada a disciplinare una particolare casistica della norma generale. In questo caso siamo in presenza di una “Legge Speciale” (Lex Specialis).

Il Decreto Sicurezza bis porta modifiche al D. Lgs. 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero).

Già questo elemento lo configura quale “Legge Speciale”

Le modifiche del D. Sicurezza bis

Le modifiche fondamentali apportate dal Decreto Sicurezza bis sono relative all’art. 11, cui viene aggiunto il comma 1 tercomma 1 ter DECRETO LEGISLATIVO 25 luglio 1998, n. 286e all’articolo 12 cui viene aggiunto il comma 6 bis

art. 12 comma 6 bis DECRETO LEGISLATIVO 25 luglio 1998, n. 286

Il nuovo articolo 11

La modifica al’articolo 11 prevede di poter impedire l’accesso o il transito nel mare territoriale mediante un apposito provvedimento.

Un “provvedimento” adottato dal Ministro dell’Interno “di concerto” con i Ministri della Difesa e delle Infrastrutture secondo le loro competenze.

L’articolo 11 del Decreto Legislativo 25 luglio 1998, n. 286, nell’ambito dell’argomento specifico dell’immigrazione, riguarda i generici “controlli di frontiera”. Ricomprendendo, quindi, aria, terra e acqua. 

Questo significa che, nel particolare caso in cui l’immigrazione avvenga via mare si possono adottare le misure “speciali” adesso previste.

Rendendo, così, ancora più “speciale” la norma del Decreto Sicurezza bis.

Gli effetti

Siccome ciascun Ministero sottoscrive il provvedimento “secondo le sue competenze”, le unità utilizzate sono contemporaneamente unità di Difesa (quindi in assetto di guerra), di supporto infrastrutturale, di Polizia e Sicurezza Interna.

Se non ci fosse stata la modifica al successivo articolo 12, la Rackete sarebbe stata arrestata nell’istante in cui ha varcato il confine delle acque territoriali. Fra poco vediamo il perché.

Il nuovo articolo 12

Il nuovo articolo 12 prevede che le violazioni ai limiti e ai divieti previsti dal nuovo articolo 11 siano puniti con una “Sanzione Amministrativa“.

Anche l’eventuale sequestro nel natante è una sanzione amministrativa accessoria, solo in caso di “recidiva” e senza retroattività.

Gli effetti

Una violazione può essere penale, civile o amministrativa. Le violazioni penali non possono essere “oblate” con una sanzione amministrativa.

La frase “salve le sanzioni penali quando il fatto costituisce reato” deve per forza riferirsi ad altro, perché la violazione del divieto di transito o accesso nelle acque territoriali è punita con una sanzione amministrativa.

Né si sarebbe potuto sequestrare il natante. Dalla lettura della norma, infatti, non si rileva alcuna retroattività.

Ovviamente, una norma penale non può essere retroattiva, ma qui si è in presenza di una violazione amministrativa.

Sarebbe bastato scrivere «In caso di reiterazione commessa nell’ultimo anno (o due, tre, cinque anni) con la medesima imbarcazione…» per poter sequestrare il natante.

Il Decreto Sicurezza bis ha depenalizzato il “Rifiuto di obbedienza a nave da guerra”.

Abbiamo già visto che le unità utilizzate sono contemporaneamente unità di Difesa (quindi in assetto di guerra), di supporto infrastrutturale, di Polizia e di Sicurezza Interna.

Violare un loro divieto è penalmente previsto all’art. 1099 del Codice della Navigazione (R.D. 30 marzo 1942, n. 327 e successive modifiche e integrazioni):

(Rifiuto di obbedienza a nave da guerra)

Il comandante della nave, che nei casi previsti nell’articolo 200 non obbedisce all’ordine di una nave da guerra nazionale, è punito con la reclusione fino a due anni.

Come non bastasse, l’articolo 1099 è nel Capo “Dei delitti contro la personalità dello Stato” che, in via generale, prevedono l’arresto immediato.

Siccome, però, nel caso in cui si tratti

  1. di immigrazione clandestina
  2. violazione degli specifici divieti previsti dal nuovo articolo 11 del Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero

è prevista solo una sanzione amministrativa, non si poteva arrestare la Rackete nell’attimo in cui ha violato il confine delle acque territoriali.

Non la si poteva arrestare perché il Decreto Sicurezza bis ha depenalizzato il reato previsto dall’articolo 1099 del Codice della Navigazione!

La Rackete è stata arrestata, però

Durante la notte fra il 28 e il 29 giugno, la Rackete ha diretto la Sea Watch 3 dentro il porto di Lampedusa.

Non avendola potuta arrestare quando ha varcato il limite delle acque territoriali, le unità navali (sempre in veste di Difesa dei Confini, quindi con la qualifica di Navi da Guerra) hanno dovuto rischiare se stesse per impedirle l’ingresso.

Effettuando tutte le manovre da “protocollo” (le “Consegne”) hanno perfino rischiato di essere speronate e schiacciate sulla banchina.

Il reato che il Decreto Sicurezza bis non depenalizza

Così si configura il reato di “Resistenza o violenza contro nave da guerra” ex articolo 1100 del Codice della Navigazione:

Il comandante o l’ufficiale della nave, che commette atti di resistenza o di violenza contro una nave da guerra nazionale, è punito con la reclusione da tre a dieci anni.

La pena per coloro che sono concorsi nel reato è ridotta da un terzo alla meta’.

È ancora un reato incluso nel capo “Dei delitti contro la personalità dello Stato” e non è stato depenalizzato dal Decreto Sicurezza bis.

Ragione per cui la Rackete viene arrestata immediatamente.

Ed è pure la ragione per cui ho la sensazione che i parlamentari del PD e LeU a bordo stiano nutrendo qualche timore.

Specie quelli che improvvidamente hanno pure lanciato i tweet immediatamente precedenti all’avvio della manovra di attracco.

Quelli competenti

Se il Decreto Sicurezza bis non avesse depenalizzato il “Rifiuto di obbedienza a nave da guerra” e la Rackete fosse stata arrestata alla violazione dei confini, le unità navali non sarebbero state costrette a rischiare se stesse e la loro vita.

Ma il Centro Destra tutto non è nuovo a queste manovre che mettono a repentaglio la vita dei nostri militari.

Per referenze, citofonare “Marò”: Il Decreto Legge 12 Luglio 2011 n° 107 venne convertito in Legge 2 Agosto 2011 n° 107 col voto unanime di quasi tutto il Parlamento. Dalla Lega a Fratelli d’Italia, Forza Italia e il PD.

Tutti tranne Italia dei Valori.

Il resoconto, lo trovate qui: Marò: Fulgido esempio di classe politica cialtrona.

Cialtroni erano e cialtroni restano.

ADDENDUM

Qualcuno sui social mi pone la questione dei rilievi di Mattarella che avrebbero “annacquato” il Decreto Sicurezza bis.

Nessuno dei rilievi ha riguardato la questione che qui ho trattato.

I rilievi erano relativi all’attribuzione “automatica” dei pieni poteri a Salvini e alla sanzione da irrogare per ciascun migrante.

Rimane evidente che Consentire una concentrazione di poteri su tutte le forze armate in modo automatico è estremamente pericoloso (a prescindere che possa essere oggi Salvini, ma domani chissà chi).

Con la firma di Toninelli e della Trenta, per il caso in questione i pieni poteri erano stati conferiti.

La “sanzione” per ciascun migrante”, era comunque una sanzione. Nulla togliendo all’impianto del Decreto che depenalizza alcuni reati riducendoli a illeciti “oblabili” con una sanzione”.

Questo genere di rilievo all’articolo, quindi, non ha alcun senso.

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17 commenti su “Decreto sicurezza bis: Salvini depenalizza reati e blatera di arresti

  • Devain

    Chi è il ministro dell’interno ci si spaccia da onnipotente chi con arroganza si fa merito del lavoro altrui ? Chi insulta la francia provoca l’europa e poi si permette di chiedere ? salvini è un incapace e impostore prima ve ne rendete conto e meglio sarà !! Io riesco ad immaginarmelo con la sua spochia ai tavoli del governo e si sa per certo che non ascolta buoni consigli ! Quindi che se ne vada pure a quel paese!

    • Stefano Alì L'autore dell'articolo

      Per favore, restiamo entro i limiti della discussione civile. Ho modificato le ultime parole del suo sommento

  • Alby

    Perché ve la prendete con Salvini? Il governo da chi è composto? Solo da lui ? Chi c’è al governo, chi è il presidente del consiglio? E’ percaso Salvini o Conte? Il M5S non è forse al governo ? Il decreto Salvini da chi è stato approvato? Inoltre perché le navi della Marina militare e della Guardia di finanza non hanno impedito l’ingresso della ONG nelle acque territoriali con la forza? Si speronava la ONG, si saliva sulla ONG e si impediva a questa di fare ciò che ha fatto !

    • Stefano Alì L'autore dell'articolo

      Speronare una imbarcazione con civili a bordo? Sta scherzando, vero? Badi che non si tratta di un videogioco
      Dico Salvini perché il testo è suo.
      Ciascuno prepara i provvedimenti relativi alla propria parte del programma

  • Giulio

    In pratica col 1099 la gip s’é parata il fondo dando la colpa a Salvini, col 1100 ha dovuto arrampicarsi sugli specchi… Per quanto, dal mio punto di vista, l’articolo 12 bis del decreto sicurezza non ridefinisca il concetto di disobbedienza ad un naviglio militare ma limiti la libera circolazione di una nave nelle acque territoriali. Ergo la GDF avrebbe potuto semplicemente intimargli di fermarsi per controllare la documentazione… Spero che questo commento non finisca come gli altri da solo in cima visto che son ben stato attento a premere il pulsante giusto. C’era un altro utente che lamentava lo stesso problema…

    • Stefano Alì L'autore dell'articolo

      Avrebbe pututo e ha fatto
      Tanto che, non sapendo della depenalizzazione per quel caso specifico dell’art. 1099, nell’informativa la GdF aveva pure contestato quello

  • Giulio

    Beh però anche l’eccesso di velocità é un illecito amministrativo però se contemporaneamente fuggo all’alt della pattuglia e metto in pratica una guida pericolosa compio anche un reato. Sto cavillando. D’altronde la conclusione della Gip riguardo al non essere nave da guerra avrebbe automaticamente annullato anche il 1099…

    • Stefano Alì L'autore dell'articolo

      Lei ha correttamente individuato le due casistiche previste dagli articoli 1099 e 1100 del Codice della Navigazione.
      Fuggire all’alt lo possiamo assimilare all’art 1099 (non è uguale. È ASSIMILABILE).
      La guida pericolosa è assimilabile all’art. 1100
      Immagini che ci sia una norma che dica che violare l’alt sulla A18 quando lei trasporta due suoi amici di colore, poniamo, comporti una sanzione amministrativa.
      Questa è la situazione
      Dell’articolo 1100, fortunatamente, Salvini se ne è scordato.
      È stato contestato e la GIP, con una ordinanza irresponsabile, ha negato che la Polizia Stradale (per rimanere nel suo esempio) avesse i poteri di Polizia Stradale

  • Giulio

    Secondo me va letta in chiave diversa ed anche in questo caso la GIP avrebbe commesso un grossolano errore. La sanzione si applica al divieto di ingresso, transito e sosta. Il diniego va notificato, non necessariamente con un ordine proveneinete da una nave da guerra. La “disobbedienza” ad un ordine preciso di una nave da guerra, invece, è un reato a sè stante “successivo” e conseguente, eventualmente, all’infrazione della nave che non rispetta l’ordinanza di divieto di ingresso.

    • Stefano Alì L'autore dell'articolo

      Sul fatto che la GIP abbia sbagliato quasi tutto siamo d’accordo.
      Per il resto, il Decreto Sicurezza bis prevede che il provvedimento di diniego di accesso, transito e sosta venga sottoscritto da tre Ministeri e ciascuno per le sue competenze.
      Quindi:
      Interno per la Sicurezza interna
      Infrastrutture e Trasporti per la competenza nei porti
      Difesa (il senso è chiaro, non è necessario esclicitarlo)
      Qualunque naviglio Statale, sulla base degli ordini che ha avuto impartito a seguito di quel provvedimento ha funzioni di Polizia e rientra, quindi, a pieno titolo nell’articolo 200 del Codice della Navigazione.
      Anche considerato che i navigli della GdF sono TUTTI iscritti nel registro del naviglio militare, gli equipaggi sono costituiti da personale con funzione militare e sono comandate da un Ufficiale.
      Da cui discende che se il Decreto avesse taciuto sulla violazione del divieto di accesso, magari limitandosi a richiamare le norme esistenti, la “Capitana” sarebbe stata arrestata nell’istante in cui avesse spento i motori.
      Le violazioni di cui al nuovo art. 11 comma 1 bis al T.U. sull’immigrazione – così come introdotte dal D. Sicurezza bis – però, se specificatamente commesse in violazione a QUEL provvedimento previsto dallo stesso nuovo art. 11 comma 1 bis del T.U. sull’immigrazione, sono punite con le sanzioni di cui al successivo articolo 12 comma 6 ter del medesimo Testo Unico per l’immigrazione.
      Introdotto dal medesimo Decreto che ha intridotto la violazione.
      Ricapitolando:
      Nessuno può contestare che le vedette della GdF che svolgano quelle funzioni siano da considerare “Navi da Guerra”, ricoprendone tutte le caratteristiche.
      Siccome, però, quella specifica violazione introdotta dal D. Sicurezza Bis ha una specifica “punizione” introdotta dallo stesso D. Sicurezza bis, l’accesso, il transito e la sosta in violazione del divieto non configura più il reato penale previsto dall’art. 1099 del Cod della Navigazione
      Sono riuscito ad essere esaustivo?

  • Devore

    Mi scusi se insisto, ma quella è un’altra delle assurdità di quell’ordinanza.
    Non si può ritenere che, in assenza di un’abrogazione espressa, il d.l. sicurezza abbia cancellato una previsione penale che, peraltro, espressamente la nuova normativa mantiene, come le ho detto prima.
    E l’illecito amministrativo può ben coesistere con l’illecito penale su una medesima fattispecie; vedi, per esempio la disciplina sugli abusi del mercato.

    • Stefano Alì L'autore dell'articolo

      Una “Lex Specialis” come deve intendersi il Decreto Sicurezza bis non ha bisogno di abrogare espressamente alcunché.
      Anche perché non di abrogazione si tratta
      Una Legge Speciale regolamenta non l’universalità cui si riferisce la norma “generale ed astratta”.
      Dispone per un caso specifico e per quel caso specifico non c’è bisogno neppure di menzionare le norme “generali ed astratte” che non si applicano o si applicano in modo diverso

  • Devore

    Non comprendo in che modo Salvini avrebbe depenalizzato l’art. 1099. Basta leggere con un minimo di obiettività. La frase “salve le sanzioni penali quando il fatto costituisce reato” fa salva l’applicazione dell’art. 1099 e di tutte le fattispecie penali,che coesistono con la sanzione amministrativa.

    • Stefano Alì L'autore dell'articolo

      Non può trattarsi della stessa infrazione prevista dall’art. 1099 che col D. Sicurezza viene ad essere sanzionata con una sanzione amministrativa.
      Ciò esclude l’aspetto penale per quel reato.
      Diverso sarebbe stato se avesse scritto “pena pecuniaria”, mantenendola così nell’alveo penale
      Se vedi il mio articolo successivo, Scarcerazione di Carola Rackete: Ordinanza irresponsabile vedrai che la Vella ha avuto buon gioco nell’escludere il reato di cui all’art. 1099 (che pure era stato contestato nelle informative della GdF) adducendo esattamente quella motivazione

  • giulia

    Mi scuso fin d’ora per non aver compreso appieno l’articolo (rifuggo da tutti i codici e codicilli legali a piè pari…). E’ chiaro il perche’ la comandante non sia stata arrestata se non per aver speronato l’imbarcazione della guardia di finanza (non è imbarcazione militare perchè dipende direttamente dal ministero dell’economia?). E’ chiaro perchè ora tutti potrebbero farla in a barba a qualunque diniego, tanto pagano un pugno di maledetti euro e se la filano. Perchè continuano a far pattugliare le acque territoriali dalle imbarcazioni della guardia di finanza e non della marina? Non mi è chiaro il discorso sui pieni poteri attribuiti a chi. In tutto questo, secondo lei la modifica apportata col decreto bis è una svista o un calcolo macchiavellico???????????Grazie

    • Stefano Alì L'autore dell'articolo

      In questo articolo spiego perché la Capitana non sia stata arrestata quando ha violato l’ALT per aver oltrepassato il confine delle acque territoriali.
      Il D. Sicurezza bis di Salvini, avendo imposto una “sanzione amministrativa” per quella violazione, ha reso QUEL reato non perseguibile penalmente.
      Negli altri due articoli susseguenti affronto altra questione. La resistenza e violenza a Nave da Guerra che la GIP nega senza che sia stata depenalizzata (probabilmente Salvini non ci ha pensato, grazie a Dio): Scarcerazione di Carola Rackete: Ordinanza irresponsabile e la stupefacente posizione del Prof Maddalena circa l’incostituzionalità del D. Sicurezza senza che la Corte Costituzionale si sia mai pronunciata. Non può deciderlo un Giudice: Ordinanza del giudice Vella: D. Sicurezza incostituzionale? E chi lo dice?
      La questione dei “pieni poteri” è un fatto “di lana caprina”.
      Nella versione originale del D. Sicurezza bis c’era l’automatismo della attribuzione dei pieni poteri al Ministro dell’Interno.
      A parte il fatto che sarebbe stato estremamente pericoloso se in modo automatico si potessero concentrare su un solo soggetto i poteri di Sicurezza Interna, Difesa e supporto infrastrutturale, nel caso specifico il problema non si pone.
      Quel provvedimento, controfirmato dal Ministro della Difesa e dal Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, conferiscono al Ministro dell’Interno gli stessi pieni poteri. Anche se solo per il “caso specifico”.
      Se non ho capito qualche domanda o l’avessi saltata, La prego di porre qualsiasi dubbio le salti in mente
      Sono qui.
      Tenga presente che l’accesso ai commenti si chiude automaticamente al 30° giorno
      Grazie

  • Stefano Alì L'autore dell'articolo

    E quindi avevo ragione
    Entro le prescritte 48 ore la Procura avanza la richiesta di convalida dell’arresto.
    I reati contestati sono: Art. 1100 del Codice della Navigazione (Resistenza e violenza a Nave Militare) e articolo 337 del codice Penale (Resistenza a Pubblico Ufficiale)
    Come ho scritto nell’articolo, nessuna delle norme contenute nel Decreto Sicurezza bis può condurre all’arresto.
    Qui Agrigento Notizie

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