Italia di Salvini? Un incubo. E la narrazione leghista è menzogna


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Continua a dire di averla, ma quale sia l’idea di Italia di Salvini sembrava un mistero. In effetti si tratta di un incubo. E le menzogne per riscrivere la realtà sono a chili.

L'Idea di italia di Salvini fa venire i brividi

 

L’Italia di Salvini è un incubo. Dalla sua bulimia social si configura un progetto da accapponare la pelle. Resta anche ferma la tendenza al tradimento politico che pare scritta nel DNA della Lega.

Una Italia indietro di decenni e una Giustizia berlusconianamente garantista. Nel senso che garantisca l’impunità ai colletti bianchi.

Questa è l’Italia di Salvini.

Gli spezzoni video provengono, fondamentalmente, da due fonti

Le altre fonti (video o altro) verranno esplicitamente indicate.

Gli argomenti “core” dell’idea di Italia di Salvini

Partiamo dagli argomenti fondanti della sua idea di Italia per come elencati nella diretta Facebook del 3 Settembre 2019.

Ma se queste sono le sue priorità, perché mai il Movimento 5 Stelle gli avrebbe detto “NO”?

Approfondiamoli uno per uno, cercando si seguire lo stesso ordine.

La riforma fiscale

Verosimilmente si riferisce alla famosa (per alcuni “famigerata”) flat tax, perché ne fa accenno poco prima

Ma di preciso, chi avrebbe detto NO alla flat tax?

Conte e Di Maio sicuramente no.

Di Maio e Conte, anzi, si aspettavano un testo, una proposta di articolato normativo, per come si legge dalle loro dichiarazioni.

Ovviamente, se per finanziare la flat tax si sarebbe dovuto mettere mano allo Stato sociale e “rivedere” il Reddito di Cittadinanza, l’idea di Italia di Salvini sarebbe stata inaccettabile per il M5S.

Perché secondo la Lega parte dei fondi si sarebbero trovati indebolendo il welfare. Era scritto nella famosa “lettera all’UE” di Tria.

Lettera scritta con la “manina” di Bagnai, Giorgetti, Garavaglia e Siri, la “squadra economica” della Lega di cui il M5S non doveva sapere.

Già perché Tria è espressione della Lega.

Attaccarlo, o, addirittura, “sfiducialo” da parte di Borghi è puro teatro e gioco delle parti.

Sarebbe bastato che Salvini lo “ritirasse”, ma se Giovanni Tria concordava ogni mossa con la “squadra economica della Lega”, perché farlo?

Basta ripercorrere il percorso di nomina di Tria per rendersi conto della sua provenienza (tutte le immagini si ingrandiscono al click):

.

Il testo dell’articolato per introdurre la “Flat tax” non esiste. Non è mai esistito.

Si può dire di no a qualcosa che non è mai esistito? Conte e Di Maio aspettavano qualcosa su cui discutere. Quel qualcosa non è mai arrivato.

Giustizia

L’idea di Italia di Salvini in tema di giustizia è stata espressa nella seduta del Senato del 10 Settembre 2019. Evidentemente preoccupato per i suoi, pretende una “giustizia garantista” anche in politica. Il riferimento a Siri e Rixi è lampante.

Quindi, bavaglio alle intercettazioni, limitazione del potere della Magistratura e politici corrotti e mafiosi che possano rivestire cariche ministeriali fino a sentenza definitiva.

Ovviamente, rivedendo anche la prescrizione, in modo da consentire ai suoi di potersi dichiarare “assolti” anche se in effetti semplicemente prescritti.

Stranamente è esattamente quanto denunciato da Bonafede in un suo video: «La Lega dice di no, ma senza proporre alcuna alternativa».

Forse Salvini si vergogna e ha bisogno dei “pieni poteri” per affermare la sua idea di Italia “giusta” senza che nessuno possa mettere becco?

L’Italia di Salvini su scuola e sanità: Privatizzare

Su questo argomento basta ascoltare senza commenti l’intervento in Senato del 10 settembre

Scuola pubblica e sanità pubblica, seppur esplicitamente previste dalla Costituzione, gli fanno venire l’orticaria.

Figurarsi il resto, come la revisione delle concessioni dei monopoli naturali, quali strade e autostrade (trasporti), acqua (diritto fondamentale) eccetera.

Che si sia opposto alla revisione delle concessioni autostradali nonostante il dramma provocato a Genova da Atlantia è noto, peraltro.

L’idea di un privato che possa pure uccidere, sia pur per disattenzione o per minimizzare i rischi e massimizzare i profitti mi fa venire i brividi. Ma questa pare essere l’Italia di Salvini.

Autonomie

Le “autonomie” di Salvini sono in realtà una secessione mascherata.

Perché questa era e resta l’idea di “autonomia” di Zaia e Fontana.

Se qualcuno ricorda il mio vecchio articolo «Lega Nord e Forza Italia: La mafia si scommette» le coincidenze stordiscono. Tutte coincidenze, per carità, ma le domande che sorgono restano non risposte!

Lavoro

Esattamente, cosa, nell’idea di Italia di Salvini andrebbe “riformato”?

Con il Decreto Dignità i contratti a tempo determinato si trasformano a tempo indeterminato e occupazione e disoccupazione hanno raggiunto i livelli, rispettivamente, massimi e minimi dopo decenni. Addirittura secondo la serie storica dalla data di rilevazione dei dati.

Esattamente, quale di questi elementi non coincide con l’idea dell’Italia di Salvini?

Si riferisce all’abrogazione del Reddito di Cittadinanza perché nessuno è più disposto a farsi schiavizzare?

Gli altri NO del Movimento 5 Stelle all’Italia di Salvini: Trivelle e inceneritori

Senza commento alcuno, riporto spezzone del video del 3 settembre. L’idea di Italia di Salvini è riportarla indietro di decenni.

Tutto questo mi fa venire la pelle d’oca. Posso dirlo o è “lesa maestà” del futuro Re d’Italia?

L’Italia della Lega: tradimento e doppio gioco

Affrontato il terrore dell’idea di Italia di Salvini e della Lega, torniamo adesso ai metodi utilizzati: Spregiudicati e cinici.

La Lega ha nel suo DNA il tradimento politico e il doppio gioco.

In precedenti articoli ho già parlato del fatto che nessuno degli argomenti addotti in TV e giornali è presente nella mozione di sfiducia.

Quella mozione di sfiducia rappresenta il più ridicolo degli atti che la storia Repubblicana ricordi.

La motivazione è quindi falsa!

I “troppi NO”, come abbiamo visto, è altra motivazione falsa.

Se chiedi a un Movimento/Partito di rinunciare alla sua essenza stai cercando la lite. È inutile attribuirgli la colpa se ti dice NO.

Cosa resta?

Ah, si. Resta il tradimento per aver votato la Von der Leyen quale Presidente della Commissione europea.

In realtà il tradimento è della Lega.

Ne ho gia scritto

ma negli ultimi giorni si sono aggiunti particolari e dettagli che fanno della lega e dei leghisti dei traditori seriali a tutti gli effetti.

Cosa sapevamo

Sapevamo che Giuseppe Conte al Consiglio Europeo aveva chiuso un accordo sulla Von der Leyen (in assonanza con i Paesi di Visegrád, alleati di Salvini) e che Conte si era tenuto in contatto costante con Di Maio e Salvini. Salvini non ha mai smentito.

Qui la conferenza stampa del Presidente Conte al termine dei lavori e anche uno stralcio

Salvini confermò e “politico.eu” (un osservatorio giornalistico internazionale) ne prese atto

Come ho già scritto in Elezione della Von Der Leyen: la parola della Lega vale uno sputo al sole Borghi e Bagnai sono li per dire agli elettori esattamente quel che vogliono sentirsi dire, per cui il “sor” Borghi placò gli animi.

Domanda: se ci fosse davvero stata una “strategia” fin dal principio, perché Borghi intervenne per placare gli animi dei tifosi leghisti?

Se davvero ci fosse stata strategia sarebbe bastato star zitto, no?

Gli sviluppi

Sappiamo che fu Rinaldi a spezzare “l’incanto” fin dal 3 luglio, mentre da Salvini a Borghi, dalla Donato a Zanni passando per Susanna Ceccardi erano tutti soddisfatti.

Per questi ultimi basta vedere i video inseriti in «Il piano Rinaldi sulla Von Der Leyen: Abbattere il Governo Conte» per rendersene conto.

Sappiamo ormai per certo che Conte aveva detto la verità: L’accordo sulla Von der Leyen era stato chiuso con il pieno accordo di Salvini.

Ulteriore conferma da Di Maio a “DiMartedì” del 10 settembre. Anche in questo caso nessuna smentita da parte di Salvini:

Ecco il motivo di quel famoso tweet lanciato il 3 luglio.

La “strategia della dissimulazione”

In “Elezione della Von Der Leyen: la parola della Lega vale uno sputo al sole” ho riportato alcuni tweet di Borghi secondo cui si poteva collocare l’inizio della “strategia della dissimulazione” intorno al 7 luglio.

Su precisa questione posta da Ignazio Corrao, Borghi risponde con un tweet allegando lo screenshot di una conversazione whatsapp dell’11 luglio:

Traditori seriali

Da questo si può assolutamente concludere che:

  1. L’11 luglio la Lega aveva già deciso di non votare Ursula Von der Leyen
  2. Conte e il Movimento 5 Stelle non sapevano alcunché del voltafaccia, che, anzi, era organizzato proprio perché “devono impazzire”.

Fino al 16 Luglio hanno portato avanti questa “commedia”, coinvolgendo anche il PPE e la stessa Von del Leyen.

Qui Zanni a L’Aria che Tira del 16 luglio

Ricapitolando le parole di Zanni ricordando che la data dell’intervista è 16 luglio e quindi fra i 9 e i 5 giorni dal momento in cui avevano già deciso di non votare la Von der Leyen per “far impazzire” il Movimento 5 Stelle e per ridere per 5 anni (cit. tweet di Borghi):

  • Si erano sentiti, ma chiedevano comunque incontro ufficiale con la Von der Leyen anche per avere garanzie sul Commissario
  • I contatti telefonici erano iniziati la settimana precedente, erano continuati il giorno prima e lo stesso 16 luglio
  • Erano stati coinvolti “pontieri” del PPE

Ma

  • L’accordo cui Salvini aveva dato il via libera il 3-4 luglio prevedeva il Commissario “di peso” per la Lega. Lo aveva detto Conte sin da subito e più volte confermato. Perché dicono di aver bisogno di trattare direttamente con la Von der Leyen per ottenere esattamente ciò che il Presidente del Consiglio aveva già ottenuto per loro?
  • La “strategia della dissimulazione” inizia fra il 7 e l’11 luglio. L’11 Luglio avevano già deciso di non votarla. Quindi le richieste di incontri e interventi di mediazione del PPE erano atti della commedia? Hanno tradito i loro alleati di Viségrad, i loro alleati in Italia e pure il PPE, oltre che tentare di prendere in giro la Von der Leyen?

L’architetto: Antonio Rinaldi

Con una faccia di bronzo monumentale, ecco Antonio Rinaldi a Coffee Break del 13 settembre 2019:

«Noi abbiamo valutato in base alle dichiarazioni pubbliche perché non ci è stata data la possibilità di parlare con lei»

Bizzarro! Proprio Rinaldi aveva già stabilito per tutti che non avrebbero votato la Von der Leyen. E lo aveva stabilito il 3 Luglio, sovrascrivendo il “via libera” di Salvini.

Qui la sua dichiarazione del 3 luglio a Fanpage. Doveva ancora convincere tutto il resto della Lega, ma – a quanto pare – deve esserci riuscito senza troppo sforzo

Come ho scritto in “Il piano Rinaldi sulla Von Der Leyen: Abbattere il Governo Conte“, Rinaldi – che è la “quinta colonna” di Giorgia Meloni dentro la Legapuntava a indurre Conte alle dimissioni.

La Lega riscopre che “occorrono le coperture”

Infine una notizia sconvolgente: Per la Lega occorre individuare le coperture economiche degli interventi, mentre fare deficit è male.

Ricordate la “manovra da 50 miliardi” col massimo del deficit?

Ricordate che quell’essere mitologico definito “Flat Tax” era economicamente coperto, anche se nessuno sa cossa fosse la Flat Tax e da dove venissero le coperture economiche (a parte l’eliminazione dello Stato Sociale)?

Ebbene la Lega riscopre i temi “dove prendono i soldi?” e “facendo deficit?”.

Godetevi i commenti di Rinaldi in sottofondo all’intervento della Bonafè. Sembra improvvisamente preoccupato che le coperture per l’alleggerimento del cuneo fiscale e dell’azzeramento delle rette degli asili nido per i meno abbienti possano essere in deficit.

Strano come la vera natura di uomini e partiti possa emergere dai dettagli, vero?

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18 commenti su “Italia di Salvini? Un incubo. E la narrazione leghista è menzogna

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