Scarcerazione di Carola Rackete: Ordinanza irresponsabile


Pin It
image_pdfimage_print

Sentendo della scarcerazione di Carola Rackete sono rimasto sbigottito e ho voluto verificare gli atti. L’ordinanza è assurda.

la giudice che ha ordinato la scarcerazione di carola rackete

Il GIP di Agrigento non ha convalidato l’arresto e ha ordinato la scarcerazione di Carola Rackete. Motivazioni assurde che scardinano l’ordinamento delle Forze Armate.

Ho già scritto che il Decreto Sicurezza bis è scritto con i piedi (Decreto sicurezza bis: Salvini depenalizza reati e blatera di arresti).

La giudice nega responsabilità penali fino alla sera del 29 giugno e, in parte, fin qui ha ragione.

Quando a pagina 12 scrive:

Peraltro, l’eventuale violazione dell’art. 11 comma 1 ter – si ribadisce sanzionata in sola via amministrativa […]

dice esattamente quanto avevo scritto nell’articolo precedente: Salvini ha depenalizzato, ma solo per le navi che trasportano clandestini, il “Rifiuto di obbedienza a nave da guerra” (art. 1099 del Codice della Navigazione).

Qui c’è l’ordinanza di scarcerazione di Carola Rackete nella versione integrale.

È vero che le sentenze non si commentano. Si rispettano. Però è anche vero che se una giudice pensa di scardinare l’ordinamento delle Forze Armate, allora diventa dovere civico ribellarsi.

Le abberrazioni dell’Ordinanza di scarcerazione di Carola Rackete

Dopo aver proposto l’unica riga che condivido, andiamo alle stranezze.

Sempre a pagina 12, si legge:

Beh, è estremamente strano che si parli di salvataggio e di naufragio.

Qui alcune ricostruzioni che la presentano diversamente

e poi un’altra

e un’altra ancora

Ma fosse stato solo questo non mi sarei permesso di commentare la sentenza. Potrebbe darsi che nessuno lo abbia fatto notare alla Giudice.

Entriamo, adesso, nella sfera di competenza della Giudice Vella: Leggi e sentenze.

La sentenza della Corte Costituzionale citata “mentula canis”

A pagina 11 la Giudice scrive:

L'ordinanza di scarcerazione di carola rackete scardina Forze Armate e Forze dell'OrdineSalto sulla sedia!

La Corte Costituzionale può aver mai negato la qualifica di Nave da Guerra a una motovedetta della Guardia di Finanza?

Ma le unità della Guardia di Finanza sono iscritte nel registro delle unità militari e battono la “Bandiera italiana di Guerra”.

Poi noto che la parte virgolettata è estremamente breve. Poco prima aveva riportato nella sua interezza l’intera informativa della Guardia di Finanza.

Come mai?

Ecco la Sentenza della Corte Costituzionale n° 35/2000.

Si tratta di una sentenza che riguarda l’ammissibilità di un referendum sulla smilitarizzazione della Guardia di Finanza. Referendum che, per inciso, la Consulta ha ritenuto inammissibile.

C’entra come i cavoli a merenda.

Ecco la “materia” in discussione

sentenza della Corte Costituzionale citata nell'ordinanza di scarcerazione di carola racketeEd ecco il “passaggio incriminato” (click per ingrandire)

In rosso la riga che la Giudice ha letto, mentre in blu c’è la parte che ha dimenticato di leggere.

In quella sede, la Consulta non doveva specificare tutti i casi in cui le motovedette della GdF sono considerate “Navi da Guerra”, Ha semplicemente richiamato i casi principali e fatto riferimento all’art. 200 del Codice della Navigazione.

Da Normattiva, possiamo leggere:

In blu la parte che la Corte Costituzionale ha omesso.

Ma sottolineo, l’omissione non significa nulla.

L’argomento del contendere era altro e nessuna parte del Codice della Navigazione è stato giudicato incostituzionale!

Anzi, l’articolo 200 è richiamato nella sua interezza dopo aver semplicemente fornito alcuni “spunti”.

Ulteriore elemento di “comprensione”, di cui un Giudice non dovrebbe aver bisogno, è il riferimento agli artt. 5 e 6 della legge 13 dicembre 1956, n. 1409 (Norme per la vigilanza marittima ai fini della repressione del contrabbando dei tabacchi).

La “Giudice” è disattenta? Legge ciò che le pare tralasciando ciò che non conferma i suoi convincimenti politici?

Tenta di scardinare incostituzionalmente l’ordinamento delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine.

In termini tecnici, potremmo dire che l’unico riferimento giuresprudenziale che la “Giudice” ritiene «condivisibile» è completamente “inconferente”, per dirla in termini tecnici.

In volgo, sarebbe «non c’entra una beneamata mazza».

La Corte di Cassazione sulle motovedette GdF quali “Navi da Guerra”

Parrebbe che la Giudice, pur di andare a trovare una frase che potesse consentirle la scarcerazione di Carola Rackete abbia pure “saltato” alcuni importanti orientamenti giuresprudenziali.

È il caso, ad esempio, della Sentenza della Corte di Cassazione penale – sez. III – n° 31403 del  31/09/2006.

Cassazione Penale del 2006. Pertinente con la scarcerazione di Carola Rackete

A me pare un filino più pertinente della Sentenza della Corte Costituzionale. Non pare così alla “Giudice”?

O, secondo la GIP Alessandra Vella, la Cassazione nel 2006 ha emesso una sentenza incostituzionale, secondo la SUA PERSONALE interpretazione della Sentenza della Consulta del 2000?

E che dice la Cassazione Penale a proposito delle imbarcazioni della Guardia di Finanza (click per ingrandire)

La Giudice spieghi

  1. Travisando le motivazioni della Consulta, si rende conto che, di fatto, ha reso vigenti alcune delle modifiche previste dal Referendum rigettato dalla Corte Costituzionale?
  2. Rifiutando di riconoscere la qualifica di “Nave da Guerra” alla motovedetta della Guardia di Finanza, si rende conto che ha scardinato l’intero ordinamento delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine?
  3. Come mai la Giudice Penale Alessandra Vella risale a una assolutamente inconferente sentenza della Consulta del 2000 (estrapolandone 4-5 parole) glissando su una conferentissima sentenza della Cassazione Penale del 2006 interamente dedicata all’argomento?

Arrestare la Giudice Vella?

Sia mai che qualche Giudice competente per giudicare i giudici di Agrigento apra un fascicolo.

Potrebbe anche considerare quell’ordinanza di scarcerazione di Carola Rackete quale “Delitto contro la Personalità dello Stato”.

Chi invoca l’intervento di Bonafede, non ha capito come funziona l’ordinamento giudiziario.

Pin It

Potrebbe interessare anche



41 commenti su “Scarcerazione di Carola Rackete: Ordinanza irresponsabile

  • Tommaso Ercole

    In realtà sig. Alì, ogni volta che usiamo quel bottone la risposta viene inserita come nuovo commento. Questo per esempio (come tutti i miei precedenti pure) è stato fatto a partire dalla risposta dove dice quale bottone usare del 9/7/2019.

    Per rispondere invece a Giulio riguardo al si informi. E’ proprio quello che starei cercando di fare. E’ molto complicato trovare quale significato ha la parola “assimilare” in campo giuridico cercando su internet, e devo dire che c’ho provato. Il meglio a cui sono arrivato è la stessa definizione data da Stefano Alì: sono equiparabili ma non sono la stessa cosa.

    Nello specifico, il R.D. 1643/1930 assimila il naviglio a quello della Regia Marina (nello specifico riguardava la sanità ma per come è scritto di fatto per qualsiasi argomento), ma non assimila i ruoli degli ufficiali. Resta interessante il fatto che tale decreto è abrogato dal 2001 dal momento in cui verranno approvati i regolamenti ufficiali… Mi sembra che la situazione sia ancora la stessa.

  • Giulio

    Eh ma mica sono così impedito! Certo che ho ottenuto il pulsante rispondi a destra dei commenti!

  • Giulio

    qui invece rispondevo ad Ercole, non so perché ma anche utilizzando il tasto rispondi non vengono allineate correttamente le risposte, assimilato significa che dá luogo agli stessi effetti (uguali) giuridici.

    • Stefano Alì L'autore dell'articolo

      Se lei usa questo tasto (come sta continuando a fare), risponde all’articolo, inserendo un nuovo commento.

      Se vuole rispondere a un utente, deve cliccare sul tasto “rispondi” del commento specifico, se vuole avere l’aspettativa che l’utente in questione abbia la possibilità di leggere la sua risposta

  • Giulio

    Io rispondevo a Cicalini! Non capisco perché la mia risposta sia finita (come altre) a vagare solitaria….

    • Stefano Alì L'autore dell'articolo

      Penso di aver già spiegato il problema. In ogni caso, le ho risposto io

  • Giulio

    “assimilato” in termine giuridico significa proprio UGUALE invece! Si informi.

    • Stefano Alì L'autore dell'articolo

      Anche qui non si capisce se sta rispondendo a qualcuno o meno, quindi le rispondo io
      “Assimilato” significa solo “assimilato”: reso simile
      Le faccio un esempio: I “redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente” non sono quelli da lavoro dipendente. Sono redditi che, ai fini dell’imposizione fiscale IRPEF, hanno lo stesso trattamento dei redditi da lavoro dipendente.
      Si informi

  • Giulio

    Tu hai capito tutto eh? Che c’entra La seawatch con l’essere nave da guerra?

    • Stefano Alì L'autore dell'articolo

      Occorrerebbe capire
      a) se sta rispondendo a qualcuno o se si riferisce a un pezzo specifico dell’articolo (in questo caso occorrerebbe che dicesse quale, perché non si capisce
      b) appunto: che c’entra La seawatch con l’essere nave da guerra (la motovedetta della Guardia di Finanza)?
      Il commento:
      Lei sta applicando le regole della “fallacia deduttiva”. Sarebbe come a dire che siccome .
      lo elimino, perché non solo non si capisce a cosa si stia riferendo, ma presumo che lo abbia inviato senza meppure completarlo

  • Tommaso Ercole

    @Stefano Alì, certo. Se la motovedetta GDF è una nave da guerra, l’art. 200 non può venire limitato in alcuna parte se non per effetto di qualche altro articolo. Su questo concordo. L’art. 200 però rappresenta “la funzione” (nello specifico la funzione di polizia), “da guerra” è una qualità delle navi che la esercitano. La funzione non dovrebbe mai fare la qualità, semmai l’opposto. Quindi l’art. 200 va applicato e letto se e solo se la motovedetta GDF è una nave da guerra, ma assegnare funzioni di polizia alla motovedetta non la rende una nave da guerra, o almeno, non solamente con l’art. 200.

    Oltretutto non sono affatto interessato a trasformare la motovedetta GDF da guerra a militare o viceversa. Appurato che la sentenza della cassazione del 2006 gli assegna questo ruolo, anche se in una situazione decisamente diversa, ma per motivi compatibili, è altamente probabile che sentenze successive dovrebbero fare lo stesso.

    Io sono interessato a capire come si sia arrivati a quella sentenza, e questo probabilmente è scritto nella sentenza precedente quella del 1987, che però non sono riuscito a reperire online, se non a pagamento.

    @Andrea Catalano, certo. Non intendevo che lo status di nave da guerra può cambiare in base alle navi che ha di fronte. Infatti gli art. 5 e 6 della 1409, non assegnano questa qualità al naviglio della GDF. Quindi se la legge fosse limitata agli art. 5 e 6 le navi della GDF non sarebbero da guerra, ma nei confronti di navi nazionali godono dell’applicabilità delle stesse pene degli art. 1099 e 1100. Le stesse pene, perchè sono gli stessi articoli 5 e 6 a determinare le condizioni in cui quelle pene possono venire applicate e non gli arti 1099 e 1100. La frase della cassazione della sentenza del 2006 si è presa una licenza interpretativa della lingua italiana bella larga, se non c’è altra motivazione in altre sentenze.

    Quindi la trasformazione è ancora avvenuta altrove.

    Vorrei leggere quell’altrove. Tutto qua.

  • Andrea Catalano

    Comunque bisogna vedere se la Procura impugnerá al Riesame la decisione del gip. E ci sono fondate ragioni per farlo.

  • Andrea Catalano

    @Tommaso Ercole: Lo status di nave da guerra non cambia se di fronte ha una nave nazionale o straniera. Cambia il fatto che in generale a una nave straniera non puó impedire il passaggio (e quindi esercitare le funzioni di polizia) se il passaggio é giudicato inoffensivo. Ma se il passaggio é giudicato offensivo le funzioni di polizia sono esercitabili anche su una nave straniera (art. 19 Montego Bay). Ecco perché in un contesto del genere sia l’art. 1099 che 1100 sono applicabili ad una nave straniera. La sentenza 35/2000 della Consulta non dice che le unitá della GdF non sono qualificate come navi da guerra all’interno dei mari territoriali, indica semplicemente alcuni ambiti (mare extraterritoriale e porti esteri dove non c’é autoritá consolare) in cui le unitá della GdF sono qualificate navi da guerra esercitanti le funzioni di polizia per sottolinearne la equiparabilitá giuridica con le navi della Marina Militare quando operano in alto mare e nei porti esteri dove non c’é autoritá consolare.

    • Stefano Alì L'autore dell'articolo

      Nulla da aggiungere se non un applauso
      Nella fattispecie, però, il D. Sicurezza bis ha, di fatto, depenalizzato l’art. 1099 quando il reato è commesso da nave che trasporta immigrati.
      Avendo introdotto la sanzione amministrativa, ha escluso la responsabilità penale.
      Ciò avviene in acque territoriali.
      Il bello è che anche in questo caso la Giudice riconosce la violazione dell’art. 1099 (quindi “Nave da Guerra” in acque territoriali), ma ne esclude il reato penale in quanto la sanzione è solo amministrativa.

  • Vincenzo Cicalini

    A Napoli chiamano “paglietta” avvocaticchi che si spaccianno per guru delle interpretazioni di leggi, tali da far assolvere un assassino colto in flagrante.
    L’autore del post usa ampiamente la tenica del “paralogismo”(PREMESSA FALSAMENTE VERITIERA=DEDUZIONE APPARENTEMENTE LOGICA CONSEGUENZIALE A FALSA PREMESSA, QUINDI FALSA DEDUZIONE). LA MOTOVEDETTA NON ERA E NON POTEVA ESSERE MEZZO DA GUERRA, MA SOLO MEZZO MILITARE CON FUNZIONI DI ASSISTENZA A NAUFRAGHI, NON A CLANDEDTINI. ERA GIÀ STATO ACCERTATO A BORDO, CON LA ESIBIZIONE VOLONTARIA DI TUTTA LA DOCUMENTAZIONE, LA NATURA CIVILE, NON DA GUERRA, DELLA SEA WATCH.
    Se reato vi è stato semmai è a caricio di chi ha intralciato l’approdo ad un porto SICURO, DI NAUFRAGHI, COmE PREVISTO DA ORDINAMENTI SOVRANAZIONALI DISCENDENTI DALLA APPLICAZIONE DELLA COSTITUZIONE ITALIANA.
    SE alcuni vogliono aggrapparsi agli specchi consiglio di passare prima dal bagno e dotsrsi di sturacessi a effetto ventosa.

    • Stefano Alì L'autore dell'articolo

      La ringrazio per il commento serio e argomentato nel merito
      Le faccio presente che questo post l’ho scritto il giorno precedente rispetto a quanto ha scritto S.E. Dubolino
      Qui anche in pic

      Per il resto, pensi quel che crede.
      E per quanto riguarda i cessi, noto che Lei è pratico e sa come fare. Ne avessi bisogno, non esiterò a chiamarLa

  • Tommaso Ercole

    Sig. Stefano, gli ultimi tre messaggi erano riferti a tre differenti post. Quando premo su rispondi, non sembra aggiungere le risposte correttamente ai messaggi da cui si parte.

    Proprio l’inizio dell’articolo 200: «In alto mare, nel mare territoriale, e nei porti esteri dove non sia un’autorità consolare, la polizia sulle navi mercantili nazionali è esercitata dalle navi da guerra italiane.» leggendolo io capisco che:
    1) Navi Nazionali: in altri articoli dello stesso codice della navigazione si cita chiaramente la differenza fra nazionali e straniere. Quindi non è il caso della Sea Watch 3.
    2) La polizia sulle navi mercantili nazionali è esercitata dalle navi da guerra italiane: da quel che capisco lei intende dire che l’art. 200 supporta la teoria che assegnando un ruolo di polizia ad una motovedetta militare automaticamente questa diviene da guerra. Mi sembra una lettura strana. Io leggo che la polizia è esercitata dalla navi da guerra e le navi devono essere da guerra prima di esercitarla.

    Se anche venisse a cadere il punto 2, dovuto al decreto interministeriale (che non ho trovato a sua volta), rimane il punto 1.

    • Stefano Alì L'autore dell'articolo

      A me la lettura strana pare la limitazione alle acque internazionali, non trova?
      La signora Giudice non nega la funzione di Nave da Guerra (come sta tentando di fare lei)
      Utilizzando cinque parole estrapolate e decontestualizzate dalla sentenza della Corte Costituzionale, la limita alle acque internazionali
      Secondo l’art. 200, o è nave da guerra ovunque o non lo è.
      Poi, da altri articoli lei può desumere ciò che crede

  • Stefano Alì L'autore dell'articolo

    Il 9 luglio, i reati di cui agli arty 1100 del Codice della Navigazione e 337 del Codice Penale non ci saranno già più
    La richiesta di convelida dell’arresto (non di convalida di una misura cautelare) ha come perno l’art. 1100.
    L’arresto in flagranza per quel reato produce ineluttabilmente l’arresto
    La Procura deve chiedere entro 48 ore la convalida e il GIP si deve esprimere entro le successive 48 ore.
    Delle due una
    -Il reato c’è stato? Il giudice deve convalidare l’arresto
    -Il reato non c’è stato? Il giudice non convalida e l’arrestato viene scarcerato
    Il Giudice ha saltato di liana in liana manco fosse stato Tarzan, per negare il reato di cui all’art. 1100
    Quel reato non c’è. Dice il giudice
    E non c’è perché le motovedette della GdF sono “Navi da Guerra” solo in alto mare
    Secondo la sua personale visione, ovviamente

  • Stefano Alì L'autore dell'articolo

    Iniziio dell’articolo 200: «In alto mare, nel mare territoriale, e nei porti esteri dove non sia un’autorità consolare, la polizia sulle navi mercantili nazionali è esercitata dalle navi da guerra italiane.»
    La Giudice non nega che le motovedette della GdF siano “Navi da guerra”. Ne limita la funzione (sulla base di una sua personale lettura della sentenza della Consulta n. 35/2000) solo nel caso operino in “Alto Mare”
    Quella motovedetta, in base al provvedimento interministeriale, svolgeva funzioni di:
    – Difesa
    – Sicurezza interna
    – Supporto infrastrutturale
    Questo la Giudice non ha potuto negarlo.
    Ha dovuto costruire una personale visione secondo cui la GdF svolge funzione di Nave da Guerra solo quando è in “Alto mare”

  • Stefano Alì L'autore dell'articolo

    E dove l’ho scritto? L’Ordinanza doveva convalidare o respingere l’arresto.
    Per respingere l’arresto ha dovuto negare che sia stato violato òìart. 1100 del Cod Navigazione sulla base del quale l’arresto in flagranza è obbligatorio.
    Quindi ha eliminato il capo di impuitazione più “pesante”

  • Tommaso Ercole

    L’udienza del 2 luglio non verteva nel determinare se la Sea Watch stesse violando le regole doganali e/o relative all’immigrazione. Questo avverrà il 9 luglio. Quindi fino a prova contraria il passaggio penso si debba considerare inoffensivo. Quella parte della sentenza sinceramente mi sembra abbastanza logica.

    L’art. 27 oltretutto è stato applicato. Infatti hanno usato l’art. 51 del c.p. italiano.

    Secondo me, però tutto questo funziona se si premette che stesse salvando vite umane. Se dopo il 9 luglio si configurasse qualcosa di completamente diverso allora questa sentenza perde completamente valore.

  • Tommaso Ercole

    Comunque l’art. 200 da solo non basta a trasformare una nave militare in nave da guerra. Infatti si applica “alle navi da guerra” e solo nel caso dei loro rapporti con navi nazionali. Quindi la condizione di essere “da guerra” deve già essere presente grazie a qualche altra clausola. Di tutte gli articoli che ho letto nessuno assegna questo status alle motovedette della GdF (a meno che non siano comandate da ufficiali di marina) se non le due sentenze della Cassazione.

    Ho pero trovato altri articoli che trasformano navi militari in navi da guerra ma validi solo per navi straniere in acque nazionali.

    Evidentemente i passaggi importanti sono nella sentenza della Cassazione sez. III 9978/1987 ma non riesco a trovarla per leggerla e sarei molto curioso di farlo per capire la connessione logica fra tutti gli articoli.

    Non mi interessa capire se il Gip Vella ha volutamente ignorato alcune sentenze, sono curioso di capire se la Cassazione può aver sbagliato.

  • Tommaso Ercole

    Immagino che potrà diventare così dopo l’udienza del 9 luglio. O forse il gip doveva semplicemente rimandarla.

  • Tommaso Ercole

    Ho letto l’articolo precedente, ma ancora non mi pare di intravedere una relazione fra il concerto dei tre ministri e il fatto che le navi della difesa siano navi da guerra. Secondo il trattato https://www.minambiente.it/sites/default/files/Convenzione_10_dicembre_1982.pdf a cui l’italia ha aderito art. 27, serve che a comandare la nave sia un Ufficiale della Marina. Esiste uno scritto che confermi la “promozione” a nave da guerra che si possa leggere a conferma della sua interpretazione?
    Inoltre gli articoli 5 e 6 della 1409/1956 sono leggi speciali che riguardano solo i capitani di navi nazionali (ancora…. esiste qualche emendamento che le cambi? non ho trovato niente) e richiamano espressamente LE PENE degli art. 1099 e 1100 e non dicono che gli art. 1099 e 1100 si applicano anche a quelle navi. E in base a questo è la corte di cassazione che nel 2006 ha cannato il motivo per cui dovevano rifiutare il ricorso. Infatti gli art. 5 e 6 si adeguavano al caso perchè la nave di quel caso era nazionale, non perchè la motovedetta era da guerra (a meno che non sussista una delle altre condizioni chiaramente). O almeno questo si capisce leggendo tutti gli articoli citati.

    Mi rimane ancora comunque il caso che trovo riscontro della frase citata dal Gip SOLO nella sentenza 35/2000. Non riesco a trovare nessun’altro trattato che dichiari che una nave militare in acque non territoriali debba essere considerata nave da guerra.

    • Stefano Alì L'autore dell'articolo

      L’articolo 200 del Codice della Navigazione (riportato in questo stesso articolo)
      Una Nave militare che svolga funzioni di polizia deve essere considerata da guerra sia in acque territoriali sia “in alto mare”

      • Stefano Alì L'autore dell'articolo

        In ogni caso, meno male che l’articolo l’ho pubblicato ieri. Oggi queste stesse cose le dice un ex Presidente di sezione della Cassazione
        P.S.: Il “noto parlamentare, ex ufficiale di marina” cui si riferisce S.E. Dubolino è Gregorio De Falco

  • Andrea Catalano

    Aggiungo alcune considerazioni:

    L’articolo 19 della convenzione di Montego Bay dice che lo Stato costiero può impedire il passaggio non inoffensivo di navi mercantili o da guerra straniere che arrecano pregiudizio alla pace, al buon ordine e alla sicurezza dello Stato costiero; il passaggio deve considerarsi “offensivo” qualora la nave straniera minacci o impieghi la forza, compia atti di spionaggio, violi le regole DOGANALI, fiscali, sanitarie o relative all’IMMIGRAZIONE, interferisca con le comunicazioni costiere, inquini le acque in maniera grave e intenzionale.

    L’articolo 27 della convenzione di Montego Bay dice che lo stato costiero puó esercitare la propria legislazione penale in relazione a fatti commessi a bordo di navi straniere quando le conseguenze del reato si estendono allo Stato costiero e quando il reato è di natura tale da recare pregiudizio alla pace dello Stato costiero o al buon ordine del suo mare territoriale.

    Lo speronamento di una nave da guerra (per es. una motovedetta della GdF con funzioni di polizia marittima) in acque territoriali da parte di una nave straniera il cui passaggio é giudicato non inoffensivo é certamente qualificabile come un reato (nella fattispecie resistenza e violenza contro nave da guerra) le cui conseguenze si estendono allo stato costiero e tale da recare pregiudizio alla pace dello Stato costiero o al buon ordine del suo mare territoriale.

    L’unica interpretazione alternativa di un azione del genere (speronamento di una nave da guerra in mare territoriale) é qualificarlo come un vero e proprio atto di guerra.

  • Tommaso Ercole

    Io stavo cercando proprio il testo di tale provvedimento che non sono riuscito a trovare. Il decreto sicurezza bis non cambia nulla rispetto alle altre leggi per quanto riguarda il naviglio militare. Quindi immagino che sia stato scritto qualcosa di particolare all’interno del provvedimento. Ha un riferimento? Inoltre sarei molto interessato di capire da dove salta fuori la frase che riguarda le acque extraterritoriali della sentenza 35/2000. Anche di quello non ho trovato traccia e gli art. 5 e 6 sono validi solo per navi nazionali (non ho trovato traccia neppure per quelli di emendamenti).

    • Stefano Alì L'autore dell'articolo

      Nell’articolo precedente: Decreto sicurezza bis: Salvini depenalizza reati e blatera di arresti
      La frase estrapolata e decontestualizzata dalla GIP è in immagine nell’articolo. Sottolineata in rosso per distinguerla da tutto il resto (sottolineato in blu) che la GIP ha dimenticato di leggere
      Anche gli articoli 5 e 6 costituiscono “Legge Speciale”. Per questo richiamano espressamente gli articoli 1099 e 1100.
      Cosa che il D. Sicurezza bis non fa, comminando, anzi, una “sanzione amministrativa”

  • Andrea Catalano

    errata corrige: ho scritto “nell’art.35 della sentenza della consulta del 2000”, intendevo scrivere “nella sentenza della consulta n. 35 del 2000”

    • Stefano Alì L'autore dell'articolo

      E ripeto che, comunque, quella sentenza non poteva essere utilizzata per la fattispecie.
      Si riferisce all’ammissibilità di un referendum sulla smilitarizzazione della Guardia di Finanza
      Alla Corte Costituzionale bastava anche un solo riferimento alle unità navali della GdF quali navi da guerra per dichiarare il referendum inammissibile.
      Ciò non avrebbe potuto significare che in tutti gli altri casi previsti dall’Ordinamento non lo fossero.
      Eppure, pur facendo un semplice accenno, la Consulta rinvia all’intero articolo 200 del Codice della Navigazione.
      Ma alla Giudice si sono stancati gli occhi e non ha letto

  • Andrea Catalano

    da nessuna parte si dice che le navi della GdF non sono qualificate come navi da guerra all’interno delle acque territoriali. nel momento in cui ad una nave militare vengono attribuite funzioni di polizia essa é qualificata come nave da guerra. nell’art.35 della sentenza della consulta del 2000 si specifica solo uno degli ambiti in cui le navi della GdF sono qualificate come navi da guerra espletanti le funzioni di polizia, e l’espressione usata ha lo scopo di sottolineare la equiparabilitá giuridica delle navi della GdF con le navi della MM espletanti funzioni di polizia anche fuori dalle acque territoriali.

    • Stefano Alì L'autore dell'articolo

      Infatti. Quello che nella sentenza della Consulta è preso solo come “esempio”, rinviando all’intero articolo 200 del Codice della Navigazione, per la Giudice significa che sono navi da guerra solo fuori dalle acque territoriali

  • Stefan FX (@LBKPI)

    Buon giorno Sig. Stefano,
    Questo è uno scandalo enorme. Per me si può paragonare ad un colpo di stato. Ma mi domando e dico : il Salvini non è assistito da un team di legali? Non si può fare ricorso contro questa sentenza eversiva? Qualsiasi criminale può far ricorsi su ricorsi e lo Stato no?
    Qui siamo alla follia. Il legislativo deve riformare la giustizia il più presto possibile.
    Cari saluti

  • Tommaso Ercole

    In realtà tutto l’articolo travisa l’importanza della sentenza 35/2000. Tale sentenza nel dichiarare inammissibile il referendum in oggetto effettua una sommaria ma completa descrizione delle navi della guardia di finanza.

    Proprio nello spezzone incollato dichiara che sono navi militari (non da guerra) e verificando l’art. 1 del D.P.R. 31 dicembre 1973, n. 1199 così si evince.
    Battono bandiera da guerra e sono assimilate a quelle della Regia Marina (assimilate non vuole dire uguali, vuol dire che hanno ruoli simili) e così si evince leggendo i due articoli del R.D. 6 novembre 1930, n. 1643.
    Sono considerate quindi navi militari, anche a seconda dell’art. 11 del codice militare penale di pace, nel quale si evince chiaramente che le navi da guerra sono un gruppo ristretto delle navi militari (tutte le navi da guerra sono militari, ma non viceversa).

    E quindi le due note del contendere:
    La 35/2000 dice che in acque extraterritoriali esercitano funzioni di poliza proprie delle “navi da guerra” (art.200 codice navigazione). Le funzioni di polizia proprie delle navi da guerra sono descritte nell’art.200, le navi della GDF rimangono comunque militari in base a questa frase. Anzi, l’art. 200 lo dice testualmente, il compito di polizia è appannaggio delle navi da guerra (che in base ai tre punti precedenti non comprendono le navi della GDF).

    L’ultima nota da te fatta, evidenzia il riferimento agli art 5 e 6 della legge 13 dicembre 1956, n. 1409, saltato dal giudice. Bene leggendo tali articoli si capisce immediatamente che se il capitano di una nave nazionale non rispetta l’alt o oppone resistenza a delle navi della GDF può essere punito con le stesse pene degli art. 1099 e art. 1100. E ancora le navi della GDF non sono navi da guerra, ma sono solo equiparate a loro. A parte questo, gli art. 5 e 6 si adattano perfettamente alla sentenza 31403 ma non al caso della Sea Watch 3 (che non è una nave nazionale, e con nazionale si intende italiana).

    Ho fatto una ricerca per trovare una legge o un decreto che cambiasse lo status di nave militare della GDF in nave da guerra, ma non ho trovato nulla e la sentenza 35/2000 risulta la più esaustiva descrizione dello status quo per le navi della GDF.

    La sentenza 31403 del 2006 dice che l’art. 6 della 1409 iscrive indirettamente il naviglio della GDF alla categoria nave da guerra per quanto riguarda i reati contestabili dal 1100, ma tralascia di dire che lo stesso articolo lo permette solo nel caso di “capitano di nave nazionale”. Oltretutto, notare come la sentenza dichiari che l’art. 6 punisce con le stesse pene del 1100, e non che venga applicato il 1100 direttamente (a leggerla comunque mi sembra che ci sia un vizio di forma nella descrizione della cosa).

    • Stefano Alì L'autore dell'articolo

      Se alle navi militari vengono affidati compiti di polizia, si configurano in navi da guerra
      Nella fattispecie, il provvedimento interministeriale firmato pure dal Ministro della Difesa ha proprio questo ruolo

I commenti sono chiusi.