Spygate nei media: “Palma d’oro disinformazione” al Fatto Quotidiano


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Dopo mesi di silenzio sullo spygate, nei media italiani parte la gara a chi la spara più grossa. La “Palma d’Oro” va sicuramente al Fatto Quotidiano.

Lo spygate nei media italiani: la disinformazione de "Il Fatto Quotidiano"

La rassegna stampa relativa allo spygate nei media italiani fa venire i brividi. Mesi di silenzio su una tempesta assolutamente prevedibile, in modo da poter adesso disinformare con disinvoltura. La coppa del vincitore a Stefano Feltri de “Il Fatto Quotidiano”.

Chi ha letto i miei articoli sa che da mesi preannuncio che lo “spygate” avrebbe travolto l’Italia.

Non avendo doti divinatorie, evidentemente bastava leggere i documenti ufficiali pubblicati su internet. Ma è lampante che ai media nostrani non interessava.

Continuo a chiamarlo “Spygate” per due ragioni

  1. È questa la sua vera denominazione. Quello che nel 2016 era partito come “Russiagate” per definire lo “scandalo” dell’ingerenza russa nelle elezioni presidenziali USA si è trasformato in “Spygate”. Perché sono coinvolti i Servizi Segreti di almeno 4 Paesi. Fra cui l’Italia. E la Russia non c’entra niente;
  2. I giornali usano “Russiagate” per titolare gli accordi di Salvini e Savoini per il petrolio e i rubli russi. Quindi gli stessi giornali non possono definire “Russiagate” anche questa vicenda. A meno di voler intenzionalmente confondere i lettori, ovviamente.

Il mio metodo

Chi  mi legge sa che utilizzo solo fonti ufficiali rilasciate pubblicamente da Organi ufficiali di varia provenienza.

Nei vari articoli sullo spygate ho utilizzato e reso disponibili per lo scaricamento documenti del Congresso USA, per esempio. Oppure video e/o trascrizioni delle audizioni che le Commissioni Giustizia e Intelligence di Camera e Senato USA hanno condotto.

Ho perfino letto decine di atti giudiziari.

Il “caso Stone”

Il caso “Stati Uniti contro Roger Stone jr” che si tiene nella Corte distrettuale della Columbia, ad esempio.

Roger Stone è accusato di aver consegnato ai Russi e a Wikileaks le mail della Clinton trafugate dal server del Partito Democratico.

Tra l’altro, trattandosi anche di documenti “classificati”, la Clinton li deteneva illegalmente in un server privato. Senza le dovute misure di sicurezza.

L’altro “caso Stone” ed altri

Non pubblico proprio tutto, ma di certo non faccio la selezione “a convenienza”. Il fatto è che i documenti sono tutti convergenti: il “Russiagate” del 2016 fu una bufala inventata e costruita.

Fra i documenti che non ho pubblicato, ad esempio c’è una sentenza della Corte distrettuale di New York sud (Manhattan).

Nasce da una denuncia del Partito Democratico USA contro una presunta associazione a delinquere costituita da: Federazione Russa, società che ha gestito la campagna di Trump, figlio di Trump, Papadopoulos, Joseph Mifsud, Roger Stone e altri.

L’accusa: aver sabotato la campagna elettorale della Clinton.

La lettera del Presidente della Commissione Giustizia del Senato USA

Premesso che la Corte ha rigettato la denuncia, respinto tutte le accuse e archiviato il caso, restano alcune domande:

  1. Come mai se il Partito Democratico grida al complotto inesistente nessuno fa una piega, ma se lo fa Trump è paranoia?
  2. Perché se il Partito Democratico USA denuncia Mifsud nessuno alza un sopracciglio, mentre se Trump cerca di capire cosa sia successo nel 2016 è paranoico e c’è «l’aiutino di Conte a Trump: offre gli 007 per i suoi piani»? (cit Stefano Feltri e Carlo Tecce da “Il Fatto Quotidiano” del 3 ottobre. Vedi immagine sotto. Tutte le immagini si ingrandiscono al click);
  3. Il 2 ottobre il Presidente della Commissione Giustizia del Senato USA scrive a Morrison (Presidente australiano), Conte e Johnson (Presidente del Regno Unito).

    Spiega che c’è una indagine federale in corso e che Barr e Durham stanno solo facendo il loro lavoro. Chiede che Italia, Regno Unito e Australia continuino a collaborare. Qualcuno legge gli atti ufficiali o solo le veline passate dal Partito Democratico USA?
spygate nei media: palma d'oro disinformazione. Il "Fatto" del 3 ottobre

Il Fatto Quotidiano – 3 ottobre 2019

Il Fatto Quotidiano – 4 ottobre 2019

Seguito de “Il Fatto Quotidiano”- 4 ottobre 2019


 

Spygate nei media e la disinformazione de “Il Fatto Quotidiano”

Per quale ragione Stefano Feltri e Carlo Tecce sembrano non aver letto null’altro che il New York Times del 30 settembre?

Qui l’articolo del New York Times trascritto in “forma libera” e qui la traduzione automatica google (da prendere con le pinze, ovviamente).

Quindi la narrazione del New York Times si incentra sul “guadagno personale” di Trump.

Per Stefano Feltri e Carlo Tecce (e perciò “Il Fatto Quotidiano”), Conte avrebbe usato gli 007 italiani per fare una cortesia personale a Donald Trump. Ma non è così!

In USA va avanti da mesi, ma lo spygate nei media italiani compare solo adesso.

E in modo assolutamente distorto.

Perché Feltri e “Il Fatto Quotidiano” non leggono l’ormai poderosa documentazione del Congresso USA e dei vari Tribunali, piuttosto che affidarsi al Wall Street Journal, al New York Times e al Daily Beast?

I documenti ufficiali a mia disposizione sono a disposizione di chiunque.

A Feltri e Tecce non interessano?

Spero che invece il loro obiettivo non sia proprio la disinformazione. Anche se ci credo pochissimo.

Infine Matteo Salvini

La propaganda di Matteo Salvini ha impiegato mesi per propinarci la narrazione della Lega coccolata da Trump.

L’unica voce solitaria a sostenere il contrario è stata la mia, ma adesso Salvini getta la maschera.

Attacca Conte cavalcando l’onda del favore personale di Conte a Trump.

Al Senato sarebbe stata presentata una interrogazione con prima firma di Lucia Borgonzoni.

Salvini ha dichiarato:

Se Conte usa per interessi personali le istituzioni dello Stato lo venga a spiegare e se ha nascosto iniziative commerciali e professionali sarebbero due fatti di enorme gravità che in un paese civile comporterebbero le dimissioni un’ora dopo, vediamo se ci tiene tanto alla trasparenza, aspettiamo le sue risposte

Ora, a parte che non è così, come ho già dimostrato, ma anche lo fosse, non dovrebbe essere contento?

Non era lui l’alleato prediletto di Trump?

No. Non lo è mai stato.

Salvini è succube di Bannon che Trump ha mollato già da tempo, per come ho scritto più volte.

E la stessa cosa accadrà con Putin.

Salvini è alleato dell’estrema destra russa incarnata da Dugin che, al contrario della narrazione propagandistica, con Putin non c’entra nulla.

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4 commenti su “Spygate nei media: “Palma d’oro disinformazione” al Fatto Quotidiano

  • Marian39

    Fortunatamente, con l’avvento di Internet è possibile difendersi autonomamente dalla ‘disinformazione’. Il Governo Conte non ha fatto una ‘cortesia’ a nessuno nel custodire e mostrare le prove del complotto del ‘russiagate’ contro Trump. Sta semplicemente collaborando alla ricerca della verità dei fatti.
    .
    ” WASHINGTON, DC : ….Barr e John Durham hanno visitato l’Italia, l’Australia e la Gran Bretagna in cerca di prove sulle origini della bufala russa. NE HANNO TROVATE MOLTE. Nelle prossime settimane John Brennan dovrebbe sedersi con John Durham…Si dice che Brennan (capo cia sotto obama n.d.r.) sia molto nervoso…E la verità li ha già portati in Italia per ascoltare la testimonianza del misterioso Joseph Mifsud. Mifsud è un professore maltese con ampi legami con l’intelligence italiana, la CIA e l’FBI…. Barr e Durham hanno ascoltato un AFFIDAVIT registrato da Mifsud. Stanno incontrando i capi dell’ATTUALE agenzia di intelligence italiana. I capi delle tre agenzie di intelligence italiane sono stati licenziati la scorsa primavera a causa del loro ruolo nell’affare Mifsud Brennan…”
    .
    https://www.commdiginews.com/politics-2/ag-william-barr-and-atty-durham-closing-in-on-the-obama-brennan-coup-plotters-123363/
    .
    I capi dell’intelligence italiana, collusi con i clintoniani nel falso russiagate contro Trump, sono stati licenziati a marzo/aprile sotto il Governo Conte 1°. A tale Governo Trump deve gratitudine per la sua collaborazione alla ricerca delle prove sul complotto ordito dal DParty nei suoi confronti. Questo spiega, in modo definitivo, il tweet di sostegno a Giuseppi (che ha sempre trattenuto, e per fortuna, le deleghe ai servizi) E genera anche dubbi su chi ha preteso, con tanta fretta e furia, di andare a nuove elezioni…

    • Stefano Alì L'autore dell'articolo

      Sempre che di “ascoltare un affidavit” si sia trattato e che a Palazzo Margherita non ci sia stato un “6° uomo”.
      La registrazione l’avevano già ascoltata da mesi, d’altro canto

      • Marian39

        AGI – 07 ottobre 2019,07:55
        “Aiutateci a capire chi vuole incastrare Trump, chiede all’Italia un fedelissimo del Presidente: Lindsey Graham, presidente della commissione Giustizia del Senato: assicura all’Agi che sul Russiagate il procuratore generale Barr sta “solo facendo il suo lavoro”. E si aspetta collaborazione da Roma e dagli altri alleati coinvolti nell’inchiesta”. Così il repubblicano Lindsey Graham, presidente della commissione Giustizia del Senato, fedelissimo di Donald Trump, rassicura l’Italia, interpellato dall’Agi sulla lettera che è stata riportata qui sopra da ‘ilcappellopensatore’ :
        .
        https://www.agi.it/estero/russiagate_graham_lettera_conte-6308515/news/2019-10-07/
        .
        Perché l’Italia ha bisogno di essere rassicurata ? Forse perché i due Mattei, non sapendo se prevarrà il DP clintoniano o il GOP trumpiano, cercano di addebitare ogni responsabilità a Conte, casomai ci fossero complicazioni impreviste ?

        • Stefano Alì L'autore dell'articolo

          Si, sto proprio scrivendo un articolo. Probabilmente pronto per dopodomani
          Il 7 ottobre i media si accorgono di una lettera di Graham del 2 ottobre e di cui io scrissi il 4 ottobre rendendola disponibile all’integrale lettura e download
          I nostri media sono da Pulitzer, proprio.
          Il punto sta in una accusa per violazione art. 256 C.P.
          O si tratta di Segreto di Stato o si tratta di divulgazione di notizie di cui è stata vietata la divulgazione
          In entrambi i casi, l’attuate Governo è vincolato al silenzio, perché per far cadere quei vincoli occorre che lo Stato straniero coinvolto dia il placet
          Nel frattempo, l’attuale Governo è obbligato a collaborare

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