Taglio dei parlamentari: Menzogne in Senato e l’ultimo bluff di Salvini


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Non ci sono inciuci. È la Democrazia che si ribella all’accozzaglia Salvini-Berlusconi-Meloni. E il taglio dei Parlamentari è l’ultimo bluff.

 

Voto al Senato e taglio dei Parlamentari

Se tutto l’Arco Parlamentare vota contro uno scellerato patto fra le destre di Salvini, Berlusconi e Meloni non si tratta di inciuci. È la Democrazia che non vuole soccombere al volere di uno. E il taglio dei parlamentari è l’ultimo disperato bluff.

Partiamo dalla fine. Partiamo dal voto al quale Matteo Salvini, tanto rispettoso delle Istituzioni, non ha neppure partecipato.

È rimasto in Aula giusto il tempo di fare il suo show e poi è andato via senza neppure ascoltare gli altri.

E dobbiamo partire dal voto finale, perché dimostra quanto sia falsa la narrazione dell’inciucio fra Movimento 5 Stelle e Renzi.

In testa all’articolo il tabellone della votazione.

L’intero Arco Parlamentare si è ribellato a uno scellerato patto fra Salvini, Berlusconi e la Meloni.

Dal Movimento 5 Stelle al Gruppo Misto al Gruppo delle Autonomie che rappresenta tutte le minoranze linguistiche. Certo, passando pure dal PD, tutto il Parlamento è insorto.

La Democrazia ha reagito e ha dimostrato di non tollerare che l’interesse di uno trascini il Paese verso il disastro.

L’interesse di Salvini che ha dimostrato anche nell’Aula del Senato di essere un falso ipocrita..

La Democrazia Parlamentare disegnata dalla Costituzione repubblicana non può consentire che a un singolo vengano riconosciuti “pieni poteri”.

Ma anche nell’Aula del Senato Salvini ha tentato l’ultimo disperato bluff con il finto taglio dei Parlamentari.

Falso, ipocrita e inaffidabile fino all’ultimo. E ieri è stata la sua “Waterloo”, come avevo previsto.

Stabilito che se un patto sciagurato c’è è quello fra Salvini, Berlusconi e la Meloni e non è certo la ribellione dell’intero Arco Parlamentare, esaminiamo lo show di Matteo Salvini.

I Parlamentari alzano il culo e vengono in Parlamento

Il concetto lo aveva già espresso dal palco di Sabaudia la sera dell’8 Agosto

Sul palco gioiosi, festanti e appaudenti, anche Bagnai e Rinaldi.

Quest’ultimo ne ha ben ragione. Sono mesi che lavora per far cadere il Governo.

Ci ha tentato con l’elezione della Von der Leyen (vedi: «Il piano Rinaldi sulla Von Der Leyen: Abbattere il Governo Conte»).

D’altro canto, cosa aspettarsi da uno che è la “Quinta Colonna” della Meloni?

Ma questo ritornello, questa fissazione di mandare gli altri a lavorare è emersa anche ieri.

Il suo show, infatti, è iniziato così

Sia chiaro che io non ho mai sostenuto che i Parlamentari lavorino troppo e debbano riposarsi, ma è certo che diventa offensivo se a invitare gli altri a lavorare è uno che è in vacanza da quando è nato

In rete sono già iniziati i video ironici, ma forse manco tanto. Con il 3% di presenze al Senato, conosce l’uscita? Sa come funziona la discussione e il voto? No, non lo sa. Tanto che è andato via prima del voto. Gli interessava solo fare il suo comizio

E questi al “Papeete Beach”, sono comportamenti “consoni” per un Ministro dell’Interno?

il taglio dei parlamentari di Salvini è una offensiva menzogna, come l'invito ad andare a lavorare mentre lui è in vacanza

Stando a quanto recita il Codice di Comportamento del Ministero perfino l’usciere sarebbe stato già licenziato

E si permette di dire che sono gli altri a non lavorare?

Dare la parola al Popolo: Cosa c’è di più bello?

Altro passaggio falso e ipocrita è quello in cui invoca “la parola al Popolo” quale elemento fondamentale della Democrazia.

È ovvio che dare la parola al Popolo è bello, democratico e trasparente.

Ma non certo ogni qual volta i sondaggi prospettano un possibile cambio di maggioranza.

Votiamo ogni martedì per seguire i sondaggi di Mentana del lunedì?

Oppure, perché no? Anche un giorno si e l’altro no, visto che ogni testata fa i suoi sondaggi?

È questa la Democrazia delineata dalla nostra Costituzione?

Votare ogni qual volta i sondaggi prefigurano una maggioranza diversa?

Ringraziamo la nostra Costituzione che non consente di andare dietro le manie di grandezza dei singoli, perché a me uno che “esorcizza” i contestatori col Rosario fa paura.

Inoltre lo sguardo praticamente vitreo, i lineamenti tirati e il gesto rabbioso con cui “proietta” il Rosario mi fa supporre che possa aver bisogno di aiuto.

In molti sostengono che in Sicilia l’esibizione del Rosario è un messaggio di “fratellanza”, ma pure di vicinanza alla mafia.

È vero, anche se vista la gestualità nel suo complesso sono più propenso a credere che abbia bisogno di aiuto specialistico.

Qualunque sia l’interpretazione corretta, il Parlamento dovrebbe soccombere ai capricci di uno così che vuole andare alle elezioni perché i sondaggi lo danno vincente?

Scherziamo, vero?

Il “Paese Reale” di Matteo Salvini

Questo passaggio è significativo e rivelatore. Cosa intende Matteo Salvini con “Paese Reale”?

Le famiglie? No.

I poveri? No.

I disoccupati? No

Il Paese Reale è Confindustria, Assindustria, Agnelli eccetera

Ed è estremamente strano che contrapponga il “suo” pianeta Terra a quello di Renzi, perché le strutture che cita sono esattamente quelle che hanno indotto Renzi al Jobs Act.

È esattamente per favorire quelle Organizzazioni che Renzi ha distrutto i diritti sociali del lavoro, dei singoli e delle famiglie.

Proprio su richiesta di quelle stesse Organizzazioni Renzi ha tentato di deformare la Costituzione.

Ma alla fine tutto torna.

L’11 agosto, Salvini ha annunciato a Catania l’intento di abrogare il Reddito di Cittadinanza perché gli imprenditori gli hanno detto che non trovano lavoratori disponibili.

Sappiamo, ovviamente, che taluni imprenditori – quelli rappresentati da Salvini – confondono due termini: “lavoratori” e “schiavi”.

Salvini e i suoi “economisti con la B di Berlusconi” sono semplicemente dei “gattopardi”: Cambiare tutto per non cambiare nulla.

Di Rinaldi non parlo neppure. È e resta la “quinta Colonna” di Fratelli d’Italia.

Matteo Salvini, come Berlusconi, è per il liberismo spinto che calpesti i diritti sociali per trovare manodopera a buon mercato.

La Flat Tax

Ecco perché non hanno mai presentato neppure uno straccio di bozza sulla Flat Tax.

Bagnai, Garavaglia e la “gang” avevano trovato le fonti di finanziamento eliminando fondi per lo Stato Sociale.

Ma il Movimento 5 Stelle non doveva sapere.

Taglio dei Parlamentari: La menzogna in Senato

Ecco il passaggio in cui Matteo Salvini tenta di imbogliare l’intera Aula del Senato. Senza rispetto alcuno per l’Istituzione Costituzionale

Esaurito il suo “show”, Matteo Salvini abbandona l’Aula e non partecipa al voto.

Il disprezzo per l’Istituzione è evidente e ricorda quasi antichi avvenimenti che mai dovrebbero tornare alla memoria nella Democrazia Parlamentare di una Istituzione Repubblicana:

Potevo fare di questa Aula sorda e grigia un bivacco di manipoli:
[…]
Potevo: ma non ho, almeno in questo primo tempo, voluto.

Avrebbe potuto e lo ha pure fatto. Che farà quando avrà ottenuto i “pieni poteri”?

Il Senato usato solo come “palco” per fare un comizio. Uno degli innumerevoli dell’ultimo anno e mezzo, invece che lavorare al delicatissimo Ministero dell’Interno

La menzogna portata nell’Istituzione

Il “taglio dei Parlamentari” è un falso

Matteo Salvini abbandona l’Aula dopo il suo intervento.

Non solo non vota, ma non ascolta neppure chi viene dopo. Ha fatto il suo comizio e cala il sipario.

Va ad incontrare i giornalisti nella sua bulimia di “comunicazione”.

Nel frattempo avevo già individuato il falso. Lo comunicai al telefono ad un amico, mentre intervenivo nei social

Nella sua bulimia di comunicazione, Salvini confessa pochissimi minuti dopo ai giornalisti: Nessun taglio dei Parlamentari.

Se ne parla fra 5 anni, ma ora tutto resta com’è

Taglio dei Parlamentari subito? Si, ma anche no. Fra 5 anni.

Nel frattempo avendo “pieni poteri” potrà abrogare anche da solo la Legge Costituzionale.

La “revisione Costituzionale”

Per il taglio dei parlamentari occorre una Legge Costituzionale ai sensi dell’art. 138 della Costituzione

Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione.

Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.

Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.

La Legge Costituzionale è già in seconda lettura. Al Senato la seconda lettura è stata approvata a maggioranza semplice.

Quindi si è in attesa dell’ultima votazione della Camera dei Deputati.

Alla Camera la prima lettura è stata esitata il 9 maggio 2019 e i tre mesi previsti dal comma 1 sono scaduti l’8 agosto.

Perciò dal 9 Agosto la Camera può deliberare in seconda lettura.

Il “trucco” di Salvini

Anche quando venisse approvata alla Camera con i 2/3 dei componenti. resta il fatto che al Senato è stata approvata a maggioranza assoluta.

La previsione del 3° comma, quindi, non può scattare e la Legge può essere pubblicata sulla Gazzetta ufficiale, ma non promulgata.

Infatti entro tre mesi dalla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale diversi soggetti potrebbero chiedere un referendum.

Anche ammesso che la Legge venga approvata definitivamente alla Camera dei Deputati il 16 Agosto, potrà essere pubblicata, ma non promulgata (e quindi non efficace) finché non scadano i termini per la richiesta di referendum: tre mesi.

Se si andasse appresso ai capricci di Matteo Salvini e si votasse a ottobre, la Legge non sarebbe vigente perché i tre mesi dal 16 Agosto (data ipotetica) scadrebbero il 16 Novembre (tre mesi dalla data ipotetica).

A ottobre si voterebbero tutti gli attuali Parlamentari e la riduzione agirebbe fra 5 anni.

Ovviamente nel frattempo, con i “pieni poteri”, potrà tranquillamente abrogare la Legge Costituzionale appena approvata e mai entrata in vigore che prevede il taglio dei parlamentari.

Lo sconsiderato post di Di Maio

Infine non posso esimermi dal rilevare che Di Maio è stanco. Molto stanco e occorre che si riposi e si faccia collaborare.

Luigi Di Maio, infatti, ha immediatamente fatto un post Facebook a dir poco sconsiderato

Tagliamo 345 parlamentari e contestualmente dimezziamo anche gli stipendi di deputati e senatori.

[…]

Per quanto riguarda il voto, il MoVimento 5 Stelle è nato pronto, ma è il Presidente della Repubblica il solo ad indicare la strada per le elezioni. Gli si porti rispetto..

Caro Luigi Di Maio, hai dato la sensazione di volere allungare i tempi con un rilancio: “dimezziamo anche gli stipendi…” e, nel frattempo, di nasconderti dietro il Presidente della Repubblica.

Hai dato la sensazione di sentirti in trappola e di non sapere che dire. Ma quando non si sa cosa dire si tace.

Bastava una sola riga:

Non mi freghi, pagliaccio! Io il taglio lo voglio adesso, non fra 5 anni

Oppure star zitto finché qualcuno che mastichi un minimo di Diritto Costituzionale ti avesse rivelato che si trattava di bluff.

Ringrazio Dio che non si vada al voto a Ottobre perché non ci sarebbe stata la possibilità di riformare una struttura del Movimento 5 Stelle.

E ringrazio Dio perché è evidente che sei stanco. Occorre che tu continui a fare egregiamente il vice presidente del Consiglio e il Ministro.

Ma occorre pure che tu faccia solo ciò che fai egregiamente.

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2 commenti su “Taglio dei parlamentari: Menzogne in Senato e l’ultimo bluff di Salvini

  • Marian39

    Magari fosse l’ultimo ‘bluff’ di Salvini: tanti saluti e ‘a mai più a rivederci ! Non è che il vampirone (metà vamp e metà fanfarone) trama di votare contro la sfiducia a Conte, rimanere incollato al Viminale e succhiare gli ultimi globuli rossi rimasti all’esangue Luigino ? Quello sì che sarebbe un “bluff” letale.

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