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Non rappresentando una testata giornalistica – in quanto aggiornato senza periodicità e dipendendo solo dalla mia voglia di scrivere su spunti che mi attirino – questo blog non può in alcun modo essere considerato un prodotto editoriale da sottoporre a registrazione ai sensi della legge n.62 del 2001.

Il Cappello pensatore nasce per caso

Chi sono?

Sono dipendente pubblico.

Nell’Ente per cui lavoro ho prestato servizio per oltre dieci anni presso l’Ufficio del Personale e Gestione delle Risorse umane. Occupandomi di ricostruzioni stipendiali e di carriera, ma soprattutto di contenzioso.

Sono un ultra cinquantenne, padre di due figli che si è svegliato dal torpore della propaganda imposta dai media e ha messo a frutto le sue conoscenze informatiche per assumere cognizioni direttamente dalle fonti, attraverso internet.

Mi si è aperto un mondo. Internet è un pozzo di informazioni. Se solo si ha la voglia di cercarle, piuttosto che accontentarsi della “pappa pronta”.

Si, proprio una “pappa”. Sempre uguale su qualsiasi media, siano esse TV o giornali.

Pensiamoci. Riflettiamoci. Cambiamo canale, ma le notizie sono identiche.

Ci è riconosciuta la sola libertà di scegliere su quale canale ascoltare le medesime notizie, con le stesse identiche “parole chiave”.

Il cosiddetto “mainstream” esiste e ci frega.

Parole e frasi costruite per imprimersi nella mente.

Chi – della mia età – non ricorda le frasi di Calimero o l’uomo in ammollo o cosa bere “contro il logorio della vita moderna”?

Erano pubblicità, ma confrontando i giornali e le notizie dei TG più diffusi, mi sono reso conto che la tecnica è identica. Tutto è “reclame” pubblicitaria che usa parole e frasi “chiave” perché si imprimano nella mente.

L’idea

Da li è nata l’idea.

Chiamiamola “controinformazione”, se volete.

Era un mio dovere nei confronti di me stesso.

Un dovere nei confronti miei e dei miei figli, sopratutto. Anche considerato il fatto che la responsabilità del futuro dei nostri figli è nostra e siamo già colpevoli a sufficienza per avergli creato un futuro “non-futuro”.

Il mio sforzo non ha la velleità di informare o di indurre a credere che ciò che io penso sia corretto.

Spero serva (questo si) a far comprendere che chiunque può – attraverso quell’immenso strumento che è internet – informarsi autonomamente e formarsi una idea che sia sua propria.

Ciascuno di noi ha il diritto/dovere di confrontare con se stesso le proprie convinzioni.

E porre e porsi delle domande e cercare le risposte.

Cosa sarebbe accaduto all’evoluzione sociale se ci si fosse sempre accontentati delle versioni ufficiali? Saremmo ancora alla struttura tolemaica dell’universo. Se Copernico si fosse arreso alla derisione, saremmo ancora convinti che il Sole gira attorno alla terra.

Riflettiamoci prima di accantonare le domande dei “complottisti”.

Stefano Alì