Crisi di Governo: Chi farà mancare la maggioranza alle Camere?


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Per quali motivi Salvini apre la crisi di Governo? Un gesto estremo, quasi un suicidio politico.

Salvini apre la crisi di Governo. Accusa il Movimento 5 Stelle di aver fatto mancare la maggioranza, ma a non votare la fiducia alle Camera sarà la Lega.

Devo ammettere di essere rimasto spiazzato. Mai avrei potuto immaginare che Salvini facesse suicidio politico, eppure lo ha fatto.

Probabilmente sperava che le cose andassero diversamente. Forse pensava che Conte si dimettesse in silenzio. Probabilmente non ha ascoltato l’informativa di Conte in Senato, perché lo aveva detto.

Conte aveva annunciato che in Parlamento ha avuto la fiducia e sarebbe stato il Parlamento a sfiduciarlo.

Qui le comunicazioni di Conte alla stampa

Forse Salvini pensava che Conte fosse come lui, che cambia idea più frequentemente delle mutande.

Adesso si trova con il cerino in mano.

Nella sua nota ha scritto

andiamo subito in Parlamento per prendere atto che non c’è più una maggioranza, come evidente dal voto sulla Tav e dai ripetuti insulti a me e alla Lega da parte degli “alleati”, e restituiamo velocemente la parola agli elettori

“Prendiamo atto che non c’è più una maggioranza, come evidente dal voto sulla TAV”, dice lui.

Quindi è il M5S ad aver fatto mancare la maggioranza?

Beh, il voto in Parlamento dimostrerà che sarà la Lega a non votare la fiducia e a far mancare la maggioranza. E sarà l’ultima mistificazione di una lunga serie.

E, tra l’altro, la Lega aveva già concordato questa crisi col PD. Notare la data del tweet di Alessandra Mussolini: 31 maggio 2019

la crisi di Governo è frutto di un accordo Lega-PD 

La mozione di sfiducia che apre la crisi di Governo

La Lega ha già presentato la mozione di sfiducia al Senato. Un testo e una motivazione che definirli ridicoli è limitativo.

Quanto agli insulti agli alleati, forse sarebbe meglio se stesse proprio zitto.

Cosa c’è dietro questo “gesto estremo” che apre la crisi di Governo?

Getta il Paese nel caos per capitalizzare il successo elettorale ottenuto alle europee e che i sondaggi continuano ad attribuirgli.

Infatti chiede che gli italiani gli diano “Pieni Poteri”. Retaggio di periodi che non dovrebbero mai più tornare.

Ma ci sono altri nodi che vengono al pettine e interessi in gioco che, nel suo tornaconto, bilanciano il danno che sta facendo agli italiani?

Flat Tax

È stato il suo mantra. Tutto chiaro, tutto fatto e tutto pronto, ma nessuno ha mai visto neppure uno straccio di bozza.

Anzi, fino a giugno il sottosegretario Garavaglia dava risposte surreali: “Quali sono le coperture della flat tax? Non le dico altrimenti Di Maio me le ruba…”.

E questo mentre Di Maio sosteneva “si puo’ fare una manovra anche in deficit se si creano posti di lavoro”, e “se si abbassa il cuneo fiscale aumenteremmo i posti di lavoro in Italia e presenteremo la nostra proposta in legge di Bilancio”.

Già, perché mentre la Lega giocava a nascondino con la flat tax (rimasta un “animale mitologico” che nessuno ha mai visto), Di Maio approntava il taglio del cuneo fiscale.

La flat tax non c’è. Non c’è mai stata e prima o poi il bluff sarebbe stato scoperto.

Con l’apertura della crisi di Governo il problema non si pone più.

Crisi di Governo per “troppi no

Salvini scrive nella sua nota:

Inutile andare avanti a colpi di NO e di litigi, come nelle ultime settimane, gli Italiani hanno bisogno di certezze e di un governo che faccia, non di “Signor No”

Secondo “Affari Italiani”, da fonti Lega spiegano «che la crisi era comunque nell’aria, considerando i tanti, troppi NO sullo choc fiscale, sulla riforma della giustizia, sull’autonomia regionale e su altri temi. Decisiva per la rottura di oggi è stata anche la scelta del M5S di votare a favore di Ursula von der Leyen come presidente della Commissione europea al Parlamento di Strasburgo».

Del “NO sullo choc fiscale” ne ho appena parlato. Quale choc se non è mai stato proposto un provvedimento? A dirla tutta, anzi, il M5S ha continuato a chiedere che venisse portato in Consiglio dei Ministri, valutato e approvato.

Ma se non è mai stato presentato, neppure a livello di prima bozza, su cosa ci sarebbe stato il “NO”?

Piuttosto, con la crisi di Governo, il “NO” è della Lega all’abbattimento del cuneo fiscale!

Riforma della giustizia

È strano che Salvini sostenga che il M5S abbia detto NO alla riforma della Giustizia.

Il provvedimento è stato predisposto dal Ministro Bonafede in stretta collaborazione con la Ministro della Funzione Pubblica, Bongiorno.

Quindi perché il M5S avrebbe dovuto dire di NO?

E a cosa, esattamente? Al tentativo di imbavagliare le intercettazioni? Al tentativo di bloccare la riforma della prescrizione, così da salvare Berlusconi e tanti inquisiti della Lega? Oppure all’abolizione dei reati di abuso d’ufficio e danno erariale?

Già, perché Salvini dice che le parti sociali gli avrebbero chiesto questo.

In realtà è molto più probabile che a chiederglielo siano stati i vari Rixi, Fontana, Garavaglia, Apricena, Pazzaglini e i tanti altri indagati della Lega per questi reati.

Qui il Ministro Bonafede spiega come è andata

“Autonomia regionale”

Cosa intendono esattamente per “Autonomia regionale differenziata”? Una secessione incostituzionale vestita a festa? Perché il principio di Zaia è questo:

Sulla storia dell’elezione di Ursula von Der Leyen ne ho già scritto più volte: 

quindi non ci torno.

Certo, però, che è bizzarro che Salvini accusi il Movimento 5 Stelle di aver votato la candidata per cui la Lega aveva dato il via libera.

I provvedimenti adottati

In effetti, solo tre provvedimenti sono stati predisposti dalla Lega:

  • Legittima difesa (che, in realtà, non modifica nulla rispetto alla precedente normativa)
  • Decreto Sicurezza (fatto male, tanto che è stato poi fatto il bis)
  • Decreto Sicurezza bis (fatto ancor peggio del primo e rettificato in sede di conversione con emendamenti del M5S)

Tutto il resto, da “quota 100” al “Reddito di cittadinanza”, passando per il “Decreto Dignità” lo “spazzacorrotti”, “sblocca-cantieri” e tanto altro è stato predisposto dai Ministri M5S.

A proposito del Decreto Dignità, occorre ricordare che i provvedimenti di Di Maio hanno portato l’occupazione ai massimi storici e la disoccupazione ai suoi minimi.

Ed è di pochi giorni fa lo sblocco di ulteriori investimenti in infrastrutture pubbliche

I Ministeri in quota Lega hanno brillato per assenza, a partire dalla stessa Ministro della Funzione Pubblica. E poi Bussetti, Ministro della Pubblica Istruzione, e Centinaio, Ministro dell’Agricoltura.

Di quest’ultimo occorre ricordare il “successo” nella vertenza dei pastori sardi sul costo del latte.

In questo video Manlio Di Stefano lo dice a chiare note.

Tra l’altro, è da rilevare che il vittimismo di Salvini «ripetuti insulti a me e alla Lega da parte degli “alleati”» è completamente fuori luogo. Ancora una volta accusa il M5S di comportamenti suoi

Aperta la crisi di Governo. Che succede, adesso?

L’unica cosa certa è che il Parlamento dovrà votare la fiducia.

La Lega, che accusa il Movimento 5 Stelle di aver fatto mancare la maggioranza, ha già presentato in Senato la mozione di sfiducia.

Così dimostrando che la maggioranza non viene a mancare a causa del M5S.

Preoccupante la scelta delle parole di Salvini:

Chiedo agli italiani se ne hanno la voglia di darmi pieni poteri per fare quel che abbiamo promesso di fare, fino in fondo senza rallentamenti.

Vuole “pieni poteri”?  Roba da brividi! Questo ormai è completamente andato fuori di testa!

Ed esattamente, cosa ha promesso di fare che non abbia potuto fare? Riempire l’Italia di inceneritori per i rifiuti?

Riprendere la trivellazione selvaggia alla ricerca di petrolio?

O forse imbavagliare la stampa sulle intercettazioni che tanto danno hanno fatto ai suoi? Evitare che si blocchi la prescrizione per i suoi indagati?

Cosa, esattamente?

Per il resto, se si andrà al voto o meno lo deciderà il Presidente della Repubblica, non certo Salvini.

Se si andasse al voto in Ottobre

Se la crisi di Governo dovesse portare al voto le conseguenze sarebbero enormi. Molte riforme verrebbero bloccate (Giustizia, taglio dei parlamentari, taglio del cuneo fiscale, salario minimo).

Ma dal punto di vista dell’economia e delle finanze ci sarebbero conseguenze devastanti.

Entro il 27 settembre dovrà essere presentata la “Nota di Aggiornamento” al DEF (Documento di Economia e Finanza), entro il 15 ottobre dovrà essere inviato alla Commissione Europea il Documento Programmatico di bilancio e, infine, entro il 31 dicembre dovrà essere approvata la Legge di Bilancio.

Un voto in ottobre non consentirebbe di rispettare questi termini, perché non si avrebbe l’insediamento del nuovo Governo prima di dicembre 2019/gennaio 2020.

Questo significa che si dovrà ricorrere al cosidetto “Esercizio provvisorio”.

Il primo dei devastanti effetti sarebbe dato dal fatto che scatterebbero automaticamente le “Norme di Salvaguardia” introdotte dai Governi precedenti, fra cui l’aumento dell’IVA.

Quindi è assai probabile che il Presidente Mattarella tenti ogni alternativa possibile prima di sciogliere le Camere o che imbocchi la strada del “Governo balneare”.

Il Governo balneare

Sfiduciato il Governo Conte è possibile che il Presidente della Repubblica dia un incarico per un “Governo balneare”.

Un Presidente del Consiglio “tecnico”, con una lista di Ministri non necessariamente appartenenti ad alcun partito.

Che questo tipo di Governo ottenga o meno la fiducia delle Camere cambia niente.

Gestirà l’ordinaria amministrazione, le elezioni e, presumibilmente, anche gli adempimenti finanziari fino a che non verrà insediato il nuovo Governo.

Insomma, un “Governo tecnico temporaneo”.

Se non si andasse al voto in Ottobre

Nel pomeriggio di ieri è stata diffusa una falsa notizia attribuita all’ADNKronos:

GOVERNO: CONTE RIMETTE L’INCARICO NELLE MANI DI MATTARELLA. MANDATO ESPLORATIVO A GIORGETTI. = ADN049479 POL 0 ADN POL NAZ GOVERNO: GIORGETTI AL QUIRINALE. CONTE SALUTA E AUGURA BUONE VACANZE AI CRONISTI= Roma, 8 ago. (Adnkronos) – Giuseppe Conte ha rimesso il proprio incarico di Presidente del Consiglio nelle mani del Presidente della Repubblica. Non ci sono le condizioni per andare avanti. Torno dai miei alunni, ha detto ai cronisti, che lo attendono per la conferenza stampa in tarda serata. Nel frattempo è atteso al Colle Giorgetti per il conferimento di un mandato esplorativo, come si apprende da fonti del Quirinale. (Sai/Adnkronos) ISSN 2486 – 1222 08-AGO-19 15:23 NNNN.

L’Agenzia ha smentito subito dopo:

ADNKRONOS: PRECISAZIONE AZIENDA SU FAKE NEWS = Roma, 8 ago. (AdnKronos) – Risulta che in alcune chat di parlamentari e giornalisti circola una notizia, relativa alle dimissioni del premier Giuseppe Conte, attribuita all’Adnkronos che l’agenzia non ha mai diffuso. L’Adnkronos, a tutela della propria immagine e della professionalità dei suoi giornalisti, si riserva di adire le vie legali nei confronti degli autori della falsa notizia e di chiunque la diffonda in rete con il marchio Adnkronos. (Red/AdnKronos) ISSN 2465 – 1222 08-AGO-19 16:31 NNNN.

Però è uno scenario possibile per “ragioni di responsabilità”.

I “responsabili”

È lo scenario che Giorgetti persegue fin dal 4 marzo 2018. Il falso lancio di agenzia ha quasi il sapore del “pizzino”, anche per la cura con cui è stato preparato il falso che riportava pure il codice ISSN (International Standard Serial Number).

Dopo aver creato la crisi di Governo non sarà difficile trovare “partiti responsabili” e pure “responsabili sparsi”.

È il disegno di Berlusconi e Giorgetti che venne già reso pubblico a maggio 2018.

La terza via

C’è, infine, un’altra remota possibilità: la mozione di sfiducia potrebbe non avere i numeri in Parlamento.

Senza bisogno di accordi e/o inciuci, che anzi sarebbero deleteri, il periodo ferragostano con parlamentari anche all’estero e interessi convergenti di gruppi e di singoli potrebbero tenere larghe porzioni di parlamentari lontani da Roma.

In tanti, non avendo da “capitalizzare” alcun risultato elettorale, potrebbero essere più interessati alle vacanze con le famiglie, piuttosto che fare una cortesia a Salvini.

Perché di questo si tratta. Una cortesia a Salvini che vuole capitalizzare il suo “millemila”%.

Potrebbero pensare: «Sai che c’è? Tuo è l’interesse. Hai voluto aprire la crisi a ferragosto? Adesso veditela tu».

Si avrebbe così un Governo di minoranza con il solo M5S. I Ministri della Lega andrebbero via (incluso Tria che è in quota Lega).

Sarebbe divertente.

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4 commenti su “Crisi di Governo: Chi farà mancare la maggioranza alle Camere?

  • Marian39

    Tutto giusto. Però non riesco a capire come i 5 Stelle abbiano accettato un accordo di governo con quella masnada di predoni che è la Lega (sempre e più che mai Nord). Cosa speravano da un partito acquistato a suo tempo dal ‘patron milanese come un asset finanziario ? Avrebbero dovuto rimanere in panchina ad attendere che i loro consensi lievitassero ulteriormente.

    • Stefano Alì L'autore dell'articolo

      Avevano sottoscritto un contratto di Governo proprio per questo.
      E, obiettivamente, molti risultati li hanno portati a casa.

      • Marian39

        Sì, ma mentre i grillini cercavano di governare apportando miglioramenti, il leghista ha continuato la sua propaganda privata e personale manipolando viscidamente gli elettori. Ho seguito tutti i video e i tweet in cui veniva recitato il solito refrain: ” Io vorrei, io farei, ma gli altri (M5S) non saranno d’accordo, chissà se me lo faranno fare…) ” Per me nessun limite al pagamento in contanti subito (strizzata d’occhio al cash nero), proposta giustamente stoppata da Di Maio il ‘cattivo’… ” Favorevole a inceneritori e trivelle (strizzata d’occhio alle lobby interessate) ma il ‘cattivo’ Ministro Costa (M5S) lo contrasta immediatamente….” Questa persona è una zecca che si è ingrossata parassitando il Movimento. Alle Europee non sono andata a votare, come altri gruppi della mia zona che simpatizzavano per i grillini (Appennino Centrale). Purtroppo, se non puoi uccidere il parassita, devi uccidere l’organismo che lo nutre. Questa rottura è necessaria. Ripeto, gli Stellati possono contare solo su se stessi: devono ritirarsi, riorganizzarsi all’opposizione e aspettare che gli elettori riacquistino i lumi della ragione. PS – Saluti e complimenti per il Blog.

        • Stefano Alì L'autore dell'articolo

          Grazie per i complimenti.
          Condivido la sua analisi, ma non le conclusioni
          Se Lei e tanti altri che non sono andati a votare per le Europee non fossero andati neppure per le politiche non ci sarebbe stato “il cattivo”
          Avrebbe già potuto fare tutto ciò che gli passava per la testa
          Io sono sempre stato convinto (e lo sarò sempre) che l’astensione non è una protesta
          L’astenuto, semplicemente, non esiste
          Anche astenendosi in massa, non solo il problema non si risolve, ma si aggrava
          È pèroprio l’astensione che rende vigoroso l’organismo “di sistema” in cui il parassita pasce