Spygate nei media italiani: Crolla la congiura del silenzio?

Primi accenni allo “spygate” nei media italiani. La «congiura del silenzio» comincia a crollare. Barr e Pompeo in Italia.

spygate e media italiani-Roma al centro della tempesta

Trova finalmente spazio lo “spygate” nei media italiani. La situazione viene ancora presentata in modo distorto, ma c’è da apprezzare “lo sforzo”.

Lo “Spygate”

Molti ricorderanno che nella campagna elettorale di Trump ci sarebbero state ingerenze russe che lo avrebbero favorito.

I russi sarebbero arrivati addirittura a trafugare del “materiale sporco” di Hillary Clinton. Si tratta di alcune migliaia di mail, alcune pure dal contenuto “classificato” che la Clinton deteneva illegalmente in un server privato.

Lo scandalo venne denominato “Russiagate” e si è protratto fin dopo l’elezione e l’insediamento di Trump alla Casa Bianca. Dopo, infatti, si chiese l’impeachment.

Pian piano, però, emersero particolari che fecero vacillare la teoria dell’ingerenza russa.

Cominciò a farsi spazio l’ipotesi di una trappola ordita con la complicità di servizi segreti stranieri: Italia, prima fra tutti, e poi Ucraina, Regno Unito e Australia.

Così il “Russiagate” si è evoluto in “Spygate”.

Teniamo presente che pare ormai accertato che tutto sia partito dall’Italia. I Governi Renzi e Gentiloni avrebbero messo i Servizi Segreti italiani al servizio della campagna elettorale della Clinton contro Trump.

Nell’assoluto silenzio dei media, su tutta questa storia ho scritto diversi articoli cui rinvio per approfondimenti:

L’Ucraina

Prima di parlare delle visite di Barr e Pompeo in Italia vorrei puntualizzare ancora un aspetto della telefonata di Trump a Zelenskyj, il Presidente ucraino.

Abbiamo già visto che la narrativa è fuorviante.

Come ho scritto in «Ucrainagate? Nella telefonata Trump e Zelensky parlano di Spygate!», l’argomento della telefonata era proprio lo spygate, non certo Joe Biden che nella trascrizione è quasi incidentale.

Tuttavia, come per lo spygate nei media italiani c’è qualche “disattenzione” anche su questo argomento.

Infatti è assolutamente vero che Biden si è vantato di aver ricattato l’ex Presidente ucraino Porošenko.

Qui il video e qui anche la trascrizione.

A questo deve aggiungersi una dichiarazione giurata resa da Viktor Shokin, ex Procuratore Generale di Stato ucraino.

È stata divulgata da John Solomon, pluripremiato giornalista investigativo che scrive per “The Hill“.

In questa dichiarazione giurata, Shokin testimonia che l’incarico di Procuratore Generale gli è stato revocato proprio per le sue indagini sulla società di cui Hunter Biden, il figlio dell’ex vice presidente di Obama, era componente del Consiglio di Amministrazione.

Ecco il documento

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Will Barr e Mike Pompeo in Italia: compare lo Spygate nei media italiani.

Qualche giorno fa si era saputo della visita del Segretario di Stato USA, Pompeo, in Italia.

E quasi contemporaneamente un tweet di George Papadopoulos svelava che nei giorni precedenti anche il Procuratore Generale di Stato Will Barr (omologo del nostro Ministro della Giustizia) era stato a Roma

Barr era stato in Italia per due giorni, perché l’«Italia ha le chiavi del regno. Governo giusto al momento giusto».

Barr in Italia

Finalmente con un lancio ANSA il 30 settembre arriva l’argomento “Spygate” nei media italiani. Ansa rende noto che nei giorni scorsi effettivamente il Procuratore Generale di Stato USA, Will Barr è stato in Italia.

E così anche il “Corriere” e il “Sole24Ore“.

Ovviamente la narrazione resta fuorviante. Questo il sommario del “Sole24Ore”, ad esempio

Il ministro della Giustizia sarebbe volato a Roma la scorsa settimana, scrivono i giornali americani, per ottenere informazioni al fine di screditare le indagini di Mueller sul Russiagate.

Screditare le indagini di Mueller?

Ma Mueller ha provveduto da solo a screditare se stesso e le sue indagini

Barr avrebbe incontrato “alti funzionari dello Stato italiano” a capo dei servizi segreti, rivelano testate USA e così lascia anche intendere George Papadopoulos nel suo tweet.

Certo, il Wall Street Journal è noto per essere il “megafono” delle notizie che certa parte di CIA e FBI vogliono far trapelare, ma anche in questo caso deve attribuirsi un significato certo alle loro notizie.

Il “Corriere” del 2 ottobre dedica metà della 4^ pagina. Anche Durham era in Italia. Che l’argomento sia stato Russiagate/Spygate quindi è certo. Gli incontri con i vertici dei servizi segreti italiani sono stati autorizzati dal Presidente del Consiglio Conte

Pompeo in Italia

Anche l’agenda di Pompeo è un po’ strana.

Rimane in Europa dall’1 al 6 ottobre. È arrivato in Italia alle 11.20 di giorno 1 ottobre e volerà via giorno 4.

Quindi si ferma per quattro giorni in Italia, poi, in due giorni, toccherà Montenegro, Macedonia e Grecia.

Nessuna visita prevista in Francia e Germania.

E l’agenda italiana pubblicata dall’AGI presenta tanti buchi.

Certo, giovedì 3 ottobre andrà a Pacentro, in Abruzzo:

Giovedì 3 ottobre, infine, il capo della diplomazia Usa si sposterà in Abruzzo per visitare Pacentro, il paese dove nacquero i suoi bisnonni paterni. Lì, hanno fatto sapere da Washington, “incontrerà alcuni leader locali”.

Ma Pacentro è un Comune di soli 1.140 distribuiti su 72,59 Km2.

Il programma dei 4 giorni, oltre alla “visita guidata” di Pacentro prevede un incontro col Presidente Mattarella, uno col Presidente del Consiglio Conte e uno col Ministro degli Esteri Di Maio.

Poi la partecipazione al Palazzo Apostolico per aprire il simposio congiunto, organizzato da Usa e Santa Sede, dal titolo “Sentieri verso il raggiungimento della dignità umana”.

Infine una udienza privata da Papa Francesco.

Roba che in due giorni ha tutto il tempo di fare.

Come impiegherà gli altri due giorni in Italia? Farà il turista come fece Salvini in USA o ha altri incontri e altri appuntamenti?

Boh! Certo è che Mike Pompeo non è che abbia poi tanto tempo da perdere, quindi questa agenda “a groviera” è strana.

Ricapitolando

Secondo la narrazione dei media, Trump sarebbe quasi terrorizzato dalla tempesta scatenata dalla richiesta di impeachment.

E nel pieno di questa “tempesta”, manderebbe in giro per il mondo Barr e Pompeo per fare chiarezza sullo spygate.

Spygate che è proprio l’argomento di quella telefonata di cui viene travisato il contenuto spostandolo sul marginale Joe Biden.

Solo i media possono riuscire ad avvitarsi in narrazioni che non stanno in piedi neppure con i puntelli.

E per Barr non è il primo viaggio in Italia.

Secondo Solomon avrebbe già anche raccolto una dichiarazione registrata dell’ineffabile prof. Mifsud (di cui ho parlato abbondantemente, vedi precedenti articoli).

E poi, di nuovo, a ferragosto, stando a quanto scrive il “Corriere”.

Insomma, sono tempi grami per i Democratici USA, ma pure per i nostri renziani.

I media complici stanno ribaltando la realtà.

Sono i DEM ad aver scatenato questa tempesta nel bicchiere d’acqua come estremo tentativo di screditare ciò che sta per uscire fuori, non il contrario.

Salvini si ingrugna e scoppia lo spygate nei media italiani

Stranamente (ma neanche tanto) anche Salvini ha una reazione isterica

Ma non era amico di Trump? E anziché plaudire a Conte lo critica?

Barr è venuto in Italia a ferragosto. Salvini aveva già aperto la crisi e depositato la mozione di sfiducia l’8 agosto.

Si è tenuto imbullonato alla poltrona di Ministro dell’Interno per poter sapere e avvisare Bannon?

Quello stesso Bannon che l’ultimo fine settimana di Luglio, forse proprio per questo, gli aveva ordinato di affossare il Governo?

Pagina 34 di “7” del Corriere della Sera pubblicato il 9 Agosto. L’intervista è stata rilasciata nell’ultimo fine settimana di luglio

E, di grazia, perché mai il Presidente Conte che ha tenuto le deleghe ai Servizi (come non le aveva mai cedute al “bannoniano” Giorgetti) avrebbe dovuto chiedere il permesso a lui?

Ma almeno comincia ad esserci lo Spygate nei media italiani, che così sono costretti a parlarne. Sia pur travisando la realtà.