Investimenti della Lega e sospetti. Da Arcelor Mittal a Gas Natural

I sospetti investimenti della Lega fra fatti e coincidenze.

investimenti della Lega - Salvini fa il rintronato

Gli investimenti della Lega sollevano dubbi. Da Arcelor Mittal a GE Capital e Gas Natural. Tutti in coincidenza con momenti di forti interessi aziendali nel territorio italiano.

Partiamo da un dato di fatto: Matteo Salvini assume l’aspetto del rincoglionito quando gli viene fatta una domanda scomoda (evento assai raro, in effetti).

Qui quando Mottola di Report gli chiede della presenza di Malofeev al Congresso della Lega del 2013, in cui Salvini divenne Segretario Federale

Qui, invece, la reazione alla domanda relativa ai bond Arcelor Mittal della Lega

stessa faccia rintronata, identiche “sordità” e palese “incapacità” di capire la domanda.

Gli investimenti della Lega e la Legge 96/2012

Occorre precisare che la Legge n° 96 del 06 luglio 2012, art 9, comma 22 dispone:

È fatto divieto ai partiti e ai movimenti politici di cui al comma 1 di investire la propria liquidità derivante dalla disponibilità di risorse pubbliche in strumenti finanziari diversi dai titoli emessi da Stati membri dell’Unione europea.

Questo comma non è mai stato modificato a tutt’oggi.

La Legge, non contenendo disposizioni diverse, è entrata in vigore 15 giorni dopo la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Quindi è entrata in vigore il 24 Luglio 2012 (pubblicazione in GU n. 158 del 09-07-2012).

Gli estratti conto

Nel libro di Tizian e Vergine “Il libro nero della Lega” c’è un allegato. Un estratto conto datato 02 dicembre 2013:

Troviamo diversi investimenti in titoli che non sembrano in linea con il disposto di Legge:

GE Capital, controllata di General Electric (€ 200.000), Gas Natural (€ 300.000), Intesa San Paolo (€ 400.000), Arcelor Mittal (€ 300.000), Mediobanca (€ 100.000), Telecom Italia (€ 300.000), Mediobanca FR (€ 550.000) e persino un “derivato” sull’indice Ftse MIB (€ 380.000) per un totale di € 2.850.000.

Nell’estratto conto del 19 maggio 2014 gli investimenti apparentemente illegali sono circa un terzo, ma permangono: Gas Natural (€ 300.000), Arcelor Mittal (€ 300.000), Mediobanca FR (€ 550.000) per un totale di € 1.150.000;

Eppure la Lega era ben consapevole di essere in violazione di Legge.

Secondo gli autori, infatti, Sparkasse avrebbe inviato una mail con la quale avvisava che la Legge

«vieta ai partiti politici di investire la propria liquidità in strumenti finanziari diversi dai titoli emessi da Stati membri dell’Unione europea»

Ma la Lega non ha dismesso quei titoli.

Anzi, ha spostato il portafoglio dalla Sparkasse di Bolzano all’Unicredit di Vicenza, evidentemente più tollerante.

All’insaputa di Matteo Salvini?

Matteo Salvini diventa Segretario Federale della Lega al Congresso del Lingotto di Torino del 15 dicembre 2013.

È proprio il Congresso cui avrebbe dovuto presenziare anche Konstantin Valeryevič Malofeev.

Nei primi due anni di Segreteria di Salvini viene dimezzata la liquidità e dismessi quasi 3 milioni di Euro in titoli.

È immaginabile che il tesoriere Centemero faccia tutto da solo senza neppure comunicare col Segretario Federale?

EX ILVA: CENTEMERO, BOND LEGA? VENDUTI NEL 2015, PRONTE LE QUERELE“I bond da 300mila euro di Arcelor-Mittal sono stati…

Pubblicato da Lega – Salvini Premier su Venerdì 8 novembre 2019

Gli investimenti della Lega e le strane coincidenze

In rete proliferano le ipotesi. Quegli “investimenti” della Lega potrebbero addirittura non essere tali, ma tangenti.

Ovviamente non ci sono prove. Né io, non essendo giornalista, ho gli strumenti per verificare e quindi confermare o smentire.

Certo è che effettivamente ci sono alcune strane coincidenze temporali.

Gas Natural

Il periodo coincide con il progetto del rigassificatore di Zaule. Ne accenna il Movimento 5 Stelle del Friuli Venezia Giulia

Mediobanca

È il periodo in cui viene deliberato e attuato il piano strategico straordinario per la dismissione di tutte le partecipazioni

Telecom Italia

Viene ceduta al gruppo spagnolo Telefonica e non pare che la Lega si sia stracciata le vesti

Sul finire del 2015 si assisterà anche alla “scalata” del gruppo francese Vivendi

Arcelor Mittal

Scrive Giuliano Foschini su “La Repubblica” del 09/11/2019:

Tornando al tema Arcelor, Repubblica ha ricostruito anche i rapporti tra il partito e l’azienda. Sin dal principio i dirigenti della multinazionale dell’acciaio hanno trovato, infatti, in Salvini e nei suoi uomini anche di governo la sponda migliore per cercare di fermare le spinte anti azienda dei 5 Stelle. È la Lega a firmare un ordine del giorno per evitare che già un anno fa fosse tolto, come effettivamente non accadde, lo scudo penale.

La vicenda più strana accadde però a giugno, quando nel governo giallo-verde spuntò – per paura che la Corte Costituzionale cassasse la norma – l’ipotesi della cancellazione dello scudo penale. Gli uffici legislativi del Mise e gli uomini di Arcelor avevano trovato una sorta di accordo. Ma poi improvvisamente da Londra arrivò la bomba: «Se salta la norma noi andiamo via». «Chi e che partita si sta giocando?» chiese Di Maio, allora ministro allo Sviluppo economico ai suoi. Che gli rivelarono un particolare: pochi giorni prima l’ex sottosegretario leghista Edoardo Rixi aveva avuto un lungo incontro con gli uomini di Arcelor.

General Electric Capital

Si inserisce nella torbida vicenda dell’acquisto di Antonveneta da parte del Monte dei Paschi di Siena.

Scrive Sergio Rizzo ne “Il Pacco”:

Con la scalata alla Abn Amro la Banca Antonveneta è costata al Santander 6,6 miliardi. Ma nel prezzo è compresa anche la controllata Interbanca, che al Monte non interessa e viene per contratto restituita gratis agli spagnoli: che in seguito la venderanno all’americana General Electric ricavandone 953 milioni.

General Electric acquistò Interbanca per il tramite della sua controllata General Electric Capital e, in buona sostanza, Interbanca sarebbe stata pagata due volte.

L’ipotesi che il doppio acquisto di Interbanca possa aver costituito un “fondo” per tangenti non è campata in aria e andrebbe approfondita.

Ma c’è di più. Interbanca e General Electric potrebbero costituire una delle chiavi della morte di David Rossi. Scrive Rizzo che alle 20.16 del 06 marzo 2013, quando Rossi giace già nel vicolo, dal suo telefonino parte una chiamata verso uno strano numero: 4099009.

E coincidenza vuole che

sia anche il numero seriale di un certificato di deposito rilasciato per procura di General Electric dalla Banca popolare di Puglia e Basilicata, filiale di Viadana. È una cittadina di 20 mila abitanti in provincia di Mantova che ha una squadra di rugby sponsorizzata dal Monte dei Paschi: un settore, quello della pubblicità e delle sponsorizzazioni, supervisionato da Rossi. General Electric è il gruppo industriale americano che attraverso la sua controllata Ge Capital ha rilevato Interbanca, l’istituto a medio termine acquistato dal Monte insieme ad Antonveneta e poi restituito gratuitamente al venditore Santander che lo cede per un miliardo agli americani

Di questo strano numero e del filo conduttore fra la Lega e il Monte dei Paschi di Siena ne scrissi già in “Dalla Lega al MPS e a David Rossi: Alcune domande“.

Le “voci” dalla piazza di Siena

In realtà, su quel 6 marzo 2013 nelle piazze di Siena circolano anche altre voci.

Circola addirittura la voce secondo cui quel giorno a Siena fossero presenti Claudio Borghi Aquilini (al tempo non ancora parlamentare) e il deputato leghista Giovanni Fava.

Coincidenza vuole che Fava sia originario di Viadana. Proprio dove sarebbe stato emesso il certificato di deposito n° 4099009 rilasciato per procura di General Electric dalla Banca popolare di Puglia e Basilicata.

Esattamente quella comunità la cui squadra di Rugby dell’On. Giovanni Fava era stata sponsorizzata dal MPS per il tramite di David Rossi con la bellezza di € 800.000 annui dal 2007 al 2010.

Ma di tutto questo ho ampiamente scritto in “Dalla Lega al MPS e a David Rossi: Alcune domande“.

Il punto è che a Siena si sostiene, nientedimeno, che quel pomeriggio del 6 marzo 2013 Borghi e Fava avrebbero incontrato o avrebbero dovuto incontrare proprio David Rossi.

Tengo a precisare che negli atti processuali non ho trovato nulla che confermerebbe tale dicerìa.

La telefonata della Santanchè

Certo, mi si potrà obiettare che non tutto è rinvenibile negli atti processuali.

Ad esempio la telefonata della parlamentare di Fratelli d’Italia, Daniela Santanchè.

Scrive Davide Vecchi nel suo “Il caso David Rossi”:

L’iPhone di Rossi, quella sera, è particolarmente attivo. Alle 21.59, con i magistrati nell’ufficio per il sopralluogo, riceve la chiamata di un’amica di vecchia data di David: Daniela Santanché. Qualcuno prende il cellulare dalla scrivania e risponde: parlano per trentotto secondi.

Ma Rossi era precipitato nel vicolo alle 19.43. Oltre 2 ore prima.

È ovvio che qualche magistrato deve aver chiesto alla Santanchè chi avesse risposto, con chi avesse parlato per 38 secondi e perché e per quale motivo abbia pensato di chiamare Rossi proprio quella sera, giusto?

Eppure negli atti processuali che ho avuto modo di leggere non c’è traccia di questa stranezza.

Non c’è alcuna traccia di una audizione della Santanchè per approfondire quei dettagli. Che, poi, dettagli non sarebbero.

Quindi sono certo che i magistrati abbiano approfondito della telefonata di Daniela Santanché come della presunta presenza di Borghi e Fava a Siena.

Sicuramente negli atti processuali non c’è traccia perché elementi ritenuti irrilevanti e/o rilevati inesistenti e/o falsi.

O magari no?