Lettera di Tria all’Europa: la bozza era vera. Concordata con chi?


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La lettera di Tria all’Europa uscita in bozza nel pomeriggio di ieri era reale. Il giorno precedente il Vice Ministro leghista Garavaglia dichiarava “condivisa con Tria la risposta da dare all’Europa”.

il caos della lettera di Tria all'Europa

Caos per la bozza di lettera di Tria all’Europa. Prevedeva tagli al welfare, aumento delle imposte indirette e revisione delle agevolazioni fiscali. Smentita del Ministero, ma quella bozza c’era davvero. Ma con chi l’aveva concordata?

Svolgimento dei fatti

Poco prima delle 16.30 di ieri ADNKronos, Huffington Post e a seguire quasi tutte le agenzie di stampa annunciavano che la lettera di Tria all’Europa era pronta.

Le agenzie ne hanno riportano ampi stralci, mentre Huffington ne trascriveva l’intero contenuto.

I passaggi chiave della lettera di Tria all’Europa

In linea con la legislazione in vigore, il Programma di Stabilità prevede un aumento delle imposte indirette pari a quasi l′1,3 per cento del PIL, che entrerebbe in vigore nel gennaio 2020. I partiti politici hanno espresso riserve circa il previsto aumento dell’IVA, ma abbiamo comunque un ventaglio di misure alternative onde garantire il suddetto miglioramento strutturale.

Infatti, stiamo procedendo ad una revisione delle agevolazioni fiscali e dei regimi di concessione delle licenze al fine di incrementare le entrate per il Governo.

Quindi, in alternativa all’aumento dell’IVA aumenteremo altre imposte indirette e revisioneremo le agevolazioni fiscali (deduzioni e detrazioni).

E ancora:

Dal lato della spesa, il Governo sta avviando una nuova Revisione della spesa e si riteniamo che sarà possibile ridurre le proiezioni di spesa per le nuove politiche in materia di welfare nel periodo 2020-2022.

Traducendo: abbiamo in cantiere una revisione della spesa (tagli) che potranno riguardare la spesa sociale per il triennio 2020-2022.

Le reazioni

Sin da subito le bordate del Movimento 5 Stelle.

Alle 16.59 appariva un comunicato sul Blog delle Stelle «Stop austerità! Basta tagli al welfare».

In assenza di interventi di alcun tipo, alle 18.03 Luigi Di Maio pubblicava un post sulla sua pagina Facebook:

Intorno alle 18.15 arrivava finalmente una reazione del Ministero:

Il Mef smentisce nel modo più categorico le notizie di stampa che anticiperebbero i contenuti della lettera che il ministro Tria si prepara a inviare alla Commissione europea. Tali contenuti non corrispondono alla realtà. Come si potrà constatare quando si prenderà visione della lettera che sarà firmata dal ministro e inviata a Bruxelles

Poco dopo anche da Palazzo Chigi arrivava un comunicato:

La versione che è stata anticipata dagli organi di informazione non è quella che in questo momento è in visione al presidente Conte

aggiungendo che lo stesso Giuseppe Conte aveva sentito al telefono il Ministro Tria per 

sollecitare tutte le verifiche, anche giudiziali, affinché chi si è reso responsabile di tali fughe di notizie false sia chiamato alle conseguenti responsabilità

ADNKronos e Huffington Post pubblicano la lettera

Alle 18.35 Huffington Post ha pubblicato la bozza pervenuta e poco dopo (18.42) anche ADNKronos.

la lettera di Tria all'Europa pubblicata

Ci sono correzioni a penna che sicuramente faranno individuare chi le ha fatte.

Alle 22.30 circa il Vice Ministro Laura Castelli diffondeva una nota:

Mi sorprende la smentita del ministro Tria sulla versione della lettera pubblicata dagli organi di informazione. Nel pomeriggio anche io ho visto una bozza della lettera che girava con quei contenuti e purtroppo quel passaggio sul taglio al welfare c’era ancora. Come sempre sono disponibile a supportare il ministro per rivederne il contenuto. Mi rincuora, nel rispetto dell’azione e della volontà del governo, che il presidente Conte, prendendone visione, abbia deciso di correggere alcuni aspetti per noi irricevibili, come il taglio alla spesa sociale.

Nel frattempo, Stefano Buffagni alle 21.00 aveva lanciato un tweet abbastanza sibillino

La bozza di lettera di Tria all’Europa era vera e reale

Intorno alla mezzanotte il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato il testo definitivo della lettera.

Non è necessario scomodare i RIS per rendersi conto che effettivamente quella bozza era reale.

Quelle cose c’erano veramente.

La lettera definitiva infatti è estremamente simile alla bozza circolata nel primo pomeriggio.

Saltano solo gli espliciti riferimenti a

  • taglio al welfare
  • riferimento al mancato aumento IVA compensato con un “ventaglio” di altri aumenti
  • la revisione delle agevolazioni fiscali.

Per il resto è identica nella struttura e nei termini utilizzati.

Il riferimento alla Lega

Sia nel comunicato del M5S pubblicato nel blog, sia nel post di Di Maio c’è un riferimento alla Lega.

Ciò perché proprio il giorno precedente c’era stato un incontro fra il Ministro Tria e la “delegazione economica” della Lega.

La delegazione era composta da Matteo Salvini, Giancarlo Giorgetti, Massimo Garavaglia, Claudio Borghi e Alberto Bagnai.

Nella stessa giornata del 30 maggio (quindi prima della diffusione della bozza) il Vice Ministro leghista Massimo Garavaglia dichiarava 

Con Tria abbiamo condiviso la risposta da dare alla lettera europea. È una risposta convincente e seria e quindi questo è un problema risolto

Per poi proseguire insistendo sullo sblocco del TAV.

E poi c’è Bagnai

Ieri sera 31 maggio a Tg2 Post c’era il Senatore Bagnai.

A seguire, le risposte a due domande. Alla prima (sul coinvolgimento nello scrivere la lettera) il Senatore dice di non conoscerne il contenuto, ma a quanto pare conosce bene i dettagli. Dopo di che glissa e parte per la tangente. Alla seconda domanda, invece, sullo sforamento dei parametri, c’è il riferimento al welfare. E non si tratta proprio di tagli, ma …

Bagnai difende quel testo.

Che su quella bozza ci fosse la manina della Lega, quindi, lo aveva dichiarato lo stesso Vice Ministro Garavaglia e lo confermano le dichiarazioni “glissanti” di Bagnai.

Chi ha fatto trapelare quella bozza e l’intervento netto del Movimento 5 Stelle ha salvato le chiappe del Paese.

Almeno per adesso.

ADDENDUM

Si è scoperto di chi fosse la grafia nel testo “falso”..

Infatti in una intervista rilasciata al Corriere Il Ministro Tria dice

Quindi, contrariamente a quanto affermato dal Ministero nel comunicato di smentita “Tali contenuti non corrispondono alla realtà”, quella bozza era autentica.

C’è di più.

La Vice Ministro Castelli non avrebbe dovuto averla, mentre concordarne il testo con la Lega è corretto.

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