TAV Torino Lione: Storia di ordinaria isteria collettiva


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«Il M5S faccia “Mea Culpa” sul TAV Torino Lione». Ma davvero? Perché?

Quella del TAV Torino Lione è una strana vicenda. La colpa della sua realizzazione (ancora neppure certa) sarebbe dell’unico movimento che l’ha sempre osteggiata in ogni modo.

Probabilmente questo post susciterà polemiche, ma io non riesco ad abituarmi a un mondo al contrario. E lo dico da “NoTAV” convinto.

Proprio per le mie convinzioni, mi asterrò dall’approfondimento delle mia valutazioni personali sull’opera in sè, nonostante la reputi inutile, dannosa e troppo costosa.

L’attuale situazione è rappresentata in questa immagine

Il TAV Torino-Lione in una vignetta

Nel tempo, tutti i partiti sono stati “No TAV”. Lo fu la Lega e anche tanti altri. Un solo partito non ha mai cambiato la sua posizione: Il Movimento 5 Stelle.

Eppure, adesso parrebbe che la responsabilità dell’eventuale realizzazione del TAV Torino Lione sia interamente sua.

I passaggi

Il progetto TAV Torino Lione nasce circa trent’anni fa.

Accordi internazionali e ratifiche parlamentari

Il primo accordo internazionale con la Francia fu firmato il 30 Gennaio 2012 (Governo Monti) e ratificato dal Parlamento italiano con Legge 23 Aprile 2014, n° 71 (Governo Renzi).

Quell’accordo venne, poi, modificato con altro firmato il 24 Febbraio 2015 (Governo Renzi) e ratificato con Legge 5 Gennaio 2017, n° 1 (Governo Gentiloni).

Il “Governo Giallo-verde”

Nel “Contratto di Governo” il Tav Torino Lione si legge:

Con riguardo alla Linea ad Alta Velocità Torino Lione, ci impegniamo a ridiscuterne integralmente il progetto nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia

Questo nasce già da una fase di scontro con la Lega, perché una prima versione riportava, invece:

Con riguardo alla Linea ad Alta Velocità Torino Lione, nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia, ci impegniamo a sospendere i lavori esecutivi e ridiscuterne integralmente il progetto

Toninelli avviò una commissione per l’Analisi dei Costi-Benefici che risultò totalmente sfavorevole alla realizzazione dell’opera.

Quindi, l’8 marzo 2019 il Presidente Conte inviava una nota alla TELT, la società italo-francese che si occupa della costruzione della linea Tav, affinché si sospendessero lavori e bandi.

TELT rispondeva che, in assenza di atti giuridicamente rilevanti, avrebbe comunque dato corso alle procedure di gara relative ai lavori in Francia per il tunnel di base e alla pubblicazione delle “manifestazioni di interesse”.

Nel frattempo, Conte intraprendeva una trattativa con la Francia per rivedere il trattato anche alla luce dell’Analisi Costi-Benefici.

La posizione di Francia e Unione Europea

Ovviamente Macron risponde picche. Fondamentalmente per due ragioni

  • Non ha alcuna intenzione di fare un favore a un Governo che considera “ostile”
  • Gli accordi firmati con Monti e Renzi sono estremamente favorevoli alla Francia.

Infatti, l’Unione Europea compartecipava per il 40% del costo complessivo. Il restante 60% dell’opera è a carico di Francia e Italia.

I costi fra Francia e Italia sono  ripartiti rispettivamente al 42,1% e al 57,9%. E questo a fronte del fatto che la galleria è scavata per il 79% in territorio francese e per il 21% in territorio italiano.

Ancora per rendere più difficile il compito di Conte e Toninelli, l’Unione Europea ha incrementato la sua partecipazione fino al 55% del costo complessivo. Fermo restando la ripartizione della restante quota fra Francia e Italia.

Da rilevare che questa decisione viene assunta dopo che la Corte dei Conti Europea aveva bocciato l’intera idea delle Linee ad Alta Velocità in Europa.

Conte e Toninelli hanno le mani legate

Gli accordi internazionali possono essere modificati o rescissi solo in due modi:

  • Con l’accordo delle stesse parti che lo hanno firmato
  • Con una Legge del Parlamento che autorizzi la rescissione degli accordi già ratificati dal Parlamento stesso

Essendo fallita la trattativa con la Francia per l’annullamento dell’accordo, Conte e Toninelli hanno solo due alternative:

  • Dare corso all’accordo e proseguire la realizzazione della TAV Torino Lione
  • Portare in Parlamento una proposta di Legge per autorizzare la rescissione

È stata scelta la seconda strada. L’unica coerente con i convincimenti del Movimento 5 Stelle, anche se ha scarse probabilità di riuscita.

Già, perché in Parlamento c’è una maggioranza “TAVsì”.

Che poi è la stessa maggioranza che non vuole il Reddito Minimo, che vuole annacquare lo “Spazzacorrotti”, che ha votato il finanziamento a Radio Radicale, eccetera.

È quella maggioranza che la Lega sostiene essere l’alternativa per il Movimento 5 Stelle, mentre le votazioni in Aula indicano l’esatto contrario.

Il Movimento 5 Stelle faccia “mea culpa”

E qui si torna all’immagine che ho già inserito sopra

Il TAV Torino-Lione in una vignetta

Prima di parlare delle “colpe” attribuite al Movimento 5 Stelle, vorrei ricordare quali siano stati gli esiti elettorali in Val di Susa nelle ultime tornate elettorali.

Per far questo, rinvio a un mio articolo del maggio 2019: «TAV. Ovvero “Ragionando della politica del consenso”».

I Valsusini hanno votato, sia alle regionali sia alle europee, proprio per quai partiti che facevano campagne elettorali basandosi su “TAVsì”.

È ridicolo sostenere che erano elezioni che non riguardavano la questione del TAV, perché in quelle zone le campagne elettorali sono state basate solo sull’argomento TAV.

Ovviamente quei risultati hanno rafforzato le posizioni dei favorevoli alla TAV e indebolito la posizione dell’unico partito contrario: ilMovimento 5 Stelle.

Se c’è qualcuno che deve fare “mea culpa”, carissimi Valsusini, quel qualcuno siete voi!

Sul TAV Torino Lione il M5S avrebbe dovuto fare/dovrebbe fare

Su ciò che il Movimento 5 Stelle avrebbe dovuto fare o dovrebbe fare ne leggo di tutti i colori.

Manca solo “suicidio di massa” e poi c’è tutto.

Ne cito solo due, che rappresentano l’universo del passato e del presente

  • Avrebbe dovuto sostituire il Direttore Generale Mario Virano e il Direttore Tecnico Maurizio Bufalini
  • Dovrebbe aprire la crisi di Governo

Sul primo punto

Gentili signori, ma non ricordate più che il Movimento 5 Stelle non governa da solo?

Come potete pensare che uno dei due contraenti possa revocare e sostituire d’imperio Virano e Bufalini senza che l’altro partner di Governo abbia da dire la sua?

Secondo punto

La pretesa che venga aperta la crisi di Governo è la più grossa idiozia che abbia mai sentito.

Ribadisco, io sono un convinto NoTAV, ma Lor Signori dovrebbero spiegarmi quale ritengano possa essere il risultato di una eventuale crisi di Governo.

Scoppierebbe il cantiere TAV?

Si avvierebbe una fase in cui tutti i partiti favorevoli si convertirebbero alla causa NoTAV?

Mi dicano, cosa immaginano succederebbe con la crisi di Governo?

Ve lo dico io TELT continuerebbe le procedure e il cantiere andrebbe avanti.

Poi si andrebbe ad elezioni e i Valsusini, anziché punire se stessi, non voterebbero il M5S per punirlo (sic!).

Quindi tutto filerebbe liscio come l’olio per il proseguimento dei lavori.

Sia nel primo sia nel secondo punto sono espresse emerite idiozie!

Il passaggio parlamentare

Gli accordi con la Francia sono stati ratificati per due volte dal Parlamento.

Non può esistere una procedura di annullamento di quegli accodi senza che il Parlamento si esprima.

Ficcatevelo in testa!

E il passaggio parlamentare prefigurato da Conte è finalizzato ad essere l’ultimo strenuo tentativo per bloccare il TAV Torino Lione.

Se avesse voluto proseguirla, sarebbe bastato non fare nulla.

La parola al Parlamento viene consegnata solo perché vengano revocate le leggi di ratifica e, comunque, autorizzata la rescissione unilaterale.

È estremamente probabile che, nonostante anche il pronunciamento della Corte dei Conti Europea la proposta di Legge venga bocciata.

Perché a difenderla ci sarà solo il Movimento 5 Stelle contro tutti gli altri e, sopratutto, le lobby degli affari e, chissà, pure della ‘ndrangheta.

La difenderà solo il partito che voi Valsusini avete “punito” e voteranno contro tutti gli altri che invece avete votato.

Mi verrebbe da scrivere “chi è causa del suo mal pianga se stesso”, ma oggi mi sento buono.

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2 commenti su “TAV Torino Lione: Storia di ordinaria isteria collettiva

    • Stefano Alì L'autore dell'articolo

      La criminalizzazione dei NoTAV da parte degli affaristi TAVsì c’è sempre stata.
      Il TAV è un’opera che non ha alcun senso, oltre agli affari di chi la realizza. In questo articolo, io non entro nel merito di questo discorso. Mi limito agli aspetti procedurali in modo asettico.
      Conte poteva non far niente. Nessuno avrebbe protestato e il TAV sarebbe comunque andato avanti, perché il via libera definitivo lo ha avuto dal Parlamento nel 2017.
      Oppure poteva tentare l’ultima carta: chiedere al Parlamento l’autorizzazione per la rescissione unilaterale dell’accordo internazionale.
      Per dettato Costituzionale, solo il Parlamento ha l’ultima parola sui trattati internazionali

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